Trasporto sanitario per pazienti oncologici.
All’unanimità è stata approvata la mozione (primo firmatario Francesco Battistini seguìto da Alice Salvatore, Andrea Melis, Fabio Tosi, Marco De Ferrari e Gabriele Pisani del Movimento 5 Stelle) che chiede alla giunta di equiparare il trasporto di pazienti oncologici soggetti a sedute chemioterapiche, radioterapiche e alla terapia del dolore ai trasporti per dialisi eliminando, inoltre, il vincolo di non deambulazione sulla richiesta effettuata dal medico. La mozione chiede, inoltre, che sia introdotto fra i criteri di indispensabilità del trasporto in ambulanza dei pazienti dializzati e oncologici , non solo il criterio sanitario, ma anche il criterio socio-economico. Come chiesto ed ottenuto dall’assessore alla salute, Sonia Viale, con un preciso emendamento, l’attuazione dei due punti evidenziati dalla mozione, sarà subordinata alla verifica di compatibilità con le risorse esistenti. Battistini ha chiesto che la verifica venga effettuata in tempi certi e l’assessore ha fissato come termine il 30 di settembre.
Su richiesta del consigliere Valter Ferrando (Pd) si è anche deciso che in quella data della questione si parli in commissione, per procedere, quindi, eventualmente anche ad audizioni di soggetti competenti, primi fra tutti i rappresentanti delle associazioni che effettuano il trasporto dei malati.
Nel presentare la mozione, Battistini ha ricordato l’articolo 32 della Costituzione, che sancisce come “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti” e che tali principi sono ribaditi anche nello Statuto della Regione Liguria. «Il Rapporto di Unioncamere Liguria del 2014, rileva – ha aggiunto il consigliere – che non si arresta la crescita dei disoccupati, che a fine 2014 risultano 73.000, il 10,6% in più rispetto al 2013, ed è in allarmante aumento anche il tasso di disoccupazione giovanile, che in Liguria è cresciuto di 3,8 punti percentuali raggiungendo il 45% mentre l’età media della popolazione ligure rimane elevata e sfiora i 50 anni, e l’aspettativa di vita per gli uomini si aggira attorno agli 80 anni, e per le donne agli 86 anni». A sostegno della mozione sono intervenuti anche altri due componenti del Movimento 5 Stelle, Marco de Ferrari e Andrea Melis.Anche Valter Ferrando (Pd) ha ribadito che lui ed i suo gruppo sono d’accordo nel modificare una delibera che risale al 2007, per andare incontro alle esigenze dei malati.
L’assessore alla salute Sonia Viale, come detto, ha chiesto ed ottenuto che nel dispositivo del documento si specificasse che l’attuazione delle misure richieste sia subordinata alla verifica della compatibilità con la disponibilità di risorse economiche esistenti. Ovviamente si dovrà effettuare una verifica anche in base al quadro normativo vincolante. L’assessore si è impegnato ad approfondire la questione nei tempi fissati e cioè come detto entro il 30 settembre. Ha chiarito che nel merito del documento «Non può che esserci condivisione».
Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) ha accolto favorevolmente l’impegno dell’assessore e ha chiesto ed ottenuto che venisse posto un termine per la conclusione degli approfondimenti da parte dell’assessore
Gianni Pastorino (Rete a sinistra) ha annunciato il suo voto favorevole al testo,manifestando però il timore che le modifiche introdotte ne potessero depotenziare il senso.
Favorevole anche Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) che ha sottolineato come il tempo richiesto dall’assessore non rappresenti nulla rispetto al ritardo di cinque anni accumulato dalla passata amministrazione.
