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CONSIGLIO REGIONALE

La seduta odierna  

Disservizi del digitale terreste nella Valle Arroscia.

Marco Scajola (Pdl) ha presentato una interrogazione per chiedere alla Giunta se intenda intervenire con un contributo economico a favore dei territori della valle Arroscia e di attivarsi affinché i ripetitori che prima erano gestiti dalla ex Comunità montana possano trasmettere in digitale.«I sindaci ed i cittadini della Valle Arroscia – ha spiegato Scajola – lamentano disagi e disservizi dopo lo swich off del segnale analogico televisivo. Benchè il black out del segnale tv rappresenti un disservizio grave per questa porzione di territorio, non sono state adottate soluzioni adeguate per prevenire i disagi attuali. In questa situazione – ha concluso – i sindaci saranno costretti a spendere 15 mila euro per istallare una grossa antenna che permetta di captare il segnale proveniente dalla costa». Scajola ha inoltre sottolineato che quando si è passati al digitale gran parte degli abitanti della Valle Arroscia hanno segnalato in particolare l’impossibilità di vedere canali della Rai. Il consigliere ha quindi chiesto alla giunta che cosa intenda fare per aiutare i Comuni, altrimenti costretti a sostenere ingenti spese.

Per la giunta ha risposto l’assessore allo sviluppo economico Renzo Guccinelli, che ha premesso: «La Regione, anche se il tema è fuori dalla sua diretta competenza, nel periodo precedente allo swich off ha cercato di mettere in campo una serie di azioni per tentare di limitare i disservizi che colpiscono in particolare i cittadini di alcune zone. E’ stata fatto, ad esempio, un inventario degli impianti del territorio, gestiti da Comuni o privati. D’intesa con i rappresentanti dei consumatori, abbiamo cercato di attuare con antennisti politiche favorevoli per i cittadini perché sono fermamente convinto che nessuno deve essere privato di questo servizio pubblico». Ha quindi chiarito: «La Regione si è attivata in due differenti direzioni. In primo luogo abbiamo verificato la possibilità di supportare economicamente i Comuni. A tal scopo, abbiamo individuato la disponibilità di un fondo per la gestione consorziata da parte dei Comuni di diversi servizi e tra i finanziabili abbiamo inserito anche quelli concernenti gli impianti televisivi e le antenne. La seconda iniziativa è stata attuata dal presidente della giunta regionale che ha scritto al presidente della Rai, segnalando il disservizio e la necessità di intervenire al più presto. E, vista l’azione già avviata, mi impegno a rimettere in campo una forte iniziativa nei confronti della Rai».

Scajola ha preso atto dell’impegno assunto dell’assessore, invitandolo anche a prendere in considerazioni gli impianti delle Comunità Montane, abbandonati.

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Futuro e prospettive degli uffici di informazione e accoglienza turistica (IAT)

Sergio Scibilia (Pd) ha presentato una interrogazione alla giunta regionale per sapere come «intenda organizzare il servizio di accoglienza ed informazione turistica sul territorio ligure e come intenda procedere dopo il mancato finanziamento alle Province ed al Comune di Genova per l’esercizio delle funzioni attribuite in materia di turismo e per il funzionamento degli uffici I.A.T. per il 2012». Il consigliere ha sollecitato, inoltre, la convocazione urgente di un tavolo di concertazione alla presenza dei rappresentanti delle Province e dell’Anci.

Scibilia ha ricordato che nel 2010 la Regione Liguria aveva trasferito alle Province ed al Comune di Genova per l’esercizio delle funzioni attribuite in materia di turismo e per il funzionamento degli I.A.T. 5,8 milioni di euro e che, nel 2011, l’importo era stato ridotto a 2,6 milioni. Poiché nel bilancio di previsione 2012 è previsto uno stanziamento di 1,3 milioni di euro, di cui 650 mila euro per funzionamento degli uffici I.A.T, e che diversi Comuni hanno affidato in appalto a società cooperative l’organizzazione dei punti informativi, il consigliere teme che «le somme indicate nel bilancio di previsione mettano a forte rischio l’intero sistema di accoglienza ed informazione turistica locale, con conseguente possibilità di chiusura degli uffici I.A.T. comunali distribuiti su tutto il territorio regionale, e che le riduzioni al bilancio incideranno direttamente anche sulla gestione del personale delle Province addetto alla delega del turismo». Scibilia ha quindi chiesto, vista la situazione attuale, come la giunta intenda programmare l’attività turistica.

