La seduta CONTRAZIONE DEI POSTI NELLE RSA LIGURIRaffaella Della Bianca (Gruppomisto-Riformisti italiani) ha presentato una interrogazione con risposta scritta in cui ha chiesto «se risponda a verità che la Giunta abbia dato direttive per un’ulteriore contrazione dei posti in rsa». Il consigliere ha chiesto, inoltre, «quanti fossero alla fine del 2011, asl per asl, i posti in RSA, Residenze protette, distinti tra residenziali e semiresidenziali, in convenzione o in gestione diretta, dedicati all’assistenza degli anziani e per riabilitazione, e quanti siano stati gli utenti dei medesimi servizi nell’anno 2011 e per quante giornate in media». Il consigliere ha ricordato che, secondo articoli pubblicati su organi di stampa alla fine del 2011, la Giunta avrebbe deciso una contrazione di 300 posti nelle strutture di residenzialità per gli anziani, ma che una sua precedente interpellanza in merito aveva ricevuto una «risposta confusa ed evasiva». Della Bianca ha ribadito «che le altre regioni del Nord e Centro Italia riescono ad offrire un cospicuo pacchetto di servizi agli anziani nell’ambito di quote di FSN molto più ridotte rispetto all’assegnazione attribuita alla Regione Liguria» e questo «rende evidente l’inefficienza del sistema sanitario ligure, la inconsistenza del tanto vantato risanamento strutturale, infondate le recriminazioni sulla presunta sottostima dei fondi assegnati».Ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo: «A novembre 2011 i posti di residenzialità e semiresidenzialità per anziani erano complessivamente 6.681, di cui 480 a gestione diretta, nell’anno 2010 gli anziani ricoverati in struttura residenziale e semiresidenziale sono stati rispettivamente 13.939 e 1.015. Il numero dei pazienti è molto più alto rispetto a quello dei posti per effetto della rotazione». Per quanto riguarda il 2012 Montaldo ha rimandato alla delibera di giunta 226, sulla base della quale si va alla saturazione dei posti per la residenzialità convenzionata, a fronte del risparmio complessivo del 5 per cento della spesa effettuata, da ottenere attraverso processi di riorganizzazione e razionalizzazione. L’assessore ha rimarcato: «Si cerca di abbattere in tutti i modi le fughe fuori Regione. E questo è meno rilevante per quanto riguarda gli anziani, più rilevante per gli altri casi. si cerca di favorire l’indirizzo degli ospiti verso strutture locali e questo processo ha un concreto valore economico».Della Bianca ha ribattuto che il risparmio del cinque per cento è penalizzante in una Regione che per il settore spende meno di altre realtà italiane. BANDO DI CONCORSO PER UNA SELEZIONE ALLA ASL3Il consigliere Raffaella Della Bianca (Gruppo misto – Riformisti italiani), ha illustrato un’interpellanza, sottoscritta anche da Marco Melgrati, Matteo Rosso, Luigi Morgillo, Roberto Bagnasco, Franco Rocca, Gino Garibaldi, Alessio Saso, Roberta Gasco, Marco Scajola (Pdl), in relazione ad una selezione pubblica interna bandita dalla Asl 3 nel settembre 2010. Secondo i consiglieri la Asl avrebbe violato il decreto legislativo 150 del 27.10.2009 che stabilisce «che le amministrazioni pubbliche a decorrere dal 1° gennaio 2010, coprono i posti disponibili nella dotazione organica attraverso concorsi pubblici, con riserva non superiore al cinquanta per cento a favore del personale interno». Di qui la richiesta alla giunta di «esprimere formalmente l’avviso dell’assessorato alla Salute sulla legittimità della procedura, per sapere se la ASL 3 sia stata autorizzata dalla Regione Liguria e in quali termini all’espletamento del concorso e se la Asl 3 ha formalizzato, così come prevede l’art. 16 del Contratto nazionale di lavoro 1999, il piano di fabbisogno di personale 2010 e quali siano le necessità organizzative e funzionali per ricoprire i posti messi a selezione». Ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo: «Il provvedimento oggetto dell’ interpellanza non è riferito a un incremento di personale. Si tratta, invece, di una progressione di personale già in essere all’interno dell’azienda e, in quanto tale, regolamentato dal contratto collettivo nazionale. Nello specifico si tratta di un investimento sul personale per la riorganizzazione aziendale. Parliamo, dunque, di progressione e di valorizzazione di personale già esistente. Si coprono posti già vacanti, che non prevedono costi aggiuntivi poiché le risorse sono nei fondi contrattuali di riferimento e si rispettano i limiti del contratto collettivo nazionale».Della Bianca ha sottolineato che la sua interpellanza chiedeva anche se la Asl aveva varato il piano di fabbisogno.
