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CONSIGLIO REGIONALE

Bilancio consolidato 2018

Con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra), 11 contrari (Pd, Mov5Stelle e Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) è stato approvato il Provvedimento Amministrativo 106 “Bilancio consolidato della Regione Liguria, Esercizio 2018”. Si tratta di un adempimento tecnico-formale previsto dal decreto legislativo 118 del 23 giugno 2011 sull’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni e degli Enti locali e riproduce in sintesi la situazione definitiva del bilancio di Giunta, Consiglio, degli enti strumentali e delle società partecipate. Il “bilancio consolidato” è ottenuto assemblando i bilanci di esercizio composti da stato patrimoniale e conto economico e fornisce la rappresentazione delle attività, passività e del patrimonio netto e del risultato economico del gruppo, fornendo indicazioni sull’andamento della gestione e degli effetti ottenuti attraverso l’impiego delle risorse del gruppo stesso. Per l’esercizio 2018 il perimetro degli enti e società oggetto di consolidamento è stato ampliato includendo anche l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente ligure (ARPAL). Il documento in esame costituisce il terzo bilancio consolidato della Regione Liguria redatto in applicazione delle disposizioni sull’armonizzazione contabile.
Il patrimonio netto è di oltre 493 milioni di euro e, rispetto a quello precedente, registra un miglioramento del risultato di esercizio del bilancio regionale che passa da euro 77,5 milioni circa ad euro 122,5 milioni circa.
Alice Salvatore (Mov5Stelle) dopo aver illustrato lo stato patrimoniale ed economico di alcune società partecipate, ha rilevato lo scarso risultato di esercizio di alcune società partecipate con «il conseguente spreco di risorse pubbliche» e ha ricordato che la magistratura contabile aveva già sollevato dubbi sulla partecipazione della Regione in alcune società controllate. Secondo il consigliere, inoltre, ci sono difficoltà da parte della Regione nel monitoraggio delle attività e dei risultati di alcune partecipate. «Come mai Regione Liguria – ha detto – mantiene la partecipazione in così tante società anche quando non pare ci siano motivazioni e particolari vantaggi per l’amministrazione regionale?».
Sergio Rossetti (Pd) ha annunciato voto contrario al provvedimento. «All’inizio del mandato la giunta – ha detto – aveva annunciato una impostazione che avrebbe determinato degli impatti sull’economia regionale ma è evidente che, guardando il Consolidato e analizzando quanto è avvenuto in relazione alle partecipate e controllate, tutto è rimasto così come era, non ci sono state uscite (della Regione) da aziende che sono da tempo in liquidazione, non abbiamo avuto nei bilanci situazioni che abbiano modificato i dati». Rossetti ha aggiunto polemicamente: «Ci pare di capire che, nonostante l’intento della giunta, il vento non è cambiato». Secondo il consigliere, inoltre, il Fondo strategico «ha distribuito le risorse a pioggia».
Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha presentato una relazione molto dettagliata concludendo che, rispetto al Bilancio consolidato del 2017, non ci sarebbero grandi cambiamenti e ha ribadito perplessità sulla partecipazione indiretta della Regione in alcune controllate. Secondo il consigliere, inoltre, il Bilancio consolidato in alcune parti mancherebbe di trasparenza. «Filse – ha aggiunto – di fatto assume una responsabilità politica che non le compete». De Ferrari, infine, ha rilevato che l’aspetto più negativo riguarda il risultato di esercizio.
Gianni Pastorino (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) ha dichiarato, rivolgendosi alla giunta: «Avete esordito affermando che ci sarebbero stata una rimodulazione dei finanziamenti, ma oggi dalla Corte dei conti dimostra che ci sono alcuni problemi». Pastorino ha denunciato lo stato di stagnazione dell’economia ligure lamentando, fra l’altro, l’assenza nelle sedute del Consiglio e sul territorio dell’assessore alle Attività produttive: «Le manovre di bilancio fotografano lo stato della Regione, sono deboli e non denotano sviluppo. Gli imprenditori – ha aggiunto – si domandano se questa amministrazione ha migliorato la situazione della Liguria». Pastorino ha annunciato voto negativo
Il presidente della giunta Giovanni Toti è intervenuto nel dibattito: «Se esiste un problema di comprensibilità e di trasparenza del documento questo è certamente possibile nella complessità dei sistemi di bilancio pubblici e viene fatto sulla base di quello che il legislatore nazionale ha voluto inserire come atto, giusto perché serve anche ai gruppi di controllo, e quindi alle opposizioni e a tutte le istituzioni». Rispetto all’accorpamento di varie società richiesto da alcuni consiglieri di minoranza, Toti ha aggiunto: «Penso che si possa fare ancora un lavoro di semplificazione molto importante nel panorama delle società pubbliche che abbiamo ereditato in questa Regione, ma sottolineo che alcune cose sono state fatte». Il presidente ha aggiunto: «Non escludo che negli anni a venire chiunque governi questa Regione possa andare avanti nel semplificare il panorama delle società pubbliche, fermo restando che alcune di esse hanno un ruolo importante». Il presidente ha concluso: «Ad un anno di distanza o poco più dal crollo del Ponte Morandi, i principali indicatori economici non ci danno il panorama che le opposizioni hanno descritto, ma tutt’altro. Cito numeri che provengono da Unioncamere, quindi i fabbisogni occupazionali del prossimo trimestre, così come dichiarati dalle aziende, segnano un dato straordinarimente positivo». E Toti ha elencato, nel dettaglio, l’andamento positivo delle start up tecnologiche, del traffico portuale, dei crocieristi e, rispetto all’utilizzo del Fondo strategico, ha ribattuto: «La Regione è tra le più virtuose d’Italia nell’utilizzo di tutti i fondi europei quanto a volume di spesa».
Giovanni Lunardon (Pd) ha dichiarato: «La Liguria nel 2019 sta attraversando una fase di recessione e nei prossimi anni passeremo alla stagnazione. Nei documenti di bilancio non ci sono proposte e visioni di lungo termine». Secondo il consigliere «il Grow Act prevedeva elementi di innovazione, ma oggi di quel documento non è rimasto nulla, la giunta non ha fatto nulla all’altezza di quelle previsioni e se ne sono perse le tracce». «Il Fondo strategico – ha aggiunto – era una buona idea che, anche se si alimenta in modo rischioso attraverso mutui, poteva essere importante, se fosse stato utilizzato in modo davvero strategico e non con finanziamenti a pioggia».