L’assessore al turismo, Angelo Berlangeri, anche in considerazione delle ristrettezze economiche, ha concordato sulla necessità di riprogrammare l’attività turistica e per questa ragione ha annunciato a breve l’apertura di un apposito tavolo: «L’attività di programmazione dell’ accoglienza turistica sarà gestita in maniera non più decentrata. Individueremo le zone dove gli uffici Iat devono insistere e sviluppare la loro attività». Ha quindi preannunciato lo sviluppo di particolari progetti di valorizzazione informazione turistica via Web, che consentiranno al turista di avere su tutto il territorio regionale la possibilità di scaricare gratuitamente informazioni territoriali e relative all’ accoglienza. Berlangeri ha chiarito che una dettagliata programmazione si rende necessaria anche in virtù della difficile situazione economica: «I trasferimenti dallo Stato per il turismo negli ultimi anni sono stati azzerati. – ha detto – La Regione ha provveduto con proprie disponibilità. Ad inizio anno abbiamo stanziato una somma pari a circa il trenta per cento del reale fabbisogno. Con un lavoro certosino abbiamo poi reperito nuovi fondi fino ad arrivare a coprire circa l’ottanta per cento».

Scibilia ha espresso apprezzamento per le nuove iniziative, invitando l’assessore a non trascurare semplici azioni, quali l’installazione, davanti agli Iat, di piccoli “totem”, colonnine con informazioni scaricabili direttamente sul telefonino del turista.

 

I bed and breakfast e la destagionalizzazione del turismo in Liguria

Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha illustrato una interrogazione, sottoscritta anche da Aldo Siri, sulle modifiche da apportare alla normativa dei bed and breakfast in modo da favorire il loro ruolo nella necessaria destagionalizzazione del turismo in Liguria e rendere la nostra regione turisticamente appetibile tutto l'anno.

Pellerano ha sottolineato che tali strutture, essendo piccole, hanno costi di gestione limitati: «I bed & breakfast sono strutture turistiche preziose per il sistema turistico ligure, potenzialmente capaci di garantire un'ospitalità diffusa e di qualità anche "fuori stagione" (novembre – aprile), quando la maggior parte delle strutture alberghiere sono chiuse per l'impossibilità di far fronte ai costi fissi che un’apertura continuativa comporta». Secondo Pellerano tuttavia lo sviluppo di queste attività è ostacolato dalle limitazioni della normativa regionale, in particolare l'articolo 4 della legge regionale 7 febbraio 2008, n. 2 (Testo Unico in materia di strutture turistico – ricettive e balneari) che impone alle attività a carattere occasionale o saltuario l'apertura per non più di 210 giorni all'anno, anche non consecutivi, cosicché i B&B liguri possono operare per soli 7 mesi all'anno. Inoltre l'articolo 41 del Regolamento regionale 23 febbraio 2010, n. 3 impedisce l’apertura delle strutture ricettive di questo tipo per periodi di durata inferiori a 3 giorni consecutivi, cosicché i B&B liguri non sono incentivati ad aprire in presenza di prenotazioni last minute che normalmente interessano i fine settimana. «Peraltro – ha aggiunto Pellerano – altre Regioni italiane impongono ai B&B situati sul loro territorio la chiusura per un periodo complessivo di gran lunga inferiore rispetto ai 155 giorni stabiliti dalla Regione Liguria». Pellerano ha anche sottolineato l’importanza da parte degli operatori di poter somministrare nella prima colazione anche prodotti locali mentre la rigida normativa igienico sanitaria spesso crea ostacoli in questo senso agli operatori. Non solo: Pellerano ha criticato anche l’obbligo di dotare le sale dei b&b di televisori. «Visto che l’assessore Berlangieri ha recentemente manifestato l'intenzione di apportare modifiche alla programmazione turistica della Liguria, vorrei quindi conoscere – ha concluso – se esse interesseranno anche l'innalzamento dei giorni di apertura consentiti». Pellerano ha infine domandato alla Giunta se ritenga di introdurre la facoltà per i B&B di aprire anche solo per il week-end, superando il frazionamento minimo di 3 giorni. Il consigliere ha quindi invocato un maggior coinvolgimento dei B&B nelle politiche di promozione del turismo, anche attraverso la creazione di un’associazione regionale dei B&B con la quale gli operatori possano confrontarsi.

