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Consegnate quasi 60mila firme in appoggio della Legge Zan

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Genova – Sono state consegnate 59.426 firme in appoggio della Legge Zan, raccolte dal “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”, con sede a Bogliasco, in provincia di Genova, che si è rivolto alla Presidenza della Camera dei Deputati, al Presidente Del Consiglio dei Ministri, al Consiglio di Presidenza, alla Corte Costituzionale, all’Onorevole Alessandro Zan, alle Onorevoli Liliana Segre e Rosa D’Amato, al Dott. Giuseppe Conte e al Presidente Sergio Mattarella.

«Abbiamo lavorato tanto per un risultato del genere» – spiega Aleksandra Matikj, Presidentessa del Comitato – «Già in passato, durante l’incontro del 2 febbraio 2017 presso il Palazzo Montecitorio con l’Onorevole Carlo Leoni, abbiamo consegnato 50mila firme con le quali abbiamo chiesto una Legge contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Le firme erano raccolte per contrastare un gravissimo episodio omofobo che coinvolgevano Don Massimiliano Pusceddu, colui che durante l’omelia disse: “Gli Omosessuali meritano la morte!” Dopo il nostro intervento è stato allontanato dalla sua Cattedra dall’Arcivescovo Arrigo Miglio, anche perché le sue vergognose parole, se fossero state ascoltate dai Gay, avrebbero potuto istigare dei suicidi.

Le nostre ulteriori 10mila firme aggiunte invece provengono dal nostro intervento a difesa del Parroco di Bonassola e Framura Don Giulio Mignani, pesantemente minacciato dalla Curia della Spezia-Sarzana-Brugnato soltanto per essersi rifiutato di benedire le palme come forma di protesta contro il documento della Congregazione per la dottrina della fede che vieta la benedizione delle unioni di coppie omosessuali. Oggi siamo molto contenti perché dopo migliaia di firme a suo favore, non si siano verificati dei provvedimenti nei suoi confronti.

Gli episodi come questi non si possono più sentire. Sono troppi. E non è giusto, dal momento che gli Omosessuali, i Bisessuali e i Transessuali sono Persone, in primis, e meritano di essere tutelati dalla Legge. Una Legge che serve subito, ora.

Nel frattempo, dal 2016 ossia da quando tali firme le stavamo raccogliendo, ad oggi, siamo riusciti a creare il Primo caso giuridico contro l’omofobia: quando Giovanni De Paoli, Consigliere regionale leghista, disse: “Se avessi un figlio gay lo brucerei in un forno.”

La scia di odio contro chi nel 2021 è ancora definito come quello sbagliato, non degno di esistere, inferiore e da deridere, maltrattare, umiliare, è un qualcosa che andrebbe DAVVERO FERMATO. E lo sostiene una Persona che ha subito delle gravissime discriminazioni, perché Migrante e perché ha rifiutato di prostituirsi sul posto di lavoro in cambio del contratto di lavoro rinnovato. Le discriminazioni ci uniscono nella lotta ma, per quello che noi vittime abbiamo passato, sarebbe davvero l’ora di aiutare chi, senza una Legge ufficialmente approvata, rimane il bersaglio di cattiveria che, spesso, porta via tante vite ogni anno in Italia.

Mettiamo una FINE all’odio. Insieme, affinché la Legge Zan venga definitivamente approvata.

Infine accogliamo anche noi la simpatica iniziativa lanciata da Vanity Fair di cui ci aveva informati Matteo Cacioppo dalla Spezia e che, come lui, condividiamo. “Diamoci una mano”, per supportare il DDL Zan contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo», conclude la Matikj.

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