Italia – Spagna 1 a 1 e diario di viaggio giorno III
La mattina, dopo un sonno ristoratore senza temporali ed allarmi che suonano, è dolce e serena alle 8, una doccia per rimettersi in circolo e scendiamo per andare a fare colazione da Segafredo, c'è il sole e fa caldo, opto per bermuda e maglietta.
Un bel cappuccino e una fetta di torta di fragola che rimettono in armonia con il mondo. A colazione incontriamo un ragazzetto sveglio, Andrea da Fiuggi, con cui ci intratteniamo sul match, la sua previsione è 2-1 per noi, e come da promesse lo scrivo in questo spazio, e , incredibile, pur essendo laziale, tifa Toro, il Doc ne approfitta per disquisire un po'.
Puntuali alle 10 saliamo sul galeone Lev, direzione Westerplatte, la zona a nord della città, parco naturale e storico dove vennero sparati i primi colpi della II guerra mondiale, il 1 settembre 1945.
La navigazione sul canale della MOtlava è piacevole, anche se dopo pochi minuti il sole lascia spazio a nubi e vento freddo, a destra e sinistra ci sono i grandi cantieri navali di Danzica dove neglii anni '80 nacque il movimento di Solidarnosc, gru, stabilimenti e magazzini si alternano a navi enormi in costruzione o riparazione.
L'attracco a Westerplatte mi fa sentire una sensazione strana, chi mi conosce sa quanto sia appassionato di storia e quindi mi sembra quasi di entrare in uno dei miei amati libri sulla II guerra mondiale.
In mezzo a betulle slanciate nel cielo azzurro affiorano bunker e altane mimetizzate, resti di camminatoi e di depositi di munizioni, ma la cosa che impressiona di più è vedere i resti di una palazzina di soldati, sventrara dai bombardamenti, entrare negli interni imposi e crollati è come entrare direttamente in un ambiente di guerra che finora avevo visto solo nei film, semplicemente impressionante, pensare che in quel luogo 73 anni fa della gente ha combattuto ed è morta mette i brividi.
Dopo essere andati sulla collina sovrastante a fare le foto al monumento ai caduti è tempo di rientrare per riprendere il galeone Lev che ci riporta a Danzica a mezzogiorno e quaranta.
Sole che ci abbronza un po' e pure il folksinger polacco, che ci fa da colonna sonora, allietano il viaggio, l'ingresso in città è come entrare in una gran cassa di colori e suoni, ora sì che la città è piena di tifosi, i rossi spagnoli che sono super euforici e gli azzurri un po' meno canterini, la sproporzione di numero è però stridente, almeno due se non tre spagnoli per un italiano.
Mangiamo al Pandora patate fritte e wurstel, con l'immancabile birra polacca, poi un salto a casa per indossare maglia , sciarpa e bandiera e scendere nell'arena.
Ripercorriamo le vie del centro che paiono una gioiosa polveriera e di fronte alla Porta superiore prendiamo il tram 60, direzione Stadio.
Il tragitto non è lunghissimo, il tram è invece affollatissimo, si canta e si balla come da copione.
Ci fanno fermare lontani dallo stadio, impieghiamo più di 40 minuti ad arrivare davanti alla GDE Arena,
un lunghissimo serpentone giallorosso azzurro che canta fin sotto lo splendido stadio, che sembra un'astronave di giada.
Ingresso con perquisizioni nella norma e finalmente raggiungiamo il nostro posto, come temevamo, posizione sopra la bandierina del corner e, soprattutto ultima fila con giusto tre sedili, e dire che abbiamo pagato 120 eur per un posto quasi di curva,……vabbè la solita 'fortuna'.
L'atmosfera si scalda gradualmente fino a raggiungere il top con l'ingresso delle squadre per il riscaldamento….
Prima del calcio d'inizio ci godiamo una mini cerimonia di apertura, davvero toccante e piacevole e, finalmente alle 17.55 le squadre entrano in campo, lo stadio non è esaurito e gli spagnoli ci sovrastano nettamente.
IL primo inno è il nostro che cantiamo a squarciagola, saremo menoma cantiamo comne si deve, forte e con grande passione, poi tocca a quello spagnolo, una marcia reale senza parole….
E finalmente si inizia.
Gli azzurri con De Rossi dietro, Thiago Motta a centrocampo, Giaccherini a proteggere la fascia, in avanti Cassano e Balotelli.
La partita si accende subito, la Spagna prova ad irreterci con la sua solita ragnatela di passaggi che si infrange sulla nostra attenta difesa.
