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Due interrogazioni sull

Luigi Morgillo (Pdl):  

Questa mattina il consigliere regionale Luigi Morgillo (Pdl), vicepresidente dell’Assemblea legislativa della Liguria, ha presentato due interrogazioni sull’ospedale di Sarzana, che riguardano in particolare la chiusura, avvenuta da tempo, del punto nascita, al quale avrebbe dovuto corrispondere il potenziamento dell’ ortopedia.

«In realtà questo potenziamento non è avvenuto» protesta Morgillo, che in uno dei documenti presentati punta l’indice contro «il continuo depotenziamento del reparto di ortopedia di Spezia e Sarzana, che nel 2011 ha visto diminuire l’organico di due medici e nel 2012 sono previste ulteriori riduzioni di medici ed infermieri». A tal proposito il consigliere ricorda che la Asl 5 ha più volte richiesto, inutilmente, deroghe alla Regione per assunzione di medici ortopedici e di infermieri per poter garantire il servizio sia a Spezia che a Sarzana.

A rendere ancor più grave la situazione, secondo Morgillo, il fatto che la Asl 5 ha recentemente programmato la chiusura del reparto di ortopedia di Sarzana dal 15 giugno al 15 settembre. «Mi pare che questa decisione la dica lunga sul potenziamento…», commenta ironicamente il consigliere, il quale chiede alla giunta quali iniziative intenda mettere in atto per evitare un ulteriore indebolimento dell’ortopedia di Sarzana e come intenda evitare l’allungamento delle liste di attesa per gli interventi di ortopedia.

Morgillo nella seconda interrogazione pone, invece, l’accento sulla “fughe” verso la Toscana delle partorienti, provocata proprio dalla chiusura del punto nascita sarzanese, alla quale non è corrisposta alcuna “contromisura”. «A questa chiusura – si legge nell’interrogazione – avrebbe dovuto corrispondere un potenziamento dei servizi territoriali, in particolare una nuova organizzazione del percorso nascita prendendo in carico le donne in gravidanza e la coppia per accompagnarle fino al parto e, successivamente, fino al primo anno di vita del bambino svolgendo una funzione di assistenza, sostegno e ascolto attraverso la presenza di personale medico, ostetrico e infermieristico nel distretto territoriale di Sarzana». Nel documento il consigliere chiede a quali strutture si sono rivolte le circa 500 partorienti della Val di Magra e quali nuovi servizi territoriali siano stati attuati a Sarzana per il percorso nascita.

Chiarisce Morgillo: «Con le mie interrogazioni non intendo certo fare della sterile e inutile polemica: la situazione ha provocato più volte le rimostranze del sindaco di Sarzana e del consigliere regionale del Pd, Alessio Cavarra». E aggiunge: «E’ stato, innanzitutto, un grave errore aver accettato la chiusura del punto nascita senza garanzie reali sull’attivazione di altri servizi. Ma adesso devono emergere con chiarezza le responsabilità di quanto sta accadendo. Per questo sto chiedendo informazioni. Quando avrò i dati certi, promuoverò azioni contro l’Asl, se sarà sua responsabilità, o contro la Regione, ed in particolare contro l’assessorato alla sanità, se si dimostrerà, come sembra, che le responsabilità siano da addebitare alla mancata deroga per l’assunzione di personale, che avrebbe dovuto garantire i servizi più volte annunciati e promessi».