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CONSIGLIO REGIONALE POMERIGGIO

Commercio ambulante. Ok all’abolizione del Durc, sanzioni più graduate

Il Consiglio regionale ha approvato con 16 voti a favore (maggioranza) e 5 astenuti (Pd) il Disegno di legge 29 “ Modifiche alla legge regionale 2 gennaio 2007, n. 1 (Testo Unico in materia di commercio)”.  I consiglieri del Movimento 5 stelle e Rete a sinistra avevano abbandonato l’aula per protesta in seguito al mantenimento del contingentamento dei tempi introdotto sui disegni di legge previsti all’ordine del giorno.
«Con questo provvedimento si mette in evidenza che, nonostante la volontà dei commercianti su area pubblica di regolarizzare la loro posizione contributiva – ha spiegato il presidente della III Commissione Stefania Pucciarelli, relatore di maggioranza –  è stata rilevata la difficoltà  da parte di molti operatori del settore a mettersi in regola nell’arco di tempo concesso dalla normativa con il rischio di arrivare a perdere il titolo concessorio per l’esercizio dell’attività commerciale». Pucciarelli ha spiegato che le organizzazioni di categoria avevano segnalato gravi criticità nel sistema di riscossione e rateizzazione dei debiti riferiti a persone fisiche e ha specificato che questa legge è «una battaglia di equità al passo coi tempi». Il consigliere, dopo aver ricordato la drammatica crisi che sta attraversando il settore, ha precisato che i debiti della persona non vanno confusi con i debiti dell’attività: «Se non diamo ad una persona la possibilità di lavorare come possiamo aspettarci che paghi le pendenze presso lo Stato?» e ha annunciato l’introduzione, attraverso il provvedimento, di strumenti più snelli di quelli attuali. «La nostra duplice azione – ha aggiunto Pucciarelli – è sostenere i lavoratori in difficoltà, ma anche combattere senza pietà ogni forma di abusivismo che non si conformi alle regole».
Il provvedimento prevede l’abolizione del DURC, il Documento unico di regolarità contributiva che doveva essere presentato annualmente dai venditori ambulanti per attestare il regolare pagamento delle imposte e dei contributi Inps
Al posto del Durc vengono introdotti due strumenti per comprovare la regolarità contributiva dell’operatore: la Carta di esercizio, che verrà compilata dall’operatore (anche con l’assistenza delle Associazioni di categoria o dei CAT)  e contiene i dati dell’impresa e dei titoli abilitativi, e l’Attestazione annuale, che sarà rilasciata dai Comuni o dalle Camere di commercio sulla base di una apposita convenzione e prova l’assolvimento degli obblighi previdenziali ed assistenziali previsti per la categoria. I Comuni o, con le stesse modalità, le Organizzazioni o i CAT certificheranno annualmente l’assolvimento degli obblighi previsti nell’Attestazione annuale. La legge stabilisce che la Regione promuova, inoltre, l’acquisizione in via telematica della Carta di esercizio e dell’Attestazione annuale da parte dei sistemi informatici delle amministrazioni pubbliche locali. Il testo, inoltre, modifica la disciplina sanzionatoria che attualmente prevede, nel caso di mancata presentazione del DURC, la decadenza dei titoli abilitativi. Sono previste, invece, diverse sanzioni graduate a seconda della gravità della violazione. Le sanzioni saranno applicate dopo tre mesi dall’approvazione del provvedimento della giunta regionale relativo all’erogazione di benefici economici a favore degli operatori su area pubblica, benefici che sono finalizzati alla regolarizzazione della posizione contributiva degli operatori.
Sono stati respinti alcuni emendamenti illustrati in aula da Giovanni Lunardon (Pd) che chiedevano, fra l’altro, l’istituzione di un fondo di garanzia per garantire il sistema dei confidi e il sistema bancario nell’erogazione dei finanziamenti che consentono all’operatore di regolarizzare la propria posizione contributiva, e di prevedere un compenso per gli organismi che dovranno istruire le pratiche per riconoscere l’Attestazione annuale. Respinti anche gli emendamenti presentati da Gianni Pastorino (Rete a sinistra).
