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CONSIGLIO REGIONALE

Nomina amministratore unico di Liguria Digitale

                   Questa mattina si è svolta la votazione, a scrutinio segreto, per eleggere il nuovo Amministratore unico di Liguria Digitale. Paolo Piccini, proposto dalla giunta, ha ottenuto 14 voti, ci sono state 14 schede bianche e 3 schede nulle. Il candidato, quindi, non ha raggiunto il quorum richiesto della maggioranza assoluta, che era di 16 voti.
Nel dibattito prima del voto è intervenuto Sergio Rossetti (Pd), il quale ha annunciato l’astensione sulla candidatura di Piccini ma ha puntualizzato: «Avevamo assistito alla presentazione da parte del precedente amministratore unico in commissione consiliare dei risultati e degli obbiettivi che, di fatto, non sono ancora realizzati». Rossetti ha fatto riferimento alla nuova tessera sanitaria, all’estensione del web nelle scuole e, fra le altre, alla completa messa in rete degli ospedali liguri. «Liguria Digitale, invece, si è occupata di eventi e della comunicazione del presidente Toti, assumendo un compito che avremmo pensato per un altro genere di agenzia». Rossetti ha chiesto infine, che il prossimo amministratore presenti i propri obbiettivi nella competente commissione e «difenda lo scopo sociale per cui l’azienda è nata».
Gianni Pastorino (Rete a Sinistra-Libera-Mente Liguria) ha ribadito l’importante ruolo svolto da Liguria Digitale che «deve mantenere la sua unicità». Un’eventuale riorganizzazione – ha puntualizzato – deve riguardare i servizi e non il personale. Per il consigliere è necessario che la società compia «un salto in avanti», per dare risposte alle problematiche che restano aperte e ha, quindi, auspicato che il nuovo amministratore si presenti in commissione consiliare per rendere esplicita «la progettualità dell’azienda», in particolare per quanto riguarda i progetti nel settore sanitario.  
Raffaella Paita (Pd) ha fatto una premessa: «Non mi permetto di obbiettare sulle capacità del candidato, ma auspico che ci sia un’inversione di rotta. Liguria Digitale – ha aggiunto – non deve più assolvere ad ogni capriccio della comunicazione del presidente Toti, sperperando risorse che sono andate nella comunicazione quando la società era sotto la guida dell’amministratore Bucci e nella successiva fase transitoria». Paita ha spiegato che il nuovo amministratore sarà giudicato in corso d’opera e ha auspicato un controllo serrato fra la mission della società e i compiti che le verranno affidati
   Fabio Tosi (Movimento 5 Stelle) ha auspicato che il nuovo amministratore «riporti la società nelle sue giuste competenze, tralasciando l’acquisto di tappeti rossi e questioni simili, che non hanno portato alcun risultato positivo  dal punto di vista turistico per la nostra regione». Ha quindi riconosciuto le competenze di Piccini, evidenziando la necessità, però, che riferisca nella competente commissione quali saranno i suoi programmi.
Il presidente della giunta Giovanni Toti, ha evidenziato il lavoro svolto da Marco Bucci, spiegando che il suo successore opererà in continuità: «In questi mesi Liguria Digitale ha fatto quel che nei dieci anni precedenti non è stato fatto. La società si è trasferita ad Erzelli, il luogo deputato in questa città – e non scelto dall’amministrazione Toti – ad essere il cuore pulsante dell’innovazione tecnologica, della ricerca e dello sviluppo di quel genere di prodotto». Il presidente ha continuato: «Liguria Digitale ha lavorato con IIT».  Toti ha puntualizzato che Liguria Digitale gestisce i siti della Regione, i siti di promozione turistica, come quelli di servizio ai cittadini: «Credo che il “marketing” territoriale sia un esempio virtuoso di come Liguria Digitale abbia operato in questi mesi, mettendo in sinergia anche il tappeto rosso, che di per sé ritengo sia stata un’ottima idea riscuotendo un ottimo successo». Toti ha ribadito che Liguria Digitale continuerà a fare ricerca, sviluppo e gestione dei siti delle ASL; così come incentiverà e comincerà a sviluppare le ricerche sui “macrodata” legati ai dati che analizza e che elabora insieme con IIT. Il presidente ha puntualizzato che Liguria Digitale è una società di informatica  regionale tra «le più grosse d’Italia ed è giusto abbia vari rami, varie interessenze e la capacità sinergica di mettere in filiera tutta una serie di attività che sono connesse».