Programma Strategico Digitale della Regione Liguria 2019 – 2021
Con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra), 12 contrari (Pd, Mov5Stelle e Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) e 1 astenuto (Giovanni Boitano del Gruppo misto) è stato approvato il Programma Strategico Digitale della Regione Liguria 2019 – 2021).
Il Programma Strategico Digitale della Regione Liguria 2019 – 2021 intende rafforzare il ruolo di regia della Regione Liguria nel percorso di diffusione della digitalizzazione del sistema pubblico regionale con un maggiore coinvolgimento attivo anche delle Autonomie locali; potenziare la salvaguardia degli investimenti pregressi ed in corso sul Data Center regionale e sulla sicurezza cibernetica dei sistemi digitali gestiti. Il Programma definisce in maniera più compiuta alcuni indirizzi strategici strutturanti e trasversali come il “digital first” (progettare e implementare servizi al cittadino e alle imprese con l’utilizzo delle tecnologie digitali e traguardare la loro disponibilità su dispositivi mobili).
Il Programma definisce gli ambiti in cui rafforzare la digitalizzazione dei processi tecnici ed amministrativi:
Salute dei cittadini e servizi sociali
Tutela dell’ambiente, pianificazione del territorio e delle risorse, edilizia
Prevenzione dei rischi e gestione dell’emergenza
Scuola digitale e istruzione
Lavoro e formazione professionale
Trasporti intelligenti
Attrattività turistica e per il tempo libero
Promozione e tutela culturale
Competitività dei soggetti economici liguri e attrattività imprenditoriale
Comunità agricole e promozione delle tipicità
Efficienza della PA regionale: infrastruttura digitale amministrativa, funzionale e contabile
Comunicazione digitale della Liguria e del suo sistema pubblico.
La strategia adottata prevede esplicitamente il consolidamento di una collaborazione tra il livello regionale e le realtà delle amministrazioni pubbliche locali per costruire un sistema informativo della pubblica amministrazione sempre più integrato facendo anche sinergia fra la componente gestionale dei Comuni, le funzioni delle Province e della Città Metropolitana, quelle programmatorie della Regione stessa.

