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Consiglio regionale della Liguria del 26 aprile 2021

Consiglio regionale
Consiglio regionale della Liguria

CONSIGLIO REGIONALE DEL MATTINO

Dibattito sul Disegno di legge 59: Modifiche alla Legge urbanistica regionale)
Questa mattina è iniziato il dibattito sul Disegno di legge 59 Modifiche alla legge regionale 4 settembre 1997 n. 36 (Legge urbanistica regionale).
Domenico Cianci (Cambiamo con Toti presidente) e presidente della IV Commissione Ambiente e Territorio, ha illustrato la relazione di minoranza spiegando i contenuti del disegno di legge. «Questo intervento, consapevole delle complessità connesse al procedimento di formazione dei PUC, riguarda soprattutto – ha detto – la disciplina urbanistica della componente cosiddetta pubblica della pianificazione urbanistica comunale, ed è impostato introducendo innanzitutto modifiche relative all’elenco degli strumenti della pianificazione urbanistica comunale e ai contenuti del Piano territoriale regionale (PTR». Cianci ha aggiunto: «Il provvedimento interviene anche per definire meglio contenuti e struttura del PTR che fornirà una fondamentale visione strategica complessiva per consentire ai Comuni di mettere al centro delle politiche urbanistiche la pianificazione dei servizi e delle infrastrutture pubbliche». Il presidente della IV Commissione ha concluso: «L’esame in sede di commissione ha consentito di approfondire i vari aspetti dell’intervento normativo anche attraverso il punto di vista dei portatori di interessi coinvolti, attraverso numerose audizioni e contributi che hanno portato alla formulazione di diversi emendamenti, finalizzati anche all’accoglimento dei suggerimenti trasmessi dal Consiglio delle Autonomie locali».
Davide Natale (Pd-Articolo Uno), vice presidente della IV Commissione Ambiente e Territorio, ha illustrato la relazione di minoranza del suo gruppo evidenziando due criticità: «Il testo è stato redatto senza un opportuno coinvolgimento degli enti territoriali e in molte parti rinvia ai contenuti di uno strumento di pianificazione, il Piano Territoriale Regionale (PTR) che, però, non è stato ancora approntato». Il Consigliere ha aggiunto: «La norma dice genericamente che le città, le conurbazioni costiere e le valli interne e i cosiddetti poli attrattori dell’entroterra dovranno redigere il Piano dei Servizi e delle Infrastrutture (PSI) e il Piano urbanistico locale (PUL) e, di fatto, crea due categorie di Comuni, una che deve redigere il PUC (Piano urbanistico comunale, attualmente in vigore, ndr) e un’altra il PSI e il PUL». Secondo il consigliere, dunque, verrà reso più gravoso e difficile il lavoro delle amministrazioni comunali moltiplicando gli strumenti di pianificazione: «Questa norma crea un periodo di incertezza procedurale e l’obbligo di redazione di due distinti documenti con iter lunghi e dispendiosi. Infatti anche il PUL, che rappresenterebbe in questo la pianificazione meno strutturata, dev’essere sottoposto alla VAS». Natale ha aggiunto: «La norma impone, di fatto, ai Comuni che si stanno dotando solamente adesso di una pianificazione di dover redigere in 5 anni addirittura tre piani urbanistici di cui uno destinato ad essere superato in breve tempo. Sarebbe opportuno – ha aggiunto – che il limite temporale per i Comuni entro il quale continuare a pianificare il PUC o passare alla redazione del PSI e del PUL sia stabilito con precisione dalla norma». Il consigliere ha aggiunto: «La visione necessariamente unitaria della pianificazione viene compromessa e le norme proposte, anziché aiutare gli enti locali, creeranno diseguaglianze, ulteriori difficoltà e un maggior immobilismo. Vengono create – ha concluso – disuguaglianze tra i Comuni, incertezze, diventa ancora più difficile il lavoro delle amministrazioni comunali, non sono tutelati e valorizzati i territori e ci sono dubbi di costituzionalità». Secondo Natale, inoltre, nel provvedimento «non si fa cenno a misure relative alla messa in sicurezza del territorio».
