CONSIGLIO REGIONALE DELLA MATTINA
La seduta del mattino è stata dedicata alle relazioni di maggioranza e minoranza sui provvedimenti finanziari e di bilancio.
Nella sua relazione di maggioranza Antonino Oliveri (Pd) su bilancio e legge finanziaria ha spiegato che le analisi contenute nel Documento di Programmazione Economico Finanziaria 2015-2017 delineano indicatori macro economici negativi per lavoro, investimenti, credito, consumi: la crisi non allenta la presa e le prospettive di crescita economica nazionale rimangono deboli e incerte. Questo condiziona il quadro finanziario regionale per l’inevitabile contrazione delle entrate in particolare IRAP e addizionale IRPEF. «A ciò vanno aggiunti gli effetti derivanti dalle manovre di finanza pubblica che impongono contributi sempre più pesanti alle Regioni: alla riduzione di risorse già subìta, si aggiunge ora l’ulteriore taglio di 4 miliardi di euro alle Regioni previsto dalla legge di Stabilità 2015, in fase di approvazione dal Parlamento.
Le richieste delle regioni In sede di Conferenza Unificata, le Regioni hanno posto al Governo tre questioni irrinunciabili: una riduzione del taglio al Fondo Sanitario 2015, lo spostamento di risorse sul Trasporto Pubblico Locale, la questione del riordino delle funzioni delle Province. La situazione di incertezza che grava su tutti i tributi trasferiti o compartecipati dallo Stato rende problematica la programmazione finanziaria su scala pluriennale. Secondo Oliveri, è però condivisibile la scelta politica di portare in approvazione il bilancio annuale e pluriennale della Regione entro la scadenza di legge, evitando il ricorso all’esercizio provvisorio che, con il meccanismo dei dodicesimi di spesa, imporrebbe pesanti limitazioni alla gestione finanziaria.
Tetti di spesa ma fondi per trasporti e assistenza sociale Oliveri ha spiegato che si conferma la linea del contenimento della spesa pubblica con tetti di spesa per incarichi, sponsorizzazioni, auto, spese di rappresentanza e formazione del personale mentre si mantiene il contributo alle aziende del trasporto pubblico locale per la copertura degli oneri derivanti dai rinnovi contrattuali dei dipendenti e mantiene sostanzialmente inalterate le voci di spesa a sostegno del sistema di welfare, nonostante la riduzione dei fondi statali. Nel prossimo triennio rimane intatta la previsione di circa 248 milioni di euro relativa al servizio di trasporto pubblico locale su gomma e ferro, nonostante la diminuzione del Fondo Nazionale Trasporti (passato da 6,3 a 4,9 miliardi), mentre si è cercato di contenere al massimo le riduzioni al settore sociale.
Sanità A fronte di un bilancio di circa 4 miliardi di euro (al netto delle partite di giro e dell’area gestionale) la Sanità incide per più dell’80%, pari a 3,2 miliardi di euro. Secondo Oliveri, «in questo settore, a seguito della politica di razionalizzazione attuata nel corso dell’ultimo decennio, si è raggiunto non solo l’equilibrio economico, ma anche un cambiamento radicale dell’organizzazione dei servizi. Oggi la Liguria è l’unica tra le 6 Regioni poste a suo tempo sotto osservazione ad uscire dal piano di rientro, diventando una delle 8 Regioni di riferimento (benchmark) per i costi standard e la settima Regione per quanto riguarda il rispetto dei livelli essenziali di assistenza. Il disavanzo del settore è passato dai 252 milioni di euro del 2005 a circa 90 milioni del 2013, andamento in ulteriore miglioramento per quanto riguarda il 2014».
Revisione del bilancio Oliveri ha spiegato che la proposta di bilancio di previsione dovrà comunque essere oggetto di rivisitazione alla luce degli esiti dell’approvazione della Legge di Stabilità 2015, sia per quanto riguarda la precisa quantificazione dei tagli alle risorse regionali, sia in relazione al riordino delle funzioni delle Province e alla ricollocazione del relativo personale. Secondo Oliveri, i tagli previsti al sistema delle autonomie locali «rischiano di impedire l’attuazione della riforma con la pratica impossibilità di continuare a garantire servizi essenziali e posti di lavoro». Da questo punto di vista «siamo di fronte ad un’emergenza che va affrontata con tempestività, senso di responsabilità e spirito collaborativo da parte di tutti i soggetti istituzionali coinvolti».