VALORE DEI BUONI PASTO NELLE ASL LIGURI
Il consigliere Matteo Rosso ha illustrato una interpellanza, sottoscritta anche dai consiglieri Roberto Bagnasco, Gino Garibaldi e Franco Rocca (Pdl) sui buoni pasto alla Asl4.Rosso ha ricordato che nelle Asl liguri è previsto il buono pasto per tutti i dipendenti e che l’assessorato alla Salute recentemente ha sottoscritto con le organizzazioni sindacali del comparto un accordo che prevede l’aumento del buono pasto a 9.55 euro solo per il comparto, ma, «nella Asl 4 – ha detto – l’aumento riguarda solo il personale del comparto e non i dipendenti ricompresi nel contratto collettivo del comparto».I consiglieri hanno, quindi chiesto «per quale ragione si sia applicata nella Asl 4 questa sperequazione e se esistono differenziazioni nella valorizzazione dei buoni pasto anche nelle altre Aziende sanitarie liguri». Secondo Rosso, quindi, è necessario Implementare i buoni pasto a tutti i dipendenti: amministrativi, medici e altro. L’assessore alla salute, Claudio Montaldo, ha risposto: «In considerazione del fatto che i buoni pasto del settore sanitario sono inferiori a quelli di settori analoghi, lo scorso anno la Regione e le organizzazini sindacali del comparto avevano sottoscritto un accordo, recepito con delibera giunta, con il quale si prevedeva un incremento fino a 9,55 euro. Successivamente veniva registrata dalla Corte dei conti una circolare della Ragioneria generale dello Stato, secondo la quale nel periodo 2011-2013 non possono essere superate per i buoni la soglie di 5,29 euro. L’eccedenza costituisce, infatti, reddito per lavoro dipendente». Ha continuato l’assessore: «Abbiamo quindi invitato le Aziende a sospendere l’incremento del buono per attendere che si arrivi alla soluzione di problematiche oggetto di discussione» e ha puntualizzato: «Le nostre aziende hanno adottato buoni pasti di 5,29, ad eccezione della Asl 4 che è rimasta ferma al valore di 4,82. Il tema non è più stato oggetto di confronto con le organizzazioni sindacale. Se a livello nazionale si rimuoverà il blocco, si potrà andare verso aumenti. Per la Asl 4, che ha il valore più basso, se ne discuterà in uno dei prossimi appuntamenti sindacali».Rosso ha ribadito: «Se la ragioneria sostiene che non possiamo adeguare i buoni alla fascia più alta, almeno equipariamo la Asl 4 a tutte le altre».
