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Edilizia pubblica, la proposta di Gioia: “Commissione speciale per le politiche abitative”

«È necessario intervenire con urgenza per mettere la parola fine al vergognoso fenomeno delle occupazioni abusive degli alloggi Erp che oggi penalizza migliaia di famiglie genovesi in attesa da anni di un canone calmierato, circa 4000 in tutto il territorio comunale».

Così interviene Alfonso Gioia, capogruppo dell’UdC in Comune a Genova, che questa mattina a Palazzo Tursi durante la commissione VII Welfare sul tema dell’occupazione abusiva degli alloggi Erp-Edilizia residenziale pubblica ha lanciato la proposta di “istituire una commissione speciale per le politiche abitative che abbia il compito di censire e monitorare le problematiche relative alla casa”.

«A causa della crisi e al numero sempre crescente di chi ha perso il lavoro – dice Gioia – a Genova riscontriamo, dal 2008 a oggi, un aumento del 70% di nuovi poveri. Famiglie che si trovano sulla soglia dell’indigenza e che quindi hanno un urgente bisogno di abitazioni a canone calmierato. Purtroppo, il diritto alla casa sancito dalla Costituzione non può essere assicurato oggi dal Comune anche a causa del dilagare dell’occupazione abusiva degli alloggi. Un fenomeno che non può più essere tollerato perché oltre a privare le tante famiglie oneste disposte a pagare con regolarità un affitto calmierato, è un pessimo segnale per la collettività perché tollera, di fatto, chi non rispetta le regole e la più basilare legalità. Non solo: l’occupazione abusiva, oltre a togliere la possibilità alle famiglie che avrebbero diritto ad accedere agli alloggi pubblici, ingorga la macchina comunale, aumentandone i costi di burocrazia. Basti pensare al paradosso per cui il Comune ha un ufficio preposto al contenzioso di chi, pur occupando abusivamente un alloggio, non vuole lasciarlo e quindi, nonostante la procedura di messa in atto dal Comune per lo sgombero, spesso fa ricorso aprendo un lungo contenzioso. E così si allungano i tempi per l’assegnazione regolare della casa a chi ne avrebbe diritto.

Per evitare il protrarsi di occupazioni abusive, potrebbe essere applicata la legge 80 che prevede la sospensione della fornitura di luce, gas e acqua da parte del Comune in caso di occupazioni abusive di immobili pubblici, oltre che l’impossibilità per gli occupanti di richiedere la residenza e l’allacciamento di utenze.

Infine, per accorciare i biblici tempi di attesa per un alloggio pubblico, si potrebbe procedere all’assegnazione senza attendere interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, operazioni che oggi più di prima incontrano logiche difficoltà, vista la carenza di fondi per interventi di edilizia pubblica. L’istituzione di una commissione preposta al censimento e al monitoraggio delle politiche della casa potrebbe costituire un valido strumento per avere, da parte del Comune, la situazione degli alloggi sotto controllo in tempo reale e nel contempo dare una risposta efficace ai bisogni dei cittadini sul tema del diritto alla casa».