Minuto di silenzio in memoria del maresciallo dei carabinieri Di Gennaro
Il presidente dell’Assemblea legislativa Alessandro Piana, dopo avere aperto la seduta, ha chiesto ai consiglieri un minuto di silenzio per ricordare il maresciallo dei carabinieri Vincenzo Carlo Di Gennaro, ucciso in Puglia sabato scorso. «Emerge chiaramente da una prima ricostruzione dei fatti – ha detto il presidente – tutta la particolarità di questo omicidio che non si inserisce nell’ambito di una azione militare di contrasto alla criminalità ma si configura come la rabbiosa, smodata insofferenza nei confronti della legalità. Un gesto che tradisce la protervia di un delinquente abituale nei confronti dello Stato che si permette di sottoporlo a controllo». Il Presidente ha espresso ai famigliari della vittima il cordoglio di tutto il Consiglio regionale.
Approfondimenti sui temi dell’Intesa per il riconoscimento alla Regione Liguria di forme e condizioni particolari di autonomia
La seduta monotematica è stata richiesta dai gruppi di minoranza Pd, Movimento5Stelle, Liguri con Paita
Giovanni Lunardon (Pd) ha illustrato i motivi che hanno spinto i gruppi di minoranza a richiedere la seduta monotematica.
«La scelta relativa all’autonomia differenziata della Liguria va discussa e affrontata con consapevolezza nella sede più idonea, che è il Consiglio regionale, e ci sembrava sorprendente che si arrivasse ad avviare il confronto con il Governo senza un passaggio nell’Aula». Secondo il consigliere il metodo adottato dalla giunta è stato, quindi, inadeguato perché occorreva partecipazione e condivisione sul progetto di autonomia: «Abbiamo assistito a più delibere di giunta e sono stati attivati i tavoli tematici ma una minima parte degli argomenti presentati nei tavoli sono stati inseriti nella delibera e non c’è stata la volontà di coinvolgere i soggetti politici, economici e sociali che avrebbero dovuto essere i protagonisti. Quello sottoposto al governo – ha aggiunto – è sostanzialmente il documento della giunta». Lunardon ha ribadito: «Non c’è nessun pregiudizio sull’autonomia differenziata, ma questa va organizzata bene, con solide basi e con una logica che vada nell’interesse del nostro territorio». Il consigliere ha proseguito: «Noi abbiamo posto il problema della sostenibilità finanziaria. Io credo che una Regione che rivendica l’autonomia deve farlo a ragion veduta, cioè se ritiene di poter esercitare davvero l’autonomia sulle materie che indica». Il consigliere ha rilevato, infatti, che il residuo fiscale della Liguria, è negativo in quanto la Liguria è debitrice da tempo nei confronti dello Stato da 1,5 o 2 miliardi di euro. «Su questo aspetto – ha aggiunto – andava fatta una valutazione preliminare altrimenti la Liguria non sarebbe in grado di gestire l’autonomia». Critiche sono state espresse anche sulla procedura di approvazione, in sede parlamentare, della proposta di autonomia: secondo il consigliere «i tempi di attuazione non saranno brevi e il percorso sarà accidentato». Sui temi specifici, Lunardon ha espresso perplessità sulla regionalizzazione del demanio portuale e sulla modifica della natura giuridica delle Autorità di sistema in società: «In questo modo esse perdono la funzione di regolazione e diventano – ha detto – attori economici» rischiando la perdita di finanziamenti statali e l’indebolimento del sistema portuale italiano, rispetto alla concorrenza degli altri scali europei. Critiche sono state espresse anche sulla proposta di «passaggio alle Regioni della potestà concessoria delle autostrade, che rischia di portare ad un aumento delle tariffe per garantire la manutenzione della rete ligure e gli interventi strutturali». Analoghe critiche anche sulla proposta di riportare in capo alla Regione la rete ferroviaria: secondo Lunardon non ci sono le competenze per garantire l’innovazione e la gestione mentre i costi per l’innovazione, gestita a livello regionale e non nazionale, aumenterebbero. Il consigliere, infine, ha ribadito il proprio parere positivo sull’autonomia finanziaria dei porti con il mantenimento in Regione degli introiti IVA pari al 3%.