Giovanni Lunardon e Juri Michelucci (Pd) in dichiarazione di voto hanno riconosciuto la necessità di una legge che intervenisse nel settore, ma hanno obbiettato che la legge non prevede un fondo per dare seguito agli interventi previsti e non consente alle amministrazioni di scegliere fra il mantenimento del Durc o i nuovi strumenti. Per questo hanno annunciato l’astensione sul provvedimento.
L’assessore al commercio Edoardo Rixi ha rilevato la necessità di una norma ricordando che altre regioni si sono già mosse in questo senso «nei confronti di una situazione economica che rischia di marginalizzare i mercati su aree pubbliche. Tuttavia la legge –ha spiegato – intende tutelare  solo chi ha rispettato le regole e permettere a chi si sta mettendo in regola di poterlo fare. Non è, quindi, una sanatoria  – ha ribadito – per chi sperava, dopo due anni di sospensione del Durc, di non pagare più». Rixi ha poi ricordato la difficile situazione della categoria soprattutto nel Comune di Genova e ha rilevato che la recente «deregulation totale sui mercati in aree pubbliche ha fatto sì che da altre regioni moltissimi operatori  piombassero in Liguria. Quindi  un processo di regolamentazione dei mercati era giusta, con una norma per distinguere  chi rispetta le regole e chi no. Chi è in regola non deve fare nessun percorso, chi non lo è e rimane fuori dalle regole non avrà più soluzioni amministrative e  pagherà. Abbiamo creato – ha concluso – un periodo transitorio per fare questa razionalizzazione». Rixi, rispondendo alle osservazioni di Lunardon, ha ribadito l’impossibilità di attribuire dei fondi alla legge.

Interventi per contrastare la vespa velutina
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione presentata da  Giovanni Barbagallo (Pd) e sottoscritta anche da altri componenti del suo gruppo, Luca Garibaldi, Valter Giuseppe Ferrando, Giovanni Lunardon, Sergio Rossetti, Luigi De Vincenzi e Juri Michelucci, e un ordine del giorno presentato Alessandro Piana (Lega Nord Liguria –Salvini).
L’ordine del gjorno impegna la giunta  a mettere in atto urgentemente iniziative nei confronti dei soggetti a vario titolo competenti per costruire una azione coesa e organica volta a combattere il diffondersi della vespa velutina e   a prevedere l’attivazione delle Protezione Civile regionale, per la pluralità di effetti nocivi che comporta la colonizzazione del territorio da parte della vespa velutina. Si ricorda che nel Ponente ligure sono sempre più frequenti le segnalazioni riguardanti  la presenza di questo “calabrone asiatico” che rappresenta un pericolo serio per l’agricoltura ligure in quanto, nutrendosi di api, causa la morte di interi alveari, con pesanti conseguenze per la produzione di miele e degli altri prodotti degli alveari medesimi. Si sottolinea che «con la presenza massiccia dell’insetto si sono verificati attacchi all’uomo, che, nella vicina Francia, in alcuni casi hanno avuto esiti mortali».
La seconda chiede alla giunta  la definizione di protocolli e tecniche per la distruzione di nidi di Vespa velutina e  a far sì che il personale di Protezione Civile, adeguatamente istruito, sia il soggetto autorizzato ad intervenire Si ricorda che i nidi del calabrone asiatico, dannoso per l’agricoltura ma anche per l’incolumità delle persone, possono anche arrivare ad un metro di diametro e contenere fino a migliaia di individui, che presentano reazioni di difesa molto violente. Si sottolinea anche che l’unica forma certa per arginare il fenomeno è la distruzione completa dei nidi che attualmente presenta ostacoli operativi, assicurativi e di responsabilità.