Selena Candia (Lista Ferruccio Sansa Presidente) ha illustrato la relazione di minoranza del gruppo. «Questa legge non rispetta la tutela del territorio e la disciplina paesaggistica, rischia di complicare la disciplina urbanistica e – ha esordito – di aggravare il lavoro affidato ai Comuni, molti dei quali non hanno ancora mai utilizzato gli strumenti di pianificazione già previsti. La legge, infine, non risolve il problema dello spopolamento dell’entroterra determinato dalla mancanza di servizi». Candia ha rilevato la necessità che il Piano dei Servizi e infrastrutture, anziché essere di competenza comunale «sia fatto da un ente sovraordinato. In questo modo i Comuni sarebbero sgravati dalla pianificazione delle strutture e opere collettive e le Provincie garantirebbero che nell’area di loro competenza siano davvero rispettati i carichi urbanistici. Così facendo – ha aggiunto – ai Comuni resterebbe da realizzare solo il Piano urbanistico locale». Il consigliere ha specificato: «Non è chiaro, infatti in che modo un Comune polo attrattore, cioè un Comune più grande e strategico rispetto ad altri vicini, dovrebbe occuparsi di calcolare il carico urbanistico anche dei Comuni vicini». Candia ha posto anche il problema di intrecciare la pianificazione con un adeguato piano di finanziamenti. Perplessità sono state espresse anche sulla doppia procedura di Vas previste per Psi e Pul perché – ha detto – rallenterebbe l’adozione dei Piani. Rispetto al disegno di legge Candia ha aggiunto: «Viene proposta una sostanziale deregolamentazione nelle aree classificate come entroterra dove non varrà più il Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico». Secondo il consigliere la Regione dunque, sembra sfruttare la mancanza del nuovo Piano paesaggistico per inserire questa proposta di legge e portare avanti quanto definito dal PTR. Candia ha concluso: «La norma, infine, proroga al 31 dicembre 2022 l’adozione dei Puc ma ritardare ulteriormente la stesura dei PUC, e si tratta della terza proroga della giunta Toti dopo quella già adottata dalla giunta Burlando, non tutela il nostro territorio». Il consigliere ha auspicato un patto per il lavoro nel settore agricolo rivolto ai giovani, come è stato fatto nel turismo.
Discussione generale: dopo l’illustrazione delle relazioni è iniziato il dibattito
Paolo Ugolini (Mov5Stelle) ha rilevato: «Queste norme non contengono misure che tutelino l’ambiente, il territorio e che contrastino il dissesto idrogeologico». Secondo il consigliere, inoltre, il PSI e il PUL separano in molti Comuni le funzioni gestite attualmente. Ugolini ha puntato l’attenzione sulla sospensione, in alcuni casi, dell’applicazione del Piano paesistico: «In questo modo non ci sarà più un controllo quando si andrà a intervenire sul territorio e, del resto, questa obiezione è già stata espressa anche da molte associazioni ambientaliste». Ugolini ha concluso: «Questo intervento urbanistico si tradurrà in una complicazione e, soprattutto, deroga al Piano territoriale di coordinamento è l’aspetto più grave».
Gianni Pastorino (Linea Condivisa ha apprezzato molti aspetti delle relazioni di Natale, Candia e dell’intervento di Ugolini. Pastorino ha definito l’iniziativa legislativa «un’operazione azzardata» sollevando, fra gli altri, il problema dell’assenza di previsioni circa una dotazione finanziaria pubblica per consentire la concreta attuazione delle norme. «Per raggiungere un equilibrio fra i diversi ruoli – ha aggiunto – occorrerebbe un coordinamento fra Enti diversi che manca completamente». Il consigliere ha aggiunto: «Questo disegno di legge non risolve i problemi attuali perché, pur partendo da considerazioni condivisibili, non contiene gli strumenti di coordinamento adeguati per cambiare la situazione e crea una situazione di oneri difficilmente gestibili da parte degli enti coinvolti».
Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) ha rilevato, ricordando la sua precedente esperienza di sindaco, le lungaggini di questi strumenti di pianificazione. «Questo problema – ha aggiunto – viene ulteriormente accentuato da questa legge urbanistica». Il consigliere ha ricordato, a questo proposito, che 126 Comuni non sono ancora riusciti a varare i propri Puc e «con questo atto, la giunta peggiora ulteriormente la situazione». Arboscello ha denunciato che il provvedimento non dà certezze sulle future competenze dei Comuni; ha rilevato, inoltre, come l’assenza cronica di personale non consentirà il lavoro straordinario richiesto dalla nuova pianificazione e, infine, ha sollevato problemi di incostituzionalità della legge.