Il presidente della giunta Giovanni Toti ha replicato: «Ritengo che quello di oggi sia un dibattito benvenuto e doveroso. Abbiamo sempre detto di condividere questo percorso perché sarà certamente non brevissimo, assolutamente articolato e comporta il rispetto e anche la partecipazione di più poteri del nostro Stato in una decisione che deve essere il più possibile condivisa». Toti ha assicurato che il Consiglio sarà coinvolto anche nella fasi successive, ma ha avvertito: «Io mi auguro che questo possa essere davvero un momento di confronto pragmatico e non diventi un momento di propaganda politica. E questo significa anche che, ogni volta che ci confrontiamo su questo tema, in un percorso che sarà assolutamente articolato, non bisogna ricominciare daccapo rispetto ad alcune cose che sono già state discusse». Nel merito Toti ha specificato: «La costruzione del percorso parte dal costo storico regionalizzato, la medesima costruzione dei livelli di prestazioni essenziali e del corso standard definitivo, che terrà conto dei parametri oggi costitutivi della divisione delle rimesse romane verso le Regioni». Secondo il presidente, «la sostenibilità economica di questo percorso non riguarda solo la Liguria, ma tutte le Regioni che sono interessate». Toti ha aggiunto:. «Ritengo che non ci sia un tema di allarme sulle risorse, così come non credo che vi sia ad oggi la possibilità di dire – ha aggiunto – un’assoluta convenienza sulle riforme. Mi piacerebbe assistere ad un dibattito laico che seguirà i vari passaggi e poi alla fine, quando sarà il momento di siglare un’intesa, con tutte le carte sul tavolo e tutti i numeri, decideremo cosa è più conveniente per la nostra regione. Ma è abbastanza evidente che questa è una scommessa circa la responsabilità e la capacità delle Regioni di adattare al proprio territorio in modo migliore rimesse di finanza derivata del Governo centrale». Sui temi specifici Toti ha spiegato: «Credo che si possa ragionare sui temi della portualità, delle infrastrutture, della gestione dei demani e io sono assolutamente laico, ma da presupposti di una qualche verità. Non ritengo – ha aggiunto – che la politica portuale nazionale abbia avvantaggiato i porti del nostro territorio, così come non ha avvantaggiato i porti più efficienti del sistema italiano ma, al contrario, ha spalmato risorse in modo perequativo rispetto anche ad esigenze territoriali legittime, ma non direttamente collegate e connaturate all’attività della portualità, verso scali che non si sono dimostrati efficaci ed efficienti nel ridare ritorni al Paese». Sul tema delle concessioni autostradali ha aggiunto: «Il tema della concessionaria, che spalma sul territorio nazionale e riversa sui territori locali piani di investimento e canoni concordati con il Governo centrale, non ha prodotto la migliore allocazione delle risorse sul nostro territorio. Della Gronda, si pagano aumenti di pedaggio da molto tempo senza aver realizzato nulla». Rispetto al confronto in Consiglio sul tema dell’autonomia Toti ha ricordato che il primo dibattito è stato quasi un anno fa attraverso una mozione votata all’unanimità: «La mia intenzione è di continuare in questo modo, purché cerchiamo di essere pratici e pragmatici perché, se tutte le volte si riparte con la domanda se è utile o non è utile il tema dell’autonomia differenziata secondo la Costituzione, credo che non faremmo un favore a noi stessi e al Paese».
Dibattito
Gianni Pastorino (Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria) ha aggiunto: «Occorre valutare la diversa capacità economica delle Regioni per cui compararci a realtà come Veneto, Lombardia diventa difficile perché da un punto di vista della capacità finanziaria e Pil la Liguria non partecipa ugualemente al prodotto di questo paese e occorre, quindi, capire come si colloca la Liguria in questo dibattito». Pastorino ha manifestato perplessità anche sull’autonomia portuale: «Su questo tema ho sostenuto in tempi non sospetti che ci vorrebbe una regia regionale ma in tutta la discussione manca un ragionamento: qual è il miglior sistema di allocazione delle risorse? Occorre chiedersi se il sistema che abbiamo è il migliore e se pensiamo che in Regioni con maggiore autonomia la situazione vada bene». A questo proposito Pastorino ha rilevato che spesso l’autonomia «viene scambiata come capacità gestionale e occupazionale, con un incremento delle spese di personale senza valutare l’efficienza della macchina». Il consigliere ha espresso preoccupazione anche sull’ipotesi di una gestione regionale dei trasporti ferroviari e autostradali: «Non credo che saremmo in grado di gestire questo processo».
Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha denunciato l’assenza di dibattito sulla proposta: «Occorreva calendarizzare meglio gli incontri su questa delibera». Il consigliere ha rilevato che i porti sono la voce economica più attiva: «Le opposizioni avevamo chiesto a suo tempo – ha ricordato – che una parte del gettito fiscale della portualità restasse sul territorio per essere reinvestita. Mi domando se a noi, come Regione, conviene chiedere l’autonomia su tutte queste altre materie a 360 gradi, l’impressione – ha detto – è che la Regione vada a caricarsi di ulteriori oneri». Secondo Salvatore, infatti, difficilmente ci sarebbe un adeguato trasferimento di risorse statali su tutti i settori: «Certe proposte risultano sovradimensionate». Il consigliere ha quindi annunciato la presentazione di alcuni ordini del giorno fra cui uno, in particolare, chiede di inserire nella proposta di autonomia di investire una quota parte del gettito fiscale del porto sul territorio, in particolare sul trasporto pubblico locale.
Sergio Rossetti (Pd) ha espresso forti perplessità soprattutto sulla gestione della partita socio-sanitaria in caso di autonomia differenziata. «Ritengo che la discussione rischia di diventare politica e ideologica: o definiamo o costi standard a cui ci dobbiamo attenere per cui chi è più bravo definisce meglio l’offerta ai cittadini oppure seguiamo solo un’onda». Secondo Rossetti , infatti, «mancando il quadro economico in cui ci stiamo muovendo è imprudente fare questa cosa. Io dico – ha aggiunto – che è meglio aspettare e vedere quello che faranno le altre Regioni che, fra l’altro, producono più di quanto lo Stato gli attribuisce e hanno una potenza di fuoco enorme che già ora gli permette di determinare dei processi e di difendersi meglio nei confronti di uno Stato che è loro debitore. Siamo quindi così convinti che, alla fine, ne avremo un vantaggio? Dobbiamo fare dei conti economici – ha concluso – perché noi non possiamo produrre gli stessi processi virtuosi di altre Regioni». Secondo Rossetti il percorso dell’autonomia differenziata, se non interverrà con una fiscalità regionale, rischia di destabilizzare l’attuale sistema sociosanitario.
Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha espresso forti critiche al fatto che nella proposta di autonomia ligure sia stata inserita anche la gestione della fauna selvatica: «Questo tema specifico non ha nulla a che vedere con l’autonomia differenziata, che deve riguardare altri temi come la questione fiscale e i servizi ai cittadini».
Paolo Ardenti (Lega Nord Liguria-Salvini) ha ribattuto: «È vero che questa è una scelta politica, un’assunzione di responsabilità. Sulla sanità – ha aggiunto replicando a Rossetti – i nostri sistemi regionali sono già in competizione e non andranno in competizione con una maggiore autonomia locale». Il consigliere ha aggiunto: «La capacità di affrontare la sfida riguarda la preparazione delle nostre strutture ma, quando si comincia a gestire qualcosa di nuovo, se ne assumono le competenze. La sfida è portare la nostra Regione ad avere le competenze che sono necessarie per governare il proprio territorio. In un mondo che ha bisogno di dinamicità e di cambiamenti, a volte essere piccoli aiuta e io – ha concluso – prevedo che un percorso sull’autonomia, anche se è tutto da definire, porterà fattori positivi alla nostra Regione, per lo meno in competenza».
Luca Garibaldi (Pd) ha dichiarato: «Dobbiamo compiere una riflessione sulle nostre criticità e la fretta è una cattiva consigliera. Copiare quello che hanno fatto altri è un errore di metodo». Secondo il consigliere occorre esercitare maggiore cautela: «Non è detto che un meccanismo che funziona altrove funzioni anche qua: noi dovremo guardare con maggiore cautela i temi del governo del territori e mi perplime una competenza esclusiva regionale sul demanio marittimo». Garibaldi ha manifestato perplessità sull’eventuale gestione delle politiche ambientali in particolare sullo smaltimento dei rifiuti, per l’attuale carenza impiantistica, e sul ciclo delle acque, dove incombono anche procedure di infrazione Comunitarie. Un altro tema su cui, secondo, il consigliere non si può procedere con una gestione regionale, sono le politiche dei diritti e il contrasto alle povertà.
Il vicepresidente Sonia Viale, valutando la presentazione da parte dei gruppi di diversi ordini del giorno, ha proposto, come già avvenuto in Piemonte, una riunione per arrivare ad «un documento condiviso per accompagnare il percorso dell’autonomia» e ha ricordato che questo percorso è «previsto dalla Costituzione e stiamo, dunque, lavorando in un contesto istituzionale e non partitico».