VENDITA ALLOGGI POPOLARI AI PROFUGHI GIULIANO DALMATI
Il consigliere Aldo Siri ha presentato una interpellanza, sottoscritta anche da Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente), per sapere se la Regione «intenda verificare la corretta applicazione da parte di ARTE di quanto stabilito dalla normativa in materia di assegnazione e vendita degli alloggi ai profughi e risolvere, quindi, una situazione di ingiustizia che da anni incombe sugli esuli giuliano-dalmati, veri profughi italiani ai quali viene negato un diritto sancito dalla legge». Siri ha ricordato che lo Stato italiano alla fine del secondo conflitto mondiale ha costruito fabbricati a carattere popolare destinati ai profughi, dati in gestione agli Istituti autonomi per le case popolari poi diventati ARTE. «La legge 560 del 1993 – ha aggiunto – stabilisce che il cittadino in possesso della qualità di “profugo” possa riscattare la casa assegnata, acquistandola a condizioni favorevoli ma l’Istituto autonomo case popolari e, di seguito, l’ARTE hanno completamente abbandonato l’applicazione del regime legislativo che riguarda gli esuli applicando, invece, le norme generali dell’edilizia residenziale pubblica, facendo perdere, così, ai profughi i benefici che il legislatore intendeva loro garantire». Siri, di ritorno dalla visita nella Venezia Giulia, ha sottolineato quanto sia partecipe al dolore di chi, dopo essere stato costretto a lasciare la sua terra, passata sotto la dominazione di un altro Stato, a distanza di molti anni non possa riscattare la casa assegnata a prezzo, benché una legge nazionale sancisca il suo diritto. «Tutto questo perché Arte, inspiegabilmente e vergognosamente ha disatteso la legge nazionale, sostenendo che gli alloggi in questione non possono essere alienati, in quanto non inclusi nei piani di vendita redatti dalla Regione», ha precisato Siri, ricordando che per far valere questo diritto ed applicare senza dubbi la disposizione nazionale, ha di recente presentato una proposta di legge regionale.Ha risposto l’assessore alle politiche abitative ed edilizia, Giovanni Boitano, il quale ha anticipato di condividere le motivazioni espresse da Siri: «Stiamo cercando una soluzione al problema e credo che oramai ci siamo molto vicini – ha aggiunto – La materia, purtroppo, è molto complessa. La legge che regolamenta questo settore è articolata e alcuni articoli trovano difficoltà di applicazione ed hanno elementi di contrasto. Da oltre un anno mi occupo di questo argomento e ho incaricato un esperto, un giurista, anch’egli profugo e che quindi bene conosce la materia, di individuare una soluzione che credo arriverà prima della sentenza relativa alla vertenza in atto tra Arte e i soggetti interessati. Nei prossimi giorni – ha annunciato – è già fissato un incontro con l’esperto per capire a che punto siamo arrivarti. Credo che non sarà necessario arrivare al varo di un’apposita legge regionale, ma, se si rivelasse necessario, si provvederà in tal senso».Siri ha chiesto di essere presente agli incontri che hanno per oggetto la vicenda..
CONVENZIONE ASL4 E COMUNE DI SANTA MARGHERITA LIGURE
Matteo Rosso ha presentato un’interrogazione, firmata anche da Roberto Bagnasco (Pdl), in cui ha chiesto alla Giunta il motivo per cui non sia stata firmata dal direttore dell’Asl 4 la convenzione tra Azienda sanitaria e Comune di Santa Margherita sulla rifunzionalizzazione dei cespiti del compendio del presidio ospedaliero di Santa Margherita Ligure, in Via Fratelli Arpe. «La convenzione riguarda l’edificio attualmente sede del presidio ospedaliero che deve essere rifunzionalizzato e destinato a funzioni di interesse sanitario e/o assistenziale e a funzioni pubbliche di interesse comunale». I consiglieri ricordano che «la realizzazione ed il mantenimento della piastra ambulatoriale presso l’immobile era stata espressa, previa adozione del necessario atto deliberativo che, oggi, non risulta essere stato trasmesso al Comune interessato. Quindi – concludono – la mancata sottoscrizione della convenzione provocherebbe un grave danno per la realizzazione di quanto più volte approvato nelle conferenze dei Sindaci dell’Asl 4 Chiavarese, cioè la non vendita della struttura di Via Fratelli Arpe»..Ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo il quale ha innanzitutto ricordato che Regione, Asl 4 e il Comune di Santa Margherita Ligure avevano disposto che si trasformasse la struttura in questione in piastra e Polo riabilitativo, precisando che «la giunta avrebbe verificato la praticabilità di dette proposte nel quadro finanziario». In realtà, però, non è stato attuato il programma che prevedeva, tra l’altro, la vendita al Comune di un’area del sottosuolo. Lo stesso Comune, secondo quanto dichiarato da Montaldo, ha messo in discussione l’intesa. Non è stata, quindi, stipulata la convenzione, nell’attesa che i tecnici svolgessero ulteriori approfondimenti. «Intanto la Regione, alla luce delle note questioni economiche, ha deciso di mettere in alienazione questo bene». Si è dunque passati ad una nuova fase di contrattazione. «Noi abbiamo manifestato la volontà di Regione e Asl di realizzare la piastra a Santa Margherita Ligure, anche in un sito diverso rispetto a quello individuato inizialmente» ha ricordato l’assessore, precisando che è in atto un lavoro istruttorio, che sta proseguendo anche in questi giorni. Ha quindi ribadito la sua volontà di individuare una soluzione.Insoddisfatto Rosso, il quale ha sottolineato che sono passati anni e non si è trovata alcuna risposta alle esigenze dei cittadini. Ha quindi invitato l’assessore a tener costantemente aggiornato il Consiglio sulla vicenda e a individuare al più presto una soluzione.
