Come sono gli abiti del leader mondiale nell’interactive fashion, i tecno-pizzi sostituiranno quelli di Fiandra e Cantù, i led potranno cancellare la preziosità di paillettes cucite una per una, quali direzioni sta prendendo la slow fashion?
Tutto questo a Dreamers, progetto dedicato alla moda indipendente di ricerca che, in occasione della sua seconda edizione, diventa guest project di Operae. Independent design fair entrando a far parte di Contemporary Art Torino, il più importante evento italiano dedicato alla sperimentazione contemporanea.
“La moda e le produzioni a essa collegate rappresentano un importante settore della nostra cultura: Dreamers, grazie a un programma vario e di grande qualità, ha la capacità di indagare e far emergere questo valore aggiunto fondamentale, tanto per le produzioni del Made in Italy quanto per altri ambiti, in primis nel turismo – dichiara Antonella Parigi, assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte. Una manifestazione che, per questa sua seconda edizione, rientra all’interno Contemporary Art Torino, contribuendo a definire la moda come vero e proprio terreno di contaminazione e di dialogo con l’arte contemporanea”.
Questa nuova edizione guarda al futuro offrendone diverse interpretazioni e punti di vista, ma con una caratteristica costante che collega curatrici e designer, esperti e manifatture, percorso espositivo e commerciale, talk e workshop: la sostenibilità, intesa come unione di etica ed estetica. Se nel mondo del food se ne parla da anni e ha già cambiato molte delle nostre abitudini alimentari, da qualche tempo anche nella moda è un tema di grande interesse e attualità. Sostenibilità significa attenzione per l’impatto ambientale, ma anche per le condizioni di lavoro, significa ridurre gli sprechi nella produzione, ma anche nel consumo, significa scegliere materiali e tinture sicuri per la nostra salute, superare il concetto di fast fashion e di capi a basso costo che durano una sola stagione, significa anche riscoprire il valore dei materiali e delle lavorazioni per iniziare a comprare meno, ma meglio. Le curatrici di Dreamers lavorano da anni con la moda indipendente per valorizzare la creatività e le eccellenze produttive, ma anche per proporre un nuovo modo di vivere la moda. Dice Ludovica Gallo Orsi “è importante cominciare sin da bambini a riappropriarci del valore di quello che ci mettiamo addosso, a sceglierlo e prendercene cura, a conservarlo, capendo quale lavoro stia dietro a ogni capo, rinunciando a correre dietro alle collezioni, prediligendo i materiali, le tecniche, combattendo l’omologazione”. “È un discorso di sostenibilità che deve coinvolgere i consumatori -prosegue Barbara Casalaspro- ma è anche la riscoperta del vero senso del Made in Italy, quello fatto di eccellenze creative e manifatturiere, della tracciabilità, della filiera corta, un know how unico che contraddistingue il nostro paese”.
Seguendo questo fil rouge, il programma della nuova edizione di Dreamers affianca un percorso espositivo a un’esposizione fieristica, progetti speciali, talk e workshop sviluppando il tema Future Memories, una riflessione sulla relazione dinamica tra la memoria e il futuro. Il tempo della moda non e? lineare, ha un rapporto simultaneo con il passato e il futuro, tra elementi momentaneamente dimenticati e nuove e personali visioni che il designer porta in superficie. Attraverso la creazione di un immaginario multidisciplinare di capi e progetti sospesi tra la memoria e una possibile prossima realtà, la moda propone visioni del futuro e una riflessione sul futuro della moda nel quale si intrecciano persone ed esperienze, mutamenti economici e sociali, ambiente e sostenibilità.
Dreamers seleziona talenti della nuova scena indipendente: fashion designer, studi e atelier portatori di nuovi valori produttivi, economici e narrativi. Ne emerge il racconto della moda e dei suoi linguaggi tra contaminazioni disciplinari, progettualità e innovazione, cura del dettaglio in ogni fase di produzione, ricerca estetico-formale, sperimentazione di nuovi materiali e tecnologie, rivisitazione di tecniche tradizionali.