Autonomia differenziata ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta a informare il Consiglio regionale con cadenza periodica sugli esiti del negoziato con il Governo; a presentare in I Commissione il documento del MEF sulla “spesa statale regionalizzata”; a trasmettere al Consiglio regionale lo schema di Intesa con il governo prima della formale sottoscrizione; a continuare a coinvolgere attivamente tutte le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali liguri attraverso i Tavoli tematici sugli sviluppi del negoziato; a condividere con il governo la discussione per la definizione dei Livelli Essenziali di Prestazione (LEP) come garanzia di un federalismo cooperativo e solidale e della presenza su tutto il territorio di servizi capaci di rispondere alle esigenze fondamentali dei cittadini soprattutto nel settore dei diritti civili e sociali e, infine, a sottolineare l’importanza dell’autonomia finanziaria dei porti a favore dello sviluppo economico e produttivo della Liguria e dell’intero sistema Italia
Autonomia finanziaria in materia sanitaria
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, presentato dal gruppo Movimento 5Stelle, che impegna la giunta a garantire autonomia nella definizione qualitativa e quantitativa delle forme di distribuzione del farmaco garantendo, ove previsto, la riscossione delle quote partecipate dai cittadini; a integrare il sistema formativo delle scuole di specializzazione mediche in accordo con gli atenei della regione, per garantire la copertura del fabbisogno professionale del sistema sanitario regionale e del turn over, nel rispetto dei requisiti fissati a livello nazionale, anche attraverso il finanziamento diretto dei contratti di formazione lavoro. Il documento, inoltre, impegna la giunta a definire misure volte a garantire una più equa accessibilità ai servizi da parte dei cittadini, anche rideterminando importi e regole di compartecipazione alla spesa diverse da quelle previste a livello nazionale, prevedendo la possibilità di rimodulare le esenzioni per reddito in relazione alle fasce di età, alla composizione del nucleo famigliare e a particolari necessità di tutela nel quadro della disciplina dell’ISEE
Odg sul sistema sanitario nazionale e i sui costi
Il consiglio regionale ha respinto con 17 voti contrari (maggioranza di centro destra), 4 astenuti (Mov5Stelle) e 9 favorevoli (Pd, Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria e Liguri con Paita), l’ordine del giorno presentato dal Pd che impegnava la giunta a stralciare i punti 1,2 e 3 come sono previsti dalla scheda in materia di salute nella delibera 181 del 2019 sull’autonomia differenziata. Nel documento si rileva che il sistema sanitario nazionale si basa sulla condivisione dei LEA e che l’obbligo costituzionale di pareggio di bilancio implica il controllo e la pianificazione della spesa delle risorse nazionali che finanziano il sistema e che il funzionamento del sistema sanitario è garantito si se mantiene in equilibrio il rapporto fra sostenibilità economica, efficienza ed efficacia nell’erogazione delle prestazioni.
Autonomia finanziaria dei porti liguri
Il Consiglio regionale ha respinto con 24 voti contrari (maggioranza di centro destra e Pd), 4 voti favorevoli (Mov5Stelle) e 1 astenuto (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) l’ordine del giorno presentato dal gruppo Movimento5Stelle che impegnava la giunta a destinare parte del gettito fiscale generato dall’autonomia finanziaria dei porti liguri al trasporto pubblico locale anche a titolo compensativo delle servitù industriali intrinseche ai porti della regione.
Trattativa con il Governo per l’attribuzione di nuove competenze in materia di porti
Il Consiglio regionale ha respinto con 17 voti contrari (maggioranza di centro destra), 8 favorevoli (Pd e Rte a Sinistra&liberaMENTE Lioguria9) e 4 astenuti (mov5Stelle) l’ordine del giorno presentato dal gruppo Pd che impegnava la giunta a sviluppare la trattativa con il governo permentare l’efficienza dei propri porti perseguendo lo snellimento e la semplificazione delle procedure burocratiche all’interno del quadro più generale delineato dalla riforma del settore del 2016 e a escludere dalla trattativa con il governo la regionalizzazione del demanio portuale e la modifica del modello di governance delle Autorità di sistema portuale nel senso della loro trasformazione in spa o di una eventuale, parziale o complessiva, privatizzazione delle Autorità di sistema.