Alessandro Bozzano (Cambiamo con Toti Presidente) ha sottolineato la complessità delle norme di pianificazione urbanistica del passato, che ha determinato nel tempo lentezze nell’adozione dei piani con pesanti ricadute sugli interventi necessari per i Comuni. «Il Psi è una novità molto positiva che parte da un concetto, che riguarda i servizi e le infrastrutture, prevedendo che prima del piano di uso urbanistico del territorio sia determinato il Psi. Questo – ha aggiunto – è l’elemento che determinerà la sostenibilità dei piani». Il consigliere ha aggiunto: «E’ bene che ci sia un Comune capofila che possa decidere il Psi,questo aspetto – ha specificato – per i Comuni è un passo in avanti grandissimo», che comunque potranno godere di una distribuzione più ordinata delle competenze.
Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) ha detto: «Se gli intenti del disegno legge possono essere anche nobili, il costrutto che andiamo a votare è assai diverso». Secondo il consigliere, in realtà, «questa legge sembra voler fare tabula rasa degli sforzi programmatori fatti fin qui dai Comuni» e ha aggiunto: «I Comuni, con l’applicazione di questa legge, non avranno più servizi e infrastrutture, ma solo più oneri. In realtà esistono già strumenti programmatori che possono ospitare il PSI senza dover creare questi nuovi piani due nuovi piani». Ioculano, nello specifico, ha ritenuto molto complessa la nuova procedura di approvazione dei diversi Piani: «La giunta invece di occuparsi di applicare la legge vigente, ha avviato nuove procedure burocratiche che resteranno lettera morta».
Roberto Centi (Lista Ferruccio Sansa Presidente) è intervenuto esponendo forti perplessità sul provvedimento: «L’impressione è che questa legge moltiplichi le strutture al di là della loro necessità». Il consigliere ha sottolineato: «Sembra che si parli solo di una programmazione ex novo che, in realtà, non tiene conto delle strutture esistenti». Il consigliere, infine, ha rilevato che la legge potrebbe contenere profili di incostituzionalità.

Mascherine per minori non udenti
Il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno, presentato da Gianni Pastorino (Linea Condivisa) e sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta ad attivarsi nei modi previsti dalla normativa vigente al fine di, in accordo con i ministeri competenti, di aprire un canale idoneo di fornitura nei confronti delle scuole liguri di mascherine conformi all’apprendimento dei non udenti. Nel documento si sottolinea la necessità di fornire mascherine a lettura labiale, dotate cioè di una “fascia” trasparente, e che il 20 marzo scorso il commissario all’emergenza Covid Figliuolo aveva annunciato l’avvio delle procedure amministrative per l’acquisto di questi dispositivi. Fino ad oggi, però, nelle scuole liguri non sarebbero ancora pervenute queste mascherine

Modifiche alla Legge urbanistica regionale
Con 16 voti a favore (maggioranza) e 10 contrari è stato approvato il Disegno di legge 59 Modifiche alla legge regionale 4 settembre 1997 n. 36 (Legge urbanistica regionale). Il provvedimento, che modifica la vigente legge urbanistica regionale n. 36/1997, prevede di attribuire maggiore evidenza e priorità alla pianificazione urbanistica per migliorare la dotazione e la qualità dei servizi e alle infrastrutture pubbliche (parcheggi, ospedali, poli scolastici e universitari, opere di difesa idrogeologica e della costa gestione dei rifiuti ecc.) da parte dei Comuni che già ora svolgono il ruolo di “città” (cioè forniscono servizi di livello sovra comunale), rispetto alla pianificazione urbanistica del territorio comunale relativa alle funzioni rivolte all’attività privata. Il provvedimento aggiorna, quindi, e specifica meglio i contenuti del Piano Territoriale Regionale (PTR), il cui iter di approvazione è stato avviato nel febbraio 2020: il PTR fornirà ai Comuni tutte le informazioni sull’assetto complessivo dei servizi e delle infrastrutture di scala sovra comunale in modo tale che la loro pianificazione diventi un elemento centrale delle successive politiche urbanistiche per nuovi insediamenti a livello comunale e individuerà le realtà urbanistiche dove saranno collocati questi servizi sovra comunali, con l’obbiettivo di valorizzare anche i centri