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Disorganizzazione nel ritiro dei biglietti per Italia Danimarca

Mi sono trovato per lavoro a Milano la sera del 16 ottobre, in occasione della partita valida per le qualificazioni mondiali Italia – Danimarca.

Essendo appassionato tifoso della nazionale e disponendo quindi della card del tifoso per gli azzurri, Vivoazzurro, ho acquistato il biglietto, con le riduzioni previste per i possessori di card, sul sito autorizzato alla prevendita, che prevedeva o la consegna a mezzo corriere espresso, con aggravio di spese, o con il ritiro presso la biglietteria nord dello stadio, scegliendo quest’ultima opzione.Ebbene quando sono arrivato in zona stadio, verso le 20, ho avuto la spiacevole sorpresa di vedere i botteghini, neppure tutti aperti, con in attesa delle file immense.A parte la divisione degli sportelli: 4 che servivano le lettere dalla A alla L e quatrro dalla M alla Z, tutto il resto, secondo costume italiano, è stato lasciato all’improvvisazione nella disorganizzazione e nel caos più assoluto.La cosa drammatica era naturalmente la fila all’italiana, senza alcun ordine e quindi tutta uno spingi spingi, ed una lotta, per mantenere la posizione e, possibilmente, avanzare. Il peggio è stato che oltre a non disciplinare la fila, sarebbe bastato il classico percorso a serpentina che si vede ovunque ci sia un minimo di organizzazione, non era previsto neppure un percorso d’uscita per chi alfine era riuscito a ritirare l’agognato biglietto.Morale della favola avvicinandosi al botteghino la situazione diveniva sempre più caotica e pericolosa, con la massa che spingeva da dietro, con l’approssimarsi dell’inizio del match, e chi era in uscita che nuotava a ritroso per aprirsi un varco ed uscire.Vi assicuro che ho passato davvero un brutto quarto d’ora, ai limiti del panico, nella ressa più incombente tra gente che spingeva davanti per uscire e da dietro per avvicinarsi al botteghino.E’ stata dunque una vera liberazione percorrere la fila a ritroso, spingendo e spostando gente, per ritornare a respirare aria e ad avere spazio, dopo aver ritirato il biglietto.
Naturalmente tutto cio’ mi ha fatto entrare allo stadio in ritardo dopo l’esecuzione degli inni, che per le partite della nazionale è un po’ come mangiare le fragole senza panna a Wimbledon, e 4 o 5 minuti dopo il calcio d’inizio.
Fortunatamente ha poi prevalso l’amore per gli azzurri ed il calcio e mi sono così potuto godere una bella partita , ben giocata da entrambe le compagini e condita da 4 gol di pregevole fattura.Sottolineo con un po’ di amarezza tuttavia come San Siro fosse pieno per metà, con una folta rappresentanza di fans danesi, sintomo di un mai sbocciato amore per la maglia azzurra del tifoso medio italiano, pronto ad incendiarsi solo per le partite dei club, ma piuttosto freddino nei confronti della nazionale, come la nostra esperienza di tifosi al seguito dell’Italia, in occasione di europei e mondiali, testimonia!
Spero che nelle prossime occasioni chi vende i ticket abbia l’accortezza di prevedere il biglietto elettronico con annesso codice a barre, cosa semplice e già usata in altre occasioni e manifestazioni, se non si vogliono perdere anche i pochi tifosi che ancora credono nel calcio visto allo stadio…..giuseppe floriano bonanno