Per la giunta ha risposto Angelo Berlangieri, assessore al Turismo, cultura, spettacolo: «Queste strutture rappresentano una realtà ormai molto diffusa con oltre 1200 operatori sul nostro territorio e alcune delle questioni poste oggi erano già state segnalate da alcuni gruppi, abbiamo già fatto alcuni incontri invitando gli operatori a fare osservazioni in previsione di una modifica della legge per adeguarla alle nuove esigenze». Per quanto riguarda la televisione nella modifica della legge, ha annunciato l’assessore, verrà tolto l’obbligo di un apparecchio televisivo mentre sul numero massimo di giorni consentiti per l’apertura Berlangieri ha spiegato: «Oggi la legge disciplina i B&B come strutture occasionali e non di impresa e 210 giorno è il limite temporale dell’occasionalità, tuttavia c’è l’intenzione di inserire tipologie di B&B occasionale da B&B imprenditoriale in modo tale che chi è imprenditore non abbia vincoli di apertura». L’assessore si è quindi dichiarato disponibile a rivedere il limite minimo di apertura per tre giorni consentendo, così, anche l’apertura solo sabato e domenica. «La somministrazione di prodotti tipici locali – ha concluso Berlangieri – non è vietata, ma deve essere eseguita in ottemperanza alle norme sanitarie di certificazione,altrimenti l’operatore dovrà somministrare solo quelle convenzionali».

Pellerano ha ribadito l’importanza che anche per i B&B più piccoli possa essere ampliato il termine massimo di apertura di 210 giorni.

Nomina contestata al Parco di Montemarcello

Aldo Siri (Liste Civiche per Biasotti Presidente) ha presentato una interrogazione al Presidente della Giunta circa le eventuali incompatibilità del nuovo presidente del Consiglio del Parco di Montemarcello e ha chiesto inoltre quali azioni saranno, dunque, attivate per garantire la massima trasparenza a tutti i residenti sul territorio del Parco sulle attività dell’ente. Riguardo alcune cariche incompatibili Siri ha anticipato in aula di aver saputo recentemente che il presidente avrebbe recentemente dato le dimissioni da assessore di Ameglia e dall’incarico di componente del Collegio unico dei revisori dei conti degli Enti Parco e che vorrebbe anche abbandonare il ruolo nel cda di una società della cantieristica che opera sul Magra.

Siri ha ricordato l’assemblea della comunità del Parco Montemarcello Magra del 20 febbraio 2012, in cui era stata decisa l’elezione del nuovo presidente del Parco. «Già in tale occasione sarebbero state manifestate delle riserve da alcuni partecipanti all’assemblea della comunità circa questa nomina, in relazione ad una presunta incompatibilità dello stessa persona per conflitto di interessi dovuto al fatto che questi è assessore di un comune del Parco, quello di Ameglia».

Per la giunta ha risposto l’assessore all’Ambiente Renata Briano che ha confermato le recenti dimissioni del neopresidente del Parco dai due incarichi che avrebbero determinato una situazione di incompatibilità mentre, per quanto riguarda il suo ruolo nel cda, ha spiegato che, «qualora si trovasse in conflitto di interesse rispetto ad alcune decisioni dell’Ente che riguardassero la nautica, il presidente si atterrà all’obbligo dell’astensione». L’assessore ha quindi ricordato «che è stato potenziato il ruolo della comunità ed è stato chiesto ai consiglieri del parco di avviare una costante consultazione della comunità».