dell’entroterra, in modo da riportare la pianificazione dei servizi pubblici al centro delle politiche urbanistiche comunali, e al tempo stesso rilanciare il ruolo strategico delle “città” e salvaguardare l’assetto urbanistico della costa. Il disegno di legge, in attesa dell’approvazione del PTR, introduce, quindi, il Piano dei Servizi e delle Infrastrutture e il relativo “Piano urbanistico locale”. Il “Piano dei Servizi e delle Infrastrutture” (PSI), in quanto fondamentale strumento della pianificazione urbanistica delle “città”, sarà adottato dai Comuni ai quali il PTR affiderà questo ruolo e sarà sottoposto all’approvazione della Regione. Il Piano Urbanistico Locale (PUL), successivamente elaborato dalle stesse “città”, sarà di esclusiva competenza comunale. Il Piano sarà adottato ed approvato dal Comune, in coerenza con il “Piano dei servizi e delle infrastrutture” e con il Piano Territoriale regionale, e regolerà la pianificazione urbanistica delle città, delle città costiere correlate fra loro, delle valli interne e dei poli attrattori dell’entroterra, anche con lo scopo di limitare gli spostamenti di persone sul territorio.
Il testo proroga dal 31 dicembre 2022 al 31 dicembre 2023 la deroga circa l’approvazione die pc
Sono stati approvati quattro degli emendamenti presentati dal gruppo Lista Ferruccio Sansa presidente e uno di quelli presentati dal gruppo Pd-Articolo Uno.
In particolare sono stati approvati, fra gli altri, due emendamenti presentati da Selena Candia (Lista Ferruccio Sansa presidente) con i quali viene sottolineata la necessità di uno sviluppo e di una mobilità sostenibili. Approvato un emendamento presentato da Davide Natale (Pd-Articolo Uno) che, anche in considerazione della fase pandemica, chiede di pianificare in modo capillare fra i servizi anche quelli di medicina territoriale.
Approvati tutti gli emendamenti presentati dall’assessore Marco Scajola: fra questi uno, che è stato approvato all’unanimità, autorizza i Comuni, in considerazione del permanere dell’emergenza sanitaria e della necessità del distanziamento sociale, a concedere spazi da utilizzare per dehors che ricadono in aree demaniali marittime. Viene disposta, inoltre, l’esenzione per il 2021 dell’imposta di competenza regionale. Approvato un altro emendamento della giunta che proroga dal 31 dicembre 2022 al 31 dicembre 2023 la deroga per l’approvazione dei Puc.

Dibattito sul provvedimento.
Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha dichiarato: «In questo testo ci sono solo enunciazioni a cui non corrispondono i fatti» e ha aggiunto: «Questo disegno di legge appare come un Ufficio complicazioni affari semplici». Il consigliere, inoltre, ha accusato la giunta di avere annunciato una nuova programmazione urbanistica già alla fine della precedente legislatura a scopi elettorali. Nel merito del provvedimento Garibaldi ha dichiarato che il testo non individua i Comuni che saranno chiamati a elaborare i diversi Piani e ha chiesto di rivedere la tempistica di approvazione di PTR, PSI e PUL. Il consigliere ha aggiunto: «Non vengono nemmeno definiti gli strumenti programmatori». Forti perplessità sono state espresse anche sulla copertura finanziaria dei costi legati a questa nuova pianificazione e sull’obbiettivo di contrastare il progressivo spopolamento dell’entroterra.
Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa Presidente) ha definito il provvedimento un «un “tapullo” perché non raggiunge gli scopi positivi che si propone e, al contrario, sono enormi i rischi di questo piano». Il consigliere ha sottolineato lo stretto legame che dovrebbe esistere fra la difesa dell’ambiente, la bellezza del paesaggio e una corretta pianificazione urbanistica: «Questa legge – ha detto – decide anche dell’ambiente della Liguria, del futuro della regione e della sua identità». Secondo Sansa «questo provvedimento contiene, in realtà, un grande caos perché non rende chiara e non semplifica la disciplina». Sansa, fra l’altro, ha rilevato anche dubbi legati alla costituzionalità della legge e, in caso di ricorso, ha detto: «Si allungherebbero ulteriormente i termini di applicazione della legge». Il consigliere ha concluso: «Questo è un piano dell’incertezza che lascia i sindaci in una situazione insostenibile».