Dreamers propone un racconto del futuro, da più punti di vista, interrogando innanzitutto i Millennials, rivolgendosi poi ai fashion designer e alle manifatture d’eccellenza. Dreamers indaga con loro la relazione tra creatività e materiali, progettualità e produzione, la contaminazione tra artigianalità e nuove tecnologie. Ad affiancare l’approccio tecnico, sarà quello ludico della fashion technology che si conclude con un abito interattivo di Cute Circuit, leader mondiale nell’interactive fashion.
L’esplorazione del futuro della moda e della moda del futuro prosegue nei talk e nei workshop. Paolo Ferrarini, cool hunter, docente e content curator specializzato in design, moda, tecnologia e comunicazione, indagherà le nuove tendenze; un laboratorio curato dalla Fondazione Ferragamo coinvolgerà i più piccoli nell’ideazione della scarpa del futuro, in cui i bambini potranno immaginare nuove forme, nuove tecnologie, nuovi materiali e inventare il loro personale modello utilizzando materiali sostenibili.
Ogni tappa di questo percorso coinvolge nomi prestigiosi e competenze d’eccellenza:
1. LA CAMICIA BIANCA DEL FUTURO in collaborazione con la Fondazione Gianfranco Ferré
Lo sguardo dei millennials re-interpreta un’icona senza tempo
Agli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, sotto la guida del prof. Sergio Venuti, e del NABA coordinati da Colomba Leddi è stata affidata un’icona di stile senza tempo, la camicia bianca. Rita Airaghi, direttore della Fondazione Ferré, ha introdotto le tematiche sviluppate da Gianfranco Ferré intorno a questo capo, paradigma del suo stile in oltre tren’anni d’attività. Gli studenti sono stati chiamati a proporre la propria visione di futuro elaborando progetti originali attraverso elementi stilistici e materici visionari.
Dreamers proporrà i lavori degli 8 finalisti, selezionati dalla giuria presieduta da Rita Airaghi.
2. PIEMONTE ROOTS&ITALIAN MAKING con il contributo di Unione Industriale Biellese in collaborazione con ATL Biella
Incontri sperimentali tra eccellenze tessili piemontesi e la creatività dei designer italiani
Dreamers ha promosso l’incontro tra imprese e fashion designer, un dialogo virtuoso tra competenze diverse per realizzare un progetto unico che coniuga e mette in relazione storie territoriali e creatività della nuova scena italiana, artigianalità, ricerca e innovazione.
Botto Giuseppe, Bracco Filati, Ferla, Guabello, Piacenza, Sordevolo, Subalpino e Ubertino, eccellenze tessili del territorio biellese riconosciute a livello internazionale per qualità e innovazione, hanno affidato i propri tessuti a designer italiani selezionati quali serien°umerica di Maria De Ambrogio e Stella Tosco, Flapper di Geneviève Xhaet, Colomba Leddi e Francesco Ballestrazzi con le omonime etichette, Marvielab di Maria Vittoria Sargentini, A-LAB MILANO di Alessandro Biasi e infine Eleonora Arcari e Maria Sole Ferragamo.
Dreamers accoglierà i risultati di questo incontro tra l’estro creativo dei fashion designer e i pregiati tessuti biellesi, pezzi unici che potranno essere acquistati attraverso un’asta in progress il cui ricavato sarà devoluto alla Fondazione Cecilia Gilardi che opera nell’ambito della formazione giovanile, per finanziare tirocini e/o borse di studio nel settore.
