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Crusaders Cagliari: due gare, due successi

Crusaders Cagliari
Tim Tobin elogia le capacità di Michele Meloni (Foto Giulia Congia)

Dopo aver sconfitto i fortissimi Rams Milano all’esordio nel campionato di Football Americano a 9 giocatori della FIDAF, i Crusaders Cagliari si ripetono nuovamente davanti ai propri tifosi, sul campo di Monte Claro, dilagando sui Gorillas di Varese.

DOMINIO INCONTRASTATO, IL CAMPIONATO SI FA INTERESSANTE

Un’altra prova corale esplosiva. I Cru si ripetono anche contro i Gorillas, senza mai mettere in discussione un punteggio che già a metà gara parlava chiaramente. Per ritrovare un doppio successo ad inizio stagione, contro formazioni della Penisola, bisogna andare molto a ritroso, nel 2011, anno in cui la franchigia cagliaritana per un niente perse il nine bowl. Potrebbe essere un’indicazione di buon auspicio anche perché il gruppo è folto, robusto, affiatato, veloce. E sa leggere gli schemi vergati con passione da un coaching staff che cresce a dismisura grazie all’esperienza infusa in questi tre anni dall’allenatore americano Tim Tobin.

A tanto sono servite le recenti sedute video per memorizzare le movenze del team varesino che nonostante il divario netto ha fatto vedere eccellenti sprazzi di buon gioco; ciò fa pensare a grandi margini di miglioramento nell’immediato futuro.

Tenere fede alle richieste dei tecnici è di fondamentale importanza e questo è un aspetto non trascurabile che indica anche una condizione fisica in graduale miglioramento. Ma giova anche l’avere a disposizione un roster non solo lungo ma anche di qualità che consente di eseguire dei cambi tutt’altro che traumatici. Se l’attacco è da lodi sperticate, la difesa non è da meno con, tra le altre cose, due intercetti, di cui uno trasformato in touchdown e appena otto punti concessi agli avversari.

Tutto oro che luccica agli occhi del presidente Emanuele Garzia, felice sia per il risultato rotondo, sia perché la società ha trovato un nuovo e importante sponsor che darà una sostanziosa mano all’economia societaria. “Il campo ci ha dato tante conferme – esordisce – ma anche parecchie sorprese. Ho visto i meno esperti fare un figurone come Federico Pili e Filippo Dedoni che hanno contribuito a queste vittoria. Ma come non guardare con ammirazione il qb Michele Meloni che sciorina un repertorio inesauribile di giocate incredibili o di come si sacrificano con profitto Riccardo Pili e Giacomo Usai”?

Uno squadrone così può riservare sorprese ma siamo solo all’inizio: “Dopo così tante belle cose viste non ci dobbiamo sentire appagati – continua Garzia – continuiamo ad applicarci perché la direzione intrapresa è quella giusta; ciò grazie anche all’head coach che sta seguendo con minuziosità tutti i settori, coadiuvato egregiamente da Aldo Palmas e Nanni Polese. E poi dai loro aiutanti Walter Serra, Efisio Melis, Andrea Antonino, Antonio Nicolli e dal vice presidente Sergio Andrea Meloni che arricchisce di nozioni i quarterback. Il gruppo si amalgama sempre di più con altri giovani scesi in campo per la prima volta. Ci prepariamo alla sfida inedita con i piemontesi Blitz, prevista sabato ancora a Monte Claro nella speranza di confermare tutti questi risultati. Un grazie particolare va al nuovo sponsor, Tiger Vigilanza, che ha creduto in noi, sperando che inizi un lungo e proficuo cammino comune”.

9FL – NINE FOOTBALL LEAGUE 2024 FIDAF
WEEK 6

CAGLIARI (CA) – Campo sportivo Monte Claro – via Cadello n. 9 – 06/04/2024 – Ore 19:30

CRUSADERS CAGLIARI 54 – GORILLAS VARESE 08

Td Roberto Agnesa pass Michele Meloni (Cru); Td Michele Meloni run; Td Giacomo Usai intercetto +2 pt addizionali di Matia Pisu pass Meloni; Td Guido Marabotti run + 2 pt addizionali Matera (Gor), Td Federico Pili run + 2 pt addizionali di Michele Meloni (Cru); Td Michele Scano pass Meloni + 2 pt addizionali di Michele Meloni (Cru);

Td Roberto Agnesa pass Michele Meloni (Cru); Td Michele Meloni run (Cru); Td Filippo Dedoni pass Michele meloni (Cru).