Autonomia finanziaria dei servizi e delle attività dei luoghi di cultura liguri
Il Consiglio regionale ha respinto con 17 voti contrari (maggioranza di centro destra) e 12 favorevoli (minoranza) un ordine del giorno presentato dal gruppo del Movimento 5 Stelle che impegnava la giunta a individuare la materia dei beni culturali in un autonomo capitolo per la definizione delle richieste di autonomia, svincolato da quello della materia ambientale, poiché il territorio ligure necessita di un’integrazione fra progettazione dell’offerta di servizi culturali e fruibilità dei beni.
Autonomia finanziaria in materia di alta formazione, diritto allo studio e università
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine, presentato dal gruppo del Movimento5Stelle, che impegna la giunta a presentare all’Assemblea legislativa regionale nella sede competente della I commissione Bilancio, una relazione dettagliata di tutti i trasferimenti statali per la scuola che si vorrebbero confluiti nel Fondo pluriennale per il diritto allo studio scolastico.
Autonomia finanziaria in materia ambientale
Il Consiglio regionale ha respinto con 17 voti contrari (maggioranza di centro destra) e 12 favorevoli (minoranza) un ordine del presentato dal gruppo del Movimento5Stelle che impegnava la giunta a rivedere la richiesta sulla definizione di rifiuto rinviando la questione all’ordinaria procedura di confronto in Conferenza Stato-Regioni. Fra le altre impegnative il documento chiedeva di aggiornare la richiesta di autonomia relativa alla fauna selvatica perché sarebbe in contrasto con la recente giurisprudenza costituzionale.
Autonomia differenziata in materia ambientale e di governo del territorio
Il Consiglio regionale con 17 voti contrari (maggioranza di centro destra) e 10 favorevoli (minoranza ha respinto un ordine del giorno presentato da Luca Garibaldi (Pd) e sottoscritto dal collega di gruppo Giovanni Lunardon, che impegnava la giunta a riconsiderare nell’ambito della trattativa con il Governo i temi di carattere ambientale e di governo del territorio, privilegiando forme di snellimento e semplificazione dei processi amministrativi nel rispetto dei diritti sociali, delle tutele ambientali e degli obbiettivi nazionali di sviluppo sostenibile.
Trattativa con il Governo per le nuove competenze in materia di demanio e infrastrutture ferroviarie
Il Consiglio regionale ha respinto con 17 voti contrari (maggioranza di centro destra) e 11 favorevoli (minoranza) un ordine del giorno presentato dal gruppo Pd che impegnava la giunta a escludere dalla trattativa con il Governo il trasferimento del demanio ferroviario e delle strutture ferroviarie alla Regione con relativa autonomia finanziaria e amministrativa; a richiedere al governo il finanziamento del raddoppio della ferrovia fra Andora e Finale Ligure; a evitare il taglio di 300 milioni del Fondo nazionale trasporti, previsto dalla legge di bilancio.
Trattativa con il Governo per l’attribuzione di nuove competenze in materia di reti autostradali
Il Consiglio regionale ha respinto con 21 voti contrari (maggioranza di centro destra e Mov5Stelle) e 6 favorevoli (Pd) un ordine del giorno presentato dal gruppo Pd che impegnava la giunta a escludere dalla trattativa con il Governo la regionalizzazione della potestà concessoria del demanio autostradale; a richiedere al Governo di dare avvio al cantiere autostradale della Gronda, e ad assicurare l’insediamento dell’Agenzia nazionale per la sicurezza della rete autostradale, stradale e ferroviaria nella sede genovese come determinato dal “Decreto Genova”.
Richiesta di autonomia per definire i limiti degli investimenti di comunicazione istituzionale
Il Consiglio regionale ha respinto con 16 voti contrari (maggioranza di centro destra) e 12 favorevoli (minoranza) un ordine del giorno presentato dal gruppo Pd che impegnava la giunta a stralciare dalla richiesta di ulteriori forme di autonomia la parte relativa ai limiti per gli investimenti di comunicazione istituzionale.
Dibattito sugli Incentivi alle piccole e medie imprese per riqualificare e sviluppare l’offerta turistica
E’ iniziato il dibattito sulla Proposta di legge n.32 “Integrazione alla legge regionale 6 giugno 2008 n.15 (Incentivi alle piccole e medie imprese per la riqualificazione e lo sviluppo dell’offerta turistica), presentata da Alessandro Piana, Stefania Pucciarelli, Alessandro Puggioni, Giovanni de Paoli, Franco Senarega, Vittorio Mazza della Lega Nord Liguria-Salvini e da Andrea Costa (Liguria Popolare).