Trattazione congiunta di due mozioni sull’allevamento di mitili nel golfo della Spezia
Moria di mitili nel golfo della Spezia
E’ stata approvata all’unanimità la mozione (primo firmatario Francesco Battistini seguto da Alice Salvatore, Andrea Melis, Fabio Tosi, Marco De Ferrari e Gabriele Pisani del Movimento 5 Stelle) relativa alla moria di mitili avvenuta nei mesi scorsi nel Golfo della Spezia Il Consigliere ha ricordato che Arpal aveva rilevato una dispersione di fanghi in seguito ai dragaggi nell’area portuale di Molo Garibaldi, avvenuti nel maggio scorso, e che l’Autorità Portuale aveva concordato di effettuare controlli e di istituire un giornale dei lavori su rotture, sostituzioni e la quantità di materiale movimentato. «Tuttavia finora non risultano pubblicati gli atti di verifica del rispetto del piano di monitoraggio e di dragaggio – ha detto il consigliere – in relazione al capitolato di appalto dell’ultima attività di dragaggio». Il documento riporta, inoltre, la relazione dell’Istituto Zooprofilattico che ha sottolineato la presenza nei mitili di noduli di infiammazione e la degenerazione dell’epitelio ghiandolare e inserisce l’episodio nel quadro più generale relativo al sito di bonifica di Pitelli: «Nella parte a mare gran parte dell’area perimetrata nel sito di Pitelli (praticamente tutto il golfo di Spezia dentro diga) – ha aggiunto il consigliere – non è stata bonificata e, secondo Progetto Preliminare di Bonifica dell’Icran “la maggior parte dei sedimenti saggiati è in grado di provocare effetti tossicologici acuti importanti, sia nella frazione solida che liquida». La mozione chiede, quindi, .di effettuare le azioni di monitoraggio e controllo sui dragaggi in porto, uno studio sulle ragioni delle criticità della mitilicoltura; la convocazione della Conferenza dei servizi per integrare l’attuale verifica dei livelli di inquinamento, un piano tecnico e finanziario per completare la verifica dei livelli di inquinamento del sito di Pitelli (anche delle aree militari interne)
Controlli e monitoraggio delle acque destinate alla miticoltura nel golfo della Spezia
E’ stata approvata all’unanimità anche la seconda la mozione (primo firmatario Raffaella Paita, seguìta da Juri Michelucci, Valter Ferrando e Luca Garibaldi del Pd) sui rilevamenti compiuti da Arpal nel tratto di mare esterno alla diga foranea di Spezia , in prossimità di Portovenere. «Da qualche mese, si è aperto un confronto fra i mitilicoltori e l’autorità portuale della Spezia – ha spiegato il consigliere – in merito alle cause che hanno determinato una moria di mitili in un’area interna alla diga foranea e su questo aspetto occorre chiarire la portata e l’origine del fenomeno per assicurare certezza di lavoro ai mitilicoltori e garanzie della qualità per i consumatori. Chiedo, quindi, un approfondimento, con il più alto livello di oggettività, sulle possibili cause dei fenomeni inquinanti che possono incidere negativamente sulla mitilicoltura e che siano assicurati costantemente controlli e monitoraggi con il più elevato grado di scientificità per garantire certezze agli operatori e ai consumatori»..
Nel dibattito il consigliere Andrea Melis (Movimento 5 Stelle) è intervenuto sull’importanza della miticoltura: «Devono essere supportate tutte le tipologie di produzione locale che hanno rapporto con il territorio e che danno occupazione».
L’assessore alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone ha chiarito alcuni aspetti tecnici chiarendo che i controlli di Arpal sono costanti e che è stato chiesto un confronto di Arpal con Asl per gli aspetti igienico-sanitari. L’assessore ha chiarito che il piano di caratterizzazione ambientale è stato concluso e «sono stati individuati gli interventi prioritari per la messa in sicurezza delle aree di Lerici e del golfo della Spezia sulla base dei decreti emanati dal ministero e mai realizzati. Tuttavia il ministero ha comunicato che non era possibile utilizzare le risorse a suo tempo stanziate per tali interventi perché ora il sito è di interesse regionale. Non è accettabile – ha aggiunto – che interventi autorizzati dallo stesso ministero non siano riconosciuti come prioritari in quanto la loro realizzazione risulta in forte ritardo». L’assessore ha chiarito che non ci sono fondi a bilancio regionali inerenti le bonifiche mentre è stata conclusa la Conferenza dei serviti sulla caratterizzazione dell’area con la conferma dei criteri individuati da Icram.