PARCHEGGIO OSPEDALE SAN MARTINO
Matteo Rosso ha presentato un’interrogazione, firmata anche da Roberto Bagnasco (Pdl), per sapere quanto sia costato il progetto del parcheggio dell’ospedale San Martino, il motivo per cui non siano stati individuati con anticipo gli ostacoli che oggi bloccano i lavori e, infine, se quest’opera sarà terminata o se verrà ripristinata la situazione iniziale. Rosso ha denunciato «i forti ritardi nella realizzazione del park interrato dell’ospedale San Martino e i disagi creati al personale sanitario ed ai cittadini, che si recano all’ospedale, a causa di un cantiere aperto ormai da 5 anni e dove, da oltre un mese, non si lavora più». Il consigliere ha rilevato: «Non bisogna sottovalutare il fatto che nell’area ci sono contenimenti franosi dal lato di Salita Superiore della Noce e dal disegno mappale del sottosuolo fluviale sembrerebbe emergere una potenzialità di dissesto idrogeologico». Ha risposto l’assessore alle infrastrutture, Raffaella Paita, che ha premesso: «Il parcheggio, che prevede 420 posti a rotazione, è finanziato con legge regionale, con contributo non a fondo perduto. Il 70 per cento del contributo viene recuperato in 25 anni dall’inizio della gestione». Ha quindi spiegato: «Il parcheggio, a seguito di richieste del Comune di Genova, ha goduto di alcune proroghe per l’avvio dei lavori, avvenuto il 28 giugno 2007. A seguito dell’avvio dei lavori è stata erogata la prima quota del finanziamento al Comune di Genova, pari ad euro 681.723. Le altre quote verranno eventualmente erogate al raggiungimento del 50 per cento dei lavori ed alla conclusione degli stessi con l’avvio della gestione». L’assessore ha quindi spiegato le ragioni dei ritardi: «Nel corso dei lavori, si è appreso che si sono verificate numerose difficoltà che hanno rallentato le lavorazioni, tra le quali le principali sono state lo spostamento dei sottoservizi presenti nell’area, la presenza di un’attività ospedaliera in stretta vicinanza con il cantiere, ad esempio clinica chirurgica, e l’individuazione di un rivo sotterraneo profondo non previsto, che ha richiesto una perizia di variante progettuale. Infine, a seguito di prove di carico sui pilastri centrali, si è dimostrata l’incapacità di uno degli stessi a sostenere il carico di progetto. E’ stata richiesta un dettagliata relazione al Comune, sulla base della quale si valuterà la possibilità di concedere o meno la proroga per l’ultimazione dei lavori, già richiesta dall’amministrazione comunale».Rosso ha ribattuto: «Sono stati spesi 681 mila euro per un’opera che è immobile». INTERVENTI IN FAVORE DELLA NATALITÀ
Su proposta del presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone, l’Assemblea ha deciso i inviare nella prima seduta utile di commissione la mozione (primo firmatario Matteo Rosso, ma sottoscritta da tutti i consiglieri del Pdl) sugli interventi a sostegno della natalità e a tutela della maternità.