 Variante all’area di intervento  “Cantieri aeronautici” di Genova
E’ stata approvata all’unanimità la proposta di deliberazione al Consiglio  “Variante all’area di intervento n. 8 “Cantieri Aeronautici” (Comune di Genova) del Piano Territoriale di Coordinamento per gli Insediamenti Produttivi dell’Area Centrale Ligure (PTC – IP – ACL”. La variante è relativa alla modifica della destinazione  d’uso degli ex cantieri  aeronautici di Genova Sestri Ponente, a seguito della dismissione da parte della Piaggio aero industrie. Per la pratica si è già conclusa la fase della verifica ambientale e adesso  occorre l’atto formale di assenso da parte del Consiglio regionale alla variazione al PTC  regionale, in modo che si possa concludere  l’Accordo di Pianificazione  promosso dal Comune d’intesa con la Regione e l’Autorità Portuale. Con questa modifica al PTC si attribuiscono  nuove destinazioni d’uso al comprensorio per l’insediamento di attività industriali in settori produttivi avanzati in un contesto già strutturato ed integrato nel sistema produttivo del ponente di Genova. La conclusione dell’Accordo  di Pianificazione  è prevista per il prossimo mese di ottobre con la sottoscrizione dell’atto  tra Regione Liguria, Comune di Genova e Autorità Portuale di Sistema Genova-Savona. Il Comune di Genova attende gli atti deliberativi della Regione per poter portare a conclusone il procedimento.
Sono intervenuti nel dibattito Giovanni Lunardon (Pd), Gianni Pastorino (Rete a Sinistra-Libera-MENTE Liguria) e Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle)

Ok a modifiche regolamento del CAL
Con 25 voti a favore (maggioranza di centro destra, Pd e Rete a sinistra&liberaMente Liguria) e 5 astenuti (Mov5Stelle) il Consiglio regionale si è espresso favorevolmente sulla proposta di deliberazione “Modifiche al regolamento interno del Consiglio delle autonomie locali”. Si tratta di adeguamenti di carattere normativo a seguito di nuove disposizioni intervenute a livello nazionale e regionale e di altre modifiche di natura procedurale relative all’organizzazione interna del CAL che, però, non ne modificano i poteri e il ruolo.  La legge regionale 1° febbraio 2011, n. 1 “Disciplina del Consiglio delle Autonomie Locali” stabilisce che la proposta di regolamento interno del Consiglio delle Autonomie Locali sia trasmessa al Consiglio regionale che può formulare, entro trenta giorni, eventuali osservazioni attinenti al raccordo procedurale e funzionale tra il Consiglio delle Autonomie Locali e il Consiglio regionale. Il 13 luglio 2017 scorso il Consiglio delle Autonomie Locali, quindi, ha trasmesso al Consiglio regionale lo schema delle modifiche al proprio Regolamento interno e la I Commissione consiliare, competente per materia, ha espresso parere favorevole nella seduta del 18 settembre 2017.

Riconoscimento presso l’Unesco dei  crocefissi processionali liguri
E’ stato approvato all’unnaimità l’ordine del giorno, che ha come primo firmatario Claudio Muzio (FI) e sottoscritto dal collega del gruppo Angelo Vaccarezza, che chiede alla giunta di sostenere il Priorato Ligure delle Confraternite nella candidatura dei crocefissi processionali liguri come patrimonio Unesco e di supportare le iniziative finalizzate alla promozione culturale e turistica della tradizione dei “Cristi” e delle manifestazioni collegate. A illustrare il documento è stato Angelo Vaccarezza, il quale ha rilevato che si tratta di una tradizione nata in Liguria e poi propagatasi anche in alcune zone del Basso Piemonte con più di 300 Confraternite liguri coinvolte nell’organizzazione delle processioni. Secondo il consigliere «questa tradizione porta con sé elementi che costituiscono per il nostro territorio un indubbio patrimonio artistico, culturale e sociale e vi sono famiglie che si tramandano il compito di portare annualmente in processione i Crocifissi. Le processioni con i “Cristi” rappresentano – ha concluso –  un’occasione per rinsaldare i legami sociali partendo dalla valorizzazione delle più profonde radici storiche e culturali della Liguria e sono un momento di richiamo e di ritrovo per i liguri emigrati».
Nel dibattito sono intervenuti Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini), Sergio Rossetti (Pd), Claudio Muzio (FI), Lilli Lauro (Giovanni Toti Liguria), Gianni Pastorino (Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria) e Andrea Melis (Mov5Stelle).

