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CONCERTO DEL 16 DICEMBRE PRESSO L’ABBAZIA DI SAN SIRO DI STRUPPA ORE 16 DI “AMOR SACRO, AMOR PROFANO”

Domenica 16 Dicembre 2018, alle ore 16, il Municipio della Media Val Bisagno, in collaborazione con l’Associazione MUSICAMICA, presentano “AMOR SACRO, AMOR PROFANO”, presso l’Abbazia di San Siro di Struppa, via Di Creto, 64 Genova. Giovanna Savino – flauto

Serena Cozzi – voce narrante e mezzosoprano
Ingresso libero
“……………..un racconto d’amore sacro e d’amor profano.………….Siamo abituati a pensare l’amor divino come disgiunto, se non contrario, dall’amore terreno, troppo spesso identificato con l’amore carnale e di genere.
Prendendo le mosse dalla tela di Tiziano, vogliamo fare camminare e palpitare insieme la mondanità e la spiritualità.
Ecco allora il canto di Monteverdi snodarsi tra parole di abbandono all’amore sensuale, che è però anche apertura sinestetica all’universo delle percezioni emotive, in tutte le sue declinazioni: non ultima, anzi prima ai fini della nostra narrazione, quella del dolore e del risentimento per amore.
In un’epoca dimentica dell’apertura del corpo sull’ultraterreno, diamo voce al canto popolare e alla concretezza di Penelope, da Ulisse abbandonata, nel solco di quella tradizione che vuole Monteverdi autore vicino al cuore dell’umanità.
E coautore, con Tasso, del Combattimento tra Tancredi e Clorinda, testimonianza sensibile della cristianità, portata in gloria attraverso una scena viva di guerra e di eros.
Clorinda riceve battesimo dall’amato Tancredi, ignaro di trafiggere lei dietro l’elmo.
Poniamo allora accento sull’Aminta di Tasso, dove l’amore carnale esalta e custodisce con eleganza lo Spirito, anziché opporvisi. Qui il Satiro, creatura nata in seno alla poesia, canta l’amore sensuale, che è anche spirituale.
E, infine, portiamo una ninna nanna popolare e una lirica di Lorca che, anziché eludere la corporeità in nome di un sacrificio, chiedono un atto di fede, di mistica, che vuole il corpo prezioso strumento dell’Essere, nello stato liminale tra il sonno, ambivalente grembo oscuro del non-essere, e la veglia luminosa della coscienza e dell’amore.
Amore sacro e amor profano, dunque, indissolubilmente sposi. Così nelle musiche eseguite da Giovanna Savino: la spiritualità pragmatica di Bach e di Telemann, l’anelito umano del sentire poetico di Debussy e Honegger.”
Serena Cozzi, voce narrante e mezzosoprano.