
14 giorni di gara, un percorso di 9112 chilometri di cui 4601 percorsi in lotta con il cronometro: questa é stata la Dakar 2015 che ha avuto in pratica un solo protagonista, Nasser Al.Attiyat.
Nasser Al-Attiyah ha dominato e vinto la Dakar 2015 che avrebbe sempre condotto in testa senza la penalizzazione subita nella prima tappa quando ha dovuto”pagare” un eccesso di velocità in un tratto ove c’era il limite dei 50 all’ora e lui é stato “beccato” ai 60.
Al termine dell’ultima tappa, ridotta a soli 34 chilometri per le avverse condizioni meteo,per la cronaca vinta da Robby Gordon (Gordini) davanti Leeroy Poulter (Toyota) ed Emiliano Spataro (Renault), il pilota del Qatar ha ottenuto il suo secondo successo, dopo quello del 2011 con la Volkswagen Touareg, precedendo sul podio finale Giniel de Villiers (Toyota Hylux) e Krzysztof Holowczyk (Mini).
Anche in questa edizione si può parlare di dominio delle Mini che hanno piazzato quattro vetture nelle prime cinque posizioni della classifica finale delle auto e che, a parte la vittoria di Yazeed Al-Rajh (Toyota Hylux) nella ottava tappa Uyuni-Iquique, hanno conquistato tutti gli altri successi di tappa. Erik van Loon e Vladimir Vasilyev hanno completato la top 5 finale della Dakar 2015.
Notevole é stata la prestazione della Toyota Hylux che é arrivata seconda ma quasi sino alla fine ha occupato anche il gradino più basso del podio vincendo anche una tappa, unica ferita inferta alla Mini.Di sicuro merito della vettura ma forse di più di De Villers.Il pilota sud africano, un esperto della Dakar al volante di tante diverse vetture, si è ben presto reso conto che contro lo strapotere delle Mini era impossibile fare meglio di un secondo posto. Ed allora ha sempre guidato con estrema intelligenza, ha provato ogni tanto ad attaccare ma ben si è guardato da andare oltre certi limiti mettendo a repentaglio oltre che la vettura anche una classifica di prestigio.
Discorso tutto diverso per la Peugeot 2008 DKR. La Casa del Leone ha fatto il ritorno alla maratona sud americana dopo oltre un anno di lavoro e di sviluppo condotto da tre “mostri”:Sainz, Peterhansel e Despres.
La sfida era già interessante in partenza: una vettura due ruote motrici contro un esercito di trazioni integrali e la Peugeot l’ha affrontata con convinzione e dovizie di mezzi come é nel suo DNA dai tempi della 205 nel mondiale rally. Ovvero con l’imperativo di vincere. Il consuntivo a Buenos Aires non é certo entusiasmante con Peterhansel 11°, Cyril Despres 34°. Forse il bilancio avrebbe potuto essere differente se il Sainz non avesse trovato per strada in mezzo alla polvere un masso……il matador in quel momento era quarto in classifica generale.
Con i se e con i ma purtroppo le gare non si vincono. La 2008 DKR in parte la sfida l’ha vinta perchè al debutto pensare di vincere è un po’ farsi dare dei matti ma di certo a Parigi si aspettavano almeno un piazzamento tra i primi dieci se non tra i primi cinque. Pur soddisfatti un po’ di delusione se non amarezza traspare all’interno del team:
Bruno Famin, Direttore di Peugeot Sport : « Il bilancio di questa prima Dakar è necessariamente
contrastato. Come concorrenti, e tenuto conto dell’obiettivo finale conseguito, non possiamo esserecerto soddisfatti del risultato che appare sulla classifica finale.
Ma conosciamo la portata del compito da realizzare e l’obiettivo n° 1 di questa prima partecipazione era accumulare esperienza. Con due Peugeot 2008 DKR su tre al traguardo a Buenos Aires senza gravi problemi, possiamo dire di avere raggiunto l’obiettivo. Abbiamo imparato moltissime cose in tutti i campi: tecnico, sportivo, logistico. E’ un’esperienza fondamentale per il
prosieguo del progetto.
Per riuscirci, i nostri piloti e copiloti, al pari di tutta la squadra tecnica, hanno fatto davvero un lavoro eccezionale. Durante la preparazione, ci eravamo concentrati esclusivamente sull’affidabilità. Questo lavoro ha dato i suoi frutti. In termini di prestazioni, se la PEUGEOT 2008 DKR ha mostrato un potenziale certo, lottando per una vittoria di tappa in due o tre occasioni, non è ancora al livello necessario per potere ambire alla vittoria finale. Le idee sullo sviluppo non ci mancano. Alcuni lavori sono giù in corso. Adesso dovremmo definire la nostra tabella di marcia in funzione di quest’esperienza del 2015. La Dakar 2016 è già iniziata, primo debriefing questa domenica!»
Stéphane Peterhansel: « Bisogna sapere sacrificare un anno per preparare bene il successivo. Alla partenza del rally, non eravamo sicuri di superare il secondo giorno e adesso siamo arrivati al traguardo senza grossi problemi tecnici. Ho commesso anche qualche errore. Avremmo dovuto avere un miglior piazzamento in classifica generale.
La Peugeot 2008 DKR ha un grossissimo potenziale, ma in questi 15 giorni ho visto anche una squadra, dei meccanici e degli ingegneri davvero motivati per darci il massimo e questo è positivo per il futuro. Abbiamo un capitolato importante, un enorme margine di progresso. Saremo qui l’anno prossimo, a lottare per la vittoria. Questo è certo».(Pedro Gutierrez)
CLASSIFICA GENERALE FINALE:
1. Nasser Al-Attiyah (QAT)/Matthieu Baumel (FRA) Qatar Rally Team 40h.32’25”
2. Giniel de Villiers (RSA)/Dirk von Zitzewitz (DEU) Toyota All Speed +35’34”
3. Krzysztof Holowczyc (POL)/Xavier Panseri (FRA) Mini +1h.32’01”
4. Erik van Loon (NLD)/Wouter Roesegar (NLD) Mini +3h.01’52”
5. Vladimir Vasilyev (RUS)/Konstantin Zhiltsov (RUS) +3h.12’41”
6. Christian Lavieille (FRA)/Pascal Maimon (FRA) Toyota +3h.15’58”
7. Bernhard Ten Brinke (NLD)/Tom Colsoul (BEL) Toyota +3h.42’02”
8. Carlos Sousa (PRT)/Paulo Fiuza (PRT) Mitsubishi +3h.44’59”
9. Aidyn Rakhimbayev (KAZ)/Anton Nikolaev (RUS) Mini +4h.08’44”
10. Ronan Chabot (FRA)/Gilles Pillot (FRA) SMG +4h.42’36”
11. Stéphane Peterhansel (FRA)/J-P Cottret (FRA) Team Peugeot Total +5h.19’15”
……..
34. Cyril Despres (FRA)/Gilles Picard (FRA) Team Peugeot Total +15h.38’07”
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