Il diritto del minore ad una famiglia”
E’ stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno, presentato da Claudio Muzio (FI), e sottoscritto dal collega del gruppo Angelo Vaccarezza, da Andrea Costa (Gruppo misto-Liguria Popolare) e Lilli Lauro (Giovanni Toti Liguria) , che chiede alla giunta di sostenere  la genitorialità con un apposito piano di sussidi in favore di programmi di tipo preventivo a sostegno dei nuclei familiari fragili, in modo da ridurre il rischio di maltrattamento e il conseguente allontanamento dei bambini dal nucleo familiare d’origine. L’ordine del giorno chiede, inoltre, di costituire una “cabina di regia” regionale per un monitoraggio del piano di recupero dei nuclei familiari fragili, curando e attivando i collegamenti istituzionali necessari tra gli assessorati di competenza, i tribunali dei minori, i servizi territoriali  e l’ Ufficio del Garante Regionale per l’infanzia e l’adolescenza, prevedendo anche una anagrafe specifica sui minori fuori famiglia. «La Regione ha implementato a gennaio 2017 la sperimentazione del Programma di intervento per la prevenzione di istituzionalizzazione, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – ha aggiunto – pensato per evitare l’allontanamento dei minori dalle famiglie e il loro inserimento in comunità, estendendo tale programma  anche al Ponente ligure e, su proposta della vicepresidente della Giunta Sonia Viale, sono stati destinati  25mila euro ai due progetti di adesione alla sperimentazione dei distretti sociosanitari n.18 della Spezia e n.7 di Savona».
Nel dibattito sono intervenuti Claudio Muzio (FI), Gianni Pastorino (Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria), Franco Senarega (Lega Nord Liguria – Salvini), Sergio Rossetti (Pd), Andrea Melis (Mov5Stelle) e l’assessore alla sanità Sonia Viale

Quorum: 16 voti

Rinnovo del parco mezzi del trasporto pubblico locale
Su richiesta dell’assessore ai trasporti Gianni Berrino è stata rinviata in commissione la mozione presentata da Marco De Ferrari (Mov5Stelle), e sottoscritta dai colleghi di gruppo, che impegna la giunta ad attuare i piani di rinnovo già previsti, a predisporre un ulteriore piano di rinnovo dei mezzi che preveda la sostituzione di almeno l’8% dei mezzi all’anno per ridurne l’età media, allineandola alla media europea, a elaborare un progetto pilota di sostituzione dei tradizionali bus inquinanti a motore termico con bus elettrici (sul modello di Marsiglia) per le aree intensamente trafficate ad alto rischio di inquinamento atmosferico e acustico e, infine, a ripristinare la filovia Sanremo – Taggia sospendendo il progetto dei bus a idrogeno, in attesa di una sua più adeguata formulazione. Nel documento si rileva che il 66% dei mezzi circolanti in Liguria è classificato uguale o inferiore a EURO 3 mentre, secondo il decreto Madia, è vietata la circolazione di autobus EURO 0 e EURO1 per i contratti di servizio stipulati dopo il 31 dicembre 2017 quindi, «in Liguria, a causa della vetustà dei mezzi e senza la previsione di un piano di rinnovo – ha detto il consigliere – è pericolosamente messo a rischio il servizio di trasporto pubblico locale».
Nel dibattito, oltre l’assessore Berrino, sono intervenuti Gianno Pastorino (Rete a sinistra&liberaMente Liguria) e Giovanni Lunardon (Pd).