INTEGRAZIONE DEL SERVIZIO TAXI NEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALEE’ stato approvato unanimità un ordine del giorno (primo firmatario Raffaella Della Bianca, Gruppo Misto, ma sottoscritto da consiglieri di tutti i gruppi) sull'integrazione del servizio taxi nel trasporto pubblico locale.Il documento impegna il Presidente della Giunta “a farsi parte attiva nei confronti di tutti i soggetti interessati affinché venga avviato il percorso di integrazione dei taxi nel trasporto pubblico locale, come previsto dalla normativa regionale vigente, per assicurare il mantenimento dei servizi di collegamento per le aree collinari e a bassa densità e in orari non di punta a beneficio e tutela dell’utenza del servizio pubblico, sia per agevolare il contenimento dei costi da parte delle aziende concessionarie del servizio di trasporto pubblico locale”.Secondo i proponenti, la grave crisi che il servizio pubblico locale sta attraversando, in particolare nel comune di Genova, ha portato l’azienda concessionaria AMT ad annunciare tagli di linee e di orari di percorrenza, con un consistente danno per l’utenza. Viste le risorse sempre più scarse, la soluzione potrebbe trovarsi con l’esternalizzazione di alcuni servizi alle cooperative dei tassisti attraverso apposite convenzioni con titolari di licenza di taxi e loro forme associative. Tale strategia in altre realtà comunali è già stata attuata con successo tramite formule come il drin bus, il pronto bus e i servizi notturni a richiesta. «L’integrazione del servizio taxi nel trasporto pubblico locale potrebbe sopperire alle probabili riduzioni sulle linee collinari e nelle ore serali e notturne di aziende come AMT – ha detto Della Bianca – permettendo di garantire il servizio all’utenza sulle linee a bassa densità e in fasce orarie notturne, con conseguente contenimento dei costi di copertura e con evidenti ricadute positive in termini di efficienza del servizio per l’utenza».Sergio Scibilia (Pd) ha espresso parere favorevole a questa iniziativa: «E’ giusto sostenere e dare aiuto alle linee dell’entroterra e vediamo bene l’integrazione per razionalizzare e migliorare il servizio di trasporto».Anche Ezio Chiesa (Gruppo misto Liguria Viva ) si è dichiarato a favore dell’0rdine del giorno.Secondo Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) «in momenti di difficoltà per il trasporto e di carenza dei necessari supporti economici per il settore questa proposta va nella direzione di coprire assenze e mancanze e integra il servizio di trasporto pubblico intervenendo anche favore dei taxisti, che stanno affrontando un asituazione economica difficile».
VALORIZZAZIONE E UTILIZZO DELLE AUTO DA PIAZZA
Nella stessa discussione è stato approvato all’unanimità anche l’ordine del giorno (primo firmatario Francesco Bruzzone, ma sottoscritto anche da Edoardo Rixi e Maurizio Torterolo, Lega Nord Liguria – Padania) che impegna il presidente della Giunta e la Giunta “ad intraprendere significative iniziative per l’integrazione delle forme esistenti di trasporto pubblico con auto da piazza nel sistema complessivo del trasporto pubblico con l’ultimo obiettivo di copertura dei collegamenti per le aree collinari e/o a bassa densità e in orari non di punta”. Nel documento si ricorda che “l’attività di trasporto pubblico da piazza espone la categoria a variabili economiche imprevedibili. Un fenomeno che risulta essere elevatissimo ed ingestibile nell’attuale momento di crisi economico-finanziaria ed ulteriormente gravato dall’esasperato aumento dei costi di gestione”, primi fra tutti il carburante, la manutenzione dei veicoli e le assicurazioni. Una eventuale convenzione fra aziende di trasporto pubblico e tassisti avrebbe particolare rilievo nel Comune di Genova dove è concentrato il maggior numero di licenze (869) rispetto al numero totale censito nella Regione Liguria (circa 1.200). Francesco Buzzone ha sottolineato: «Ritengo importante in questo periodo di particolare crisi per il settore dei trasporti mettere in atto le iniziative che permettano di ridurre i disagi degli utenti». CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME E LA "DIRETTIVA BOLKESTEINAll’unanimità è stato approvato un ordine del giorno (di iniziativa dei consiglieri: Gino Garibaldi, Matteo Rosso, Raffaella Della Bianca, Roberto Bagnasco, Franco Rocca, Aldo Siri, Alessio Saso, Edoardo Rixi, Francesco Bruzzone, Sergio Scibilia, Marco Limoncini, Nicolò Scialfa, Ezio Chiesa, Matteo