Chiara Cerri (Cambiamo con Toti presidente) è intervenuta in replica ai consiglieri di minoranza e ha invitato l’Assemblea ad una riflessione: entrando nel merito del provvedimento, infatti, ha sostenuto: «I poli attrattori sono un fattore positivo». Il consigliere ha poi rilevato che il provvedimento favorirà una collaborazione fra i diversi Comuni nella pianificazione dei servizi e delle infrastrutture. Cerri, inoltre, ha valutato positivamente il coinvolgimento dei Comuni, soprattutto attraverso il Cal (Consiglio delle autonomie locali), che ne è il massimo organo rappresentativo a livello istituzionale: «Questa legge ha recepito molti dei suggerimenti giunti dagli Enti locali e – ha concluso – rappresenta una grande opportunità per la nostra Regione».
Stefano Mai (Lega Liguria – Salvini) ha ribattuto agli interventi dei consiglieri di minoranza: «Stiamo parlando di un’importante riforma che era attesa e forse nessuno sperava che fosse attuata. Spesso, infatti, anche in quest’aula, in passato, si è parlato di semplificazione, ma le parole sono rimaste tali mentre la giunta precedente e quella attuale hanno dimostrato di far seguire alle parole i fatti». Mai ha aggiunto: «Questa norma è fondamentale soprattutto nella parte che prevede servizi per i cittadini e infrastrutture». Il consigliere, difendendo il provvedimento, ha sottolineato, fra l’altro, l’importanza di attribuire nuovi terreni alle attività agricole anche per contrastare l’abbandono dell’entroterra e ha ringraziato l’assessore all’urbanistica Marco Scajola per l’impegno nell’elaborazione del testo e per avere ascoltato le istanze di tutti gli attori coinvolti e ha stigmatizzato l’atteggiamento assunto dalla minoranza.
Alessandro Bozzano (Cambiamo con Toti Presidente) è intervenuto nuovamentee nel dibattito del pomeriggio dove ha sottolineato il carattere innovativo del testo e la centralità attribuita dal provvedimento al ruolo dei Comuni e al recupero dell’entroterra. Bozzano, inoltre, ha sottolineato le garanzie di tutela ambientale contenute nel disegno di legge.
Claudio Muzio (FI-Liguria Popolare) ha replicato alle obiezioni dei consiglieri regionali ribadendo la «massima partecipazione» dei territori e la «trasparenza» applicate nel processo di elaborazione del disegno di legge e ne ha riconosciuto il merito all’assessore all’urbanistica Marco Scajola. Muzio ha ricordato che, oltre alle tre richieste di modifica chieste dal Cal, sono stati accolti anche alcuni emendamenti presentati da gruppi di minoranza nella competente commissione consiliare. «Questo processo di riforma – ha detto – porterà necessariamente con sè un passaggio di transizione con qualche inevitabile disagio» ma ha ribadito la bontà della norma. Al termine dell’intervento il consigliere ha annunciato il voto favorevole al testo.
Lilli Lauro (Cambiamo con Toti presidente) ha concordato con le osservazioni avanzate da Muzio circa la massima partecipazione dei territori all’elaborazione del documento: «Dal 2019 sono state audite in commissione su questo argomento associazioni e parti sociali quindi è sbagliato sostenere, come hanno fatto alcuni consiglieri di minoranza, che il territorio non è stato ascoltato». Lauro ha aggiunto: «Questa legge è una grande opportunità e sarà una grande responsabilità per i Comuni più grandi, ma il mondo cambia e occorre concentrarsi su servizi e infrastrutture per dare nuove opportunità di lavoro alle attività imprenditoriali, che è un dovere morale». Il consigliere ha concluso: «La Regione supporterà i Comuni affinché anche l’entroterra cresca e affinché crescano le opportunità sia per gli imprenditori e i giovani».
Selena Candia (Lista Ferruccio Sansa Presidente) ha ribadito le obiezioni al testo già illustrate durante la presentazione della relazione di minoranza nella seduta del mattino e ha annunciato la presentazione di alcuni emendamenti.
