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Eventi Feltrinelli Genova dal 20 al 23 ottobre

Feltrinelli Genova
Mario Paternostro - Mi è scappato il nonno partigiano!

Eventi Feltrinelli Genova dal 20 al 23 ottobre:

20 ottobre ore 18

Mario Paternostro presenta “Mi è scappato il nonno partigiano! “ (Frilli)

Estate 2024. Il vicequestore Ferruccio Falsopepe sta trascorrendo qualche giorno di vacanza nel suo paese natale, Ceglie Messapica nella valle dei trulli, e in una lunga serata di cibo, vini e ricordi con gli amici nella storica piazza Plebiscito gli viene chiesto di raccontare qualche memorabile indagine. Falsopepe comincia il lungo appassionante racconto di nonno Tino, un vecchio giornalista genovese con un passato movimentato, e del nipote Aldino a cui fa da baby sitter raccontandogli storie e cronache vecchie di cinquant’anni. A volte il nonno è lucidissimo, ma sempre più spesso confonde date, luoghi e personaggi. Spesso emergono la strana ossessione del vecchio giornalista per i nazisti e i fascisti (che ha combattuto ventenne, nel 1943, da partigiano in Ossola nei memorabili 40 giorni della storica Repubblica partigiana) e la storia di Emma, una ragazza sfuggita alle retate dei nazifascisti e poi scomparsa o tradita. Ma un pomeriggio del 2007, nonno Tino e Aldino scompaiono da casa. Volatilizzati. L’indagine delicatissima viene affidata al vicequestore Ferruccio Falsopepe e alla sua squadra di poliziotti e di… particolari collaboratori: un libraio fissato con il commissario Maigret, un professore di storia collezionista di necrologie e un oste dei caruggi che li rifocilla…

Mario Paternostro, è nato a Genova. Dopo la laurea in Giurisprudenza ha scelto il giornalismo. Prima a “Il Lavoro”, lo storico quotidiano socialista, poi al “Giornale Nuovo” di Indro Montanelli, e infine a “Il Secolo XIX” dove è stato capocronista, capo della Cultura, inviato di politica e vicedirettore. Dal Decimonono alla tv privata Primocanale, di cui è stato direttore responsabile per undici anni. Ha insegnato Teoria e tecnica del linguaggio giornalistico all’Università di Genova. Ora collabora come editorialista e autore di docufilm. Tra questi Genova in guerra, Addio ’900, Il Racconto di Genova, I cento anni di Bandiera rossa e La grande alluvione, Salir, Un giorno a Genova nel Medioevo, I Rolli in giardino e Ti ricordi? con Franco Manzitti. Ha scritto Le buone società per Costa & Nolan, Genovesi, Lezioni di Piano, Viaggiatori mangianti, Valigie al dente e Dialoghi sui minimi sistemi (con Claudio G. Fava) per De Ferrari, passando poi ai romanzi noir con Troppe buone ragioni e Il sangue delle rondini per Il Melangolo, Le povere signore Gallardo e Bésame mucho con Mondadori, Il Cardinale deve morire, La spia di Cechov, I delitti del Bianco e Le ombre di Genova con Fratelli Frilli Editori e infine Togliatti e il Cardinale e Strasse per De Ferrari.

21 ottobre ore 18

Harper Lee Day – Bookclub Feltrinelli
Sabrina De Bastiani conduce un bookclub dedicato a “La terra del dolce domani”.