Rossi) che impegna il presidente della Giunta regionale e l’assessore competente “ad assumere tutte le necessarie iniziative al fine di organizzare con il Governo un’iniziativa comune Stato – Regioni al fine di ottenere, in sede europea, una deroga alla “direttiva servizi” o, in alternativa, ottenere il riconoscimento in sede di gara degli investimenti effettuati dai concessionari. La Giunta dovrà inoltre “esortare il Governo all’emanazione di una legge nazionale quadro che contenga misure di salvaguardia delle imprese balneari esistenti e regoli in maniera chiara e definitiva il settore delle concessioni demaniali marittime”. L’obiettivo è cercare una soluzione diversa da quella prevista dalla norma europea che, entro il 31 dicembre 2015, farà scadere tutte le concessioni demaniali e ottenere una deroga alla “direttiva Bolkestein.Secondo Gino Garibaldi «tale direttiva, mettendo a gara le concessioni e definendo una durata limitata delle stesse, rischia di penalizzare gravemente gli operatori economici che nel corso degli anni hanno effettuato sui litorali considerevoli investimenti. Tali interventi sui litorali hanno contribuito a far diventare il settore balneare, per la maggior parte formato da aziende a conduzione familiare, una delle attività economiche più importanti per il turismo ligure e nazionale. Occorre che lo Stato comunque, vari una legge per tutelare questi operatori e varare misure di salvaguardia». Ci sono oltre 30 mila stabilimenti balneari lungo le coste italiane, di cui oltre 1.000 in Liguria, con 300.000 addetti diretti e 1.000.000 dell’indotto. Sergio Scibilia (Pd): «Se questa direttiva rientra nell’ottica della libera concorrenza e quindi dobbiamo garantire a tanti soggetti la possibilità di accedere, non possiamo dimenticare migliaia di imprese che hanno realizzato investimenti e dato opportunità turistiche, occupazionali e economiche e dobbiamo fare in modo che ci sia un riconoscimento degli investimenti effettuati in caso di gare. Questa richiesta è una innovazione a livello nazionale».Secondo Edoardo Rixi (Lega nord Liguria – Padania) è «importante la vocazione unitaria dell’odg, perché questa direttiva impedisce di programmare investimenti sul territorio e impoverisce un settore importante per la Liguria». NUOVE DISPOSIZIONI IN MATERIA TRIBUTARIA E FINANZIARIA
All’unanimità è stato approvato il disegno di legge “Disposizioni in materia tributaria e finanziaria”. In base alla legge si prevede un aumento di entrate alla voce “Rimborso crediti” per 60 milioni e 945 mila euro.
La legge infatti prescrive il riversamento diretto nel conto di tesoreria regionale dei proventi derivanti dalla lotta all'evasione fiscale in materia di Irap, addizionale regionale all’IRPEF ed IVA, e gli introiti frutto dei relativi interessi e sanzioni. Si tratta della quota del gettito riferibile al concorso della Regione nella attività di recupero fiscale in materia di IVA, commisurata all'aliquota di compartecipazione prevista dal decreto legislativo 68/2011 e successive modificazioni. Il riversamento dovrà avvenire secondo le modalità e le procedure da definire con specifico atto convenzionale con l’Agenzia delle Entrate.
La legge prevede inoltre che, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2012 per i soggetti aventi un reddito imponibile ai fini dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) compreso fra euro 20.000,01 ed euro 20.101,76, l’addizionale regionale di imposta è ridotta di un importo pari al prodotto tra il coefficiente 0,9827 e la differenza fra euro 20.101,76 ed il reddito imponibile del soggetto ai fini dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF).”
Inoltre è prevista l’esenzione dal tributo regionale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi in relazione ai conferimenti di rifiuti derivanti dalle operazioni di ripristino dei luoghi interessati dagli eventi alluvionali del 25 ottobre 2011 in provincia della Spezia e del 4 novembre 2011 nel comune di Genova. Si tratta dei Comuni di Beverino, Borghetto Vara, Brugnato, Carro, Corrodano, Maissana, Pignone, Riccò del Golfo, Rocchetta Vara, Sesta Godano, Varese Ligure, Zignago, Ameglia, Arcola, Bolano, Calice al Cornoviglio, Castelnuovo Magra, Follo, Ortonovo, Santo Stefano Magra, Sarzana, Vezzano Ligure, Monterosso, Vernazza e Genova
La nuova legge introduce inoltre emendamenti correttivi alla legge regionale 2/2012 per rispondere alle osservazioni fatte dal Governo sulla stessa.