Mauro Righello (Pd) ha lamentato la carenza in Liguria negli ultimi tre anni di politiche legate all’espansione del digitale che – ha detto – è fondamentale per le imprese e per la rete sanitaria. Righello ha definito «fallimentare la politica della Regione in un settore che sarebbe – ha detto – vitale per lo sviluppo della Liguria».
Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha concordato con Righello sui ritardi nella digitalizzazione: «Siamo lontani dal raggiungere gli obbiettivi previsti. Dobbiamo farci portavoce – ha sottolineato – soprattutto dei piccoli Comuni che più di tutti soffrono dei ritardi nello sviluppo della rete. I buoni propositi restano ancora su carta, mancano atti concreti». De Ferrari ha auspicato la nascita di una comunità digitale.
Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha aggiunto: «Questo testo è solo una dichiarazione di intenti, un libro dei sogni». Secondo il consigliere manca la concretezza di come attuare le linee programmatiche perché mancano le clausole valutative per verificare se e come gli obbiettivi sono stati raggiunti, se agli intenti hanno seguìtole azioni e, soprattutto, chi sono i responsabili di queste azioni». Il consigliere ha concluso definendo «fuffa» il documento.
Gianni Pastorino (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) ha lamentato l’assenza di una adeguata digitalizzazione del sistema sanitario ligure per creare una rete di condivisione dei dati. Il consigliere ha sottolineato che la digitalizzazione è una competenza strettamente regionale e che altre realtà, e ha citato il Veneto, hanno attuato una politica digitale più espansiva. Secondo il consigliere, dunque, il documento è «arretrato e superato».
Giovanni Lunardon (Pd) ha dichiarato: «Non siamo in grado di utilizzare al meglio Liguria digitale, che viene impiegata come fosse una vecchia 500». Il consigliere ha aggiunto: «I cittadini non possono cogliere l’utilità del “fascicolo sanitario digitale”, come avviene in altre realtà regionali, e non siamo in grado di raccogliere i frutti di un lavoro che sicuramente c’è stato e così il livello della digitalizzazione in Liguria arranca».
Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha annunciato voto contrario e, tornando sul “fascicolo sanitario digitale”, ha spiegato che non sono state spese le risorse umane e economiche che erano necessarie. «Liguria Digitale – ha accusato – è stata utilizzata per comperare dei tappeti». Tosi, infine, ha lamentato l’assenza di interventi in aula, durante il dibattito sul documento, da parte dei consiglieri della maggioranza.

 

Gestione della presenza del lupo nell’entroterra ligure
Con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra) e 8 contrari (Pd e Mov5Stelle) è stato approvato l’ordine del giorno 539, presentato da Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) e sottoscritto da Andrea Costa (Liguria Popolare) e Lilli Lauro (Giovanni Toti Liguria) sulla presenza del lupo nell’entroterra. E’ sempre più frequente – si legge nel documento – l’avvistamento di questo predatore, che anche di giorno si avvicina dalle abitazioni e ai recinti uccidendo gli animali da allevamento. Il lupo venne classificato come specie protetta, dopo che negli anni settanta corse il rischio di estinzione, ma – si legge nel documento – attualmente è in forte incremento e crea problemi di coesistenza con le attività dell’uomo e il patrimonio faunistico. Il documento impegna la giunta ad attivarsi in Conferenza Stato-Regioni per tutelare quanti svolgono attività agro-silvo-pastorali.
Nel dibattito è intervenuto anche Claudio Muzio (FI).

