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Edoardo Rixi

Su dichiarazioni Doria su immigrazione e accoglienza

Edoardo Rixi, candidato sindaco della Lega Nord sostenuto dalla lista
civica "La Nostra Genova", commenta le dichiarazioni di Marco Doria
rilasciate durante il dibattito organizzato dal Centro di solidarietà sui
temi dell'immigrazione e dell'accoglienza.

«Sono sconcertato dalle dichiarazioni di questa mattina del candidato
dell'estrema sinistra Doria sul tema dell'integrazione. Dire che nessuno è
clandestino e che i genovesi devono essere accoglienti anche nei confronti
degli immigrati che delinquono è offensivo prima di tutto per i moltissimi
immigrati che vivono nella legalità, lavorano e pagano le tasse. Nel
proprio intervento Doria ha dimostrato di non conoscere la situazione in
cui si trovano centinaia di famiglie genovesi: solo una persona che ha
sempre vissuto nelle chiacchiere dei salotti buoni della città può dire
che Genova è una città ricca. Ricchi saranno quelli che frequenta Doria,
ma la maggioranza dei genovesi che incontro io ha problemi con la
sopravvivenza, con il lavoro, con il futuro dei figli. Ma non gli hanno
raccontato come vivono oggi le famiglie dei nostri quartieri?
Mi domando che sindaco potrebbe essere questo signore, visto che non ha la
minima idea dei problemi dei suoi concittadini. L'integrazione, quella
vera, può arrivare solo nel lavoro. Più occupazione significa migliore
qualità della vita per tutti e azzeramento dei conflitti sociali. Se oggi
abbiamo quartieri, specie nel Ponente, dove ogni giorno si verificano
episodi di microcriminalità, è anche perché l'offerta occupazionale è ai
minimi storici.
E se i nostri giovani oggi lasciano Genova per studiare e per lavorare non
è di certo perché sono dei fighetti, come dice Doria, ma perché Genova non
offre loro opportunità concrete per il proprio futuro. Le famiglie fanno
grandi sacrifici per consentire ai propri figli di studiare all'estero o
iniziare un lavoro, spesso precario, in altre città. Dal discorso che ha
fatto Doria sembrerebbe invece che gli stranieri clandestini, solo perché
scappano dalla fame, dovrebbero essere accolti e avere diritto a miglior
trattamento rispetto ai genovesi. Dire che a Genova siamo tutti ricchi è
una menzogna che offende anche i tanti genovesi che si oggi, a quaranta o
cinquant'anni, si trovano all'improvviso senza un lavoro e, con la
dichiarazione Isee dell'anno precedente, non possono neppure accedere alle
graduatorie per le case popolari».