Siri ha risposto sottolineando che «non ci sono solo questioni di incompatibilità ma anche di opportunità, comunque continuerò la mia collaborazione come supporto disinteressato nell’interesse del parco».

 

Blocco degli interventi edilizi nei Comuni sprovvisti di impianti di depurazione

Marco Melgrati (Pdl) ha illustrato un’interrogazione con la quale ha denunciato le conseguenze di una circolare regionale, emessa dal Direttore del dipartimento ambiente il 19 marzo 2012, in relazione alla legge regionale 5 marzo 2012 “Misure urgenti per la tutela delle acque” . Il provvedimento, infatti, «blocca tutti gli interventi edilizi dei Comuni non dotati di impianto di depurazione». Melgrati ha dichiarato che la circolare stravolge il senso della legge, nata per impedire ai Comuni sprovvisti di impianto di depurazione primario e secondario di approvare varianti urbanistiche tese a produrre un aumento del carico insediativo. Secondo il consigliere, invece, seguendo l’interpretazione della circolare «sarebbe escluso anche solo il mero frazionamento di una unità immobiliare in due». Melgrati, quindi, ha chiesto agli assessori all’Ambiente e all’Urbanistica «se sia loro intenzione smentire immediatamente, attraverso una nuova circolare, questa stessa emanata dal Dipartimento Ambiente che stravolge, eccede in maniera esponenziale e travalica il senso della legge regionale, che prevede, tra l’altro, pur in assenza di impianto di depurazione secondario con efficienza depurativa adeguata, la possibilità di supplire con impianti di depurazione “privati” della dimensione sufficiente a depurare l’intervento edilizio per cui si chiede la variante che comporta maggiore carico insediativo».

Per la Giunta ha risposto l’assessore all’Ambiente Renata Briano: «La sua sollecitazione è arrivata anche da altri consiglieri e da altre amministrazioni. Lo spirito della legge è quello da lei citato e la circolare interpretativa degli uffici forse ha generato confusione, ma la nostra volontà era di tener fermo il principio che non si debba aumentare il carico inquinante quindi gli uffici elaboreranno una nuova circolare che vada nell’ottica degli intendimenti della legge».

Melgrati ha risposto «Prendo atto della disponibilità ma traspare ancora una interpretazione della legge che, invece, non ha bisogno di interpretazioni perchè è già chiara proibendo solo varianti al Piano regolatore, tutto il resto non c’è. Vigileremo perché quello che lei ha detto sia applicato in forma corretta».

Attentato a dirigente Ansaldo Nucleare: condanna e solidarietà alla vittima Il Consiglio Regionale all’unanimità ha espresso il suo turbamento per il grave attentato subito da Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, colpito ieri da ignoti attentatori e la sua condanna del “vile gesto, efferato ed irrazionale, che ci riporta ai periodi più bui vissuti dal nostro Paese”. Nell’ ordine del giorno approvato da tutti i consiglieri ricorda che “Genova è una città che ha saputo indicare la strada della condanna del terrorismo e la scelta del metodo democratico come valore fondante di ogni convivenza civile”. Nel documento si esprime inoltre la piena solidarietà alla vittima, alla famiglia e a tutti i dirigenti e lavoratori di Ansaldo Nucleare, si augura all’ingegner Roberto Adinolfi pronta guarigione e “si auspica che le Forze dell’ordine riescano in breve tempo ad assicurare alla giustizia gli autori dello sciagurato attentato”.