IL PUNTEGGIO MUTA IN CONTINUAZIONE

Pochi secondi e Roberto Agnesa scatta sul corridoio di destra finché dall’alto non gli piove la manna sganciata da Michele Meloni: miglior inizio non poteva esserci. La reazione ospite non è ficcante ma briosa, mai scontata e incentrata sulle corse che si infrangono in una linea attenta. Chi conosce a menadito le evoluzioni del qb locale, sa che riesce a nobilitare non solo le braccia, ma anche le possenti gambe. E quando vede che c’è trippa per felini, Michele evita la mischia e grazie ai suoi fedeli bloccatori trova i terreni squarciati e pronti da calpestare oltre la end zone.

La squadra lombarda accusa il colpo e tracolla quando un tentativo di lancio si trasforma in un invito a nozze per Giacomo Usai che capisce tutto, si impossessa dell’ovale e lo sospinge con forza perentoria fino al trionfo. Per la prima volta funziona anche la trasformazione con una composta ricezione di Matia Pisu su imbeccata del solito Meloni. Un attimo di distrazione è fatale perché i Gorillas su una corsa centrale di Marabotti accorciano e incrementano con i due extra point di Matera sempre in penetrazione. Sugli spalti non ci sono i tempi per discutere dell’accaduto perché Federico Pili regala un campionario di falcate leggiadre che riportano il punteggio al vecchio divario, incrementato da un altro affondo di Meloni. Quando ritorna saldamente nella sua immaginaria stanza dei bottoni il golden boy campidanese affila il bicipite per donare la giusta dose di acclamazioni prima a Michele Valentino Scano e poi Roberto Agnesa che realizzano altri due touchdown. Nel primo caso Meloni non si risparmia e va di nuovo a trasformare con la solita eleganza. Tra le due prodezze, un coacervo di mani sparse in tutto il corpo in segno di ovazione seppelliscono Giuseppe Carta, autore di un nuovo intercetto. Nell’ultimo quarto Michele il qb si dà allo slalom speciale cambiando continuamente direzione, frastornando avversari e anche compagni di squadra, fino a quando la sua ostinata ricerca di bandierine da aggirare cessa perché si ritrova oltre la goal line. Il pubblico, incredulo, urla e ringrazia. C’è ancora il tempo per regalare gioie alle forze fresche: il più fortunato è Filippo Dedoni agilissimo nell’acchiappare l’ovale di traiettoria meloniana e consegnarlo al pallottoliere che segna 54.

SGUARDI RADIOSI QUELLI DI TIM TOBIN E ALDO PALMAS

L’head coach Tim Tobin appare soddisfatto, non solo per la convincente prestazione dei suoi ma anche per gli uomini con la maglia a strisce: “Gli arbitri sono stati fantastici – ammette – perché hanno fatto sì che la partita fosse corretta, proteggendo i giocatori”. La analisi continua sull’operato dei suoi ragazzi: “In attacco abbiamo lavorato assiduamente, anche con i nostri giovani running back alla loro prima stagione. Sono stati molto bravi, hanno bloccato e corso parecchio. L’assenza di turnover era uno dei nostri problemi ancestrali e credo che finalmente sia stato risolto”.

Non può soprassedere sull’immensa prestazione offerta da Michele Meloni: “Il nostro QB lo chiamo Timmy 2 perché assomiglia tanto a me quando giocavo a vent’anni, anch’io ero molto atletico come lui. Gli abbiamo insegnato a tenere la palla per cinque secondi, così può fare scramble. E con i Gorillas lo abbiamo visto ripetere il gesto all’infinito”.