L’assessore all’Agricoltura Stefano Mai ha ricordato gli interventi già messi in atto di recente dalla giunta, nel novembre scorso, con misure a favore degli apicolturi per contrastare la diffusione della vespa velutina e ha ricordato di avere chiesto al ministero la possibilità di utilizzare la trementina. Mai ha ribadito di avere incontrato più volte su questo problema le associazioni di apicoltori e che, vista la conformazione del territorio, si sta valutando la possibilità di utilizzare  i droni per individuare i nidi di vespa velutina e procedere alla loro distruzione. L’assessore ha sottolineato l’importanza della formazione in questa lotta alla vespa velutina, sia per gli apicoltori sia per i volontari della protezione civile, e ha annunciato di avere concordato con l’assessore Giampedrone alcune misure in questo senso: a breve, infine,  sul sito verrà attivato un indirizzo di posta elettronica a cui comunicare eventuali situazioni a rischio e saranno  pubblicati e diffusi opuscoli informativi anche sulle misure di autoprotezione.  
Giovanni Pastorino (Rete a sinistra) ha annunciato il voto a favore a entrambi i documenti, Marco De Ferrari (5 Stelle) ha rilevato la necessitò di finanziare la ricerca sulla lotta biologica che in Francia avrebbe ottenuto importanti risultati

 

Eliminare i distributori di merendine e bevande da scuole, ospedali e luoghi pubblici. Mozione rinviata in Commissione
Su proposta del vicepresidente e assessore sanità Sonia Viale è stata rinviata in commissione la mozione presentata sull’argomento da Gabriele Pisani (Mov.5Stelle) e sottoscritta dai colleghi di gruppo Andrea Melis, Francesco Battistini, Marco De Ferrari, Alice Salvatore e Fabio Tosi.
Il rinvio ha lo scopo di approfondire l’argomento insieme all’assessore alle politiche giovanili Ilaria Cavo, il settore prevenzione dell’assessorato alla sanità e i responsabili del distretto scolastico. Viale ha spiegato che sulla prevenzione esiste il massimo impegno della giunta: «Ho intenzione di condividere e di implementare questo percorso di prevenzione nelle scuole. E’ per noi prioritaria la prevenzione delle allergie alimentari e, per migliorare gli standard alimentari offerti, occorrono degli input. – ha aggiunto – Per questo chiediamo il rinvio in commissione per avere lo stato dell’arte e per sviluppare e approfondire l’argomento». Viale ha poi precisato che su questa materia la competenza è nazionale: da parte della Regione possono venire degli input al Parlamento ed interventi locali su singoli aspetti soprattutto di carattere preventivo ed educativo a corretti stili di vita e regimi alimentari.
La mozione discussa impegna la Regione a intervenire affinché il Parlamento recepisca la proposta di legge, approvata dalla Conferenza delle Regioni, che prevede il divieto di somministrazione, mediante distributori automatici situati nei luoghi pubblici maggiormente frequentati dai minori, di snack e bevande «nocive per la salute». Il documento propone che si sostituiscano gli alimenti attualmente presenti nei distributori, con cibi nobili, quali frutta e verdura fresche, succhi naturali, centrifugati, frutta secca e semi oleosi, dalle elevate proprietà nutritive. «L’obiettivo primario della politica – ha aggiunto Francesco Battistini (Mov 5 Stelle) – deve tornare a essere la salute del cittadino».  Il consigliere, infine, ha rilevato che la Regione Liguria dispone di un Piano Regionale di Prevenzione, in particolare del Progetto 2.9.3 Okkio alle 3A (Alimentazione, Attivita? motoria & Abitudini).
