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Europei Femminili, la prova che il calcio femminile sta crescendo

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Negli ultimi anni, il calcio femminile ha continuato a crescere e non smette di conquistare nuovi tifosi in tutto il mondo. Basta osservare i dati degli Europei Femminili per rendersene conto. Questo campionato ha avuto inizio ufficialmente nel 1984 e, da quel momento, non ha fatto altro che crescere sotto tutti i punti di vista. JD Sports ha analizzato i dati per verificare l’evoluzione del calcio femminile durante i Campionati Europei, in concomitanza con l’inizio dell’edizione 2022 in Inghilterra il prossimo 6 luglio.

Da 4 squadre a 16: L’evoluzione positiva degli Europei Femminili nel loro formato

I primi Europei Femminili di calcio iniziarono ufficialmente nel 1984, cioè 24 anni più tardi rispetto agli Europei Maschili. In quell’occasione, parteciparono solo quattro Paesi classificati che si sfidarono in una seminale e una finale, per un totale di tre partite. Questo formato è stato mantenuto fino alla sesta edizione inclusa, nel 1995. Facendo un confronto con le edizioni del torneo maschile, anche per gli uomini il Campionato era iniziato solo con quattro squadre ed è rimasto invariato fino alla quinta edizione. C’è un’edizione di differenza tra i due tornei rispetto al momento in cui è aumentato il numero delle nazioni in gara.
Nel 1997, con la settima edizione degli Europei Femminili, il numero di nazionali di calcio partecipanti è raddoppiato fino a un totale di otto. Al formato iniziale è stata aggiunto una fase a gironi prima della semifinale e della finale e il sistema è stato mantenuto senza cambiamenti per un totale di tre edizioni, una in meno rispetto agli Europei Maschili.
Il passo successivo nella crescita degli Europei Femminili avvenne durante la decima edizione, nel 2009. Per la prima volta, il torneo fu giocato in un formato a 12 squadre con fase a gironi, quarti di finale, semifinale e finale. Un elemento da notare è che gli Europei Maschili non hanno mai avuto una struttura a 12 nazioni, ma sono passati direttamente da otto a 16.
Abbiamo dovuto aspettare fino alla dodicesima edizione del 2017 per vedere i primi Campionati Femminili composti da 16 nazionali di calcio. Troveremo questo numero anche nell’edizione 2022 che si giocherà quest’anno in Inghilterra e dovrebbe restare lo stesso anche per l’edizione che si svolgerà nel 2025.
Nonostante l’evoluzione sia stata positiva, gli Europei Femminili non hanno ancora raggiunto lo stesso numero di nazioni partecipanti rispetto a quelli Maschili. Il Campionato maschile mantiene dalla quattordicesima edizione del 2016 un formato a 24 squadre e la struttura resterà la stessa almeno fino al 2024.
Se consideriamo che nel conteggio totale sono stati giocati meno Campionati Europei con calciatrici rispetto a quelle con calciatori, si potrebbe pensare che sarà possibile assistere a un torneo femminile con 24 nazioni quando sarà raggiunto lo stesso numero di edizioni giocate. In altre parole, il Campionato maschile ha raggiunto 24 squadre durante l’edizione numero 14, mentre le donne non hanno ancora giocato lo stesso numero di edizioni.
Osservando il grafico, notiamo un distacco di una o due edizioni nelle quali il numero di nazionali maschili e femminili si potrebbero equiparare nel numero di squadre. Perciò, possiamo immaginare che sarà necessario aspettare la quindicesima edizione degli Europei Femminili, intorno al 2033, per raggiungere un formato composto da 24 squadre di calcio.

Aumenta del 1074 % la partecipazione alle partite negli stadi

L’evoluzione del formato è stata accompagnata da un aumento della partecipazione del pubblico negli stadi alle partite degli Europei Femminili. Dal 1984 al 2017, il numero di presenti è cresciuto del 1074%, raggiungendo un totale di 247041 spettatori. Ma bisogna considerare che nelle edizioni più recenti si giocano più partite.
Per questo motivo, è più corretto analizzare il tasso di occupazione degli stadi, in quanto tiene presente il numero di partecipanti in relazione alla capienza dello stadio. Come si può vedere dall’immagine, ai primi Europei Femminili il tasso medio di occupazione era del 29%. 33 anni più tardi, la cifra è aumentata del 48%. Anche se in un primo momento potrebbe sembrare una crescita non rilevante, si può vedere che dagli inizi degli anni 2000 ha fatto un grande passo avanti nella competizione.
Infatti, nelle edizioni precedenti a quella del 2001, il tasso di occupazione fu più basso del 20% in due occasioni, una nel 1987 in Norvegia e l’altra nel 1995 in sedi distribuite in vari Paesi europei. Inoltre, soltanto in un’occasione è stato superato il 30%, in Danimarca nel 1991.
Al contrario, a partire dagli anni 2000, in un’unica occasione la media del tasso di occupazione degli stati si è fermata al di sotto del 30%, durante gli Europei femminili del 2005 in Inghilterra. La cifra più alta, invece, è stata registrata in Svezia nel 2013 con il 66% di occupazione degli stadi e una media di 8676 spettatori durante le partite. In questa stessa edizione, è stata giocata la partita con il più alto numero di partecipanti agli Europei Femminili, nella finale tra Germania e Norvegia con 41301 spettatori che hanno visto in diretta la vittoria della Germania.
Non è inverosimile pensare che i due record possano essere superati durante questi Europei del 2022 in Inghilterra, soprattutto se la nazionale inglese dovesse arrivare in fondo alla competizione, favorendo la partecipazione dei tifosi locali alle partite.

Germania, la nazionale femminile con più vittorie e reti agli Europei

Si dice che il Paese ospite di un torneo sportivo ottiene spesso buoni risultati, ed è per questo motivo che la nazionale inglese è una delle squadre favorite per il 2022. Già ai campionati Europei del 2017 arrivò alle semifinali, dove è stata sconfitta dalla nazionale olandese. Tra le altre nazionali che potrebbero portare a casa ottimi risultati, ci sono Svezia, Francia e Germania.
In effetti, le vittorie della nazionale femminile della Germania nelle ultime edizioni degli Europei sono state schiaccianti. La nazionale tedesca ha portato a casa il trofeo in ben 8 delle 12 edizioni, guadagnando il titolo di squadra con più vittorie. Le calciatrici tedesche sono rimaste imbattute soprattutto tra il 1995 e il 2013, anni in cui hanno conquistato il titolo cinque volte consecutive.
Dando uno sguardo alla grafica, è possibile vedere il numero di goal totali segnati da ogni squadra di calcio in tutte le edizioni degli Europei Femminili. La Germania è il Paese con il migliore attacco con 109 goal in un totale di 48 partite e una media di 2,27 reti per partita.
La somma di goal della nazionale tedesca nei tornei 2001, 2005 e 2009 arriva a 57 ed è stata fondamentale per guadagnare la vittoria in ognuna di queste edizioni. Tra le calciatrici che si sono fatte notare per le loro capacità, ci sono Inka Grings e Birgit Prinz, entrambe con 10 reti a testa. Oggi gli sguardi sono puntati su Tabea Waßmuth e Lea Schüller, nella speranza di continuare la tradizione.
La Norvegia e la Svezia si posizionano rispettivamente al secondo e al terzo posto nella lista dei Paesi con il migliore attacco agli Europei Femminili. Segue l’Italia al quarto posto, con ben 50 goal in totale.

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