Sulla gestione ecologicamente corretta della presenza del lupo
Con 9 voti a favore (Pd e Mov5Stelle) e 16 contrari (maggioranza di centro destra) è stato respinto l’ordine del giorno 669, presentato da Marco De Ferrari (Mov5Stelle) e sottoscritto da tutti i componenti del gruppo, che impegnava la giunta a dare pieno sostegno al “Piano di conservazione e gestione del Lupo in Italia”, elaborato dal Ministero dell’Ambiente e trasmesso alla Conferenza Stato Regioni per la sua approvazione. Nel documento si ricorda che la conservazione del lupo ha motivazioni di carattere ecologico, economico, perché è in grado di valorizzare turisticamente le aree naturali in cui è presente, che, inoltre, limita la presenza di ungulati che causano ingenti danni alle colture, etico, perché come ogni specie vivente ha diritto di esistere nelle condizioni a lui naturali.

Recupero della consistenza ecologica degli insetti e riduzione dell’uso dei pesticidi in agricoltura
Con 14 voti contrari (maggioranza di centro destra), 12 favorevoli (Pd, Mov5Stelle e Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) e un astenuto (Boitano del Gruppo misto) è stato respinto l’ordine del giorno 625, presentato da Marco De Ferrari (Mov5Stelle) e sottoscritto da tutti i componenti del gruppo, che impegna la giunta ad ridurre l’uso dei pesticidi in agricoltura, promuovendo tecniche alternative; a consolidare il percorso in collaborazione con le aziende florovivaistiche liguri, prendendo spunto dalla campagna internazionale “Make meadows, not lawns” per creare zone anche urbane (rotonde spartitraffico, aiuole o balconi di edifici pubblici e privati ecc), dove abbondino le infiorescenze selvatiche per consentire il recupero ecologico degli insetti impollinatori, che sono fondamentali per gli ecosistemi. Accolto un emendamento presentato da Luca Garibaldi (Pd)
L’assessore all’agricoltura Stefano Mai ha espresso parere favorevole sulla prima parte dell’impegnativa e contrario sulla seconda parte.
Nel dibattito sono intervenuti Lilli Lauro (Giovanni Toti Liguria), che ha espresso parere contrario sulla seconda parte dell’impegnativa, Alice Salvatore (Mov5Stelle) e Francesco Battistini (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) che hanno espresso parere favorevole.

Chiusura degli sportelli di banca Carige
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato da Angelo Vaccarezza (FI) e sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta ad attivare un tavolo di confronto e a porre in essere ogni altra azione possibile per comporre le esigenze finanziarie di Banca Carige, quelle dei dipendenti con quelle del territorio e segnatamente delle aree interne in cui si evidenziano situazioni emblematiche di criticità come quella del Comune di Urbe. Nel documento si ricorda la difficile situazione dell’istituto bancario che prevede la chiusura di 45 filiali in Italia di cui 19 in Liguria.

Piano nazionale per la non autosufficienza e “Dopo di noi”.
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato da Paolo Ardenti (Lega Nord Liguria- Salvini) e sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta ad attivarsi presso il governo perché sblocchi quanto prima le risorse destinate alle Regioni a tutela del settore della non autosufficienza. Nel documento si ricorda che nella riunione della Commissione politiche Sociali della Conferenza Stato-Regioni è stato rimandato l’esame del primo Piano Nazionale sulle non autosufficienze e il riparto del fondo connesso.

Contrastare l’utilizzo di animali nei circhi e nelle mostre viaggianti
E’ stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno 633, presentato da Giovanni Lunardon (Pd) e sottoscritto dal collega di gruppo Sergio Rossetti, che impegna la giunta ad assicurare tutti gli atti necessari per definire nell’ambito regionale adeguate condizioni di tutela degli animali sulla base di quanto previsto dalle linee guida “CITES”, per arrivare al divieto in Liguria di attività che nella detenzione di animali per spettacolo comprendano specie in via di estinzione o la cui gestione non è compatibile con una struttura mobile. Il documento, inoltre, chiede alla giunta di attivarsi, anche attraverso lo strumento del monitoraggio, affinché i Comuni rispettino le normative nazionali, regionali e le linee guida CITES, e il Governo finanzi maggiormente i circhi senza animali. L’ordine del giorno chiede, infine, di sostenere con risorse mirate la conversione in un modello che privilegi l’intrattenimento acrobatico-coreografico e senza animali.
Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha espresso parere favorevole
Accolto da Lunardon una proposta di modifica avanzata dall’assessore alla sanità Sonai Viale

