Dibattito sulla Proposta di legge 32 “Integrazione alla legge regionale 6 giugno 2008 n.15 (Incentivi alle piccole e medie imprese per la riqualificazione e lo sviluppo dell’offerta turistica)
Nella seduta del mattino è proseguito il dibattito sulla Pdl 32, avviato nella seduta pomeridiana del 15 aprile scorso, con le relazioni di minoranza e la discussione generale sul provvedimento.
Luca Garibaldi (Pd) ha proseguito l’illustrazione della relazione di minoranza, iniziata nella seduta del 15 aprile: «E’ un provvedimento singolare e squalificante perché – ha detto – definisce “buoni” gli imprenditori solo fino a quando non rispondono ai bandi per dare ospitalità agli stranieri richiedenti asilo, ma, ipocritamente, la norma viene scritta in modo non trasparente rispetto al vero fine della legge, perché la maggioranza non ha il coraggio di dire fino in fondo ciò che vuole fare». Garibaldi ha sottolineato che finora non sono stati dati fondi per la riqualificazione del settore e il provvedimento sarebbe, quindi, inutile, solo propagandistico e demagogico mentre «la norma è intollerabile – ha aggiunto – da un punto di vista politico e rispetto ai valori e ai principi dell’accoglienza e della solidarietà, è un’operazione becera e dannosa». Il consigliere, infatti, ha sottolineato: «Questa norma finisce per danneggiare il tessuto economico imprenditoriale» e ha annunciato voto negativo.
Giovanni Lunardon (Pd) ha presentato la relazione di minoranza in cui ha definito la norma «incompatibile con la dignità del Consiglio regionale, è una legge manifesto, poco più che una marchetta elettorale che porta a sollecitare gli appetiti di un certo elettorato. E’ una legge discriminatoria con cui si violano i principi della libera concorrenza e dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e si avvia ad essere impugnata per evidente incompatibilità con il nostro dettato costituzionale». Secondo Lunardon «è una legge nazista perché si discriminano gli imprenditori che fanno accoglienza marchiandoli con un bollino rosso». Il consigliere ha aggiunto: «E’ una legge vergognosa che rappresenta una fase buia che in questo Consiglio non avremmo mai voluto conoscere». Lunardon ha accusato: «E’ una legge che non serve a nulla perché il Governo attuale ha già devastato, successivamente alla presentazione di questa proposta, la rete dell’accoglienza diffusa». Il consigliere ha invitato, dunque, i firmatari a ritirare la proposta di legge che – ha aggiunto – non rispetta la libera concorrenza e ha rilevato che il garante si è già espresso negativamente su norme analoghe.
Gianni Pastorino (Rete a Sinistra& liberaMENTE Liguria) è intervenuto nel dibattito e ha espresso perplessità sul testo ricordando che alcune associazioni di categoria hanno dato parere negativo sul provvedimento. «Questa proposta – ha aggiunto – è inopportuna e non utile al tessuto socioeconomico della Liguria, creerà contraddizioni, non accontenta le categorie interessate ed è contraddittoria». Secondo il consigliere, inoltre, questo provvedimento rischia l’impugnazione perché sarebbe in contrasto con normative nazionali e comunitarie ed è stato proposto «solo per segnare il perimetro di uno spazio politico e vi si rileva una nota di razzismo molto pericolosa».
Andrea Melis (Mov5Stelle) ha rilevato: «L’impresa che fa accoglienza spesso ha difficoltà nella propria attività ordinaria». Il consigliere ha sottolineato, infatti, che questo intervento «taglia le gambe alle strutture non di lusso che si sono rese disponibili per i progetti di accoglienza. La norma – ha aggiunto – è inoltre debole rispetto ai parametri della legittimità costituzionale». Melis ha aggiunto: «Questa proposta è inutile perché crea ulteriori difficoltà alle strutture ricettive che si trovano in luoghi dove ci sono minori flussi turistici e contiene un principio punitivo».
Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha ricordato che in Commissione le associazioni di categoria consultate hanno espresso un parere negativo. «Questa proposta è un testo vuoto e di propaganda che non aiuta il turismo e non risolve il problema dell’assistenza sociale». Secondo il consigliere il tema dell’accoglienza non va strumentalizzato: «Questo testo è irricevibile e ha motivazioni solo propagandistiche, con un baricentro fuori controllo e rischia, come è già accaduto, di cadere nel baratro dell’incostituzionalità, quindi si rischia di sprecare denaro pubblico su una legge che sarà bocciata dalla Corte Costituzionale».
