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Della Bianca (Riformisti Italiani): ILVA PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Tagliabue   
Venerdì 27 Luglio 2012 12:21

Dopo il provvedimento di sequestro, senza facoltà d'uso, dell'intera area a caldo dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, la situazione diventa ancor più allarmante per lo stabilimento genovese e per i suoi dipendenti.
“A seguito del sequestro dell'industria di Taranto per disastro all'ambiente, i lavoratori temono di rimanere senza un lavoro - dice Della Bianca -. Purtroppo anche per Genova inevitabilmente si apre uno scenario davvero preoccupante. E’ necessario intervenire al più presto.  Oggi, oltre 200 lavoratori dell'Ilva di Cornigliano sono usciti dai cancelli per protestare contro la decisione dei giudici di sequestrare le aree della società a Taranto. La preoccupazione dei dipendenti genovesi è molto forte, perché le lavorazioni svolte a Genova dipendono in gran parte da manufatti provenienti dalla Puglia. Il segretario della Fiom ha detto senza mezzi termini, che tra cinque giorni non avranno più materiale per lavorare. Lo scenario che si apre sull’Ilva del Ponente genovese è quindi sempre più preoccupante”.
Intanto la protesta dei lavoratori andrà avanti ad oltranza, in attesa di avere delle risposte da parte del Presidente del Consiglio Monti.

“Il nostro territorio è sempre più fragile dal punto di vista industriale - spiega Della Bianca -. Realtà importantissime come Finmeccanca, Ansaldo, Centrale del Latte e Ilva rischiano il collasso e noi non possiamo restare a guardare. Il Presidente Burlando è chiaramente preoccupato, proprio per questo motivo mi appello a lui, affinché si attivi in modo deciso per salvaguardare queste realtà  e di conseguenza i posti di lavoro. Chiedo inoltre, in che modo intenda coinvolgere su tale delicata questione il consiglio regionale”.

Il consigliere dei Riformisti Italiani aveva presentato pochi mesi fa un’interrogazione,  per sapere dalla Giunta con quali modalità pensava di intervenire sulla questione, e se intendeva verificare lo stato di attuazione del piano industriale relativo alle bonifiche delle aree di Cornigliano da parte del Gruppo Riva.

“Ricordai, - continua Della Bianca - che l’occupazione risultava di gran lunga inferiore alle 3000 unità che il piano di bonifica del 2005 prevedeva in cambio della consegna delle aree di Cornigliano a Riva. Ad oggi, si parla di sole 1100 unità, più 600 persone con contratti di solidarietà. E’ fondamentale in questo momento storico, tutelare l’occupazione e migliorare la condizione degli occupati. Con la stipula dei contratti di solidarietà si è cercato di salvaguardare i lavoratori in termini salariali e di diritti normativi, ma dal momento che le cose, dopo i fatti di Taranto, rischiano di prendere una brutta piega, è assolutamente necessario correre ai ripari”.

 
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