Primo lunch match della stagione, teatro è il Bentegodi di Verona per l’atteso Chievo – Lazio, i gialloblu sono reduci da una vittoria e una sconfitta, gli uomini di Petkovic viaggiano invece a punteggio pieno e sono una delle capo classifica della Serie A.
Giornata di sole e buon numero di presenze sugli spalti (rispetto agli standard italian di questi tempi, s’intende!), con una calorosa presenza di fans laziali.
Chievo (4-3-1-2): Sorrentino; Sardo, Dainelli, Cesar, Jokic; Luciano, L. Rigoni (61′ M. Rigoni), Hetemaj; Thèrèau (80′ Stoian); Di Michele (60′ Moscardelli), Pellissier.
In panchina: Puggioni, Andreolli, Viotti, Frey, Papp, Vacek, Guana, Cruzado, Samassa. All. Di Carlo.
Lazio (4-1-4-1): Marchetti; Konko (46′ Scaloni), Dias, Biava, Cavanda; Ledesma; Candreva (79′ Ederson), Hernanes, Gonzalez (66′ Cana), Mauri; Klose.
In panchina: Bizzarri, Carrizo, Ciani, Lulic, Onazi, Rocchi, Zarate, Floccari, Kozak. All. Petkovic.
Arbitro: Nicola Rizzoli di Bologna (Assistenti: De Luca, Maggiani; Assistenti di porta: Calvarese, Borriello; IV uomo: Padovan.)
Si parte di buona lena con i padroni di casa che provano subito a stuzzicare la difesa alta ed aggressiva di Petkovic con spioventi che superano il centrocampo e cercano le punte, Luciano si trova subito da solo davanti a Marchetti ma fallisce l’impatto di testa, clamoroso!
I biancocelesti sanno quel che vogliono, trascinati da un grande Hernanes e da un solido centrocampo, proprio il profeta al 5° si impossessa della sfera, si accentra e lascia partire un tiro preciso dal limite che fa carambola sul palo alla destra di Sorrentino e si infila in rete per il vantaggio degli ospiti.
Il Chievo non si scompone e prova a far male alla difesa ospite con palle lunghe per Pellissier e Di Michele, ma Biava e Dias fanno buona guardia.
La Lazio si limita a controllare ma è evidente che appena innesca i suoi avanti può scaturire il gol, ci prova Hetemaj dai 20 metri ma non trova lo specchio della porta, al 35° leggerezza di Dias che di testa serve indietro Marchetti, sulla palla si avventa Di Michele che non riesce a far meglio di tirare addosso al portiere.
Passano 2 minuti e ancora Hernanes si invola verso l’area avversaria e calcia violentemente, Sorrentino si oppone di piedi ma Klose è il più lesto di tutti ed appoggia nella porta sguarnita, 2-0 per la Lazio e terzo gol in campionato per il tedesco.
Il Chievo inizia la ripresa voglioso di recupera, Pellissier trova la linea di fondo e centra senza trovare un piede amico, La Lazio riprende subito il controllo del match e sciorna un quarto d’ora di gioco spettacolare fatto di possesso palla , mai sterile, e di accelerazioni improvvise che tengono sempre in allarme il Chievo, si salva la difesa un paio di volte, una su Mauri servito da solo in area da Hernanes.
A cavallo del 20° il Chievo fallisce tre opportunità , prima non ci arriva nessuno da uno spiovente sulla fascia, poi sul successivo corner Cesar da due passi calcia incredibilmente alto, infine MOscardelli, liberato da un liscio di Dias si presenta solo in area ma calcia a fil di palo.
Ci pensa allora Hernanes a chiudere il match, il profeta parte dalla mediana, supera un paio di avversari e, entrato in area, trafigge sul primo palo un Sorrentino non propriamente esente da colpe, 3-0 al 73° e partita in ghiaccio.
Cala l’intensità nei laziali, ne approfitta il Chievo che, sull’ennesimo calcio da fermo ottiene un penalty per una trattenuta di Klose su Sardo, batte il rigore Pellissier che accorcia le distanze.
Finisce con la netta e meritata vittoria di una Lazio che si dimostra complesso ben gestito, ricco di ottimi giocatori, ma, soprattutte con idee di gioco mai banali e di tutto interesse, se Petkovic riuscirà a convincere delle loro potenzialità i suoi uomini questa Lazio darà fastidio a tutti.
Il Chievo nulla può al cospetto di questa Lazio, ma combatte secondo copione, avendo semmai il demerito di non aver concretizzato un paio di clamorose palle gol quando la partita non era ancora decisa.
I migliori: nel Chievo Luciano e Pellissier, nella Lazio Hernanes e Biava.
Giuseppe Floriano Bonanno