Una nota di merito la riserva alla linea offensiva: “Settimana dopo settimana hanno fatto gli straordinari e il risultato si è visto sul campo”. Va avanti senza soste: “I nostri ricevitori mostrano quello che sanno fare meglio. In difesa abbiamo raggiunto l’obiettivo di quattro turnover e un TD. Non siamo riusciti a tenere la difesa inviolata, ma si sa che non è cosa semplice. Il nostro coordinatore difensivo Nanni Polese fa un ottimo lavoro, è il papà della squadra, nonché mio amico, così come gli altri allenatori”.

Ciò che gli viene in mente dice: “I Gorillas hanno gestito bene la palla – conclude Tobin – faranno bene in futuro se continuano la campagna reclutamento giovani. Quanto a noi dobbiamo ancora migliorare come squadra. I giocatori devono imparare a motivarsi, ma ci stiamo avvicinando”.

Felice come una pasqua anche l’offensive coordinator Aldo Palmas: “La partita è andata come l’avevamo programmata; in attacco non abbiamo incontrato grandissime difficoltà, ci siamo ritrovati davanti una squadra come ce l’aspettavamo. Loro sono ostici, hanno provato a metterci in difficoltà con diversi blitz ma siamo riusciti comunque a gestirli perché la linea ha giocato benissimo. Quella d’attacco è stata fondamentale per questa partita, complimenti a tutti quanti, Nicola Fadda in primis. Una volta dominata la linea di scrimmage per l’attacco è diventata una partita gestibile”.

Focalizza meglio l’andamento del suo reparto: “Partita quasi perfetta di Michele Meloni – prosegue Palmas – ma validissime le prestazioni di Roberto Agnesa e Michele Scano. Max Mandas e Federico Dessì sono stati serviti meno, ma quando entrano in campo sono una sicurezza, agendo nel posto giusto. I rookie hanno dato certezze sulla loro idoneità atta ad assemblarsi nella rotazione. Grande sorpresa, ma fino ad un certo punto, perché ce l’aspettavamo, per i due runner Davide Anedda come fullback e Federico Pili come tailback. Riccardo Pili, in versione doppio ruolo perché ha dovuto sostituire l’acciaccato linebacker Stefano Murgia, è stato determinante sia in attacco, sia in difesa”.

Visto che Nanni Polese è allergico alle interviste, Aldo Palmas fa le sue veci nel descrivere l’assetto difensivo: “A parer mio vedo il bicchiere mezzo pieno, la base di partenza su cui lavorare è veramente buona. Direi che hanno espresso un buon livello, anche se il perfezionismo di coach Nanni lo induce a vedere qualche stortura in più. C’è in effetti qualcosina da migliorare ma non sono preoccupato”.

ROBERTO AGNESA SINCERO FINO IN FONDO PUNTA AL MEGLIO

È andato a segno due volte, ma durante tutta la disputa il ricevitore Roberto “Bobo” Agnesa non si è mai sentito appagato. E lo si capisce dai contenuti di questa intervista.

Bobo, ci racconti i tuoi touchdown?

Partiamo dal presupposto che era da giorni che ci allenavamo per fare quella traccia in maniera perfetta, e così è andata. È stata un’azione sontuosa sia nel primo, sia nel secondo TD. Come ho visto il cornerback che ha fatto due passi verso di me, sapevo già che la sfida non sarebbe più stata contro di lui, ma un semplice faccia a faccia con la palla. Certo, avere la pressione della prima azione non è semplice. Ma ero convinto di quello che stavo facendo ed ero consapevole che l’avrei portata oltre quella maledetta linea. Il secondo è stato già un po’ più complicato, anche perché la safety era riuscita a leggere l’azione tanto che ha provato a recuperare, ma ero già nella mia strada verso il touchdown e anche se mi ha deviato la corsa non c’era più niente da fare”.

 

Siete felici di questo doppio successo consecutivo, potete fare cose importanti quest’anno?