Fabio Tosi (Mov5Stelle) si dichiara stupito che nessuno dei proponenti sia intervenuto fino ad allora nel dibattito e ha rilevato che la proposta di legge è superata in quanto il numero di stranieri irregolari nel corso degli ultimi anni è sensibilmente calato. «Propongo – ha aggiunto – che questo provvedimento sia riportato in commissione per apportare le dovute modifiche. Chiedo, inoltre, quante sono in Liguria le strutture ricettive che hanno beneficiato del supporto economico per fare attività di accoglienza».
L’assessore al turismo Gianni Berrino è intervenuto per puntualizzare le risorse messe a disposizioni attraverso il bando del 2017 per le piccole e medie imprese del settore.
Paolo Ardenti (Lega Nord Liguria-Salvini) è intervenuto per replicare ai consiglieri di minoranza. «Per la Liguria il turismo è un’importante risorsa economica. Noi accoglieremo – ha assicurato – chiunque fugge dalla guerra ma, in questo caso, il problema riguarda la correttezza delle norme sui fondi che vanno a chi fa promozione turistica. Chi vuole fare impresa in Liguria sull’accoglienza può farlo e lo ha già fatto. Invito i consiglieri di minoranza di mettere da parte l’ipocrisia – ha aggiunto – e di presentare una proposta di legge per chiedere che la Regione dia fondi a chi fa accoglienza». Ardenti ha rigettato nettamente le accuse di razzismo e nazismo contro la Lega rivolte dai consiglieri di minoranza. «Noi continueremo convinti – ha concluso – che questa norma vada votata perché è solo una norma di correttezza nei confronti delle imprese che, nonostante le difficoltà, hanno deciso di continuare a fare solo promozione turistica e non altro».
Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha ribadito: «Questa proposta di legge è vuota e propagandistica, viola i principi della libera concorrenza ed è discriminatoria e incostituzionale». Il consigliere ha annunciato il voto negativo. «Tutte le associazioni di categoria – ha concluso – si sono dichiarate contrarie perché la norma modifica la libertà di impresa e interviene, inoltre, in maniera retroattiva».
Incentivi alle piccole e medie imprese per riqualificare e sviluppare l’offerta turistica
Con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra) e 11 contrari (minoranza) è stata approvata la Proposta di legge n.32 “Integrazione alla legge regionale 6 giugno 2008 n.15 (Incentivi alle piccole e medie imprese per la riqualificazione e lo sviluppo dell’offerta turistica), presentata da Alessandro Piana, Stefania Pucciarelli, Alessandro Puggioni, Giovanni de Paoli, Franco Senarega e Vittorio Mazza della Lega Nord Liguria-Salvini e da Andrea Costa (Liguria Popolare).
Il provvedimento prevede che, nel caso di piccole e medie imprese che svolgono attività ricettiva, i contributi regionali siano accessibili solo se il ricavato o il fatturato dell’attività ricettiva degli ultimi tre anni deriva prevalentemente dall’attività turistica. Sono escluse dall’integrazione legislativa le attività di accoglienza non turistica conseguenti a calamità naturali, altri eventi determinati da calamità naturali, incidenti di particolare rilevanza o l’esecuzione di specifici provvedimenti coattivi.
Nel dibattito del pomeriggio sono intervenuti nuovamente Marco de Ferrari (Mov5Stelle) e Giovanni Lunardon (Pd), che hanno ribadito il voto contrario alla proposta di legge.
E’ intervenuto anche Franco Senarega (Lega Nord Liguria –Salvini) che ha precisato: «Non è un provvedimento contro nessuno, ma che intende premiare la libera impresa che potrà godere di contributi regionali».