Protocollo d’Intesa Regione Liguria – Consorzio Ecocarbon,
Con 16 voti contrari (maggioranza di centro destra), 7 a favore (Mov5Stelle e Rete a sinistra&liberaMente Liguria) e 8 astenuti (Pd), è stata respinta la mozione presentata da Alice Salvatore (Mov5Stelle), e sottoscritta dai colleghi del gruppo, che impegna la giunta a revocare la delibera con la quale è stato approvato un Protocollo d’Intesa Regione Liguria – Consorzio Ecocarbon per lo studio di soluzioni gestionali e tecniche sull’utilizzo del CSS (Combustibile Solido Secondario) e di revocare il relativo Protocollo. Il documento, inoltre, chiede alla giunta di rimandare alla discussione della apposita Commissione consiliare la possibilità di un Protocollo di ricerca sulla chiusura del ciclo dei rifiuti in Liguria secondo i principi della Direttiva UE e utilizzando il supporto di istituzioni pubbliche quali Ispra e Istituzioni Universitarie. «Nelle premesse del Protocollo – ha spiegato il consigliere – si afferma che è necessario incoraggiare la produzione di Combustibili Solidi Secondari (CSS) di alta qualità e aumentare la fiducia in relazione all’utilizzo di detti combustibili, ma questa affermazione è in palese contrasto con le finalità del decreto legislativo 152 del 2006 che, pur prevedendo la possibilità di accordi di programma come quello previsto dalla delibera, li inserisce in un quadro di scenari differenziati che non vedono assolutamente come prioritario il recupero energetico dai rifiuti».
Nel dibattito è intervenuto Francesco Battistini (Rete a sinistra&liberaMente Liguria)

Valorizzazione della ex caserma Gavoglio–Lagaccio di Genova.
E’ stata approvata all’unanimità la mozione, presentata da Sergio Rossetti (Pd), e sottoscritta dal collega di gruppo Giovanni Lunardon, che chiede alla giunta di sostenere il Comune di Genova affinchè, nel caso di partecipazione di soggetti privati e conseguente predisposizione del PUO (Progetto urbanistico operativo), siano attivate celermente le procedure autorizzative per gli interventi di valorizzazione della ex caserma Gavoglio–Lagaccio di Genova. La mozione impegna la giunta, inoltre, ad individuare un intervento regionale qualora espressamente richiesto dall’amministrazione comunale di Genova. Rossetti ha ricordato che nel febbraio del 2014 il Comune avviò la procedura di acquisizione a titolo gratuito della caserma elaborando un programma di valorizzazione sulla base di linee condivise con gli abitanti del quartiere e di istanze culturali e sociali organizzate in reti associative. «Il programma è stato approvato dalla giunta Comunale il 30 giugno 2016 e l’Accordo di Valorizzazione è stato definitivamente sottoscritto con il passaggio dell’area dal Demanio al Comune. Gli abitanti del quartiere – ha spiegato – hanno espresso marcata propensione per uno scenario che comprenda maggiori demolizioni e quindi maggiori spazi verdi in un territorio già provato da problematiche ambientali e caratterizzato da urbanizzazione intensiva».
Nel dibattito sono intervenuti Gianno Pastorino (Rete a sinistra&liberaMente Liguria), Giovanni Lunardon (Pd), Marco De Ferrari (Mov5Stelle). Accolti dai firmatari della mozione due emendamenti proposti dall’assessore all’urbanistica Marco Scajola .