Giovanni Pastorino (Rete a sinistra) ha annunciato il sostegno alla mozione rilevando che le multinazionali del settore «propongono alimenti pessimi. Ricordo che molte malattie oncologiche e cardiovascolari traggono origine proprio dal consumo di alimenti industriali. Occorrerebbe un grande impegno da parte della Regione Liguria per far approvare una legge. E’ vero che ciò che si mangia è una scelta privata ma la sanità è pubblica e introdurre nelle scuole e negli ospedali  macchiette che distribuiscono alimenti industriali non contribuisce certo a sviluppare modelli di  comportamenti alimentari corretti volti alla prevenzione del cancro, delle malattie cardio vascolari e dell’obesità infantile. Nelle scuole occorre fornire una educazione alimentare». Marco De Ferrari (5 Stelle) ha ricordato che il movimento ha iniziato una battaglia per l’educazione alimentare e per lo sviluppo del biologico e ha chiesto un impegno formale in aula per avviare il discorso in commissione.  

Proroga della Riforma del Trasporto pubblico locale
Il Consiglio ha approvato, con il voto favorevole della maggioranza di centro destra e l’astensione del Pd,  il disegno di legge 37, di modifica alle leggi 33 del 2013 e 18 del 2014 di riforma del sistema di trasporto pubblico regionale e locale.
Il provvedimento introduce alcune modifiche per consentire l’operatività della riforma entro i prossimi due anni, nelle more dell’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale attraverso la gara a evidenza pubblica. In particolare viene prorogato dal 31 dicembre 2015 al 31 dicembre 2017 il termine entro cui l’Agenzia regionale per il trasporto pubblico locale deve concludere le procedure competitive ad evidenza pubblica per l’affidamento dei servizi di trasporto. La Regione, inoltre, si riserva la possibilità di rivedere l’ipotesi di un lotto unico. In attesa dell’affidamento dei servizi, le risorse per il trasporto pubblico locale su gomma sono ripartite secondo le percentuali già definite dalla legge 33/2013 e le risorse destinate ai servizi minimi sia su gomma che su ferro sono assegnate tenendo conto del raggiungimento, da parte di ogni singolo gestore, dei parametri di efficientamento previsti  dalle norme. Infine viene prorogata dal 31 dicembre 2015 al 30 giugno 2016 la scadenza dell’intervento volto al finanziamento delle procedure di esodo anticipato e mobilità per le aziende di trasporto su gomma e viene modificata la composizione del Comitato del trasporto pubblico in seguito all’istituzione della Città metropolitana di Genova ed alla soppressione della Provincia di Genova.
Giovanni Lunardon (Pd) ha chiesto una proroga per i contratti servizio sul trasporto su gomma e quello su ferro in modo da farli scadere insieme e poi fare una gara unica ferro-gomma che operi nel senso dell’integrazione dei due servizi: «Occorre cogliere questa occasione anche innovando rispetto a quando ha fatto l’amministrazione precedente. Occorre integrare il trasporto in modo da garantire una dorsale su ferro coordinata con servizi puntuali e locali su gomma e allineare i contratti di servizio per i due settori». Questo consentirebbe anche di strappare nuove clausole migliorative del servizio. Lunardon ha chiesto, inoltre, che i pendolari abbiano una rappresentanza nel comitato sul trasporto ferroviario. Gli emendamenti proposti sono stati però respinti.
Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria- Salvini) ha spiegato che la proroga permette di portare avanti il servizio
Raffaella Paita (capogruppo Pd) ha sostenuto la tesi espressa da Lunardon affermando fra l’altro: «Dobbiamo innovare anche rispetto alle scelte operate dalla precedente amministrazione. Dobbiamo andare verso gare di sistema e non solo relative al nostro territorio ma coordinate con quelle delle Regioni vicine. Sarebbe negativo portare addirittura a 12 anni il contratto con Trenitalia sclerotizzando una situazione di non integrazione dei trasporti».  
Angelo Vaccarezza (capogruppo Forza Italia) ha giudicato positivo che il Pd sia disponibile a rimediare agli errori della precedente amministrazione: «Noi siamo qui apposta e siamo pronti a farlo».