3. MODA FUTURIBILE un progetto di DYLOAN STUDIO
Immaginazione e nuove tecnologie, artigianato e innovazione
Dreamers presenta un progetto di ricerca trasversale e interdisciplinare, che coinvolge l’intera filiera produttiva della moda: dai designer alle filature, dai maglifici alle aziende manifatturiere specializzate nell’utilizzo di nuove tecnologie. Dyloan Studio, realtà che insieme a Bond Factory, dal 1987 si occupa di ricerca, progettazione e produzione nei campi della moda, dell’arte e del design, in collaborazione con alcuni designer italiani e internazionali, ha sviluppato manufatti che sono l’espressione dei know how e delle sinergie progettuali con le aziende produttive e che uniscono innovazione e immaginazione, etica ed estetica. Questi risultati ottenuti rappresentano soluzioni alternative per l’ottimizzazione di servizi, per la realizzazione di nuovi prodotti e per lo sviluppo di nuovi segmenti di mercato.
Gentucca Bini, Carlo Volpi, Richard Quinn, Jessica Leclère, Matilda Nordberg e gli altri stilisti coinvolti si sono confrontati con processi tecnologici applicati al mondo del tessile: la termosaldatura, il taglio laser, la saldatura a ultrasuoni, la termoformatura, la laminatura, la maglieria 3D, lavorazioni che non si oppongono, ma si aggiungono alle più tradizionali tecniche artigiane, offrendo nuovi stimoli ai creativi.
4. INTERACTIVE FASHION in collaborazione con CUTE CIRCUIT
Dreamers porta in scena un abito della prima azienda al mondo a portare gli ultimi ritrovati tecnologici nel mondo della moda, pioniera di una tendenza che ha dato il via a una vera e propria rivoluzione capace di offrire nuovi spunti e fonti d’ispirazione a tanti stilisti.
Cute Circuit è stata fondata nel 2004 dall’italiana Francesca Rossella, con solide esperienze nel mondo dell’alta moda, e da Ryan Genz, tecnologo specializzato in design e antropologia. A farli incontrare è stata un’eccellenza italiana: l’Interaction Design Institute di Ivrea (IDII), dove ricercatori di tutto il mondo esplorano le potenzialità della tecnologia nel cambiare la vita delle persone. Convinti che l’interazione non debba limitarsi allo schermo, ma che debba coinvolgere il mondo reale attraverso interfacce fisiche, sono riusciti a coniugare perfettamente la moda con le nuove tecnologie. Cute Circuit abbina e integra micro-tecnologie, tessuti tecnologici e interattivi, elettronica tessile e microelettronica, microsensori e led con tessuti di altissima qualità, artigianalità d’eccellenza, processi produttivi etici e puliti.
Lavorando con dispositivi interattivi che reagiscono al movimento e modificano gli indumenti, ma anche elementi dei social media nella funzionalità applicativa delle linee Haute Couture come nel prêt-à-porter, Cute Circuit paradossalmente sposta l’attenzione sull’aspetto umano, sottolinea il potenziale di sviluppo delle relazioni interpersonali attraverso abiti che diventano schermi e strumenti per condividere emozioni e amplificare le connessioni.
L’abito in mostra, realizzato per l’attrice Nieves Alvarez e mai esposto in Italia, aggiunge alla naturale luminosità della seta nera dettagli laser e luci cangianti, controllati da un app che consente ai visitatori di scegliere immagini e decori. L’interazione con un account Twitter permette a tutti i messaggi associati ad un determinato hashtag di interagire in tempo reale con i Led, trasformando l’abito in uno schermo interattivo.
Dal 3 al 5 novembre 2017 – Preview 2 novembre 2017
dreamerstorino.it – facebook/dreamerstorino – instagram/dreamerstorino
Un progetto di Barbara Casalaspro e Ludovica Gallo Orsi
Prodotto da BOLD srl
Col sostegno di Regione Piemonte
Partner Unione Industriale Biellese
In collaborazione con Cute Circuit-London; Dyloan Studio; Fondazione Ferragamo; Fondazione Gianfranco Ferrè
e con Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, NABA Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, ArtEnfant, ATL Biella
Charity partner Fondazione Cecilia Gilardi