Alberto Marsella (Percorsi in Liguria), che è anche presidente della I Commissione Affari istituzionali, ha illustrato l’iter in commissione: «Il disegno di legge collegato alla finanziaria regionale per l’anno 2015 è il risultato di un approfondito dibattito svolto in sede di I Commissione consiliare, competente per l’esame di merito, a seguito del quale sono stati discussi numerosi emendamenti, presentati dalla Giunta, dall’Ufficio di Presidenza e dai consiglieri, i quali sono stati in parte approvati ed in parte ritirati al fine della collazione di un progetto di legge autonomo comprendente anche gli articoli 2 e 9 del disegno di legge». Il consigliere ha ricordato , fra l’altro, l’intervento sul sistema di trasporto pubblico regionale e locale, l’adeguamento del Sistema Informativo Integrato Regionale (SIIR) alla recente normativa nazionale, la rivisitazione della norma sulla centralizzazione degli acquisti e la Stazione Unica Appaltante. «Altri campi di intervento – ha proseguito – riguardano l’adeguamento della normativa edilizia alle recenti modifiche apportate a livello statale al d.p.r. 380/2001, la disciplina transitoria della gestione integrata dei rifiuti in attesa della definizione delle aree territoriali omogenee, alcuni adeguamenti della disciplina regionale in materia di procedura di V.I.A., disposizioni che incentivano l’abbattimento delle barriere architettoniche, la coabitazione sociale, la normativa sismica, disposizioni tese alla tutela della pubblica e privata incolumità con riferimento alla pericolosità idrogeologica e alcune modifiche connesse ad aspetti di gestione del reticolo idrografico regionale. Abbiamo, quindi, provveduto alla revisione delle sanzioni in campo di presidi sanitari e socio-sanitari pubblici e privati e ad intervenire su aspetti concernenti alla normativa sul riordino del Servizio sanitario regionale». Il consigliere, infine, ha rilevato che gli articoli 25-26-27-28 del testo di legge sono stati approvati in Commissione senza nessun voto contrario e ha ricordato che la commissione da lui presieduta ha inserito nella collegata alla Finanziaria «una norma che ha risvolti economici positivi per la Regione Liguria, sensibili risparmi e sicuro miglioramento del servizio sanitario per i pazienti. Il Fondo costituito e la distribuzione del Fondo stesso, in sede di prima applicazione della legge, avrà a disposizione, secondo una prima previsione, circa 2 milioni di euro».
Luigi Morgillo (FI), dopo avere ricordato che questa è l’occasione per tirare le somme sui 10 anni di giunta Burlando, ha aggiunto: «Questa è la giunta delle tasse. L’aumento effettuato dal 2005 ad oggi è da record, sino al 2005 non c’era stato alcun rialzo». Morgillo ha sottolineato che, a seguito dei rialzi, in 10 anni i liguri hanno dato alla Regione un miliardo di euro, cioè cento milioni l’anno e ha ricordato i principali rincari che hanno riguardato Irap, addizionale Irpef, concessioni regionali, bollo auto, accise sulle benzina e tasse su stabilimenti balneari. «Nel 2006 si disse che era necessario un rialzo per far fronte al buco della sanità, tanto sbandierato alla vigilia della tornata elettorale, ma fino ad oggi le tasse sono rimaste». Morgillo ha continuato, ricordando, tra i dati negativi, il tasso di disoccupazione, passato dal 5,5 per cento del 2005 al 13 per cento e ha rilevato che molte imprese ogni giorno chiudono: «Su questo aspetto hanno pesato moltissimo l’aumento smisurato dei costi dei servizi e l’elevata pressione fiscale Di contro ci sono tempi lunghi e procedure complesse per aprire nuove imprese . Il pil – ha rimarcato – negli ultimi anni ha avuto un decremento vertiginoso. E’ stato oltremodo impoverito il patrimonio regionale e la capacità di indebitamento dell’Ente è oramai ridotta a zero. Per non parlare di diverse leggi varate in questi anni, prive di logica, a molte delle quali si è dovuto cercare di mettere in qualche modo rimedio». Il consigliere ha puntualizzato: «Quest’anno la Corte dei Conti, con i rilievi mossi al bilancio, di fatto ha dato ragione a quanto da tempo sosteneva l’opposizione consiliare, in particolare per quanto riguarda l’operazione del trasferimento in capo ad Arte degli edifici della sanità».