L’assessore ai trasporti Gianni Berrino ha dichiarato l’estrema necessità di rinnovare il parco dei treni, almeno 30 nuovi convogli, con un investimento di 300 milioni, e ha ribadito che un rinnovo del contratto di servizio con Trenitalia di soli 2 anni «ci condannerebbe ad altri due anni di servizio con treni vecchi e del tutto inadatti a migliorare il trasporto. «Solo un contratto di lunga durata – ha spiegato –  può assicurarci che si faccia al più presto questo investimento. Inoltre l’autorità sulla concorrenza ha bloccato la gara unica regionale per il trasporto su gomma e una gara unica ferro-gomma, oltre a richiedere tempi più lunghi, potrebbe essere impugnata. Per quanto riguarda la possibilità di inserire nel comitato, oltre al rappresentante dei disabili, uno dei pendolari, Berrino ha spiegato di essere contrario perché questi ultimi sono organizzati in molti comitati ed è difficile che uno solo persona possa rappresentare gli interessi di tutti.
Approvato un emendamento di Andrea Costa (Gruppo misto-Ncd) che prevede la  libera circolazione oltre che agli operatori della pubblica sicurezza anche ai militari in divisa di esercito, marina, guardia costiera allo scopo di rappresentare una deterrenza. Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini)  ha spiegato: «Più divise vuol dire più sicurezza».

Istituire i cimiteri per animali
Il Consiglio ha approvato all’unanimità la Proposta di legge  n. 10 ): “Norme in materia di cimiteri per animali”. (iniziativa dei consiglieri regionali Matteo Rosso di Fratelli d’Italia-An; Angelo Vaccarezza e Claudio Muzio di FI; Alessandro Puggioni, Alessandro Piana, Stefania Pucciarelli e Giovani De Paoli della Lega Nord Liguria-Salvini; Francesco Battistini, Marco De Ferrari, Andrea Melis, Gabriele Pisani, Alice Salvatore e Fabio Tosi del Mov.5Stelle; Gianni Pastorino di Rete a sinistra e Andrea Costa del Gruppo misto-Ncd-area popolare)
La legge favorisce l’istituzione di cimiteri per animali di affezione nel territorio ligure, dettandone i criteri e disciplinandone le modalità privilegiando l’iniziativa privata ed associativa. Il testo prevede che nei futuri cimiteri per animali di affezione possono essere inumate le spoglie ed essere accolte le ceneri degli animali appartenenti alle specie domestiche, comunemente classificati come animali di affezione, con esclusione di quelli allevati per fini produttivi o alimentari, ed a condizione che un apposito certificato veterinario escluda la presenza di malattie trasmissibili all’uomo o denunciabili ai sensi della vigente normativa statale ed europea. L’istituzione dei cimiteri per animali è soggetta all’autorizzazione del Comune competente per territorio secondo le procedure definite dalla Giunta regionale attraverso un apposito regolamento di attuazione. I cimiteri possono essere realizzati e gestiti da soggetti privati. L’autorizzazione comunale disciplina le modalità di erogazione dei servizi. 1.Le spoglie di animali possono essere inumate nelle fasce di rispetto delle specifiche aree cimiteriali rispettando il regolamento di polizia veterinaria o in siti giudicati idonei dal Comune competente per territorio. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge va approvato il regolamento di attuazione in cui sono definite le modalità tecniche e operative del registro delle presenze. L’attuazione della legge non prevede oneri finanziari a carico del bilancio regionale.
Matteo Rosso (Fratelli d’Italia-An  ha letto la relazione di maggioranza e ha rilevato che molte regioni hanno già proceduto ad una regolamentazione su questa materia ribadendo la necessità di intervenire.
Parere favorevole è stato espresso da Gianni Pastorino (Rete a sinistra)  Giovanni Barbagallo (PD), Marco De Ferrari (5 Stelle) , Francesco Battistini (Mov 5 Stelle), Andrea Melis (Cinque stelle) Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini). Giovanni Lunardon (Pd) ha ricordato che la legge comporta oneri per i Comuni ed è stata emendata per ridurli il più possibile.

Incrementare i contributi statali per il 2015 alla GOG di Genova.