Ddl 240 Variazioni al bilancio di previsione 2019-21
Con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra) e 13 contrari (minoranza) è stato approvato il disegno di legge 240 “Variazioni al bilancio di previsione della Regione Liguria per gli anni finanziari 2019-21”. Il provvedimento consente alle strutture regionali la gestione di fondi statali oggetto di reiscrizione e soprattutto di rendere operative le decisioni in materia di investimento attraverso l’iscrizione a bilancio delle risorse del Fondo Strategico Regionale. Al fine di attuare una gestione virtuosa dell’indebitamento regionale, perseguendo la diminuzione degli oneri complessivi viene, inoltre, autorizzata la ristrutturazione di parte del debito regionale attraverso l’assunzione di un nuovo mutuo per l’importo 150 milioni di euro, che non incrementa l’indebitamento regionale in quanto sostitutivo di un debito già in essere. Il provvedimento, quindi, dispone un aumento delle previsioni delle entrate di competenza, per un totale di 204 milioni di competenza e 178 milioni di cassa, che derivano da iscrizioni di entrate vincolate per un totale di 27 milioni di euro, dall’accensione di prestiti per un totale di 150 milioni di euro e dalla applicazione del saldo finanziario vincolato per il 2018 per un totale di 26 milioni di euro. Le autorizzazioni di spesa vengono corrispondentemente incrementate del medesimo importo sia di competenza sia di cassa: In particolare sono stati finanziati interventi di edilizia sanitaria per 7 milioni di euro, di cui 2 milioni destinati alla Casa della Salute della Valpolcevera, interventi per investimenti a favore degli enti locali per riqualificazione urbana, messa in sicurezza di edifici scolastici, mitigazione del rischio idrogeologico, ERP, impiantistica sportiva e viabilità.
Approvati gli emendamenti presentati dalla giunta
Ddl 242 Modifiche alla legge regionale 27 dicembre 2018 n.30 Legge di stabilità della Regione Liguria anno finanziario 2019
Con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra) e 11 contrari (Pd, Rete a Sinistra e Mov5Stelle) e un astenuto (Liguri con Paita) è stato approvato il disegno di legge 242 “Modifiche alla legge regionale 27 dicembre 2018 n.30 Legge di stabilità della regione Liguria anno finanziario 2019” che prende atto dell’approvazione della legge regionale “Variazioni al bilancio di previsione della Regione Liguria per gli anni finanziari 2019-2021 -1° provvedimento”, e rende, così, coerenti le autorizzazioni al finanziamento delle leggi regionali già approvate nella legge di stabilità
Approvato un emendamento presentato dalla giunta
Respinto un emendamento presentato da Luca Garibaldi (Pd) relativo al parco regionale di Portofino.
Dibattito congiunto sui due provvedimenti
Il presidente della giunta Giovanni Toti, con delega al bilancio, ha illustrato gli emendamenti ai due disegni di legge presentati oggi in aula. «Sono emendamenti sostanzialmente tecnici che non tolgono e non aggiungono rispetto alla variazione di bilancio presentata in Commissione quindi ritengo che le posizioni dei gruppi politici, così come si sono consolidate, non saranno influenzate da questo. Con gli emendamenti di oggi – ha spiegato – iscriviamo nuovi fondi vincolati che consentono di far fronte ad alcune esigenze: variazioni vincolate riguardano la chiusura di contabilità speciali inerenti la Protezione Civile per 8,5 milioni di euro e alcune partite relative alla contabilità commissariale del Ponte Morandi, quindi 4,7 milioni. Si effettuano – ha aggiunto – ulteriori reiscrizioni di fondi vincolati, quindi con destinazioni provenienti da fuori ente, quindi di finanza derivata, per 0,5 milioni di euro, prevalentemente in ambito sociale e sanitario». Il presidente ha aggiunto: «Vi è, e ne abbiamo già discusso, l’assunzione di un nuovo mutuo per l’importo di 150 milioni di euro, che è la principale variazione compensativa che proponiamo, relativo ad ipotesi di ristrutturazione del debito per attuare una gestione virtuosa dell’indebitamento regionale che non incrementa – ha assicurato – il livello del debito dell’ente in quanto sostituisce debiti già esistenti. Quindi stiamo parlando, come ho detto prima, dell’auspicio di poter trovare sul mercato, a condizioni più favorevoli, titoli di debito che costino meno dei titoli di debito esistenti». Il presidente ha chiarito: «I debiti degli enti pubblici non sono di per sé né un valore né un disvalore. In questo caso è un debito accumulato da questo ente in molte gestioni, utilizzato per investimenti. Alcuni saranno stati investimenti proficui e virtuosi altri, probabilmente nel corso dei decenni, saranno stati investimenti discutibili. Oggi si tratta solamente di una mera operazione finanziaria che speriamo riduca la spesa corrente per il nostro debito e, quindi, dia la possibilità all’ente di avere una maggiore spesa nelle voci di spesa corrente, che è uno dei talloni d’Achille di tutte le amministrazioni pubbliche in questo momento. Queste sono sostanzialmente le variazioni che presentiamo oggi in aula». Toti ha ribadito: «Sono variazioni che di fatto non incidono nelle decisioni politiche della variazione di bilancio, ma chiudono e aprono alcune partite contabili, speriamo soprattutto quella del debito che vada a buon fine per la maggior parte dei soldi stanziati».
