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Eventi Feltrinelli Genova dal 12 al 19 maggio

Feltrinelli Genova
L’avventura e la cura di Matteo Musso

Eventi Feltrinelli Genova dal 12 al 19 maggio:

Lunedì 12 maggio ore 18

Matteo Musso presenta “L’avventura e la cura” (Erga) insieme a Simone Farello.

Volume polisensoriale con contenuti multimediali. Questo è un libro di pensieri raccolti in circa 20 anni. Di che cosa si tratta? Non c’è un tema prevalente. Ho avuto una strana vita, divisa in due parti. Nella prima ho condotto studi umanistici, sono diventato regista e ho viaggiato per il mondo girando documentari e programmi televisivi. A 33 anni ho abbandonato tutto e sono entrato nell’impresa edile di famiglia, imparando il mestiere da zero, fra la polvere dei cantieri e le carte dell’amministrazione. C’è una cosa però che non ho mai smesso di fare, fin da quando ero bambino: scrivere, appuntarmi certi pensieri, ovunque fossi, nell’esatto momento in cui balenavano. Tutto ciò che facciamo, che ci accade, ogni incontro in noi si aggiunge ai precedenti e suscita pensiero. Non importa il mestiere, il ruolo, l’ambiente: ogni momento della nostra vita è gravido, basta prestare attenzione. Spero dunque che nei brevi scritti qui pubblicati si possa riconoscere anche il lettore, chiunque sia, e che possano questi in qualche modo ispirarlo a realizzare il proprio abbecedario.

 

Martedì 13 maggio ore 18

Elena Garbarino presenta “Il ballo delle acciughe” (Bottega Errante) insieme a Federica Bruzzone e Mara Surace.

Un’osteria a Rio de Janeiro a fine Ottocento e il piroscafo Genova che solca i mari con tantissimi giovani uomini nella pancia. Un’ostessa e un finto prete, un giovane di provincia e un anarchico esule. Questi sono i luoghi e i personaggi che incrociano i loro destini in un romanzo che racconta i retroscena della vita degli emigranti italiani in Sudamerica e in particolare dei genovesi in Brasile. È la prima ondata migratoria di massa dall’Italia verso un continente nuovo e pieno di speranze. L’osteria della Ginna è un punto di riferimento per i genovesi in Brasile: pescatori nell’animo, di fronte ai pericoli si comportano come le acciughe, nuotano vicini e formano un pallone, fanno gruppo. Sperano di sembrare un pesce più grande e spaventare i propri predatori. I pericoli, però, non sono sempre visibili.

 

Mercoledì 14 maggio ore 18

Clara Negro presenta “La Giulia dei Morini” (Morellini).

Giulia Cristofani è la più bella della famiglia dei Morini, tutti scuri di pelle e di pelo, mentre lei è bionda, alta e sottile al contrario delle sorelle tonde e corte. Una famiglia, la sua, di donne laboriose e timorate, mentre lei a sedici anni disdegna il lavoro e vuole una vita comoda ed elegante, ma lì alla Rimessa, paesino dell’entroterra genovese, i suoi sogni rimarranno tali a meno che non sposi Otello, un sempliciotto innamorato con più del doppio dei suoi anni ma che la porterà a vivere a Bologna.

 

Giovedì 15 maggio ore 18

Giorgio Ansaldo presenta “Milano non crede alle lacrime” (Robin) insieme a Paolo Torri. Letture di Rosanna Lampioni e Saverio Zuffanti.

Andrea Poggi, rampollo di una famiglia alto-borghese di Milano e studente al Liceo Classico Parini al tempo della contestazione giovanile, vive le contraddizioni tra il suo ambiente conformista e quello affascinante ma scabroso degli “alternativi”. Andrea cerca la coniugazione perfetta tra sesso e sentimento esplorando il mondo femminile e rischiando di bruciarsi le ali in un tumulto interiore che guarda con timore verso un futuro opaco. La trama si svolge nel corso di tre mesi, raccontandoci l’incertezza sentimentale del ragazzo, fidanzato quasi ufficialmente con Clara, una sua coetanea ben vista dalla famiglia, ma incapace d’approfondire il suo rapporto con lei, soprattutto dal punto di vista sessuale. I suoi genitori, moderni ma distratti, suo fratello maggiore Maurilio, apparentemente più strutturato di lui, il ricchissimo e frivolo amico Gabriele, che nel corso del loro rapporto rivelerà certe sue fragilità, e Clara stessa sono i personaggi che lo circondano e che tendono ad affossarlo nelle sue insicurezze. Ferite fisiche e interiori si alternano nella sua vita. La casuale conoscenza di un mondo lontano dal suo, costituito da una ragazza-madre, Susanna, e da un ragazzo omosessuale, Bob, darà ad Andrea una maggiore consapevolezza della sua identità. Numerosi flashback ci raccontano episodi del suo passato che lo hanno segnato in modi diversi, conducendolo a un epilogo agrodolce che apre uno spiraglio sugli anni ’70, dove il suo destino sembra in qualche modo già scritto. Nel cuore di Andrea, quando ripensa a quei giorni turbolenti del 1968, si mescolano delusione, tenerezza e rimpianto, sentimenti che forse provarono molti ragazzi di quell’epoca.

 

Venerdì 16 maggio ore 18

Paolo Besagno presenta “Gh’é o vento ch’o mescia” (Zona), insieme ad Anselmo Roveda e Stefan Lusito.

Inserendosi in quel filone «alto» che connota l’uso letterario del genovese fin dalle origini, in questo volume Paolo Besagno ordina e propone per la prima volta una serie di testi (in versi o in prosa poetica) di natura fortemente introspettiva, volti ora a ripercorrere vicende personali in ottica autobiografica, ora riflessioni su argomenti di particolare attualità, come il razzismo o la paura del diverso. Articolato in tre sezioni, in parte complementari per stili e temi, il volume comprende anche i testi della raccolta Bambòcce sensa i euggi (2020), fra i contributi più interessanti all’interno del panorama cantautorale più recente d’espressione genovese. Costantemente contesa fra uno stile ruvido e delicato, ansiogeno e solare, la lingua dell’autore si dimostra duttile come la sua propria voce. Il genovese di Besagno si caratterizza infatti per un costante desiderio di ricercatezza formale, che mai sfocia nell’artificiosità; al contrario, il suo uso vivo è testimoniato dal ricorso a forme fonetiche e lessicali della val Polcevera, dove l’autore risiede. Prefazione di: Stefano Lusito.