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione presentata da Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) in cui si impegna la giunta a “difendere gli interessi della Gog (Giovine orchestra genovese) che fa parte del patrimonio storico – culturale della nostra Regione; e a utilizzare un tavolo tecnico congiunto fra Ministero e enti territoriali e locali, per verificare il corretto funzionamento della nuova procedura e formulare eventuali proposte correttive”. « La Giovine Orchestra Genovese – ha spiegato – è un’associazione culturale senza scopo di lucro, nata più di cento anni fa a Genova, che si occupa di organizzare e produrre concerti musicali, e promuove tutte le manifestazioni che diffondino la cultura musicale. La GOG ha circa un migliaio di abbonati ed ha mantenuto nelle ultime stagioni una media di 40.000 presenze annue realizzando migliaia di concerti, spaziando dalla musica da camera tradizionale al folk, al jazz, e in generale ai più importanti fenomeni musicali». La Onlus GOG dedica gran parte delle sue risorse per la remunerazione degli artisti e del teatro ma il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali quest’anno ha applicato i nuovi criteri per l’erogazione dei contributi statali che, secondo il consigliere, penalizzano il Carlo Felice e non consentono una valutazione effettiva della qualità dei concerti proposti, mettendo sullo stesso piano il concerto di un grande artista con quello di un giovane diplomato. «Il nuovo metodo di valutazione ha fortemente penalizzato la Onlus GOG, che ha subito un taglio del 30% dei contributi per l’anno 2015, taglio che potrebbero raddoppiare il prossimo anno e – ha concluso – la riduzione dell’assegnazione è stata comunicata ad agosto, quando il calendario dei concerti era ormai programmato e gli abbonamenti venduti, causando evidenti problemi organizzativi e finanziari». E’ stato approvato un emendamento proposto da Gianni Pastorino (Rete a sinistra) che elimina i riferimenti a contribuiti. Pastorino ha,in sintesi sostenuto che non si possono prevedere contributi a favore di un solo organismo, la Gog, senza affrontare ili quadro generale, tenendo conto di tuti quei soggetti che con il oro operato hanno un ruolo importante nel panorama culturale ligure. De medesimo avviso anche i consiglieri Andrea Melis e Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle), Luca Garibaldi e Sergio Rossetti (Pd).
L’assessore alla cultura, Ilaria Cavo si è espressa favorevolmente sul documento. In particolare ha detto che i parametri del governo penalizzano realtà della nostra Regione. Pieno sostegno, quindi, alla mozione, con l’impegno da parte dell’assessore e della giunta, “affinchè questi parametri voluti dal governo vengano contestati e modificati”. Cavo ha spiegato che quello della GOG non è l’unico problema, perché sono state penalizzate realtà più piccole e anche realtà ri pari grado, come l’Opera Giocosa, «credo, quindi, che occorra , nei vari tavoli, ma anche nell’imminente Commissione delle Regioni, di aprire un confronto, perché il Governo ha chiesto un parere alle Regioni ed evidentemente quello della Liguria sarà sfavorevole. Di lì inizierà questo confronto e la posizione della Regione Liguria e mia sarà quella di contestare la metodologia del riparto e i parametri matematici assegnati e che hanno penalizzato la GOG, ma anche altre realtà liguri»..

Aiuti alle botteghe dell’entroterra
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità il disegno di legge 21 “Modifiche alla legge regionale n.3 dell’11 marzo 2008. Il provvedimento istituisce aiuti per gli esercizi commerciali, in particolare vuole incrementare la rete distributiva nei territori più sofferenti, soprattutto quelli dell’entroterra ligure e prevede contributi a fondo perduto oppure in conto interesse, forme di vantaggio nell’accesso al credito. I criteri nella concessione saranno stabiliti dalla giunta regionale con una apposita delibera dopo aver consultato Anci e le associazioni di categoria delle imprese commerciali. Le misure saranno finanziate attraverso una quota del “Fondo per il sostegno alle piccole imprese commerciali” gestito da Filse e non comportano oneri per il bilancio regionale perché si prevede una redistribuzione delle risorse del Fondo stesso. In particolare Sono previste agevolazioni per le attività nei Comuni che abbiano una popolazione residente non superiore a mille abitanti. Agevolazioni anche per i Comuni non superiori ai 5 mila abitanti che soddisfino almeno due dei seguenti criteri: il rapporto fra popolazione residente e superficie deve essere inferiore al valore medio della provincia di appartenenza, il rapporto fra numero di imprese e superficie deve essere inferiore al valore medio della provincia di appartenenza, il rapporto fra numero di imprese e popolazione residente deve essere inferiore al valore medio della provincia di appartenenza. Sono, infine, considerate attività commerciali di montagna quelle presenti ad una altitudine superiore ai 300 metri.
