«Siamo fiduciosi» – commenta la Denunciante Aleksandra Matikj, Presidentessa del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” – «Dopo la condanna in primo grado dal Tribunale di Savona (con una condanna di 4mila euro di multa emessa dal Giudice Francesco Giannone) e, successivamente anche in secondo grado dalla Corte d’Appello di Genova, siamo sicuri che finalmente possa essere condannato in via definitiva per quell’Ordinanza, firmata nel 2015, che vietava l’ingresso e la permanenza nel Comune di Alassio a chi è di nazionalità Africana, Asiatica o Sudamericana per motivi igienico-sanitari, se non erano in grado di documentare con un certificato sanitario il loro essere immuni di ogni malattia infettiva.
Inoltre, per lo stesso fatto è stato querelato altresì dalle associazioni fra cui Arci, ASGI, Avvocato di Strada onlus, Federazione Regionale Solidarietà e Lavoro onlus ottenendo, anche loro, le nette condanne per discriminazione, la prima presso il Tribunale di Genova, la seconda in Corte d’Appello: per aver adottato delibere che, prospettando inesistenti ragioni sanitarie, vietavano l’accesso nel Comune agli stranieri.
Ci rendiamo conto anche oggi» – continua la Matikj – «di quanto quella misura non sarebbe servita a nulla, visto che l’unica soluzione, in caso di pandemie come quella attuale del Covid-19, era non solo il controllo di tutti i passeggeri in entrata nel nostro Paese, agli aeroporti e alle Dogane, ma tenere in stato di rigida quarantena chi è già infettato: tutte misure di sicurezza che anche il governo italiano ha prontamente in effetti adottato quest’anno.
In ogni caso, le misure di sicurezza in ogni Paese del mondo andrebbero rispettate da parte di ciascuno, non soltanto sulla base della nazionalità.
Le ordinanze come quella di Alassio e le politiche di estrema destra hanno creato il caos in Liguria. Per questo le discriminazioni e le istigazioni, tutte, vanno fermate per cui cogliamo l’occasione innanzitutto per ringraziare sentitamente il Palazzo di Giustizia di Savona che ha dato un coraggioso esempio, anche nel rispetto della Costituzione italiana e dell’uguaglianza.»





