Il 2013 sarà più nero per l’economia Ligure rispetto al Nord Ovest e al resto d’Italia.
È quanto emerge dalle poco rassicuranti previsioni dell’osservatorio regionale dell’artigianato su dati Prometeia Calcolo che fotografano un Pil in calo nella nostra regione dello 0,5%, rispetto alle più contenute diminuzioni (-0,1%) del Nord Ovest e del resto d’Italia (-0,3%). «Anche se l’annus horribilis sembra alle spalle – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – il 2013 non promette nulla di buono. A soffrire saranno ancora e soprattutto i settori delle costruzioni, in fase di stallo quasi totale, l’industria in caduta libera e i servizi».
Nel 2012 l’economia ligure ha perso 2,3 punti percentuali, in linea con il Nord Ovest (-2,2%) e con il resto d’Italia (-2,4%). I risultati negativi del 2012 sono da attribuire alle pessime performance dell’industria (-5,8%) e delle costruzioni (-6,5%), ma anche se più moderate dei servizi (-1,5%) che perdono in tutti casi più terreno rispetto all’Italia e al Nordovest in particolare. Le maggiori difficoltà del 2013 saranno determinate da ulteriori contrazioni nell’industria e nei servizi. «Anche l’export, settore tradizionalmente trainante dell’economia ligure – dice Grasso – avrà una ripresa lenta con una previsione di crescita dell’1,7% rispetto al 2,5% del Nord Ovest e del 2,3% del resto d’Italia».
I risultati negativi del 2012 sono in parte imputabili anche al mancato assorbimento dall’estero dei prodotti liguri (-0,3% l’export), in controtendenza rispetto a Nordovest e Italia.
«Il 2013 potrebbe essere un anno di transizione per il Paese – dice Grasso – ma per la Liguria potrebbe profilarsi come preludio di un 2014 che rischia di affossare decine di piccole imprese. Infatti, dalle previsioni, il prossimo anno si dovrebbe assistere a una lenta ripresa in Italia con un +1,4% del Pil, trainato dall’industria (+2%) e dai servizi (+1%). In Liguria, invece, il recupero atteso per il 2014 dovrebbe essere meno robusto (+0,9% contro +1,4%)».
L’attesa ripresa per il Paese e per la Liguria in particolare potrebbe farsi attendere fino al 2015, quando il Pil per la nostra regione dovrebbe raggiungere il +1,3%, l’industria il +1,9%, le costruzioni il +1,5% e i servizi il +1,2%. «La voce più rassicurante per il prossimo biennio è senza dubbio quella dell’export – commenta Grasso – che nel 2015 dovrebbe toccare quota + 4,3%. Tuttavia, occorre osservare che saremo pur sempre sotto le previsioni del Nord Ovest (+4,9%) e dell’Italia (+4,8%). In questo quadro, la Liguria rischia di affermarsi come “cenerentola del Nord Italia†e gli effetti saranno soprattutto sull’occupazione». Le conseguenze della stagnazione dell’economia, infatti, si trasmettono anche alla situazione del mercato del lavoro, che a fine 2012 ha registrato per la Liguria una flessione del tasso di occupazione al 39,6% contro una sostanziale stabilità del Nordovest, e una parallela crescita della disoccupazione a superare il 9%, aumento superiore a un punto percentuale rispetto all’Italia occidentale (8,1%). Per il 2013 il tasso di occupazione in Liguria dovrebbe mantenersi più stabile, ma la disoccupazione non si arresterà (+10,3%), aumentando ulteriormente il gap con il Nordovest (8,6%).
Sul fronte delle famiglie, il 2012 ha segnato per la Liguria una flessione dei consumi pari al -3,5%, in linea con Nordovest e Italia, così come la prevista flessione per il 2013 (-1,2%) e il leggero recupero solo nel 2014 (+0,6%). Il 2012 ha registrato l’impoverimento in termini reali delle famiglie liguri, con una diminuzione del reddito disponibile del -2,4% (più ampio di Nordovest e Italia). Nel 2013 si parlerà , più che di recupero, di arresto della flessione (+0,8%).