La pubblicazione di “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee nel 1960 fu un evento memorabile: il romanzo vinse il premio Pulitzer, fu tradotto in quaranta Paesi, vendette quaranta milioni di copie, fu adattato in un film che vinse tre Oscar e diventò un classico della letteratura americana. I suoi protagonisti, Scout, Jem e Atticus, sono tra i personaggi più amati dai lettori di tutto il mondo. Se la pubblicazione di “Va’, metti una sentinella” nel 2015 fu un altro evento letterario sensazionale, meno nota fino a oggi è la Harper Lee scrittrice in erba che sottoponeva i suoi racconti alle riviste sperando di vederli pubblicati; Harper Lee, l’amica devota, che accompagnò in Kansas Truman Capote mentre si preparava a scrivere “A sangue freddo”; e Harper Lee nella sua veste da newyorchese e da appassionata di cinema, che riempì le pagine di “McCall’s” e “Vogue” con articoli arguti e profondi. “La terra del dolce domani”, il suo terzo libro, unisce tutti questi aspetti. Contiene racconti inediti scritti a metà degli anni Cinquanta, prima che Harper Lee iniziasse a lavorare a quello che sarebbe diventato “Il buio oltre la siepe”, e una serie di saggi usciti tra il 1961 e il 2006, raccolti qui per la prima volta. Il tutto corredato da un’introduzione di Casey Cep, la sua biografa ufficiale. Dai cortili delle scuole dell’Alabama dell’infanzia di Lee alle tavole calde e ai cinema di Manhattan, dalle sue riflessioni sull’educazione a un delizioso ritratto di Gregory Peck sul set del film “Il buio oltre la siepe”, “La terra del dolce domani” amplia la comprensione del talento della leggendaria scrittrice americana permettendo di seguire l’evoluzione del suo stile letterario e del suo pensiero, ancora attualissimo, sulla politica, l’uguaglianza, il Sud degli Stati Uniti, l’amore, l’arte e il significato di una vita creativa e impegnata. Harper Lee inedita.

 

22 ottobre ore 18 ore 18.00

Pettiniamo le parole – Un libro al mese

Lucia Caponetto propone un laboratorio di lettura espressiva sul libro di Lorenza Gentile “La volta giusta” (Feltrinelli). Il laboratorio nasce con l’intenzione di unire lettura ad alta voce, divertimento e presentazione dei libri del momento. Interviene Massimo Villa.

 

23 ottobre ore 18

Paolo Francesco Peloso presenta “La razza guerriera” (Erga).

Con il progresso scientifico della fine del XVIII secolo nel mondo cosiddetto civile, Europa e Stati Uniti, cominciarono ad affermarsi idee per migliorare l’umanità attraverso interventi violenti sul processo riproduttivo, sulla selezione degli individui, sulla definizione di un tipo razziale umano perfetto, e il suo dominio sugli altri. Attraverso le teorie della degenerescenza, dell’atavismo di Cesare Lombroso, e dell’eugenetica si è giunti così a pensare che la guerra per la selezione umana potesse essere scatenata attraverso interventi violenti dentro il gruppo, impedendo la riproduzione o anche l’esistenza di coloro che erano considerati vite indegne di essere vissute. In Italia ci si mantenne a questo riguardo prudenti, e prudente fu in genere l’atteggiamento degli psichiatri, ma queste teorie fecero danni negli Stati uniti, con la sterilizzazione obbligatoria, e più ancora in Germania con lo sterminio dei malati di mente. L’Italia seguì invece le altre nazioni nella diffusione dei pregiudizi razziali verso le popolazioni di colore e nell’avvio di una politica coloniale feroce, la guerra fuori, già nel corso dell’Ottocento, e la psichiatria contribuì a vestire di scienza questi pregiudizi. Il Fascismo ereditò il razzismo coloniale dall’Italia liberale inasprendolo, e inventò improvvisamente il razzismo antisemita, nonostante molti quadri dirigenti dello stesso Partito Fascista fossero ebrei. Gli ebrei italiani furono così umiliati con le Leggi razziali del 1938 che aprirono per molti di loro, dopo l’occupazione tedesca le porte dei lager. Ci furono psichiatri che aderirono alle leggi razziali e altri che ne subirono le conseguenze, fino a perdere in qualche caso la vita, come anche i malati e rifugiati ebrei prelevati nei manicomi, e altri che nascosero gli ebrei, a loro rischio, nelle corsie. Ricordare queste pagine dolorose della storia europea può aiutare a ragionare sulla deumanizzazione e il razzismo che oggi ancora tanti subiscono, perché individualmente più fragili o perché appartenenti a gruppi etnici dotati di minore potere.