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Dialoghi di Archeologia 2026 – giovedì 29 gennaio “Storia della prima Italia”

Il Museo Archeologico Nazionale di Chiavari ospiterà giovedì 29 gennaio alle ore 15 il primo appuntamento del ciclo Dialoghi di Archeologia 2026, l’iniziativa promossa dalla Direzione Regionale Musei Nazionali della Liguria come spazio di confronto e riflessione sui grandi temi della ricerca archeologica.

L’incontro di Chiavari sarà dedicato al volume “Storia della prima Italia”, uno dei lavori più noti di Massimo Pallottino, tra i maggiori archeologi del XX secolo e figura centrale negli studi sulla civiltà etrusca. In questo volume, edito nel 1984 e ancora oggi fondamentale punto di riferimento del pensiero archeologico, Pallottino propose, per la prima volta nella letteratura scientifica moderna, una visione unitaria della storia delle popolazioni italiche prima della loro integrazione nel mondo romano.
L’incontro metterà in luce la portata innovativa di questo testo ormai entrato a pieno diritto nella “cassetta degli attrezzi” di chi oggi si occupa delle culture dell’Italia antica, se ne discuterà la sorprendente attualità, a distanza di decenni dalla pubblicazione. Al centro del confronto non vi sarà solo il valore storico del libro, ma anche la sua capacità di offrire ancora oggi strumenti utili per leggere il passato della penisola italiana in modo critico e non semplificato.

Ospiti della data chiavarese saranno due archeologi che hanno costante contatto con il mondo dell’Italia preromana per ragioni di studio, ricerca, tutela e valorizzazione: Barbara Barbaro, funzionaria della Soprintendenza ABAP per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale e Giorgio Baratti, docente di Metodologie della ricerca archeologica presso l’Università Cattolica di Milano.
Dialoghi di Archeologia nasce con l’obiettivo di avvicinare il pubblico ai temi della ricerca attraverso il dialogo, superando la forma della conferenza tradizionale e favorendo un approccio aperto, dinamico e partecipato. Il ciclo intende proporre occasioni di approfondimento in cui i libri, le idee e le ricerche diventino punto di partenza per una riflessione più ampia sul presente.

QUANDO: 29 gennaio 2026 ore 15
DOVE: Museo Archeologico Nazionale di Chiavari, Piazza Matteotti 2 – Chiavari

PROGRAMMA
ore 15 – breve visita a più voci al museo di Chiavari, insieme ai relatori della giornata e al direttore del Museo | ingresso a bigliettazione ordinaria
ore 15.30 – incontro dedicato a “Storia della prima Italia” di M. Pallottino | ingresso gratuito

Scheda del volume
“Storia della prima Italia” di Massimo Pallottino (1984)
“Storia della prima Italia” è uno dei lavori più noti di Massimo Pallottino, tra i maggiori archeologi del XX secolo e figura centrale negli studi sulla civiltà etrusca. In questo volume Pallottino propone, per la prima volta nella letteratura scientifica di settore, una visione unitaria delle popolazioni italiche prima della loro integrazione nel mondo romano.
Il libro nasce dall’esigenza di spostare lo sguardo oltre una prospettiva romanocentrica, per restituire dignità storica e culturale al complesso mosaico di popoli che abitavano la penisola tra la fine dell’età del Bronzo e la conquista romana. Etruschi, Latini, Sanniti, Umbri, Apuli, Veneti, Greci della Magna Grecia e Galli della Gallia Cisalpina vengono analizzati come protagonisti di storie intrecciate fra loro e in costante dialogo con il Mediterraneo e l’Europa continentale.
Pallottino individua in questa “prima Italia” una tensione destinata a segnare la lunga storia del paese: da un lato la spinta verso l’unità, dall’altro la persistenza di un forte pluralismo regionale, favorito dalla stessa conformazione geografica della penisola. L’Italia come realtà politica e culturale unitaria è una creazione romana, consolidata solo in età cesariana e augustea. Prima di allora esisteva un insieme articolato di identità, lingue e tradizioni, ben percepito anche dagli antichi.
Per lungo tempo la storia preromana dell’Italia è rimasta in ombra, schiacciata dall’interesse per il mondo greco e romano e da letture ideologiche della storia nazionale. Nel corso del Novecento, grazie anche agli studi di etruscologia, si è sviluppata una nuova attenzione verso queste fasi più antiche. In questo contesto l’opera di Pallottino ha rappresentato un punto di svolta, capace di aprire nuovi percorsi di ricerca e di offrire ancora oggi spunti di riflessione di grande attualità.

I relatori
Barbara Barbaro è funzionario archeologo presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, dove è responsabile del Servizio di Archeologia Subacquea. Dirige numerosi progetti di ricerca, tutela e valorizzazione in importanti contesti archeologici terrestri e subacquei, tra cui Bolsena, Valentano, Barbarano Romano, Grotte di Castro e Cerveteri.
Laureata in protostoria europea e dottore di ricerca in preistoria, è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche, tra cui una monografia di riferimento sulla protostoria dell’Etruria meridionale.
Dirige lo scavo sommerso dell’insediamento protostorico del Gran Carro di Bolsena, sulle rive dell’omonimo lago, oggetto di recenti ricerche che hanno portato all’identificazione di un’area cultuale in stretta relazione con un villaggio palafitticolo della prima età del Ferro.

Giorgio Baratti è ricercatore e docente di Archeologia ed Etruscologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Da oltre trent’anni studia e scava i paesaggi dell’Italia preromana, ricostruendo le forme di insediamento e le attività economiche delle popolazioni antiche in relazione all’ambiente. La sua ricerca si distingue per l’uso di metodologie innovative e tecnologie digitali applicate allo studio e alla rappresentazione del territorio archeologico.

Museo Archeologico Nazionale di Chiavari