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Ericsson, Rixi al Mise per chiedere chiarimenti sul futuro agli Erzelli

«In questi giorni da fonti interne all’azienda ho ricevuto la notizia, confermata poi a mezzo stampa, del rischio concreto di un ulteriore ridimensionamento della sede genovese di Ericsson sulla collina degli Erzelli e pertanto ho chiesto un incontro urgente al dicastero dello Sviluppo economico per sapere come intenda procedere il governo in merito.

Soprattutto faremo sentire forte la voce della nostra città a difesa di un’eccellezza delle tlc che, ricordo, ha raccolto l’eredità della Marconi, storica azienda genovese che prima di essere acquistata nel 2006 da Ericsson spa dava lavoro a 1.150 persone». Così annuncia Edoardo Rixi, consigliere regionale della Lega Nord, che la prossima settimana sarà a Roma per fare luce sul futuro occupazionale dell’azienda già colpita da forti tagli nel 2012, circa il 12% della forza lavoro nel sito del capoluogo ligure. «Mentre Comune e Regione stanno ancora discutendo su come si possa collegare la collina dell’high tech se con linee bus o avveniristiche funivie – commenta Rixi – l’azienda che per prima si è insediata agli Erzelli, dietro congruo finanziamento pubblico, e che avrebbe dovuto fare da volano per l’insediamento di spin off e di altre imprese del comparto, alla chetichella, anno dopo anno, decide di smantellare quello che rimane del fiore all’occhiello delle telecomunicazioni e della ricerca del settore a Genova. Da quel famoso giorno di maggio 2012 quando l’ad Avenia di Ericsson aveva tagliato il nastro per l’inaugurazione del nuovo insediamento sopra Sestri Ponente, incentivato dalla prospettiva di 42 milioni di euro di finanziamenti pubblici, di cui 11 della Regione stessa, abbiamo assistito all’uscita di un centinaio di lavoratori, pressati, nel migliore dei casi, dall’azienda con forme di incentivazione economica. Fino alle ultime drammatiche notizie: l’annuncio, da parte della casa madre svedese, di un ridimensionamento del 50-60% dei 450 lavoratori oggi impiegati nel ramo Ricerca e Sviluppo agli Erzelli, caso strano proprio lo stesso comparto per cui Miur, Mise e Regione hanno già pronti i finanziamenti. Parliamo di tecnici specializzati e ingegneri che da anni sviluppano con successo riconosciuto a livello mondiale apparati e trasporto ottico, tecnologia al servizio della fibra ottica, tutti prodotti di mercato con un elevato grado di ricerca alle spalle, gli stessi su cui doveva puntare l’Agenda digitale, tra le priorità dell’ex governo Monti, annunciata più volte e mai diventata realtà, ma sulla quale sono già stati messi fior fior di milioni di euro provenienti dalle tasche e dai sacrifici di milioni di italiani con la prospettiva di nuovi posti di lavoro hanno sopportato i tagli del “professore”.

Per evitare l’ultimo, in ordine di tempo, saccheggio del “saper fare” della nostra città, non esiteremo a fare sentire forte la voce di Genova a difesa di un presidio fondamentale di conoscenza tecnologica che rappresenta un importante pezzo di storia industriale della nostra regione e il futuro per tanti giovani, che non vogliono più essere costretti a fare le valige per avere un lavoro e mettere su famiglia».