Siamo contentissimi del risultato ma non ci accontentiamo e non ci montiamo la testa. Il nostro coach Tim ci ribadisce tutti i giorni che dobbiamo essere umili, ed è quello che facciamo. Nonostante queste due vittorie non sottovalutiamo nessuno. Quest’anno tutti insieme possiamo fare grandissime cose, ma sarà il campo a parlare e sono sicuro che io e i miei compagni ci alleneremo giorno dopo giorno per portare a casa il miglior risultato possibile. Vinceremo il campionato? Non lo so, ma ci sono dei buoni propositi. Sono sicuro che se non dovesse accadere arriveremo lontano. Però se continuiamo così sicuramente le squadre che affronteremo non avranno una partita semplice e soprattutto avranno un branco di lupi davanti che sono pronti a gettare sangue lacrime e sudore per portare a casa il risultato e chi lo sa magari anche la coppa.

 

Come ti sei preparato per questo campionato?

Non so dare una risposta vera e propria a questa domanda. Posso solo dire che allenarmi con questi giocatori, atleti, fratelli a fianco è una storia che non si può raccontare se non la vivi sulla tua pelle. Ci siamo allenati con costanza, tenacia, cattiveria e so per certo che non siamo neanche al 30% delle nostre capacità. Possiamo fare molto di più e ci alleniamo giorno dopo giorno per migliorarci sia a livello personale, sia a livello di squadra. Però una cosa la voglio dire. Sono contento di condividere l’esperienza con questi compagni, perché so che attorno ho gente forte che vuole avere la meglio su di tutti. È proprio per questo che anche se sono felice delle loro prestazioni io voglio dare il meglio di me stesso ed essere non solo il wr migliore della squadra, ma il migliore della lega. Sembra assurdo da dire? Beh. io darò il massimo, se serve darò anche il 200% per poter compiere questa impresa e so che se continuerò così sono nella strada giusta. In più avere questi compagni che portano ad avere una sana competizione non è per niente male. Ognuno vuole essere il più forte. Ed è giusto così.

 

L’attacco sembra che vada quasi sempre in automatico, qual è il segreto di tanta concretezza?

La risposta giusta a questa domanda è la sintonia. Oltre che giocatori di football, siamo fratelli. Ci aiutiamo davanti a qualsiasi difficoltà sia dentro, sia fuori dal campo. Giuro che un rapporto così bello e genuino non si può definire. Ci aiutiamo sempre sia nei momenti belli, sia nei momenti brutti. In più siamo fortunati ad avere un qb che sa quello che fa, che quando la squadra sta girando male se la carica sulle spalle; e soprattutto siamo fortunati ad avere una linea di attacco che è difficile trovare le parole giuste per definirla. Sono affamati, non lasciano mezzo centimetro, tra un po’ il qb ha anche il tempo di bersi un caffè prima di lanciare. Tutto quello che state vedendo è soprattutto merito loro che ogni giorno si fanno in quattro per migliorarsi.

 

Se dovessi trovare il pelo nell’uovo nella vostra magistrale prestazione, cosa diresti?

L’unico difetto sono quegli otto punti subiti. Si potevano tranquillamente evitare. In più posso dire che possiamo fare molto ma proprio molto di più. Cinquantaquattro punti sono niente in confronto a ciò che veramente possiamo fare. Non ci bastano, abbiamo fame, ci vogliamo far rispettare da tutta l’Italia e sono sicuro che dopo la prestazione di ieri abbiamo fatto capire che con i Crusaders non si scherza affatto.

 

In che maniera Tim Tobin e Aldo Palmas vi stanno aiutando a fare meglio?

I due coach sono come dei papà. Ci vogliono bene, ci fanno sentire a nostro agio e soprattutto ci motivano ogni allenamento. Hanno grandi aspettative nei nostri confronti e noi cerchiamo di soddisfarli. Però la vera forza di questa squadra non sono i coach ma, ribadisco, è l’intesa. Quando entro in campo so che attorno ho altri otto compagni che darebbero tutto per proteggermi, e io come loro. Quando sviluppiamo azioni di corsa, faccio di tutto per aiutare il mio compagno, ma dobbiamo ancora crescere molto. Sicuramente Aldo e Tim ci aiuteranno a fare grandi cose e sabato prossimo ne vedrete altre.