Superamento attività circensi
Rinviato in commissione l‘ordine del giorno 676 presentato da Marco De Ferrari (Mov5Stelle) e sottoscritto dai colleghi del gruppo, che impegnava la giunta a sostenere nella prima Conferenza Unificata utile le proposte del governo per esercitare la delega nel riordino delle disposizioni nel settore delle attività circensi e dello spettacolo viaggiante per assicurare il superamento dell’utilizzo degli animali.
La richiesta di rinvio è stata avanzata, per approfondimenti, dall’assessore allo spettacolo Ilaria Cavo ed è stata accolta dai proponenti.

Danni subiti da AMIU a causa del crollo del ponte
E stata approvata all’unanimità la mozione 217, presentata da Gianni Pastorino (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) e sottoscritta dal collega di gruppo Francesco Battistini, che impegna la giunta ad attuare misure urgenti per l’erogazione del servizio pubblico di raccolta, avvio a recupero e smaltimento rifiuti e ad attuare le richieste per la continuità del servizio, compromesso sia per la mancanza di scarichi propri AMIU, che per la mancanza di punti di conferimento di società che operano nella filiera della raccolta differenziata e site in “zona rossa” (Ecolegno; ReVetro). Nel documento si rileva che, a seguito del crollo del Ponte Morandi, AMIU è stata privata di impianti operativi necessari all’erogazione del servizio pubblico.
L’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone ha espresso parere favorevole.

Procedure per l’autorizzazione a nuovi impianti di vigneto in Regione Liguria
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la mozione 242, presentata da Lilli Lauro (Giovanni Toti Liguria) che impegna la giunta ad attivarsi presso il Ministero delle Politiche Agricole per prevedere una diversa ripartizione delle quote nazionali di territorio modificando anche il criterio di riparto impianti di vigneto, che soddisfino le richieste di investimento delle aziende vitivinicole liguri, verificando quanti dei circa 157 mila metri quadrati nazionali per cui è stata richiesta l’autorizzazione siano stati effettivamente utilizzati dai produttori. Nel documento si ricorda che nel 2018 sono state presentate le richieste di nuovi impianti e che ogni anno gli Stati UE possono mettere a bando nuove autorizzazioni rispettando un tetto massimo dell’1% della superficie nazionale e in Liguria 120 le aziende vitivinicole hanno richiesto l’autorizzazione all’impianto di nuovi vigneti con un’effettiva assegnazione di soli 16 ettari.

Modificare il regolamento UE sui nuovi impianti viticoli
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno 638, presentato da Angelo Vaccarezza (FI), e sottoscritto dal collega di gruppo Claudio Muzio e da Andrea Costa e Gabriele Pisani di Liguria Popolare, che impegna la giunta regionale ad attivarsi affinché possa essere modificato l’art. 63 del Regolamento UE 1308/2013, per introdurre un sistema maggiormente flessibile sulla distribuzione geografica del nuovo impianto di vitigni, in modo che gli Stati membri possano venire incontro alle esigenze delle Regioni, tenendo maggiormente conto delle peculiarità territoriali. Nel documento si ricorda che il Regolamento (UE) prevede che “gli Stati membri mettano a disposizione ogni anno autorizzazioni per nuovi impianti equivalenti all’1 % della superficie già “vitata” totale nel loro territorio che – si legge nel documento – si rivela insufficiente per un potenziale sviluppo del terreno impiantato a vite.

