
Lo abbiamo scritto che era in arrivo un ribaltone all’interno della Squadra Corse alla luce delle ultime deludenti prestazioni.
Puntualmente è arrivato. Il decisionismo del presidente Montezemolo ha bruciato i tempi. Poco importa se il tutto è stato “addolcito” dalle dimissioni spontanee di Stefano Domenicali puntualmente ringraziato dal Presidente..”per aver anteposto gli interessi della Ferrari”.
Sinceramente siamo stati presi persino contropiede perché se ribaltone doveva essere era molto più logico attendere il ritorno dal Gran Premio in Cina.
Altrettanto sinceramente, pur avendolo spesso criticato, siamo dispiaciuti per Domenicali. L’oramai ex team principal non meritava di essere il capo espiatorio di un malessere che ha radici ben più profonde.
Di certo sette anni al vertice di un team come la Ferrari non sono bruscolini.Periodi di permanenza ben inferiori hanno distrutti personaggi molto più “robusti”.
Senza dubbio Domenicali degli errori li ha commessi nella campagna “acquisti” puntando su personaggi di buona fama ma del cui valore la Ferrari non sa proprio che farsene e i risultati lo confermano.
Di tecnici come Allison o Pat Fry il mondo è pieno e di certo in casa nostra ce ne sono di migliori ma non li si da cercare o non li si sa valorizzare se sono già all’interno.
Che fine ha fatto il famoso progetto di far crescere e lanciare i giovani della scuola Ferrari? Con l’uscita di Domenicali anche quel progetto finisce nel…dimenticatoio sempre che lo stesso Domenicali e la Ferrari ci avessero mai creduto.
Dubitiamo però che le dimissioni di Domenicali siano la panacea di tutti i mali. La F14 T sembrava a gennaio e febbraio una monoposto riuscita bene anche se non velocissima… “Non ci interressa la prestazione ma l’affidabilità” andavano ripetendo i tecnici al termine di ogni giornata di test. Giustissimo …teoricamente.
Alla prova dei fatti però la monoposto non solo non ha mai fatto progressi ma ogni volta ha accusato nuovi problemi per cui non solo è da rivedere il complesso power unit ma anche tutto il pacchetto aerodinamico. Poi nei giorni scorsi un episodio che è passato inosservato e “annacquato” dai media più attenti, pochi per la verità. I test in Bahrain, nei giorni successivi alla gara, sono stati bruscamente per via di un grave problema al telaio (cedimento?) su cui la stessa Ferrari ha steso un velo…..
Forse proprio questo episodio è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e perdere la pazienza al Presidente che all’immagine del Cavallino tiene più di qualsiasi altra cosa, anche della tentazione…politica.
E allora? Domenicali che in sette anni ci ha messo sempre la faccia per coprire errori di altri ha avuto il coraggio di dimettersi, e gli altri i veri responsabili tacciono?
Morto il re, w il re….racconta un vecchio detto. Non si saranno vuoti di potere perché Montezemolo ha subito ufficializzato il nome nuovo a testimonianza che si tratta di una decisione presa da qualche giorno.
Da martedì 15 aprile inizia l’era di Marco Mattiacci: persona degnissima, gran conoscitore del mercato dell’auto e del mercato americano che è terra di conquista della Ferrari.
Non ci risulta però che abbia mai frequentato il mondo della F.1 o abbia mai diretto un team. Da venerdì in pista chi prenderà le decisioni? Chi avvallerà le strategie di gara magari dovendosi confrontare con Alonso e Raikkonen?
Se Mattiacci è così bravo, pare riscuota l’incondizionata fiducia del Presidente, non sarebbe stato meglio affiancargli un personaggio “scuola” che lo accompagnasse almeno nei primi passi? In Di uomini di fiducia e di assoluta fedeltà gli armadi del Cavallino sono pieni, c’è solo l’imbarazzo della scelta! Salvo che non sia una scelta “ponte” in attesa di pescare il jolly……. (Franco Liistro)
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