 

Come si sta quest’anno nella famiglia dei Cru?

Difficile da spiegare. Per me è pura magia. Ogni allenamento arrivo al campo col sorriso. Posso aver avuto anche la peggior giornata della mia vita che quando sono lì, ho già dimenticato tutto. Questa è una famiglia vera e propria. Abbiamo i papà che sono i veterani della squadra, che ci aiutano a crescere, ci danno il buon esempio e sono sempre lì pronti a dispensare consigli con la loro grandissima esperienza. Poi ci sono i fratelli maggiori, quelli che come me hanno qualche annetto di esperienza. Infine ci sono i rookie, assimilabili ai fratelli minori, che devono ancora crescere. Noi fratelli maggiori gli aiutiamo in ogni momento. Giuro che una famiglia così bella se la sogna chiunque.

 

Ultime considerazioni?

Ringrazio tutti i miei compagni per essere con me in ogni momento. Credono in me, sanno che ho delle grandi capacità e senza di loro non sarei il ricevitore che sono diventato. I touchdown di ieri li voglio dedicare ai tifosi, sono dei grandi, li adoro. Però posso dire che il touchdown alla prima azione è stato un ottimo regalo ed è stato il giusto ringraziamento per il loro supporto. Anche alla prossima speriamo di offrire emozioni uniche. La maggior parte del sudore gettato è per loro che vengono a supportarci ogni partita

 

GIACOMO USAI E IL SUO GESTO ATLETICO CHE NOBILITA LA DIFESA

 

Mancava all’appello un difensore puro. E chi meglio del defensive back Giacomo Usai poteva raccontare l’attuale stato emozionale, vista anche la sua momentanea trasformazione in attaccante di razza?

 

Giacomo, racconta l’intercetto, cosa hai provato in quegli istanti?

Ero contentissimo, naturalmente, me lo sentivo da un po’. Nel momento in cui ho realizzato di aver fatto TD ho guardato tutta la difesa che mi ha corso contro e son rimasto senza parole.

 

Giudica la tua prestazione e quella della difes

Non eccelsa, c’è sempre da migliorare con il riempimento di lacune per le quali devo lavorare e spingere per dare sempre di più. In generale definirei la difesa quasi impeccabile. Stiamo iniziando a diventare un tutt’uno sia i nove in campo, sia tutta la panchina.

 

Coach Nanni Polese era contento di voi?

Spero e credo di sì. Lui sa cosa possiamo fare e son sicuro che ci aiuterà, come ha già fatto, a colmare alcuni deficit e a farci capire bene cosa e come abbiamo sbagliato in modo che non succeda più.

 

Il TD dei Gorillas si poteva evitare?

Si. Quello era uno di quei casi dove si vedono gli errori di cui accennavo. Nonostante ciò onore a loro che nonostante tutto hanno continuato a spingere e provarci senza arrendersi.

 

Avete festeggiato molto dopo la partita?

Con alcuni ragazzi si! Ho trascorso una serata che non dimenticherò facilmente, ci siamo divertiti molto e come al solito eravamo NOI, del resto non importava.

 

Non c’è tregua, sabato arrivano i Blitz, che avversaria sarà?

Da non sottovalutare, son sicuro che ognuno di noi darà il massimo anche sabato prossimo. Anche quella sarà una partita piena di sorprese ed emozioni.

 

Sei da tanti anni nella famiglia dei Cru, che stimoli ti ha dato?

Mi ha aiutato a crescere e maturare, a capire cosa è giusto e sbagliato, a saper gestire le emozioni e a non arrendersi mai. Nei momenti bui ci son stati. Ognuno di NOI c’è sempre per l’altro.

 

Ringraziamenti?

A tutti i miei compagni, a tutti i coach e a tutti i membri della dirigenza. Però ora basta con le lodi e con i festeggiamenti, testa ai Blitz e poi testa alle trasferte. Abbiamo ancora tanto da dimostrare sia alla nostra amata isola sia a tutta l’Italia. I cru stanno arrivando e hanno fame!