Transystem: scongiurare il ridimensionamento del personale

All’unanimità il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno (primo firmatario Valter Giuseppe Ferrando, Pd, ma sottoscritto da consiglieri di tutti i gruppi) che esprime grande preoccupazione per il futuro occupazionale dei lavoratori della ditta Transystem che si occupa della gestione di servizi postali, di consegna della corrispondenza e dei giornali, della consegna e del ritiro di dispacci dai vari uffici postali. Poste Italiane, infatti, ha deciso di procedere prima della scadenza naturale del contratto (ottobre 2012), alla reinternazionalizzazione di questi servizi in quattro zone dello smistamento postale. Questo pone in estrema difficoltà i circa cinquanta lavoratori alle dipendenze della Transystem, che si è aggiudicata la gara per la gestione dei servizi postali. Per altro già nel 2011 i lavoratori hanno subito una riduzione di orario di sei ore settimanali e l’utilizzo di ammortizzatori sociali in quanto il promesso aumento di carico di lavoro garantito da Poste Italiane non è stato mantenuto. La nuova reinternalizzazione dei servizi comporterebbe per la Transystem un taglio del fatturato del 40 per cento e porterebbe quasi certamente ad un drastico ridimensionamento del personale. L’ordine del giorno impegna la Giunta regionale ad attivarsi e ad assumere tutte le iniziate e le azioni necessarie nelle sedi appropriate e con le modalità più opportune anche mediante la convocazione di un tavolo di concertazione fra le varie parti interessate per fare chiarezza sulle intenzioni di Poste italiane in merito al mantenimento dei contratti stabiliti e per la tutela e la salvaguardia di livelli occupazionali per i cinquanta lavoratori della Transystem.

Mettere in atto soluzioni urgenti per il Parco Cinque Terre e i lavoratori Ati

All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno (primi firmatari Alessio Cavarra, Pd e Luigi Morgillo, Pdl, ma sottoscritto da consiglieri di tutti i gruppi) sulla difficile situazione dei lavoratori dell’Ati Cinque Terre creatasi a seguito dell’annullamento della convenzione fra la cooperativa e l’ente Parco Cinque terre decisa dal Ministero dell’Ambiente e comunicata al Commissario del Parco. “L’annullamento dell’atto – sottolinea l’ordine del giorno – ha determinato l’immediata perdita del lavoro per oltre centoventi persone occupate dalla cooperativa e la sospensione dell’attività dei punti di informazione, della vendita dei biglietti ferroviari, del trasporto di persone e di altri servizi destinati ai turisti e ai residenti, per di più nel pieno della stagione turistica”. Il documento impegna il Presidente della Giunta “ad assumere una rapida iniziativa nei confronti del Ministero dell’Ambiente affinché si giunga ad una rapida soluzione che, seppur in modo transitorio, consenta la prosecuzione dell’erogazione dei servizi per la popolazione e i turisti, scongiuri una situazione drammatica per i lavoratori dell’Ati e garantisca il normale svolgimento della stagione turistica”. Il presidente della Regione dovrebbe inoltre avviare “un confronto con gli organi del Parco e con il ministero dell’Ambiente per contribuire a delineare un piano operativo che individui i servizi da erogare, al fine di dare certezze occupazionali ai lavoratori, ormai da troppo tempo precarizzati”. Secondo il Consiglio regionale inoltre, si deve chiedere al Governo di superare rapidamente il commissariamento del Parco dando stabilità e piena operatività agli organi del Parco e affrontare questioni attualmente in risolte come la predisposizione del relativo piano” Nel dibattito Alessio Cavarra (Pd) ha sottolineato: «L’annullamento della convenzione non metto solo a rischio l’occupazione di centro lavoratori impegnati nelle cooperative ma l’intero sistema turistico Cinque Terre. Di fronte alla decisione del ministero è necessaria la mobilitazione di tutti. E’ ormai troppo tempo che la questione della convenzione Ati si trascina senza una soluzione: le istituzioni, a partire alla Regione, devono aiutare ad affrontarla in maniera risolutiva, facendosi portavoce delle necessità dei lavoratori nei confronti del Governo. Dagli incontri con il ministero deve uscire una soluzione tampone, come la deroga formale che permetta alle cooperative di affrontare l’immediata stagione turistica, offrendo una continuità nei servizi del parco e consento nello stesso tempo di avviare le procedure per l’espletamento della gara europea». Luigi Morgillo (Pdl) ha aggiunto: «Non servono decisioni politiche. I tecnici e gli uffici giuridici del Ministero d’intesa con il Commissario del Parco devono trovare la soluzione legittima e percorribile. Basta scelte improvvisate e dettate solo dalla fretta».