Sergio Rossetti (Pd) ha presentato la relazione di minoranza: «I due provvedimenti rappresentano ancora un’occasione mancata dalla Giunta per rispondere alle urgenze economiche e sociali di cui la nostra Regione ha disperatamente bisogno. Le variazioni alle leggi di stabilità e di bilancio appaiono, infatti, inconsistenti, incapaci di risollevare la Liguria da una desolante condizione». Secondo il consigliere, inoltre, «la variazione al bilancio non sembra cogliere le preoccupazioni sul futuro economico e sociale del nostro territorio e, come già avvenuto per il Bilancio 2019, conferma la scelta della giunta di restare estranea alla tragedia del Morandi e ai disastri delle mareggiate, senza individuare strategie per contrastare la crisi. La Liguria – ha aggiunto – esprime i peggiori indicatori economici della media del Nord Ovest ma la spesa sempre più elevata sulla comunicazione della Giunta continua a lanciare messaggi rassicuranti ai cittadini, disegnando una realtà virtuale in cui tutto va bene». Critiche sono state espresse anche sul Fondo strategico che «si perde a finanziare progetti che, non sempre, hanno carattere strategico e regionale». Apprezzamento è stato espresso sul finanziamento per la costruzione della Casa della Salute In Valpolcevera mentre sono state avanzate perplessità sulla rinegoziazione del debito che, secondo Rossetti, potrebbe impedire in futuro nuovi investimenti e determinare un incremento dei tassi di interesse.
Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha presentato la relazione di minoranza in cui ha evidenziato: «La Giunta Toti non fa fronte alla vera drammatica realtà ligure. La Liguria più di altre Regioni paga il prezzo enorme di una crisi dilagante, che ha colpito soprattutto le micro – piccole medie imprese che avrebbero avuto bisogno di aiuto e sostegno, non solo dal governo centrale, che si è dimostrato tempestivo, ma anche di interventi particolari da parte della Regione che non è stata in grado di rispondere con altrettanta tempestività e soprattutto programmazione e stanziamento di risorse proprie anche a fronte della immane tragedia del ponte Morandi e della imponente mareggiata del 30 ottobre 2018, che ha devastato in poche ore 300 chilometri di costa ligure». Secondo Salvatore «Regione Liguria non può soltanto delegare il Governo per far fronte anche ai propri oneri. La soluzione di tutto è a portata di mano e si può applicare con il semplice buon senso: incominciando ad azzerare gli sprechi, a partire dalla Sanità per garantire più servizi e meno tasse alla cittadinanza». Il consigliere ha condiviso alcune delle critiche già anticipate da Rossetti e ha dichiarato che la giunta continua a ricorre all’indebitamento senza risanare il quadro finanziario che – ha detto – avrà conseguenze negative sulle future amministrazioni e sui cittadini. Salvatore ha rilevato, inoltre, l’assenza di investimenti per il settore sociale in questo periodo di crisi.
Matteo Rosso (FdI) ha replicato al consigliere Rossetti (ex assessore al bilancio nella precedente Giunta) illustrando nel dettaglio alcune spese, ritenute troppo rilevanti, sostenute dalla precedente amministrazione Burlando per settori molto specifici.
Giovanni Lunardon (Pd) nel merito della variazione di bilancio ha denunciato l’assenza di un disegno politico per affrontare la crisi economica nel settore occupazionale, nel turismo e nel commercio della Liguria che – ha detto – è stata colpita più di altre Regioni.