PIATTAFORMA INFORMATICA PER I LIBRI DI TESTO SCOLASTICI
E’ stato approvato all’unanimità Il Progetto di legge “Interventi regionali a sostegno della scuola digitale e della diffusione del libro elettronico” è stato presentato dai consiglieri Gasco, Garibaldi, Scajola, Rosso, Morgillo, Bagnasco, Della Bianca, Melgrati, Rocca, Saso (Pdl). Secondo Roberta Gasco. «Questa legge è una innovazione importante per il sistema di istruzione. La storia ormai è cambiata e il nostro sistema formativo va cambiato la dove non prevede le nuove tecnologie e dobbiamo adeguarci alla situazione. Già a livello nazionale si sta procedendo in questo senso. Certo, questa legge è un compromesso accettabile mentre la nostra proposta era più incisiva e saremo stati la prima regione in Italia ad attuare misure davvero significative, questo testo resta comunque un compromesso che vuole sfruttare l’innovazione tecnologica. Prevediamo – ha spiegato – una piattaforma elettronica nel portale Giovaniinliguria che metterà in rete tutte le scuole della nostra regione e sarà importante il controllo non solo della Regione ma anche del Comitato di pilotaggio».Giancarlo Manti, (Pd) ha spiegato: «La proposta iniziale è stata profondamente rivista perché aveva problemi di legittimità e finanziabilità tuttavia in commissione ristretta abbiamo esaminato con dovizia e audizioni la materia partecipare perché comunque un nesso fondamentale della proposta era fornire agli studenti liguri di modelli partecipativi e innovativi e questo era anche il fondamento della proposta iniziale. Ora la Regione si deve fare carico dlel finanziamento della legge negli anni futuri».Marco Scajola (Pdl) ha ribadito: «Questa proposta di legge è partita tempo fa e forse potevamo metterci qualche mese di meno per portare a termine il dibattito e le modifiche e confidiamo nell’assessore Rossetti che ha dato la sua disponibilità che possa essere finanziata».Soddisfazione è stata espressa anche fa Gino Garibaldi L’assessore al Bilancio Sergio Rossetti ha detto: «E’ giusto agire per dare un quadro normativo preciso ai percorsi della scuola digitale e nell’agenda digitale europea che è all’ordine del giorno un processo importante per il futuro della scuola e del paese». Rossetti ha ricordato un progetto nazionale dove il ministero dell’istruzione da tempo opera per attrezzare le scuole di hard e software propedeutici alla consultazione di libri digitali «ma le risorse sono un punto dolente tuttavia le istituzioni devono essere al passo di questa continua innovazione». Il provvedimento spinge la Regione a favorire la partecipazione delle Istituzioni scolastiche autonome (ISA) ai processi di innovazione tecnologica e sostiene gli Enti locali nell’adozione di provvedimenti per attuare politiche di innovazione digitale. La legge si rivolge alle famiglie e gli allievi delle scuole di ogni ordine e grado, alle ISA, ai Comuni e alle Province e alla comunità scolastica.La Regione interviene per diffondere nel sistema scolastico i supporti tecnologici per promuovere la didattica digitale; per utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione di massa finalizzati all’istruzione e educazione di alunni portatori di handicap, ospedalizzati, stranieri o economicamente svantaggiati. Verranno stipulati specifici protocolli con i ministeri competenti, gli enti locali, le ISA, il sistema produttivo, le associazioni, istituzioni culturali, Università e le reti scolastiche e forme di collaborazione per diffondere e condividere le pratiche già sviluppate nella didattica digitale e per attrezzare potenzialmente ogni aula con lavagne interattive multimediali (LIM) o altri supporti tecnologici equivalenti, valorizzando la produzione di contenuti e software a matrice libera e non proprietaria. La legge prevede, inoltre, azioni coordinate con i ministeri competenti, le ISA per la formazione del personale. La Regione, in particolare, promuove la diffusione del libro digitale nelle scuole e negli organismi formativi accreditati e si avvale del portale “Giovaniliguria” per la diffusione delle pratiche già in atto nelle scuole e per pubblicizzare le ricerche e gli studi di settore più significativi. La piattaforma “e-learning”, nel portale “Giovaniliguria” verrà anche utilizzata per mettere a disposizione materiale didattico e software a matrice libera e non proprietaria.Viene, infine, istituito il Comitato di pilotaggio sulla diffusione delle tecniche digitali nei processi educativi che avrà funzioni