Paolo Ardenti (Lega nord Liguria-Salvini) ha illustrato la relazione di maggioranza: «La Proposta di legge intende attuare concretamente quanto sostenuto dalla legge regionale 6 giugno 2008 n. 15 ovvero gli incentivi concessi esclusivamente per interventi volti a qualificare e a sviluppare l’offerta turistica ligure, promuovendo gli investimenti delle piccole e medie imprese che operano nel settore del turismo. Gli articoli 4 e 6 – ha aggiunto – elencano gli interventi che possono essere oggetto di contributi in conto interessi e capitale, mentre l’articolo 7 esplicita i possibili soggetti destinatari degli incentivi. In questo contesto si inserisce a pieno titolo il contrasto alla mutazione de facto della destinazione d’uso delle strutture ricettive, con la conseguente affermazione del rispetto della legge». Il consigliere ha sottolineato che la Legge Regionale 12 novembre 2014 n. 32 “Testo Unico in materia di strutture turistico ricettive e norme in materia di imprese turistiche” afferma che «per gli esercizi ricettivi, gravati da vincoli di destinazione d’uso a seguito di erogazione di contributi, la Giunta, su richiesta del titolare, autorizza, qualora ne riconosca l’opportunità a fini turistici, la conversione di una tipologia ricettiva all’altra tra quelle previste dalla legge 32 del 2014. L’integrazione risulta necessaria per garantire l’accesso agli incentivi soltanto a quelle strutture che hanno svolto e svolgono effettivamente attività turistico – ricettiva, garantendo, al tempo stesso, una maggiore equità nell’impiego delle risorse e nel rapporto tra Regione e piccole e medie imprese turistico – ricettive e salvaguardando maggiormente quei soggetti che contribuiscono realmente alla crescita e allo sviluppo della Liguria».
Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha illustrato la relazione di minoranza in cui ha definito il provvedimento «una proposta di legge choc». Secondo il consigliere «il testo impone di tagliare i finanziamenti regionali alle strutture turistiche liguri che hanno ospitato migranti, agendo con procedura di urgenza in modo retroattivo a tutte le strutture che abbiano deciso di assegnare anche una sola stanza ad assistenza». Secondo il consigliere «il messaggio è pericolosissimo per tutti gli operatori che svolgono o intendono svolgere attività ricettiva assistenziale nelle proprie strutture. Albergatori e gestori delle strutture turistiche che hanno agito nella buonafede e secondo le norme vigenti – ha aggiunto – oggi vengono a sapere che quei comportamenti diventano base statistica sui cui sottrarre fondi a cui facevano riferimento». De Ferrari ha sottolineato: «Visto che, comunque, la Regione non ha mai erogato finanziamenti a fondo perduto per le strutture turistiche, ci domandiamo quali bandi ha intenzione di predisporre per venire incontro alle esigenze delle piccole e medie strutture turistiche. Ad oggi stiamo ancora aspettando iniziative concrete, e soprattutto congrue da parte della giunta, a sostegno delle piccole e medie imprese del settore. Insomma oggi si interviene su una legge di per sé utile, per trasformarla in un testo vuoto di pura propaganda, che non aiuta il turismo né risolve il problema dell’assistenza sociale».
Luca Garibaldi (Pd) nella relazione di minoranza ha definito la proposta di legge «uno dei provvedimenti peggiori che sono arrivato in questa aula. E’ anche peggiore del Piano casa». Il consigliere ha rilevato: «E’ una proposta insensata e ipocrita. E’ ipocrita perché non dice il vero obbiettivo della legge, cioè si dice e non si dice, ma il senso politico c’è». Secondo Garibaldi la norma, in realtà, non cambierebbe nulla: «Uno dei principi della maggioranza è la libera impresa ma, con questa proposta di legge, chi risponde a bandi e svolge attività previste dalla legge deve essere penalizzato e punito chi fa accoglienza. Il messaggio politico è populista e io temo a cosa può portare questo meccanismo». Secondo Garibaldi la legge è, dunque, «insensata» perché va contro i diritti dell’imprenditore che esercita attività turistica: «Viene discriminato, per ragioni politiche, chi fa una operazione economica legittima rispondendo ad una richiesta dello Stato e, con questa proposta, verrebbero colpiti molti soggetti in Liguria». Il consigliere ha sottolineato che questa misura è stata pensata due anni fa, quando la maggioranza contestava il sistema dell’accoglienza «poi sfasciato dal ministro Salvini», quindi l’intervento è già stato superato dai recenti interventi del governativo.






