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Erica Nicola, divisa tra hockey su ghiaccio e touchdown

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Erica Nicola, 23 anni fra un mese, protagonista per la squadra delle Sirene Milano nella gara interna contro Lobsters Pescara, grazie a due touchdown, racconta la sua esperienza a Seven Press. 

Perchè hai iniziato a giocare a football americano, come è scattata la scintilla?

“Ho cominciato a seguire i Calanda Broncos, la squadra di football Americano di Chur, in Svizzera, nonché vincitrice del titolo europeo 2012, perché ci giocano i fratelli del mio fidanzato. Sono stati loro a lanciarmi la sfida! Ho cercato la squadra femminile più vicina a casa mia ed è stato amore a prima vista”.

Hai praticato altri sport da piccola e adolescente?

“Gioco da una vita a hockey su ghiaccio e non ho ancora smesso! Fare entrambi gli sport simultaneamente è dura, ma non potrei mai lasciare nessuno dei due!”

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L’hockey, dai, raccontami…

“Ho iniziato a 12 anni nelle giovanili dei Vipers Milano, poi sono passata al Como femminile ed ho avuto uno stop di 5 anni per problemi di salute. Ho ricominciato da 3 anni giocando con le Blackwidows Milano, ma ora ho deciso di abbandonare quella squadra per delle divergenze avute con la società. L’anno prossimo vedremo, forse Svizzera!”

Avresti mai immaginato un giorno di giocare a football americano e in una vera squadra?

“No, mai! Non era tra i miei piani, ma la vita è bella perché ti riserva sempre molte sorprese emozionanti!”

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Il tuo ruolo, perché?

“Quest’anno ho giocato come Running back, c’era bisogno di un giocatore che corresse e che lo facesse con prepotenza, ma sono anche un Linebacker e non escludo che in futuro possa ritrovarmi anche in difesa”.

Chi ha deciso il ruolo?

“Un po’ le mie capacità e caratteristiche e un po’ le esigenze della squadra, sono stata fortunata, è un ruolo che mi piace moltissimo!”

Quali sono i tuoi limiti e come pensi di migliorarti?

“Devo sicuramente migliorare la mia corsa e la mia agilità, per farlo mi aspettano tante ore di allenamento sul campo, dove i miei allenatori cercano sempre di tirare fuori il meglio di ogni atleta e poi tanta palestra e impegno”.

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Dove pensi possa arrivare la tua squadra?

“Dove vuole; sarà l’impegno, la costanza, la determinazione, il sudore, la complicità fra noi ragazze a determinare il nostro futuro”.

Il tuo sogno sportivo?

“Ovviamente arrivare al vertice del campionato italiano, ma spero sempre e comunque di essere una buona giocatrice per la mia squadra”.

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Amici, fidanzato e genitori come hanno preso questa tua scelta?

“Beh, mio fratello e il mio ragazzo mi hanno seguita subito e giocano nell’under 15 e nella prima squadra dei Seamen. I miei genitori si sono rassegnati a vedere la propria figlia con lividi e vesti poco femminili già molti anni fa, ma sono i miei primi fans! Gli amici non si chiedono come faccio ad avere due personalità cosi differenti e i dottori cercano sempre di convincermi di smettere, ma invano!”

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Cosa fai nella vita di tutti i giorni?

“Io studio Psicologia della comunicazione e lavoro con i bambini che sono spesso preoccupati per i miei lividi”.

Riesci a conciliare la tua giornata tipo con gli allenamenti?

“È molto difficile perché poi si aggiunge anche la palestra, ma è una questione di priorità che ci si impone: lo sport e lo studio prima di tutto!”

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Un commento sul match di domenica scorsa?

“Abbiamo fatto troppi errori in attacco, non sono molto contenta, ma so che possiamo fare di meglio e non vedo l’ora di giocare di nuovo per dimostrarlo! La difesa ci ha dato un gran sostegno, ma poi è stata vinta dal caldo e dalla fatica. Sono sicura che anche loro si prenderanno la loro rivincita”.

foto Andrea Donati, Cfs