Home Altro

Esce in occasione del Dantedì IL MISTERO DELLE OSSA DI DANTE di Roberto Balzani (Minerva)

0

In occasione del DanteDì (25 marzo 2021), nell’anno in cui ricorrono i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, esce il romanzo sulla misteriosa scomparsa delle sue ossa

Il 27 maggio 1865, a pochi giorni dalle feste fiorentine per il sesto centenario della nascita di Dante, in occasione della risistemazione dell’area intorno alla tomba, Ravenna è teatro di una scoperta incredibile: una cassetta di legno, risalente al Seicento e contente le ossa dell’“altissimo poeta”, è recuperata all’interno di un vecchio muro, poco distante dal sepolcro.

I resti vengono solennemente esposti per pochi giorni meno di un mese dopo, nel corso di una cerimonia fastosa, dentro un’urna di cristallo, composti a formare lo scheletro dell’uomo più importante nella storia d’Italia.

Otto anni più tardi, un’archivista propone al sindaco, che è ancora quello in carica nel 1865, di recuperare i documenti d’archivio relativi alla meravigliosa scoperta; e si accorge che qualcosa non funziona.

Perché le ossa erano venute alla luce proprio in quel momento?

Perché il primo cittadino si era comportato come un mago, facendole apparire e poi scomparire, al cospetto dell’intera cittadinanza? Che cosa aveva avuto in mente davvero?

Passa altro tempo e, nel 1890, in occasione del giubileo del ritrovamento dei resti di Dante, un altro personaggio, un intellettuale rabdomante, indica ai ravennati e al paese come le ossa fossero state trafugate la prima volta, probabilmente nel Rinascimento. Ancora un evento sorprendente che precede di nuovo una grande festa cittadina, quasi identica a quella originale di venticinque anni prima.
L’archivista, che non ha smesso d’interrogarsi sul senso di queste rivelazioni ad orologeria, continua la sua ricerca.
“Sono uno storico di professione e questo libro è nato, molti anni fa, con tutti i crismi di una ricerca – queste le parole dell’Autore Roberto Balzani – Per molte settimane ho studiato le carte raccolte da un archivista nel 1873, relative alle feste centenarie del 1865; si trovano nella Biblioteca Classense di Ravenna. Scoprii molti dettagli strani; provai ad approfondirli. Come spesso capita, si aprirono altre piste. Avrei voluto indagare meglio la “politica del mistero” immaginata dal sindaco dell’epoca, Gioacchino Rasponi, ma mi ritrovai con molte ipotesi e poco tempo. Lasciai perdere, col fermo proposito di continuare appena possibile. I fermi propositi cedettero ben presto il posto al rinvio permanente, poi al rincrescimento, poi all’amara considerazione che stavo cullandomi in un’illusione.”

Qual è il vero mistero delle ossa di Dante? Che cosa lega personaggi e ambienti molto diversi fra loro, ma tutti intenti a scavare in un passato intessuto di oblio e di memoria, di racconti e di menzogna?

“Di solito i romanzi nascono da un’idea. Quando incontrano la Storia, gli autori cercano fonti dirette per rendere plausibile il contesto. Il mio percorso è opposto: sono state le carte a segnalarmi misteri e dissonanze, in modo del tutto fortuito. Da lì sono partito per cercare di capire e poi per tessere la trama narrativa.”

Intorno ai resti umani più preziosi d’Italia, si dipana una lotta simbolica in realtà tutta contemporanea, che accompagna archivista e lettore fino alla conclusione di una lunga indagine personale.

“Ho provato a tradurre in racconto ciò che ho immaginato sarebbe potuto accadere. I documenti e i frammenti di testo citati fra caporali sono autentici nella stragrande maggioranza, appena aggiustati per favorirne la leggibilità; c’è poi una quota di congetture plausibili; e infine, naturalmente, più d’un pizzico di fantasia. Questo, tuttavia, non è un libro di storia sotto mentite spoglie. È un racconto e basta. E, dunque, qualunque riferimento a fatti e personaggi realmente accaduti e vissuti, deve ritenersi, seppure a malincuore, puramente e ironicamente casuale.” Conclude l’Autore.

L’AUTORE

Roberto Balzani (1961) insegna Storia contemporanea presso l’Università di Bologna. Ha studiato a Firenze con Giovanni Spadolini e all’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.
Passato all’Alma Mater, è stato preside della Facoltà di Conservazione dei Beni culturali fra il 2008 e il 2009. Fra il 2009 e il 2014 è stato sindaco di Forlì.

Dal 2015 dirige il Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna e dal 2017 al 2020 è stato Presidente dell’Istituto per i beni culturali, artistici e naturali della Regione Emilia-Romagna. Dal 2021 è componente del Consiglio direttivo dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano.
Si occupa di Risorgimento, patrimonio culturale, storia politico-amministrativa e di regionalismo romagnolo. Ha pubblicato per i tipi del Mulino La Romagna (2001), la sua opera più fortunata, della quale nel 2012 è uscita una seconda edizione.
Per Minerva Edizioni, insieme con Giancarlo Mazzuca, è autore di Amarcord Romagna. Breve storia di una regione (e della sua idea) da Giulio Cesare a oggi (2016).
Durante il mandato di sindaco, ha dato alle stampe l’ironico e sofferto pamphlet Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco (2012). Più di recente, ha raccolto il frutto della sua ricerca nel saggio Memoria e nostalgia nel Risorgimento. Percorsi di lettura (2020), incentrato sulle figure di Giuseppe Mazzini e Giosue Carducci.
Collabora all’inserto culturale domenicale del “Sole 24 Ore”. E’ alla prima prova narrativa.

———————————

CARATTERISTICHE TECNICHE

Formato: 13 x 21 cm
Collana Egida
Pagine 208 + Cop. in brossura con bandelle
Genere: Narrativa

 

Previous articleMinerva – Esce in occasione del Dantedì NUDE LE MIE PAROLE, di Carlo Monaco
Next articleSolinas (Deloitte): Le imprese italiane devono ridefinire la struttura di capitale per riacquisire competitività