Davide Natale (Pd-Articolo Uno) ha replicato ribadito le obiezioni al testo già illustrate durante la presentazione della relazione di minoranza nella seduta del mattino e ha annunciato la presentazione di alcuni emendamenti.
Domenico Cianci (Cambiamo con Toti presidente), che nella seduta del mattino aveva presentato la relazione di maggioranza in qualità di presidente della IV Commissione Territorio-Ambiente, prima delle votazioni ha annunciato il parere favorevole del suo gruppo al disegno di legge.
Stefano Balleari (FdI) ha annunciato voro favorevole del gruppo al disegno di legge
Sandro Garibaldi (Lega Liguria-Salvini) ha annunciato il voto favorevole del gruppo.
L’assessore all’urbanistica Marco Scajola ha replicato: «Alcuni interventi della minoranza non hanno centrato il tema di questo importante strumento. In realtà c’è stato il confronto con il territorio, che è cominciato nel 2019 con incontri pubblici in tutte le province e con tutte le categorie e le istituzioni locali». L’assessore ha aggiunto: «Tutti gli incontri sono stati aperti a chiunque voleva partecipare e sono state, fra l’altro, riunioni molto partecipate» e ha rilevato che sul tema della partecipazione non sono mai state sollevate polemiche nei confronti della giunta e ha accusato la minoranza di «immobilismo» rispetto ai vecchi strumenti di pianificazione. «La giunta si confronta con tutti, penso non ci sia un sindaco che possa dire che non c’è stato confronto o un sostegno da parte della Regione. Noi aiutiamo tutti i Comuni – ha proseguito – e questo progetto dà autonomia, libertà e anche responsabilità ai Comuni, una responsabilità importante di pianificazione». L’assessore ha ribadito che il testo viene incontro all’esigenza di una programmazione dei servizi ai cittadini la cui necessità e ancora più evidente – ha detto – in questo momento di pandemia. Rispetto ai tempi di approvazione del PTR, Scajola ha assicurato che il documento sarà portato avanti in giunta. Rispetto alle precedenti leggi emanate dal suo assessorato, Scajola ha sottolineato: «Abbiamo portato avanti la semplificazione dei piani urbanistici per dare una mano ai piccoli Comuni e i risultati li abbiamo avuti negli ultimi 5 anni». L’assessore ha ricordato, inoltre, che il Piano casa dal 2016 al 2019 ha permesso di attivare ulteriori 300 milioni di euro di fondi privati per piccoli e grandi interventi per la messa in sicurezza e riqualificazione, che nei parchi sono stati autorizzati in questi anni dalla giunta 14 interventi per il recupero di immobili degradati e che la Legge regionale di rigenerazione urbana «è diventata un modello sul piano nazionale». Rispetto al Piano paesaggistico Scajola ha detto: «Ricordo che la giunta nel settembre 2020 ha presentato il proprio progetto al Ministero dell’Ambiente e le prime risposte da parte dello stesso ministero sono arrivate solo nel febbraio 2021». L’assessore ha concluso puntualizzando un aspetto: «Liberare l’entroterra vuol dire fare atti concreti e con coraggio per permettere di avere nuove attività produttive, oltre a quelle già presenti, per dare lavoro aiutando anche le imprese del comparto agricolo, dotando l’entroterra delle necessarie infrastrutture».

Coordinamento fra le iniziative di pianificazione urbanistica e il piano di resilienza
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato da Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno), e sottoscritto da tutto il gruppo, che impegna la giunta a definire in maniera funzionale alle disposizioni della legge, tutti gli strumenti di coordinamento necessari fra le iniziative di programmazione economica in essere, a partire dal Next Genereration EU e gli obbiettivi di pianificazione territoriale. Nel documento si rileva che il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza attiverà in Liguria numerosi processi di innovazione e di investimenti per servizi e infrastrutture richiedendo un forte coordinamento fra la programmazione economica di carattere straordinario e la pianificazione ed è quindi necessario – si legge nel testo – definire anche temporalmente uno ordine di sviluppo di questo coordinamento con l’approvazione parallela del PRT e il suo aggiornamento, alla luce delle risorse del Piano di Ripresa e Resilienza. E’ stato accolto dal proponente un emendamento proposto dall’assessore Scajola