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E’ PARTITO IL MONDIALE DI AQUABIKE

alberto-monti2

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Pronti a scattare. Per il Mondiale della F1 motonautica, che meno di tre mesi fa aveva concluso la stagione 2013 sulle acque del Vicino Oriente (Doha, Abu Dhabi e Sharjah) consegnando al piacentino Alex Carella il terzo titolo iridato (consecutivo), è di nuovo tempo di cominciare il cammino.

Appuntamento: da giovedì a sabato, sempre nella capitale del Qatar. Anzi, no: si è già cominciato, visto che il marchio H2O Racing gestito da Nicolò di San Germano e Family, tra domani e mercoledì è alle prese con la Nations Cup – c’è ancora l’Italia-Motorglass gestita da Francesco Cantando con le due barche affidate di nuovo al veneto Stefano Paoletti e al milanese Marco Gambi – mentre ha appena lasciato alle spalle un (felice) weekend arabo con le prove iridate dell’Aquabike.
Un bell’ambiente, tra Runaboat, Ski Division e Freestyle, ricco di tante facce sorridenti che, a quanto pare, ha una sua formula senza la quale non si vince: la famiglia. Felici, uniti e vincenti, sennò non se ne parla. Astenersi vagabondi e scansafatiche, visto che anche i giudizi di gara e di soccorso (motorizzati, ovviamente) costituiscono, in pratica, una famiglia di fatto, con l’infaticabile Stefano Famiglia a dirigere il traffico e gli uomini del gruppo.
Poi le famiglie vere. Roc e Nac (Florjancic), fratelli sloveni di Maribor con licenza croata che dominano da anni il Freestyle. Un regno, il loro. Anzi: un impero, incontrastato da anni e anni. Spesso gareggiando anche a… testa in giù, con i pensieri e le emozioni che volano tra le nuvole.
Poi Tiago e Rui (Sousa), portoghesi di Barcelos diretti dal fratello maggiore che «fanno famiglia» con gli uomini (Jeremy) e le donne (Marta Mafy Sorrentino) del Team Perez. E il gruppone francese della famiglia Poret, originario della Rhone Alpes e adesso frammentatosi tra Beynost, Montuel e Uzés che, tra mamma (e nonna) Nathalie, nonno, figli e nipoti, quando si muove deve come minimo affittare un pullman.
Già, i figli. Trovatela voi una famiglia che partecipa contemporaneamente a un evento sportivo di caratura mondiale con quattro fratelli. Con i Poret è roba affrontata tutti i giorni tra colazione, pranzo, cena e pappe. E i risultati sono all’altezza, iridati. Mickael, tanto per cominciare, è il campione del mondo in carica nella Ski Division (titolo arrivato, in verità, un po’ fortunosamente lo scorso anno anche ai danni del nostro Alberto Monti), mentre il fratello maggiore, Jeremy, di titoli ne aveva già messi in cantiere due.
Poi si è concesso un anno sabbato da dedicare (ovviamente) alla famiglia e adesso ha fatto il gran rientro: sue le prime due gare del 2014 appena disputate sulla Corniche di Doha. In coda i fratellini, Morgan e la coccolatissima Estelle: per adesso guardano e imparano.
Ma è già tempo di riassunti. Per ricordare, appunto, la Marsigliese che suona all’impazzata come se fossero note da hit parade, i pugni chiusi di Mattia Fracasso a cui evidentemente piacciono o piacevano I Ribelli (roba del 1967, una cover «non dichiarata» di un grande successo di qualche anno prima, ovvero «When a man loves a woman» di Percy Sledge) un podio rifiutato (da Marta Mafy Sorrentino) e un podio su cui Alberto Monti non è neppure salito.
Da dove cominciare? Per parlare solo di Gara-2, ci servirebbe una pagina di giornale. Qui, invece, dobbiamo farla in fretta. Con i vincitori. Quelli di tappa: i francesi Teddy Pons (Runaboat), Jeremy Poret, e Jennifer Menard (Ski Division) e lo sloveno Roc Florjancic (Freestyle).
Quelli del weekend: i transalpini Cyrille Lemoine (Runaboat) al quale si sono affiancati, per il bis, Jeremy, Jennifer e Roc. Sul podio in rosa, nel giorno della festa della donna, al fianco di Jennifer e di Estelle Poret, non è salita però la sarda di Roma, Marta Mafy Sorrentino: «Non mi bastava essere terza; sono stata sorpassata in regime di bandiera gialla, ma quelli dell’Uim hanno fatto finta di niente. E allora si, per protesta nei loro confronti, ho deciso di non partecipare alla premiazione».
Sul podio ci è andato una volta anche Alberto Monti (per il secondo posto nello slalom parallelo notturno di venerdì, prova non valida per il Mondiale) mentre, al suo posto, con il terzo posto in saccoccia, per quel che riguarda la Ski Division iridata, ci era salito lo spagnolo Nacho Armillas Guardiola, poi squalificato per una sponsorizzazione non conforme ai regolamenti (ci viene da ridere).
Ad Alberto l’hanno detto nel paddock, sotto la tenda, mentre già stava impacchettando moto e materiale da rispedire in Italia dove, per altro, all’Idroscalo di Milano (6-8 giugno) è in programmata la prossima gara. Da dire che lo statunitense Chris MacClugage, che stava dominando la prova, è stato tradito, a un giro dalla fine, da una candela, mentre un avvio a razzo era stato anche quello del vicentino Mattia Fracasso, a sua volta costretto allo stop dalla rottura del motore proprio mentre era al comando.
Tanti, ma proprio tanti, i pugni chiusi, appunto, riservati alla sua moto con il numero 8 sulla livrea. Il vicentino, fortunatamente, non ne ha fatto un dramma: «Tutta rabbia che mi servirà per rifarmi a Milano». Dichiarazioni (belle) che non ascolti in tanti altri appuntamenti sportivi in giro per il mondo. (Massimo Ciuchi)
Mondiale, la situazione dopo il primo appuntamento iridato della stagione (due gare) – Runaboat: 1. Lemoine (Fra) punti 45; 2. Pons (Fra) 38; 3. Al Sharshani (Qat) 26; 4. Al Haidus (Qat) 23; 5. Akerblom (Sve) 22. Italiani: 7. Mattia Fracasso 16; 9. Lorenzo Benaglia 13; 13. Gianluca Santi Amantini 8.
Ski Division: 1. Jeremy Poret (Fra) punti 50; 2. Tiago Sousa (Poe) 36; 3. Caumont (Qat) 24; 4. Alberto Monti (Ita) 24; 5. Mickael Poret (Fra) 21; (…) 12. Nicola Piscaglia (Ita) 9; 21. Marco Lobina (Ita) dns. Ski Division Ladies: 1. Menard (Fra) punti 50; 2. Estelle Poret (Fra) 36; 3. Marta Sorrentino (Ita) 36.
Freestyle: 1. Rok Florjancic (Slo) punti 50; 2. Nac Florjancic (Slo) 40; 3. Al Kuwari (Qat) 32; 4. Valerio Calderoni (Ita) 23; 5. Al Abdulla (Qat) 21; 6. Roberto Mariani (Ita) 20.

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