L’assessore alla Salute Sonia Viale ha aggiunto: «Condivido le motivazioni della richiesta di realizzare una Commissione con il coinvolgimento di tutti gli Enti interessati e – ha aggiunto – è stato presentato un nuovo progetto di bio monitoraggio dei molluschi che permetta di tenere sotto controllo lo stato di salute dei mitili stessi durante l’intero ciclo annuale di produzione. Il nuovo piano di biomonitoraggio – che stiamo lavorando perché possa iniziare a settembre 2015 – consiste in una serie di analisi che permettono di valutare in modo integrato lo stato di salute dei mitili campionati in diversi siti nel porto di La Spezia. Le attività comprendono analisi batteriologiche i cui risultati verranno integrati tra loro e con quelle delle analisi chimiche svolte sui mitili da ARPAL aggiuntive alle analisi chimiche e chimico-fisiche correntemente comprese nel piano di monitoraggio e sorveglianza in vigore. I risultati ottenuti permetteranno di fornire informazioni in continuo sullo stato di salute dei mitili durante un ciclo annuale in siti selezionati e identificare possibili situazioni di rischio eco-tossicologico».
Andrea Costa (Gruppo misto-Udc Area Popolare): «Registro positivamente che quando si parla di qualità dell’ambiente ci sia condivisione anche sulla necessità di fare controlli, ma questa storia parte da lontano e mi domando come mai non siano mai stati sollecitati i controlli in precedenza» ha concluso riferendosi polemicamente ai ruoli amministrativi e istituzionali assunti dal consigliere Paita prima nel Comune di Spezia poi in Regione.
Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha condiviso le osservazioni di Costa: «Il Golfo della Spezia è stato penalizzato da chi lo ha amministrato finora» e ha auspicato un maggiore controllo su questa attività strategica per la zona.
Raffaella Paita (Pd) ha ribattuto che non c’è stata competenza comunale o regionale sulla bonifica fino a quando il sito è stato di interesse nazionale e ha polemizzato, in particolare con Costa, che aveva fatto riferimento al suo curriculum istituzionale: «Io sono stata sempre nello stesso partito mentre non è stato così per lui».
Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) ha rilevato che la precedente giunta Burlando non si sarebbe mossa con energia per evitare la declassazione di Pitelli da Sito di interesse nazionale a regionale e ha ribadito la necessità di riottenere il riconoscimento nazionale.
Angelo Vaccarezza (FI) ha ripreso la polemica sollevata da Costa: «E’ difficile pensare che le responsabilità politiche alla Spezia non vadano in capo a chi ha sempre governato in maniera granitica e Paita milita nel partito che ha creato il problema».
Rinviata in Commissione la mozione su riordino degli Ato nel Servizio idrico integrato
Su proposta del consigliere Raffaella Paita (Pd), accolta dai proponenti, è stata rinviata in commissione la mozione (primo firmatario Andrea Melis seguito da Alice Salvatore, Fabio Tosi, Francesco Battistini, Marco De Ferrari e Gabriele Pisani del Movimento 5 Stelle) che chiedeva alla giunta di procedere alla razionalizzazione della rete del Servizio Idrico Integrato coinvolgendo gli enti locali attraverso una Conferenza dei servizi straordinaria e di sottoporre al Consiglio prima della scadenza del 30 settembre 2015 del Decreto Sblocca Italia (che prevede un gestore unico del Sistema Idrico Integrato per ogni Ambito Territoriale Ottimale) i necessari provvedimenti coinvolgendo tutti gli Enti locali in modo che siano informati delle conseguenze del decreto nella assegnazione del servizio idrico: «La legge – ha spiegato Melis – prevede infatti che chi detiene il 25 per cento delle utenze idriche dell’Ato possa gestire l’intera rete obbligando i piccoli Comuni che hanno un servizio pubblico autonomo a perdere questo servizio e di fatto concentrando anche su società private il controllo del settore». Melis ha aggiunto: «Il comitato regionale ligure “Acqua Pubblica”, referente per il Forum Nazionale dei Movimenti per l’acqua, promotore del Referendum 2011, ha presentato il 23 aprile 2015 le regolari firme per la legge di iniziativa popolare “Servizio Idrico Integrato della Regione Liguria”. Questa legge di iniziativa popolare – ha aggiunto – è stata dichiarata ammissibile è stata assegnata alla Commissione IV chiediamo che sia discussa quanto prima nel rispetto della volontà popolare».
