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Cristina Lodi (PD), proposta di tavolo cittadino verso un “Progetto adolescenti”

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Cristina Lodi
Cristina Lodi

Genova – Questa mattina si è tenuta la seduta finale del consiglio comunale sull’approvazione del bilancio. Sono stati oltre 40 gli ordini del giorno PD con prima firmataria la consigliera Cristina Lodi, che commenta: «ho espresso voto contrario vista la assoluta mancanza di trasparenza ma anche progettualità rispetto ai miliardi che arriveranno a Genova, viste le condizioni in cui si trovano le partecipate e viste le alte tasse e la mancanza di fatto di servizi: una città cara, insicura, sporca e grigia. Cito per esempio Amt, che non vede la luce rispetto alla mancanza di liquidità con a rischio stipendi dei lavoratori e servizi, o Amiu, diventata una scatola vuota di servizi tutti in parte esternalizzazione. Sono stati giorni molto impegnativi, in cui ho presentato da prima firmataria più di 40 ordini del giorno che contenevano proposte puntuali, quasi tutti approvati».

Tra questi, la proposta di dare vita a un Piano cittadino Giovani: «in qualità di vicepresidente della Commissione Welfare – afferma la consigliera Cristina Lodi – abbiamo ottenuto l’approvazione di un tavolo cittadino che arrivi a formulare un “Progetto adolescenti” che molti Comuni già hanno e un percorso vero verso l’elezione del consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze e, di conseguenza, di un sindaco dei ragazzi e delle ragazze, che sarà l’unico vero titolare di questo nome poiché eletto da un consiglio comunale eletto a sua volta.

 

Il dibattito di questi mesi sulla città e i giovani e le giovani ha messo in evidenza la necessità di istituire un piano di intervento propositivo rivolto ai cittadini e alle cittadine minorenni a Genova. È urgente avviare una riflessione in Comune per costruire un percorso a sostegno di politiche educative rivolte alle/agli adolescenti che tengano conto degli elementi che connotano in questo momento la nostra comunità e, più in generale, il suo contesto economico e sociale. In particolare, la dispersione, la ancora bassa formazione scolastica e culturale, la forte presenza di giovani nate/i o provenienti da Paesi diversi.

 

Altrettanto importante è agire sulla necessità di ricostruire legami di fiducia, capacità relazionali. È importante creare mappe di conoscenza locale delle risorse, delle attività, delle questioni locali, e su questi aspetti può rivelarsi fondamentale il contributo delle/degli adolescenti stesse/i con le loro capacità nell’utilizzo della rete e delle nuove tecnologie. Al centro deve esserci la prevenzione primaria alla devianza e al disagio, la prevenzione secondaria verso chi ne è stato destinatario, tenendo a mente la centralità che assume l’orientamento scolastico o occupazionale; non ultime, tutte quelle pratiche di mediazione dei conflitti tra chi ne è stato autore e chi vittima. Solo così potremo parlare di sicurezza e benessere per tutti e tutte.

 

Finalmente, quindi, un tavolo cittadino “Progetto adolescenti”, di cui è necessario che il Comune abbia la governance con gli assessorati competenti con il coinvolgimento a partire dalla Regione Liguria, dalla Città Metropolitana, dall’Istituto Scolastico Regionale, dai rappresentanti della Conferenza Cittadina delle Autonomie scolastiche, dal Tribunale dei Minori, dal Terzo Settore e dalla Asl 3».

 

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