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Ennesimo incidente nella casa circondariale di Genova Marassi. Esplosione in carcere, grave detenuto albanese. E’ ricoverato nel Reparto grandi ustionati di Villa Scassi

Questa mattina (17 marzo) un detenuto albanese X.K. ristretto nella Casa Circondariale di Genova Marassi, ha subito gravi ustioni al volto ed alle gambe a seguito di un esplosione della bomboletta di gas usata per alimentare i fornellini in loro dotazione.

Questo ennesimo episodio collegato all’uso di tale bombolette, riporta la nostra attenzione sulla detenzione nelle celle di questo tipo di combustibile ossia il gas Butano in bombolette da 190 gr.Abbiamo da sempre evidenziato la pericolosità di queste bombolette di gas. Sarebbe più opportuno – afferma il segretario regionale del SAPPe ligure Michele LORENZO, il sindacato del Corpo più rappresentativo – sostituire questo obsoleto modello di bombolette con altri dotati di maggiore sicurezza. In commercio ne esistono di più moderni e sicuri. Come le cartucce a valvola che offrono grande sicurezza. La valvola evita le fughe di gas e possono essere scollegate anche se non sono completamente esaurite e l’involucro non è in metallo, quindi minore pericolo in casi di deflagrazione. L’incidente che ha coinvolto il detenuto albanese è avvenuto proprio nell’intento di cambiare la cartuccia ed è avvenuto in una cella con 7 detenuti, solo grazie al tempestivo intervento dell’agente di servizio si è evitato il peggio soprattutto per gli altri presenti nella cella e consentendo un rapido soccorso e ricovero presso l’ospedale di Sampierdarena dove è tutt’ora piantonato. Ad oggi nel più grande istituto della Liguria sono già 22 gli eventi critici che hanno caratterizzato i primi 3 mesi dell’anno, ben 4 tentati suicidi e 9 risse, tutte fronteggiate dalla Polizia Penitenziaria di marassi al quale deve essere riconosciuta la loro alta professionalità nel saper gestire la quotidianità dell’istituto che è composta da 777 detenuti con una presenza di 495 stranieri. L’istituto di Marassi è posizionato al 10° posto tra gli istituti più problematici d’Italia.Questo tipo di bombolette sono pericolose, non hanno una valvola di sicurezza ed hanno l’involucro in metallo. Da Roma, il segretario generale aggiunto SAPPE Roberto Martinelli evidenzia che “non sempre le bombolette di gas tenute in cella sono usate per finalità innocue. Se infatti, da un lato, è previsto dal Regolamento penitenziario (ex articolo 13 del D.P.R. 230/200) disporre di tali strumenti per cuocere e/o scaldare cibi e bevande, dall’altro si deve evidenziare che spesso le bombolette  servono come oggetto atto ad offendere i poliziotti penitenziari, ovvero come metodo alternativo per sniffarne il contenuto se non come veicolo suicidario. E’ allora il momento di rivedere l’uso delle bombolette di gas, tenuto conto che l’Amministrazione fornisce, comunque, il vitto a tutti i ristretti”.