Il Consiglio regionale aderisce alla campagna “#salvaiciclisti”

E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno (primo firmatario Sergio Scibilia del pd) e sottoscritto da gruppi di maggioranza e opposizione con cui il consiglio regionale aderisce alla campagna “salvaciclisti” e impegna il presidente e la Giunta regionale a mettere in atto tutte le iniziative necessarie per arrivare all’inserimento nella legislazione nazionale dei punti contenuti nell’appello lanciato dal The Times di Londra nella campagna “Cities fit for cycling”, in italiano “Città adatte per il ciclismo”.

La campagna “Cities fit for cycling” prese avvio anche a seguito del grave incidente subito da una giornalista del prestigioso quotidiano inglese chiedendo al governo britannico di mettere in campo tutte le azioni possibili per fermare una strage di ciclisti che ha fatto registrare in 10 anni ben 1275 vittime.

In Italia la campagna prese il nome “salvaiciclisti”. Infatti anche nel nostro paese le vittime fra gli amanti delle due ruote sono tantissime e il già drammatico dato inglese raddoppia. In 10 anni nel nostro paese ci sono stati bene 2556 ciclisti vittime di incidenti della strada.

I punti contenuti nell’appello sottoscritto anche dalla Gazzetta dello sport sono otto: gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono per legge essere dotati di sensori allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote; gli incroci più pericolosi devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori per ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere sul lato; si deve avviare una indagine nazionale per determinare quanti vanno in bici e quanti subiscono incidenti; il 2% del budget Anas deve essere destinato a piste ciclabili; si deve migliorare la formazione dei ciclisti e degli autisti alla sicurezza; nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili la velocità massima deve essere ridotta a 30 km/h; i privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili; ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

Recupero del sentiero e del palmeto nel “Vallone del Sasso” a Bordighera

All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno, primo firmatario Sergio Scibilia (Pd) e sottoscritto da consiglieri di maggioranza e opposizione sul sentiero pedonale storico di Bordighera che ripercorre l’antico canale dell’acquedotto (beodo) che portava in città l’acqua potabile e che collega il centro storico con la zona del Sasso, tramite una vecchia mulattiera. Attualmente il sentiero «non è perfettamente in sicurezza su tutto il tratto, in quanto presenta diverse zone a rischio di frane». Il collegamento diretto con la frazione Sasso risulta essere interrotto in diversi punti e non più fruibile. In considerazione anche del fatto che è in corso di realizzazione un progetto di ampliamento del vicino porto comunale “Capo Ampelio”, con previsione di realizzazione di opere pubbliche a carico del soggetto attuatore, si chiede alla giunta di stabilire con il Comune di Bordighera un tavolo di lavoro per redigere un progetto di recupero totale del sentiero ed un rilancio del Palmeto storico, situato all’interno del “Vallone del Sasso”, inserendolo all’interno del progetto di ampliamento del porto turistico. Si chiede inoltre alla giunta di impegnarsi a verificare si ci sono le condizioni per realizzare un primo intervento di recupero ambientale del sentiero con stanziamento di fondi regionali provenienti dal condono edilizio.

Copertura assicurativa per chi utilizza la bicicletta per andare al lavoro

All’unanimità è stato approvato un ordine, che ha come primo firmatario Sergio Scibilia (Pd), con il quale si impegna il Consiglio regionale ad aderire ufficialmente alla petizione promossa dalla FIAB (Federazione italiana Amici della bicicletta Onlus) sul sito www.fiab-onlus.it, per riconoscere la tutela assicurativa a chi sceglie la bicicletta per andare al lavoro, attraverso una proposta di legge per i riconoscimento dell’infortunio in itinere. La suddetta petizione nello specifico propone di integrare quanto previsto dall’articolo 12 del D. Lgs 38/23 02 2000, in merito alla copertura assicurativa anche nel caso di utilizzo del mezzo privato, purché necessario, con quanto segue: “L’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico”. Si impegna infine il Consiglio a trasmettere la deliberazione all’associazione FIAB Onlus.

Assenti: Claudio Burlando, Claudio Montaldo, Lorena Rambaudi, Giovanni Barbagallo, Giovanni Boitano

Quorum: 20