Il consigliere ha, quindi, denunciato il trend negativo del turismo, delle questioni industriali a suo avviso irrisolte, quali Ilva, Stoppani e Piaggio e quella relativa alla politica sullo smaltimento dei rifiuti, secondo Morgillo gestita in maniera fallimentare dalla Regione. «Non meglio – ha detto – è stato gestito il trasporto pubblico locale: è previsto un emendamento della giunta per stanziare altri 10 milioni di euro. Si sono persi anni per decidere cosa fare». Ha continuato: «La sconfitta più pesante, questa giunta deve registrarla sul settore grandi infrastrutture: non ha realizzato ciò che voleva. Si tratta di una sconfitta grave: senza infrastrutture la Regione muore». Si è poi soffermato su dati della sanità ed in particolare sui costi delle fughe: «Si è passati dai dieci milioni del 2005 ai 62 milioni di ora. E le fughe non riguardano solo i pazienti, ma anche i primari. I tempi di attesa dal 2005 ad oggi sono triplicati. Degli ospedali che la giunta voleva fare, non ne è stato costruito neppure uno» ha detto, manifestando forte apprensione per la costruzione del nuovo Felettino alla Spezia. «Sul Felettino – ha dichiarato – la giunta ha fatto finora soltanto propaganda e passerelle elettorali».
Morgillo ha concluso con un invito a difendere il ruolo istituzionale dell’Assemblea legislativa, mettendo in risalto l’elevato livello professionale del personale che ogni giorno vi opera: «I politici passano, ma le capacità e la competenza di chi ci lavora, restano. Dobbiamo difendere il ruolo dell’Assemblea legislativa che in un momento come questo ha saputo ridurre le spese, passando da un costo di circa 32 milioni, a circa 23. Facendo i conti, il Consiglio regionale costa ai liguri 15 euro all’anno, un caffè al mese». Il consigliere ha concluso l’intervento annunciando che voterà contro i provvedimenti finanziari e di bilancio, come tutto il suo gruppo, ma si è dichiarato disponibile a valutare di volta in volta ed, eventualmente, votare a favore degli emendamenti che possano avere ricadute positive sui cittadini.
Roberto Bagnasco (FI) «Questa legislatura e i 10 anni di amministrazione Burlando si concludono nel pieno di una crisi che vede l’Italia in grossa difficoltà e la Liguria come parente povero rispetto ad una parte forse più ricca del paese. Il premier Renzi pensa alle Regioni come specchietto per le allodole per mascherare i limiti del proprio governo e le Regioni rappresentano l’asse più debole della classe politica italiana». Il consigliere ha poi analizzato i risultati dell’amministrazione regionale rilevando che dal 2007 c’è stata una «continua negatività. Erano buone le idee per sostenere industria, ricerca, portualità e turismo ma i risultati sono stati totalmente insufficienti. Il turismo, nonostante l’impegno dell’assessore, non è sempre stato al centro della politica regionale. Nulla è stato fatto – ha aggiunto – per aiutare i giovani a non abbandonare la Liguria o per attrarne altri da fuori, nulla è stata fatto per sostenere la famiglia». Molto critico sulla gestione dei rifiuti, Bagnasco ha aggiunto: «E’ stato uno dei più grossi fallimenti della giunta Burlando. Oggi Scarpino è una bomba ecologica e si spendono cifre insostenibili per lo smaltimento. Siamo – ha aggiunto – in una situazione simile a quella in cui erano Napoli e la Campania qualche tempo fa con risultati disastrosi, soprattutto per le tasche dei cittadini. Altri ritardi sono stato registrati nel ciclo delle acque e nei depuratori e la manutenzione degli impianti è fatta in maniera insufficiente». Bagnasco ha espresso anche forti critiche sul Trasporto pubblico locale: «L’integrazione gomma ferro non è stata ancora risolta». Sulla Sanità, infine, Bagnasco ha definito “vergognoso” il modo in cui si sta conducendo l’operazione relativa alla costruzione del nuovo Galliera.