Chi sorprende è però l'Italia, ben messa in campo, che attua un pressing alto che inaridisce la manovra iberica, l'unico che crea pericoli è un incontenibile INiesta, che inventa e stupisce.
L'Italia è viva,ci prova Pirlo su punizione, salva Casillas in tuffo, poco dopo è Cassano lanciato in area ad avere la palla buona, il suo tiro sfila appena a lato.
La Spagna risponde con un paio di giocate veloci che creano lo scompiglio in area azzurra, ma Buffon non deve compiere parate degne di nota, è invece ancora Casillas a salvare su un altro tiro di di Cassano.
L'Italia cala un po' nel finale di tempo ma, dopo un occasione spagnola con Fabregas che calcia malamente sopra la traversa da ottima posizione, Cassano trova la linea di fondo e centra perThiago Motta che da 5 metri impatta di testa , vola Casillas a respingere di intuito.
Finisce 0-0 un primo tempo giocato da manuale dall'Italia cui è mancato solo il gol, sotto tono la Spagna irretita e poco pungente.
Le furie rosse però entrano nella ripresa con ben altro spirito, deve subito volare Buffon a mettere in corner su un tiro dal limite dopo geniale azione di Iniesta, e pochi istanti dopo , causa un errato disimpegno azzurro, la Spagna ha un occasione colossale con Buffon che si fa trovare fuori porta e l'attaccante spagnolo che calcia incredibilmente alto.
L'Italia è però vigile e su una ripartenza sulla fascia destra Balotelli vince un rimpallo sulla fascia e si trova lanciato a rete da solo, ma SUper Mario si incarta, esita, si ferma e si fa rimpallare la sfera, che iella, Prandelli non gradisce e lo sostituisce.
Entra Di Natale, che pare ispirato e al secondo pallone che tocca, perscato oltre le linee da un delizioso assist di Pirlo, aspetta l'uscita di Casillas e lo batte con un tiro a giro che ci fa esplodere di gioia, baci e abbracci nel settore italiano, ammutoliti gli iberici.
Gli azzurri rinculano subito e la Spagna, come un toro ferito, ruggisce e si avventa sulla preda, passano neppure tre minuti e Iniesta pesca con un assist geniale Fabregas che batte da due passi Buffon, 1-1 e tutto da rifare, stavolta sono gli spagnoli ad esultare.
Gli azzurri calano e perdono in sicurezza, la Spagna sale in cattedra e ci prova ripetutamente con conclusioni dal limite che mai trovano la porta, ma a 5 minuti dalla fine sembra fatta quando Torres sorprende la difesa azzurra e si presenta davanti a Buffon che miracolosamente salva.
Il resto del tempo è strenua difesa degli azzurri che portano a casa un prezioso pareggio, frutto di un gran primo tempo e di una ripresa di sofferenza.
Avevamo bisogno di risposte e sono arrivate, la squadra si è compattata, ed al cospetto con i campioni del mondo si mostra ben messa in campo, coesa e determinata, ordinata e pungente, disputando un primo tempo quasi perfetto dove è mancato solo il gol.
La ripresa è tutta di sofferenza, la benziana è venuta meno a 25 minuti dalla fine e abbiamo rischiato di perdere.
La Spagna che ha capito ben poco nella prima parte è poi salita di ton giocando ai suoi ritmi e con i suoi schemi collaudati, dimostrando di essere ancora la squadra da battere.
I migliori: nell'Italia Pirlo, nella Spagna INiesta.
Il deflusso dallo stadio è stato invece assai problematico, 38.000 persone , un unico lunghissimo fiume colorate , si è messo in marcia verso la fermata del tram, 40 minuti di marcia per arrivare e rendersi conto che i tram arrivano con il contagocce, non ci sono forze dell'ordine è e si assiste ad assalti ai tram che arrivano, fortuna che le tifoserie non sono nemiche e tutto fila per il verso giusto.
Riusciamo alfine a salire su un tram, finendo schiacciati come sardine, impossibilitati a muoversi, in un caldo soffocante, per fortuna ci sono solo tre fermate fino in centro, è un vero sollievo scendere e respirare a tutti polmoni, anche se l'aria si è raffreddata parecchio.
IL centro è un nandirivieni di tifosi che tornano dallo stadio, cantano e suonano trombette e, naturalmente, bevono birra a fiumi.
Ci fermiamo a mangiare al Paulowa: Birgos e un 'arrotolata di carna , gustosissimi, e una fresca Lech, naturalmente, spendiamo 313 zloty in tre…
Finalmente si rientra a casa per scrivere questo diario , preparare le valige e farsi una bella doccia calda.