L’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone ha dichiarato inammissibile la mozione perché non ci sono i tempi tecnici per avviare la consultazione richiesta dal consigliere.
Melis ha ribattuto: «In questo modo si condannano i piccoli Comuni a non essere convocati e a subire passivamente gli effetti del decreto».
Sottolineando la complessità della materia Raffaella Paita (Pd) ha avanzato la proposta di rinvio :«C’è problema di coinvolgimento degli enti locali nell’Ato che non va sottovalutata». La proposta è stata accolta da Melis «per salvaguardare il coinvolgimento dei sindaci in questa vicenda: il confronto in commissione si dovrà svolgere, però, nei primi 10-15 giorni di settembre»..
Rinviato a domani l’esame dei due odg su Fincantieri
Dopo un lungo dibattito sui due ordini del giorno relativi alla situazione di Fincantieri (il primo firmato da Luca Garibaldi del Pd e il secondo da Stefania Pucciarelli della Lega Nord Liguria-Salvini, su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Edaordo Rixi è stato deciso di rinviare alla seduta di domani la trattazione di due documenti.
Più capillare la somministrazione dei cicli antiblastici sul territorio spezzino
Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) ha presentato un’interpellanza, sottoscritta anche dai colleghi Alice Salvatore, Andrea Melis, Fabio Tosi, Marco de Ferrari, Gabriele Pisani, in cui ha chiesto che la somministrazione dei farmaci antiblastici endovenosi venga effettuata anche negli ospedali di Sarzana e Levanto, mentre attualmente il servizio è attivo solo presso l’ospedale del Felettino della Spezia. Battistini, inoltre, ha chiesto alla giunta di istituire rapidamente i punti di accesso alle cure chemioterapiche per via endovenosa presso l’ospedale di Sarzana e presso l’ospedale di Levanto. Il consigliere ha denunciato i disagi dei pazienti oncologici che «sono costretti a frequenti trasferimenti dalle aree periferiche della provincia spezzina sino all’ex ospedale del Felettino della Spezia, trasferimenti particolarmente gravosi sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psicologico, soprattutto nella fase di rientro dalla seduta chemioterapica quando gli effetti collaterali dei farmaci assunti cominciano a manifestarsi talvolta anche in maniera molto pesante». Secondo Battistini l’estensione del servizio non avrebbe costi aggiuntivi e potrebbe intercettare un bacino di utenza extra regionale proveniente dal Comune di Aulla (MS) e dalla bassa Lunigiana (MS), andando ad incidere positivamente sulle entrate economiche del Servizio Sanitario.
L’assessore alla sanità, Sonia Viale ha precisato che la somministrazione di queste cure deve avvenire sotto controllo medico continuativo ed in un luogo dove è possibile la capacità di intervento in caso di eventuali effetti collaterali, potenzialmente gravi. Non sono quindi luoghi consentiti le case della salute o gli ospedali di comunità. «Nell’ambito della Asl 5 l’unico presidio proponibile è dunque quello di Sarzana – ha detto – dove è già peraltro presente un ambulatorio oncologico che deve essere potenziato con personale. Deve inoltre essere posta in atto una procedura controllata, idonea per il trasferimento dei farmaci». L’assessore ha quindi annunciato che l’Agenzia sanitaria, che è stata interpellata «ritiene perseguibile la collocazione della terapia a Sarzana». Ha concluso:«Sono in atto i necessari approfondimenti per recuperare risorse aggiuntive».
