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Convegno

Abbattere le barriere per elevare la qualit Le barriere architettoniche sono rappresentate da qualunque elemento che impedisce o limita gli spostamenti o la completa fruizione di servizi in generale ed interessano in particolar modo le persone disabili, con limitata capacità motoria o sensoriale.  Una barriera architettonica può essere rappresentata da una scala, un gradino, da una rampa troppo ripida, da porte troppo piccole, rialzi, marciapiedi stretti, spazi ridotti, ascensori piccoli. Oltre a questi casi estremamente evidenti, sotto gli occhi di tutti, esistono anche altri tipi di barriere architettoniche, purtroppo a volte invisibili ai normodotati, come finestre, banconi da bar, parapetti troppo alti, sentieri di ghiaia, marciapiedi senza sufficiente spazio per la salita e discesa, semafori privi di segnalatore acustico, ma anche barriere "virtuali", come siti internet non conformi agli standard di accessibilità. L'elenco è drammaticamente e potenzialmente infinito, dato che dovrebbe tener conto dei molteplici tipi di disabilità e non solo.Quando si parla barriere architettoniche, non dobbiamo pensare che sia un problema che interessi unicamente le persone con maggiore o minore disabilità, cioè circa il 20% della popolazione. Nella vita di tutti i giorni ogni individuo si trova spesso a dover fronteggiare problemi di spazi non accessibili o inadeguati in relazione alle sue esigenze motorie, sensoriali o di altra natura che possono variare in base all’età, alla salute, alle condizioni di vita ed a situazioni contingenti e transitorie. Dalla nascita alla vecchiaia le esigenze mutano, i genitori che usano il passeggino per i propri figli incontrano difficoltà comparabili con chi deve usare la sedia a ruote per spostarsi, mentre chi ha difficoltà motorie dovute all’età o a malattie incontra le stesse difficoltà di chi porta con sé un bagaglio pesante, chi ha problemi di obesità ha difficoltà nei movimenti e nell’utilizzo di alcuni spazi o ambienti. Numerose normative sia a livello internazionale che nazionale (una per tutte il D.M. n. 236 del14/6/1989) si occupano da tempo di questo grave problema, ma solo negli ultimi anni la tematica è stata affrontata con maggiore determinazione e con la sensibilità necessaria.  Abbattere le barriere architettoniche, costruire una rampa di accesso a norma o allargare una porta, non è solo il lavoro di un ingegnere od di un architetto,  significa restituire dignità all’individuo in quanto tale, permettergli di avere una normale vita sociale e di relazione. Per abbattere le barriere architettoniche “materiali” esistenti ed essere certi che le future opere siano progettate in modo tale da essere facilmente usufruibili da tutti, dal bambino all’anziano, dal non vedente o udente alla persona in carrozzella, dalla donna in gravidanza al ragazzo con la gamba ingessata,  bisogna fare un costante e capillare lavoro della “mente”, in quanto è nel nostro modo di pensare  (errato) la vera causadello stato di emarginazione sociale e civile dei soggetti disabili e non. Il compito che spetta a noi Lions è proprio questo: non dobbiamo mai stancarci di bussare per cercare di fare comprendere che tutti hanno il diritto di avere la migliore qualità di vita possibile, di camminare per le strade, visitare un museo, andare al teatro o viaggiare in sicurezza ed autonomamente.   Fernando D’Angelo, Governatore ElettoFonte:  http://www.lionsgenova.it/dangelo.aspAlcuni contributiSe anche un solo amico diversamente abile avrà potuto migliorare il suo stato, la sua condizione grazie a una nostra iniziativa attuale o futura, se, grazie all’azione culturale che svolgeremo, anche in un solo caso le considerazioni altruistiche prevarranno sulle spinte egoistiche o almeno sarà stato raggiunto un contemperamento tra le due pulsioni antagoniste, il nostro lavoro sarà servito a qualcosa, il nostro tempo sarà stato veramente prezioso, il nostro impegno sarà stato foriero di risultati concreti. Vincenzo Nasini Se lo stesso concetto di barriera architettonica si applicasse a tutti quegli ostacoli che impediscono a chiunque di raggiungere obiettivi personali non per problemi fisici, ma per qualche difficoltà nell’apprendimento, come i Disturbi Specifici dell’ Apprendimento (DSA), ecco che l’approccio auspicabile di pensare al benessere di tutti, consente di allargare il campo davvero a ogni aspetto della vita, primo fra tutti l’ambiente scolastico, quello del lavoro e quello della propria casa.Ecco dunque che il concetto di differenza tra individui, acquista una dimensione e una consistenza diversa se si è coscienti della realtà dei fatti ed è spontaneo chiedersi: servono soluzioni speciali, leggi speciali, alloggi di maggiori dimensioni o emarginanti apparati tecnici, complessi e specializzati, perché essi risultino utilizzabili da chiunque, compresi coloro che hanno ridotta mobilità o difficoltà nell’apprendimento. La risposta è certamente articolata ma in senso generale si può rispondere con decisione: no! O meglio servono ma devono essere per tutti, di uso comune. Luciano Maggi L’autonomia è quella molla interna che permette alla persona di valorizzare il proprio potenziale e maturare liberamente le proprie scelte….. L’autonomia delle persone con disabilità va intesa come il recupero di un nuovo equilibrio… Paola Quercioli Le domande che spesso ascoltiamo da parte dei progettisti sono: perché costruire appartamenti accessibili se non esistono problemi di portatori di handicap? Il non rendersi conto che eliminare impedimenti significa, per un paese civile, non capire i problemi reali dei cittadini, in particolare delle persone anziane, di quanti, per incidenti o altre cause, subiscono minorazioni agli arti, non capire le necessità dei genitori che hanno dei bambini piccoli, delle donne gravide, degli handicappati in carrozzina, dei disabili mentali e sensoriali,ecc; questo è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione nella vita di relazione.  Pierluigi D'Angelo Universal Design, (Progettazione Universale), con le varianti correlate Progettazione per tutti (Design for All), é il termine internazionale con cui ci si riferisce ad una metodologia progettuale di moderna concezione e ad ampio spettro che ha per obiettivo fondamentale la progettazione e la realizzazione di edifici, prodotti e ambienti che sono di per sé accessibili ad entrambe le categorie di persone sia che siano esse senza disabilità che con disabilità.  Monica Virga L’architettura del passato nasceva come espressione di potere politico – religioso- militare per cui vi era una sorta di condizionamento psicologico nei confronti delle persone che dovevano riconoscersi in una certa sudditanza. Oggi, e nella storia più recente dell’architettura, vi è stata una sorta di rivoluzione culturale con un cambiamento delle sue finalità, contenuti e campo d’azione. Oggi, possiamo dire, che esiste un’architettura legata all’uomo, strutturata alla sue esigenze, quasi al suo servizio in una gamma che va dall’urbanistica al design. Raffaella Bellino