Domattina sveglia alle 6, poi treno verso Varsavia con sosta nella mattinata a visitare un castello di cui non ricordo neppure il nome, ma la stanchezza incombe….
Un bel cappuccino e una fetta di torta di fragola che rimettono in armonia con il mondo. A colazione incontriamo un ragazzetto sveglio, Andrea da Fiuggi, con cui ci intratteniamo sul match, la sua previsione è 2-1 per noi, e come da promesse lo scrivo in questo spazio, e , incredibile, pur essendo laziale, tifa Toro, il Doc ne approfitta per disquisire un po'.
Puntuali alle 10 saliamo sul galeone Lev, direzione Westerplatte, la zona a nord della città, parco naturale e storico dove vennero sparati i primi colpi della II guerra mondiale, il 1 settembre 1945.
La navigazione sul canale della MOtlava è piacevole, anche se dopo pochi minuti il sole lascia spazio a nubi e vento freddo, a destra e sinistra ci sono i grandi cantieri navali di Danzica dove neglii anni '80 nacque il movimento di Solidarnosc, gru, stabilimenti e magazzini si alternano a navi enormi in costruzione o riparazione.
L'attracco a Westerplatte mi fa sentire una sensazione strana, chi mi conosce sa quanto sia appassionato di storia e quindi mi sembra quasi di entrare in uno dei miei amati libri sulla II guerra mondiale.
In mezzo a betulle slanciate nel cielo azzurro affiorano bunker e altane mimetizzate, resti di camminatoi e di depositi di munizioni, ma la cosa che impressiona di più è vedere i resti di una palazzina di soldati, sventrara dai bombardamenti, entrare negli interni imposi e crollati è come entrare direttamente in un ambiente di guerra che finora avevo visto solo nei film, semplicemente impressionante, pensare che in quel luogo 73 anni fa della gente ha combattuto ed è morta mette i brividi.
Dopo essere andati sulla collina sovrastante a fare le foto al monumento ai caduti è tempo di rientrare per riprendere il galeone Lev che ci riporta a Danzica a mezzogiorno e quaranta.
Sole che ci abbronza un po' e pure il folksinger polacco, che ci fa da colonna sonora, allietano il viaggio, l'ingresso in città è come entrare in una gran cassa di colori e suoni, ora sì che la città è piena di tifosi, i rossi spagnoli che sono super euforici e gli azzurri un po' meno canterini, la sproporzione di numero è però stridente, almeno due se non tre spagnoli per un italiano.
Mangiamo al Pandora patate fritte e wurstel, con l'immancabile birra polacca, poi un salto a casa per indossare maglia , sciarpa e bandiera e scendere nell'arena.
Ripercorriamo le vie del centro che paiono una gioiosa polveriera e di fronte alla Porta superiore prendiamo il tram 60, direzione Stadio.
Il tragitto non è lunghissimo, il tram è invece affollatissimo, si canta e si balla come da copione.
Ci fanno fermare lontani dallo stadio, impieghiamo più di 40 minuti ad arrivare davanti alla GDE Arena,
un lunghissimo serpentone giallorosso azzurro che canta fin sotto lo splendido stadio, che sembra un'astronave di giada.
Ingresso con perquisizioni nella norma e finalmente raggiungiamo il nostro posto, come temevamo, posizione sopra la bandierina del corner e, soprattutto ultima fila con giusto tre sedili, e dire che abbiamo pagato 120 eur per un posto quasi di curva,……vabbè la solita 'fortuna'.
L'atmosfera si scalda gradualmente fino a raggiungere il top con l'ingresso delle squadre per il riscaldamento….
Prima del calcio d'inizio ci godiamo una mini cerimonia di apertura, davvero toccante e piacevole e, finalmente alle 17.55 le squadre entrano in campo, lo stadio non è esaurito e gli spagnoli ci sovrastano nettamente.
IL primo inno è il nostro che cantiamo a squarciagola, saremo menoma cantiamo comne si deve, forte e con grande passione, poi tocca a quello spagnolo, una marcia reale senza parole….
E finalmente si inizia.
Gli azzurri con De Rossi dietro, Thiago Motta a centrocampo, Giaccherini a proteggere la fascia, in avanti Cassano e Balotelli.
La partita si accende subito, la Spagna prova ad irreterci con la sua solita ragnatela di passaggi che si infrange sulla nostra attenta difesa.
Chi sorprende è però l'Italia, ben messa in campo, che attua un pressing alto che inaridisce la manovra iberica, l'unico che crea pericoli è un incontenibile INiesta, che inventa e stupisce.