Ok al riconoscimento della figura del caregiver familiare
Approvati all’unanimità una mozione e un ordine del giorno per il riconoscimento della figura del caregiver famigliare.
La mozione, primo firmatario Angelo Vaccarezza (FI), e sottoscritta dal collega di gruppo Claudio Muzio e da Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini), chiede alla giunta di intervenire presso i presidenti del Senato e della Camera, i deputati e il Governo affinché sia data immediata definizione all’iter legislativo del disegno di legge 2128/XVII per riconoscere e tutelare il lavoro svolto dai caregiver familiari e a riconoscerne il valore sociale ed economico per la collettività. Il testo era stato presentato in Senato il 15 novembre 2015 e fino al 24 gennaio 2017, era stato firmato da 94 senatori afferenti ad una gran quantità di partiti e gruppi politici. Il documento impegna, inoltre alla giunta, che la questione sia portata in discussione alla prossima seduta della Conferenza Stato – Regioni per un’espressione ufficiale di volontà in questa direzione. “Prendersi cura di un proprio familiare è una scelta d’amore che deve essere valorizzata e sostenuta dallo Stato. Il caregiver familiare – si legge nel testo – – deve farsi carico dell’organizzazione delle cure e dell’assistenza e può trovarsi, dunque, in una condizione di sofferenza e di disagio, riconducibili ad affaticamento fisico e psicologico, di solitudine, di consapevolezza di non potersi ammalare per le conseguenze che la sua assenza potrebbe provocare, e il sommarsi dei compiti assistenziali a quelli familiari e lavorativi e possibili problemi economici”.
L’ ordine del giorno, presentato da Andrea Melis (Mov5Stelle) e sottoscritto dai colleghi del gruppo, chiede alla giunta di sollecitare il Governo e ipPresidenti di Camera e Senato a proseguire l’iter dei lavori di approvazione del DDL 2128/2015, finalizzato a riconoscere e tutelare il lavoro svolto dai caregiver familiari, instaurato presso la 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale). Melis ha chiesto, inoltre, che la questione sia portata in discussione alla prossima convocazione della Conferenza Stato-Regioni per una sua urgente approvazione e che – sia formalmente riconosciuta a livello regionale la figura giuridica dei Caregivers familiari come avviene in Regioni quali Campania ed Emilia Romagna. «Secondo quanto emerso dalle ricerche condotte su questo delicato tema – ha detto il consigliere – i caregivers familiari, logorati da un carico assistenziale senza pari, sono stati costretti nel 66 per cento dei casi a lasciare del tutto il lavoro e nel 10 per cento a chiedere il part-time o il telelavoro. Secondo un’inchiesta del Servizio di Neurofisiologia Clinica dell’Università di Genova, pubblicata nel 2003, si evince – ha aggiunto – che il 75,8% dei caregivers sono donne e tale percentuale cresce col peggiorare delle condizioni cliniche del paziente».
Nel dibattito comune sui due provvedimenti sono intervenuti Claudio Muzio (FI), Francesco Battistini (Rete a sinistra&liberaMente Liguria) e l’assessore regionale alla sanità Sonia Viale.

Riapertura di ostetricia al San Bartolomeo e attivazione di un pronto soccorso pediatrico h24 nella Val di Magra
Su richiesta dell’assessore alla sanità Sonia Viale, è stata rinviata in commissione per approfondimenti la mozione, presentata da Francesco Battistini (Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria), e sottoscritta dal collega di gruppo Gianni Pastorino, che impegna la giunta «a elaborare un piano per arginare la mobilità passiva (499 parti nel 2016 usciti dalla ASL5 verso altre regioni), produrre un’attrattiva per le neomamme delle vicine aree della Toscana (Lunigiana). Questo – ha spiegato – per incrementare i numeri di parti annui effettuati nel presidio ospedaliero del levante ligure, oggi al di sotto della soglia dei 1000 casi all’anno, che si intendeva, invece, abbondantemente superare con l’accorpamento tra San Bartolomeo di Sarzana e Sant’Andrea della Spezia. Misura questa inefficace visti i dati di 917 parti nel 2016». Battistini ha chiesto, inoltre, uno studio di fattibilità che analizzi la convenienza di riaprire il punto nascita dell’ospedale San Bartolomeo «in modo da costituire un baluardo contro le fughe di pazienti verso la Toscana e creando, tra l’altro, un elemento attrattivo nei confronti del bacino della Lunigiana». Il consigliere ha domandato, infine, uno studio di fattibilità per l’apertura di un pronto soccorso pediatrico h24 sempre presso il San Bartolomeo. Questi studi – ha detto – dovranno essere realizzati, anche con l’ausilio di A.Li.Sa., e i documenti dovranno essere pubblicati, entro 90 giorni dall’approvazione della mozione.
Nel dibattito sono intervenuti Juri Michelucci e Raffaella Paita del Pd e l’assessore regionale alla sanità Sonia Viale, la quale ha spiegato che non ci sono le condizioni finanziarie, normative e di sicurezza assistenziale per la riapertura del reparto di ostetricia al san Bartolomeo e ha chiesto, comunque, il rinvio in commissione del documento per approfondimenti.