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COMITATO

UNA Una “Lettera aperta al Sindaco di S. Margherita Ligure” da parte dei responsabili delle associazioni non politiche aderenti al Comitato “Difendi Santa” è stata inviata stamattina, oltre che al Sindaco (e ai capigruppo consiliari), al Presidente  Regione Liguria, al Soprintendente Beni Ambientali, alla Capitaneria di Porto S. Margherita Ligure e al Presidente dell’Ente Parco Monte di Portofino per evidenziare quelle che sono vere e proprie contraddizioni contenute nella bozza del Piano Urbanistico comunale che circola a S. Margherita Ligure. Tutto questo, in previsione della riunione del prossimo 3 aprile, in cui verrà portato all’approvazione del Consiglio Comunale di S. Margherita Ligure, appunto, un nuovo PUC.
Nella “lettera aperta”, si richiama quanto il Sindaco di S. Margherita dichiarò il 13 febbraio scorso: “… il PUC viene proposto dalla Giunta al Consiglio Comunale. Poi verranno le osservazioni… Se apro prima la discussione si muovono le lobbies”, e quanto ebbe a dichiarare lo scorso 13 marzo: “L’Amministrazione Comunale, preso atto che stralci del Piano Urbanistico Comunale in itinere appaiono su siti internet, segnala che si sono già verificati casi di pubblicazione di versioni apocrife che hanno generato equivoci e fraintendimenti…”
Che la bozza del PUC in circolazione sia vera o aprocrifa, si rileva che, alla voce “Ambito di riqualificazione per sostituzione cantiere Spertini e Valletta”, il documento in circolazione recita:
“L’ipotesi contenuta nelle NCC della Struttura del PUC intende conservare in parte il volume in allora esistente, proponendo per l’area funzioni qualificanti di supporto alle attività di offerta di servizi turistici e alberghieri. Identico obiettivo dovrà essere conseguito per il complesso della Valletta, ove valgono identici obiettivi, compresa la demolizione dell’immobile, la sua ricostruzione al fine di una riqualificazione sia tipologica che formale ed un riuso idoneo”.
Alla voce “Ambito di riqualificazione dell’area portuale”, a proposito della riorganizzazione degli spazi a mare e a terra tra Molo Maloncello e la Banchina Uso di Mare, la “bozza” del PUC recita, tra l’altro: “… Le opere di arredo e del percorso tra Molo Maloncello e Banchina uso di Mare si potranno estendere verso mare con finalità di riqualificazione di un’area altrimenti disarticolata. Indicazioni progettuali di dettaglio: a) molo Maloncello: ammesso il suo prolungamento di circa ml 40 anche con andamento spezzato a chiudere lo specchio acqueo, da completarsi con scogliera della lunghezza di ml 40. L’opera avrà il compito di proteggere l’area antistante piazza della Libertà dagli eventi marini. L’intervento non dovrà superare l’altezza di m 1,50; maggiori altezze sono giustificabili solo attraverso studi che dimostrino come tale esigenza sia richiesta per motivi di sicurezza; b) aree a mare e a terra comprese tra lo fuoruscita a mare del torrente San Siro ed il Castello…”.
A questo punto, preso atto di diverse dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino e riportate dai media, si invita il Sindaco di S. Margherita quale primo responsabile della tutela e dell’ambiente e del paesaggio della città, e prima del prossimo Consiglio Comunale convocato per il 3 aprile prossimo, a smentire categoricamente i sopra riportati contenuti del documento PUC in circolazione (vero o apocrifo che sia), che risultano far propri inaccettabili contenuti e istanze dei Progetti di Nuovo Porto, presentati dalla “Santa Benessere srl” e dalla “ATI Porto Cavour” e ancora in itinere.
Si sottolinea, infatti, che la “bozza” del PUC “incriminato” (che doveva esser pubblicato solo dopo l’approvazione del Consiglio comunale, per evitare l’azione di lobbies), recepisce stralci dei Progetti del Nuovo Porto prima che i medesimi siano stati valutati formalmente dai competenti organi amministrativi e, in ispecie, dalla Conferenza dei Servizi, per ora soltanto convocata.
Per dare paternità paesaggistica a soluzioni proposte per l’Area Ex Spertini, la “bozza” di PUC, inoltre, assume come esistenti strutture giuridicamente (in quanto già abusive) di fatto inesistenti, aprendo la strada a ulteriori barriere cementizie e a speculazioni immobiliari.
La suddetta “bozza” non tiene poi in alcun conto la normativa sulle spiagge libere che impone che l’area ex Spertini venga definitivamente riportata alla piena fruizione della città, con destinazione di spiaggia libera e naturale belvedere sul mare.