L'Italia è viva,ci prova Pirlo su punizione, salva Casillas in tuffo, poco dopo è Cassano lanciato in area ad avere la palla buona, il suo tiro sfila appena a lato.
La Spagna risponde con un paio di giocate veloci che creano lo scompiglio in area azzurra, ma Buffon non deve compiere parate degne di nota, è invece ancora Casillas a salvare su un altro tiro di di Cassano.
L'Italia cala un po' nel finale di tempo ma, dopo un occasione spagnola con Fabregas che calcia malamente sopra la traversa da ottima posizione, Cassano trova la linea di fondo e centra perThiago Motta che da 5 metri impatta di testa , vola Casillas a respingere di intuito.
Finisce 0-0 un primo tempo giocato da manuale dall'Italia cui è mancato solo il gol, sotto tono la Spagna irretita e poco pungente.
Le furie rosse però entrano nella ripresa con ben altro spirito, deve subito volare Buffon a mettere in corner su un tiro dal limite dopo geniale azione di Iniesta, e pochi istanti dopo , causa un errato disimpegno azzurro, la Spagna ha un occasione colossale con Buffon che si fa trovare fuori porta e l'attaccante spagnolo che calcia incredibilmente alto.
L'Italia è però vigile e su una ripartenza sulla fascia destra Balotelli vince un rimpallo sulla fascia e si trova lanciato a rete da solo, ma SUper Mario si incarta, esita, si ferma e si fa rimpallare la sfera, che iella, Prandelli non gradisce e lo sostituisce.
Entra Di Natale, che pare ispirato e al secondo pallone che tocca, perscato oltre le linee da un delizioso assist di Pirlo, aspetta l'uscita di Casillas e lo batte con un tiro a giro che ci fa esplodere di gioia, baci e abbracci nel settore italiano, ammutoliti gli iberici.
Gli azzurri rinculano subito e la Spagna, come un toro ferito, ruggisce e si avventa sulla preda, passano neppure tre minuti e Iniesta pesca con un assist geniale Fabregas che batte da due passi Buffon, 1-1 e tutto da rifare, stavolta sono gli spagnoli ad esultare.
Gli azzurri calano e perdono in sicurezza, la Spagna sale in cattedra e ci prova ripetutamente con conclusioni dal limite che mai trovano la porta, ma a 5 minuti dalla fine sembra fatta quando Torres sorprende la difesa azzurra e si presenta davanti a Buffon che miracolosamente salva.
Il resto del tempo è strenua difesa degli azzurri che portano a casa un prezioso pareggio, frutto di un gran primo tempo e di una ripresa di sofferenza.
Avevamo bisogno di risposte e sono arrivate, la squadra si è compattata, ed al cospetto con i campioni del mondo si mostra ben messa in campo, coesa e determinata, ordinata e pungente, disputando un primo tempo quasi perfetto dove è mancato solo il gol.
La ripresa è tutta di sofferenza, la benziana è venuta meno a 25 minuti dalla fine e abbiamo rischiato di perdere.
La Spagna che ha capito ben poco nella prima parte è poi salita di ton giocando ai suoi ritmi e con i suoi schemi collaudati, dimostrando di essere ancora la squadra da battere.
I migliori: nell'Italia Pirlo, nella Spagna INiesta.
Il deflusso dallo stadio è stato invece assai problematico, 38.000 persone , un unico lunghissimo fiume colorate , si è messo in marcia verso la fermata del tram, 40 minuti di marcia per arrivare e rendersi conto che i tram arrivano con il contagocce, non ci sono forze dell'ordine è e si assiste ad assalti ai tram che arrivano, fortuna che le tifoserie non sono nemiche e tutto fila per il verso giusto.
Riusciamo alfine a salire su un tram, finendo schiacciati come sardine, impossibilitati a muoversi, in un caldo soffocante, per fortuna ci sono solo tre fermate fino in centro, è un vero sollievo scendere e respirare a tutti polmoni, anche se l'aria si è raffreddata parecchio.
IL centro è un nandirivieni di tifosi che tornano dallo stadio, cantano e suonano trombette e, naturalmente, bevono birra a fiumi.
Ci fermiamo a mangiare al Paulowa: Birgos e un 'arrotolata di carna , gustosissimi, e una fresca Lech, naturalmente, spendiamo 313 zloty in tre…
Finalmente si rientra a casa per scrivere questo diario , preparare le valige e farsi una bella doccia calda.
Domattina sveglia alle 6, poi treno verso Varsavia con sosta nella mattinata a visitare un castello di cui non ricordo neppure il nome, ma la stanchezza incombe….