Giovanni Pastorino (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) ha sottolineato l’assenza di opportunità lavorative e la lentezza dei processi di crescita. Temi a cui le manovre di bilancio – ha detto – non danno risposte perché manca una visione politica.
Giovanni Barbagallo (Pd) è intervenuto per replicare, in qualità di ex assessore all’agricoltura della giunta Burlando, al consigliere Rosso e ha difeso alcuni dei finanziamenti citati dal consigliere di maggioranza.
Fabio Tosi (Mov5Stelle) in merito al ddl 240 ha criticato, fra l’altro, lo stanziamento di 923 mila euro attribuiti alla comunicazione della giunta per il 2019. Critiche sono state espresse anche per la spesa di 50 mila euro per la legge sul baratto amministrativo
Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha rilevato che il debito dichiarato nella Variazione di bilancio era inizialmente di 100 milioni ora saliti a 150, quindi – ha detto – la Liguria continua una politica di sprechi accollando ai cittadini il pagamento dei debiti.
Ponte Morandi, indennizzo a tutte le famiglie della “zona arancione”
Il Consiglio regionale ha respinto con 16 voti contrari (maggioranza di centro destra), 12 favorevoli (Pd, Mov5Stelle e Rete a Sinistra e Libera MENTE Liguria) e 1 astenuto (Liguri con Paita) l’ordine del giorno presentato da Alice Salvatore (Mov5Stelle) che impegnava la giunta a individuare un indennizzo una tantum per tutti gli ulteriori 600 nuclei famigliari della cosiddetta “zona arancione” mediante il reperimento di risorse regionali nell’ambito del prossimo assestamento di bilancio
Ponte Morandi, monitoraggio sull’inquinamento in lungomare Canepa
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato da Sergio Rossetti e Giovanni Lunardon del Pd che impegna la giunta affinché Arpal finanzi l’installazione delle centraline di rilevamento di inquinamento atmosferico e acustico in via Lungomare Canepa, come concordato con il comitato degli abitanti. A seguito del crollo del Ponte Morandi, infatti, il traffico di auto e mezzi pesanti sulla strada è aumentato in modo esponenziale.
Ponte Morandi, barriere fonoassorbenti in lungomare Canepa
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno, presentato da Sergio Rossetti e Giovanni Lunardon del Pd, che impegna la giunta a farsi parte attiva per trovare le risorse necessarie alla realizzazione della galleria fonoassorbente in Lungomare Canepa anche chiedendo risorse al governo per le opere infrastrutturali post Morandi.
L’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone ha illustrato le iniziative già assunte dalla giunta per affrontare il problema dell’inquinamento di Lungomare Canepa e ha espresso parere favorevole agli ultimi due ordini del giorno
Sostegno a Radio Radicale
Il Consiglio regionale ha approvato con 24 voti a favore (maggioranza di centro destra, Pd, Rete a Sinistra LiberaMENTE Liguria e Liguri con Paita) e 4 astenuti (Mov5Stelle) l’ordine del giorno 637, presentato da Claudio Muzio (FI) e sottoscritto dal collega di gruppo Angelo Vaccarezza, per sostenere Radio Radicale. Nel documento si ricorda che l’emittente, aperta nel 1976, trasmette da sempre le dirette dal Parlamento, dai congressi dei partiti e dai tribunali introducendo in Italia un modello d’informazione politica innovativo e garantendo l’integralità degli eventi istituzionali e politici trasmessi. Nell’ordine del giorno si specifica che Radio Radicale ha introdotto importanti novità nel panorama informativo: rassegna stampa dei giornali, il “filo diretto” con gli ospiti politici, interviste per strada, trasmissioni per le comunità immigrate in Italia. Il documento chiede alla giunta di attivarsi presso il Governo per consentire la prosecuzione della trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari con la proroga della convenzione con il Centro di Produzione S.p.a che scade il 20 maggi.o.
Hanno aggiunto la propria firma i consiglieri del gruppo Pd e di Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria.
Nel dibattito è intervenuto anche Marco de Ferrari (Mov5Stelle).
Rottamazione delle cartelle esattoriali
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta a farsi parte attiva affinché venga prorogata la data del 30 aprile, definita come scadenza per la presentazione della domanda di rottamazione delle cartelle esattoriali.