No alla chiusura dell’ospedale di Recco
Fabio Tosi (Movimento 5 Stelle) ha presentato un’interpellanza, sottoscritta anche dai colleghi Francesco Battistini, Alice Salvatore, Andrea Melis, Marco de Ferrari, Gabriele Pisani in cui ha chiesto «per quale motivo siano state effettuate spese ingenti di ristrutturazione per una struttura che si sapeva già in precedenza che sarebbe stata chiusa e quali scelte e considerazioni hanno portato ad attuare questa pratica». Il Consigliere ha ricordato che negli anni 2009 – 2010 l’ospedale di Recco è stato ristrutturato e sono state predisposte due nuove sale operatorie ma «pare, sia prevista la chiusura della struttura ospedaliera proprio ora che è stata rimessa a nuovo». Il polo, secondo le informazioni assunte dal consigliere, ospita 13-14 posti riservati ai malati di mente, esiste ed è operativa una sala prelievi ed è attiva una cooperativa che si occupa di persone autosufficienti. «L’ospedale di Recco serve ad un alto e considerevole numero di utenti perché il territorio rientra nel Golfo Paradiso quindi, in caso di chiusura della struttura – ha aggiunto – si creerebbe un forte disagio alla cittadinanza a cui viene a mancare un servizio fondamentale di assistenza socio-sanitaria». Nel documento viene ricostruita anche la vicenda giudiziaria relativa agli esposti presentati al Tar da un comitato di cittadini contro la chiusura.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità, Sonia Viale:«Non è prevista alcuna chiusura della struttura, così come è attualmente strutturata» ha affermato sottolineando che la volontà dell’attuale giunta di mantenere attiva la struttura è testimoniata anche dal fatto che lo scorso 30 giugno il presidente Toti, in prossimità dello scadere dei termini del progetto codice d’argento, ospitato nell’edifico, ha emanato il decreto che consente la prosecuzione del progetto stesso. «Per quanto riguarda la trasformazione da ospedale all’attuale destinazione – ha concluso l’assessore – le motivazioni sono in capo alla precedente giunta».
Tosi si è detto soddisfatto ed ha chiesto di poter avere le delibere riguardanti la struttura, emanate dalla giunta passata.
Riconoscere il ruolo strategico dell’aeroporto di Genova
Il consigliere Sergio Rossetti (Pd) con un’interrogazione, sottoscritta anche da altri componenti del suo gruppo, Raffaella Paita e Luca Garibaldi, ha chiesto alla giunta in quale modo intenda attivarsi presso il governo per ottenere il riconoscimento del ruolo strategico dello scalo aeroportuale genovese. Il consigliere ha sottolineato che, in seguito alle forti pressioni di tutti i parlamentari liguri, lo scalo genovese è stato reinserito dall’ottava commissione del Senato, tra quelli ritenuti strategici all’interno del Piano Nazionali Aeroporti.
Per la giunta ha risposto l’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi il quale, dopo essersi complimentato per il lavoro svolto dai parlamentari, sinergico rispetto a quello della giunta, ha sottolineato che anche l’Unione europea ha riconosciuto il ruolo di strategicità dello scalo genovese, che ha caratteristiche uniche, vicinissimo, com’è all’area portuale. Rixi ha ricordato che la giunta ha inserito nelle infrastrutture prioritarie, da realizzare, segnalate al governo, anche elementi qualificanti per l’aeroporto stesso.. Ha infine ribadito che «la giunta si è fatta carico anche delle richieste provenienti dall’aeroporto che chiede al governo finanziamenti che gli consentano di infrastrutturarsi»,.
Rossetti ha ribadito che in casi come questi l’unità, la non divisione dellei istituzioni può consentire di portare a casa risultati concreti e ha annunciato: «Accompagneremo la giunta in questo impegno, nel contempo monitoreremo sulle iniziative che si porteranno avanti, sostenendo quelle che ci sembreranno più valide».