Nel dibattito congiunto sulla mozione 242 e sull’ordine del giorno 638 è intervenuto Luca Garibaldi (Pd), che ha assicurato comunque parere favorevole ma a suggerito ai proponenti di arrivare ad un testo unitario. Claudio Muzio (FI), Augusto Sartori (FdI), Gianni Pastorino (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) e Gabriele Pisani (Liguria Popolare) e Giovanni Barbagallo (Pd) hanno annunciato voto favorevole.
Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha chiesto il rinvio in commissione dei due documenti per approfondire il tema ma, in caso contrario, ha annunciato voto comunque favorevole.
L’assessore all’agricoltura Stefano Mai ha espresso parere favorevole.

Convenzione urbanistica relativa all’ex ospedale psichiatrico di Genova-Quarto
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno 668, presentato da Gianni Lunardon, (Pd) e sottoscritto dal collega di gruppo Sergio Rossetti sull’Accordo di Programma del 2013 fra Regione, Comune di Genova, ASL 3 e ARTE per la riqualificazione urbana dell’area ex Ospedale psichiatrico di Quarto. L’accordo stabilisce che i padiglioni 15, 16, 17 e 21 siano acquisiti dal Comune per la collocazione di attività già presenti nell’area. Attualmente – si legge nel documento – i padiglioni sono ancora affidati ad ASL3 e non è ancora stato predisposto il passaggio tra ARTE e Comune. Il documento impegna la giunta ad adoperarsi presso ARTE e Asl3 e il Comune di Genova per il passaggio di proprietà dei padiglioni, in particolare del 21, che dovrà ospitare il Museo delle Forme Inconsapevoli.
L’assessore all’edilizia Marco Scajola ha proposto un emendamento, che è stato accolto da Lunardon.

Sulla procedura partecipativa e di valutazione del Nuovo Piano regolatore di
sistema portuale del Mar Ligure Orientale.
Con 16 voti contrari (maggioranza di centro destra) e 8 a favore (Pd, Mov5Stelle, e Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) è stato respinto l’ordine del giorno 559, presentato da Alice Salvatore (Mov5Stelle) e sottoscritto da tutto il gruppo, che chiede alla giunta di promuovere un Protocollo con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, i Comuni sede della Autorità di sistema portuale, per avviare un’Inchiesta Pubblica che dovrà affiancare il procedimento di approvazione del Documento di pianificazione strategica di sistema, il nuovo atto previsto dall’ultima riforma della legge sui porti propedeutico alla redazione dei nuovi Piani regolatori di sistema portuale (PRP), di Spezia e Carrara e dello stesso Piano regolatore portuale della Spezia.
L’assessore all’urbanistica Marco Scajola ha annunciato voto contrario in quanto la trasparenza delle procedure- ha detto – è già prevista dalle normative regionali in vigore.

Potenziamento ferroviario fra Savona e San Giuseppe di Cairo
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la risoluzione licenziata dalla IV Commissione in merito al potenziamento ferroviario della linea Savona-Torino e, in particolare, della Savona-San Giuseppe di Cairo. La risoluzione impegna la giunta a prevedere, nell’ambito del Tavolo già costituito, ai sensi del protocollo di intesa tra le Regioni del Nord – Ovest, RFI, MIT, approvato dalla Giunta regionale il 14 marzo 2019, l’inclusione delle seguenti opere infrastrutturali nel prossimo aggiornamento annuale al Contratto dei Servizi di RFI: potenziamento degli impianti della stazione di Vado Zona Industriale e di Parco Doria a Savona; potenziamento della linea Savona – Torino attraverso la posa di un secondo binario tra Savona e Altare lungo la sede già predisposta e mai ultimata (Linea Savona San Giuseppe di Cairo – Via Altare); la progettazione e realizzazione di un nuovo tronco da Ceva ad Altare al fine di eliminare il collo di bottiglia esistente con enormi benefici sui tempi di percorrenza.

Dichiarazione dello stato di calamità per gli apicoltori
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi sulla crisi della produzione di miele in Liguria nel 2019. Il documento impegna la giunta affinché le pratiche necessarie alla richiesta di calamità naturale vengano ultimate il più celermente possibile e di farsi, quindi, parte attiva con il Governo affinché tale richiesta venga riconosciuta o, diversamente, a individuare soluzioni alternative per sostenere le imprese del settore in collaborazione con le associazioni di categoria.