consultive e propositive nei confronti della Giunta regionale nelle materie di competenza della presente legge. NORME CONTRO LA PUBBLICITÀ DEI GIOCHI CON PREMI IN DENARO E PER LA PREVENZIONE DEL GIOCO PATOLOGICOE stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale il progetto di legge rivolto alle Camere “Norme contro la pubblicità dei giochi con corresponsione di premi in denaro e per la prevenzione del gioco patologico” firmato dai consiglieri Lorenzo Basso (Pd) e Massimo Donzella (Noi per Claudio Burlando). Massimo Donzella ha sottolineato: «E’ un tema attuale in quanto c’è un dibattito nazionale che coinvolge la Conferenza delle regioni e viene trattato anche attraverso la delega fiscale al Governo che ha per oggetto i giochi pubblici chiede disposizioni per evitare la ludopatia. Pur essendo importante una legge che contrasti questo fenomeno riteniamo che il provvedimento presentato oggi sia più rigoroso e preciso e di maggior tutela. L’ampliamento che ha avuto questo fenomeno incide in modo devastante nel campo sociale dei costi e delle dipendenze. Oggi quasi un milione di persone sono dipendenti dal gioco, parliamo di giocatore compulsivo che non riesce a contenere istinti con conseguenze negative verso se stessi e famiglia. Noi con questa legge vo9gliamo che sia vietata in tutti i modi la pubblicità. Ci sono espressioni dle tipo “gioca in modo responsabile” che sono palliativi che non si possono accettare. In più – conclude – rispetto a quanto trattato dal Parlamento, vogliamo che il divieto per i minori sia rigoroso».L’assessore ai Servizi sociali Lorena Rambaudi, dopo aver annunciato la propria condivisione sull’iniziativa, ha annunciato che la relazione sul tema già affrontato nella Conferenza dei presidenti verrà inviata a tutit i consiglieri regionali .Sono intervenuti dichiarando il proprio voto favorevole Gino Garibaldi (Pdl) Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) e Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente).
La legge stabilisce il divieto della propaganda pubblicitaria dei giochi e ogni forma di pubblicità sulla rete Internet, al di fuori dei siti che offrono direttamente il servizio di gioco on line. Chiunque trasgredisca al divieto previsto dal comma 1 è soggetto ad una sanzione amministrativa da euro 10.000 a euro 100.000.
La proposta prevede l’obbligo di avvisi informativi dal 1º giugno 2012: su ciascun lato dei tagliandi relativi a giochi posti in vendita al pubblico deve essere riportata a stampa e in modo da coprire almeno il 20 per cento della superficie totale, una delle seguenti avvertenze: l’abuso di gioco provoca dipendenza; il gioco eccessivo può ridurti in povertà; questo gioco può nuocere alla tua salute; proteggi la tua famiglia: non rovinarti giocando; il tuo medico può aiutarti a smettere di giocare. I gestori, inoltre devono esporre nei locali in cui vengono posti in vendita giochi, in maniera chiara e visibile, cartelli recanti uno degli avvisi suddetti. Le stesse avvertenze devono essere esposte su ogni apparecchio del tipo “newslot” Qualora in un singolo locale siano presenti più punti vendita di giochi i cartelli di cui al comma 2 devono essere esposti su ogni punto vendita. È fatto divieto di partecipare ai giochi ai minorenni e il titolare di esercizio commerciale o punto di offerta del gioco che consente la partecipazione ai giochi a soggetti minori di anni diciotto è punito con una sanzione da euro 5.000 a euro 20.000. È prevista, in caso di violazione, la chiusura dell’esercizio commerciale o del punto di offerta del gioco da dieci a trenta giorni. In caso di reiterazione per almeno tre volte in tre anni della violazione sono revocate licenze ed ogni autorizzazione amministrativa.La proposta di legge stabilisce, inoltre, che una quota non inferiore al 3% degli introiti derivanti all’Erario dal comparto giochi è devoluta ad uno speciale Fondo contro la dipendenza da gioco, da istituirsi attraverso un decreto del Ministero della Salute, una quota non inferiore al 3% degli introiti derivanti all’Erario dal comparto giochi è devoluta al Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura e, infine, una quota pari al 30% delle somme derivanti dalle sanzioni amministrative comminate per violazione della presente legge e di ogni altra normativa relativa ai giochi è devoluta in egual misura al Fondo contro la dipendenza da gioco e al Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura. Assenti: Burlando, MorgilloQuorum 20






