“In data odierna il coordinamento sindacale è stato ricevuto dal Vicario facente funzioni del Prefetto a seguito della recente introduzione del servizio GenoVai (UberPop) a Genova. Gli organi prefettizi confermano l’evidente illegalità del neo servizio che sta tuttavia organizzando incontri promozionali con aspiranti aderenti all’iniziativa.
A seguito dell’incontro in Prefettura, il coordinamento si è spostato nella sede dell’albergo in cui si svolgeva la riunione e ha effettuato un volantinaggio informativo ai partecipanti sul quale venivano ricordate le normative che regolano il trasporto pubblico e tutti i numeri istituzionali (Comune, Ufficio PM) ai quali rivolgersi per ottenere corrette informazioni della regolamentazione del servizio. È seguito un incontro privato tra l’addetto alla comunicazione del coordinamento e il manager responsabile per l’Italia. Sono state espresse tutte le perplessità per l’introduzione di un nuovo servizio di trasporto persone in una città in ginocchio che a fronte della prolungata e pesante crisi economica ha perso buona parte dell’utenza legata principalmente alle aziende, dalle famiglie in serie difficoltà economiche, dalla mancanza di un piano per il rilancio cittadino, è stato sottolineato come il calo demografico ha pesantemente compromesso il nostro settore generando un esubero pesante di auto pubbliche e dalla prevalenza di un’utenza over 70 poco avvezza a dispositivi elettronici informatici e sprovvisti di carta di credito (unico metodo di pagamento disposto da GenoVai). C’è stato solo un accenno all’evidente illegalità del loro servizio che tuttavia non preoccupa la società. È stato inoltre chiesto di considerare l’aspetto fiscale dell’operazione per gli iscritti alla Società che dovranno inevitabilmente affrontare, ma che non è stato minimamente accennato durante gli incontri. GenoVai (UberPop) avrebbe inoltre proposto una collaborazione con i tassisti presenti atta a incrementare il livello quantitativo e qualitativo del lavoro. La posizione del Coordinamento rimane aperta a ogni tipo di confronto purché i soggetti interlocutori operino nel pieno rispetto dell’attuale quadro normativo e tuttavia prenderà in considerazione ogni forma di risorsa che possa garantire la tutela dei nostri servizi”.
Simone Trucco