Juri Michelucci, Giovanni Lunardon e Luca Garibaldi del Pd, Gianni Pastorino (Rete a sinistra) e Andrea Melis (Mov5Stelle), pur sostenendo la bontà del provvedimento, hanno manifestato dubbi sulla dotazione finanziaria
Pienamente a favore si sono dichiarati Andrea Costa (Ncd), Angelo Vaccarezza(FI), Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) e Laura Lauro (FI).
Sono intervenuti anche Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle), Giovanni Barbagallo (Pd), Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle), Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini).
L’assessore al commercio Edoardo Rixi ha ribadito la necessità di sostenere il settore e ha assicurato che la legge è finanziata con risorse regionali. L’assessore ha specificato che esiste, infatti, nel capitolo di bilancio relativo al commercio per il 2016 sono inseriti un milione e 600 mila euro e ha assicurato che un milione andrà per il sostegno alla legge.

Celebrazioni 120° anniversario della nascita di Pertini
All’unanimità è stato approvato il disegno di legge “Modifiche alla legge regionale 31 ottobre 2006, n. 33 (Testo unico in materia di cultura)”. In base alla legge la Regione, promuoverà iniziative di celebrazione della figura del presidente della Repubblica Sandro Pertini, in occasione del 120° anniversario della nascita. A tal fine provvederà al recupero delle facciate e a eventuali altri interventi sulla casa natale del Presidente, ubicata nel comune di Stella in provincia di Savona. La Regione, che è comproprietaria dell’edificio per il 25%, si potrà assumere i relativi costi, sostenendo le spese di propria competenza nonché, in parte, le spese di competenza degli altri comproprietari, a fronte di accordi da stipularsi con gli stessi. Inoltre verrà erogato un contributo per la ristrutturazione dell’Oratorio di San Sebastiano nel comune di Stella e verranno finanziati manifestazioni ed eventi organizzati Liguria e dedicati alla figura del presidente. Gli oneri previsti per la Regione ammontano a 346 mila 500 euro.
Un emendamento illustrato da Marco De Ferrari e Andrea Melis (Mov5 Stelle) che prevedeva di dirottare i finanziamenti (10 mila euro) destinati all’oratorio di Stella alla scuola pubblica di Stella, il cui piazzale è interessato da una frana, è stato respinto. Come hanno spiegato Giovanni Pastorino (Rete a sinistra) e l’assessore Ilaria Cavo, il finanziamento non è destinato al funzionamento dell’oratorio ma alla sua struttura ed era stato chiesto espressamente dalla Sovrintendenza come legato al recupero della casa di Pertini. Ilaria Cavo ha spiegato che la legge ha avuto un iter travagliato e non era tecnicamente possibile spostare i fondi da interventi culturali a capitoli relativi all’edilizia scolastica. Per altro – ha aggiunto – nei prossimi mesi arriveranno fondi nazionali che finanzieranno interventi per l’edilizia scolastica. A favore del provvedimento si sono espressi i consiglieri 5 Stelle Marco De Ferrari e Andrea Melis, Luigi Garibaldi (PD) e Pastorino. Matteo Rosso (Fratelli d’Italia-An) ha detto di votare la legge per lealtà nei confronti della maggioranza.
Uff.stampa