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CNA Liguria – I FONDI EUROPEI VANNO ALLE IMPRESE CHE SONO STATE LA CHIAVE DEL SUCCESSO LIGURE

Gli organi d’informazione liguri hanno dato poco risalto a notizie riguardanti altre Regioni, anche quando queste notizie costituiscono un merito per la nostra Liguria.

Le Regioni d’Europa, quando usufruiscono di risorse UE, devono infatti rendere conto non solo di come le utilizzano, ma devono rispettare dei tempi entro i quali devono resocontare di aver raggiunto i livelli di spesa previsti. Se non riescono a raggiungerli per le date previste, sono guai seri, si rischia di perdere i contributi. Ora – la cosa è nota – purtroppo l’Italia non è un Paese che brilli nell’utilizzo dei fondi, ma generalmente il problema deriva dalle regioni del Sud, che d’altra parte hanno la percentuale più grande di risorse a disposizione, ma faticano a utilizzarla. Lo scorso anno è successo che anche regioni del Centro e del Nord non siano riuscite a centrare gli obiettivi, segnatamente il Lazio e il Piemonte, che, forse non casualmente, hanno poi cambiato Amministrazione.

“La Liguria ha sempre centrato gli obiettivi di spesa, – dice Angelo Matellini, da pochi giorni segretario regionale di CNA LIGURIA – sin dai tempi dei vecchi OB 2 e OB 5B, sino all’ultimo POR, la Liguria ha addirittura centrato la “premialità”, quando la Comunità Europea volle premiare con una maggiorazione di risorse le regioni che in Europa avevano speso prima e meglio delle altre. Il merito è in primo luogo delle piccole e medie imprese liguri, che hanno sempre dimostrato attenzione e capacità d’investimento, sfruttando i contributi messi a disposizione. Bisogna però ricordare anche il grande lavoro svolto dalle associazioni di categoria, CNA in testa (lo dicono i numeri delle domande presentate) nell’attività di animazione economica, fatta di newsletter, giornalini, interventi su quotidiani e TV locali, e fatta soprattutto di contatto diretto con la rete dei nostri uffici e con la realizzazione di decine e decine d’incontri pubblici con le imprese, realizzati capillarmente sui tanti territori della Liguria.”

“La collaborazione con gli Uffici Regionali e la disponibilità all’ascolto da parte dell’Amministrazione e degli Uffici, anche quando avanzavamo critiche costruttive, si è rivelata un punto di forza, tanto che, su spinta dell’Assessore Guccinelli si è arrivati a formare un “Comitato di Pilotaggio” composto da Associazioni e funzionari regionali presso Unioncamere per coadiuvare nella costruzione del nuovo POR, – aggiunge Marco Merli presidente CNA Liguria.  -Ora troviamo giusto che la percentuale di spesa destinata alle imprese abbia avuto un riconoscimento importante, arrivando al 38%, quando nelle altre regioni si aggira sul 30% e, in certi casi è ancor più bassa. Ricordiamo anche che la Liguria è una regione in cui il peso specifico delle microimprese e delle PMI è decisamente più alto rispetto ad altre regioni del Nord Italia, ed è questo tipo di tessuto che ha bisogno di essere sostenuto”.

“Ora la sfida diventa più complessa per tutti – prosegue Matellini – anche per noi. In passato abbiamo fatto un grande lavoro d’informazione e di sensibilizzazione verso le imprese, abbiamo fatto riunioni e incontri, poi abbiamo messo a loro disposizione professionisti di alta qualificazione per sostenerle nella presentazione delle domande. Continueremo a farlo, anche se la sfida nuova non è più nella tradizionale attività di animazione, bensì nella capacità di “accompagnamento”. L’Associazione deve diventare un valore aggiunto per le imprese, intervenendo sui fattori di competitività. Vedo tre punti sui quali intervenire a fianco delle imprese: l’innovazione, l’internazionalizzazione e l’espansione di mercato e la costruzione di reti di aggregazione economica tra imprese. Nell’ultimo POR la Regione ha introdotto un’azione, la 1.2.6. fortemente innovativa, anche se introdotta un po’ “fuori tempo massimo”, e forse mal capita dalle stesse Associazioni e dalla Regione medesima, con una dotazione molto modesta e eccessivamente ripartita. L’idea va ripresa, – conclude Matellini – interpretata in maniera seria e selettiva tra le stesse Associazioni, e deve anch’essa basarsi sui risultati reali. Così potrà servire realmente alle imprese e divenire un possente fattore di crescita.”