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Festa della Liberazione. Seduta solenne del Consiglio regionale

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Seduta solenne

Questa mattina si è svolta, nell’aula del Consiglio regionale “Sandro Pertini”, la Seduta solenne per celebrare il 77° anniversario della Liberazione Nazionale.
Il presidente dell’Assemblea legislativa Gianmarco Medusei, a nome del Consiglio regionale ha salutato i colleghi , gli assessori e il pubblico presente per poi lasciare la parola a Isabella Insolvibile, storica attualmente ricercatrice presso la Fondazione del Museo della Shoah.
Alla cerimonia hanno assistito le massime autorità civili, militari e religiose della Regione.

Il presidente del Consiglio regionale Gianmarco Medusei ha portato i saluti dell’Assemblea legislativa della Liguria ai colleghi consiglieri, assessori e al pubblico presente: «Il 25 aprile è la festività fondativa della rinascita del nostro Paese, una data spartiacque tra due mondi, ma è anche il doveroso omaggio a quanti eroicamente si spesero senza riserve e spesso morirono per la liberazione dell’Italia dal nazifascismo». Il presidente ha aggiunto: «I diritti di cui tutti godiamo oggi e le nostre libertà di opinione, di voto, di associazione, le conquiste sociali, civili e politiche hanno simbolicamente in questa data il loro inizio e nella Costituzione repubblicana del 1948 la loro consacrazione. Facciamo memoria di questi valori oggi, recuperiamo lo spirito di questa festa, ricordiamoci di quanto profondamente siano radicati nelle nostre coscienze parole come libertà, diritti, giustizia e pace e sapremo di avere ancora le energie morali per il futuro».

Isabella Insolvibile ha precisato che in Italia sono esistite tante “Resistenze”. «La lotta di Liberazione è plurale perché fu fatta in tanti modi diversi. Fu la lotta armata partigiana contro i tedeschi, fu anche la lotta di chi combatté senza armi, ma con la politica, la lotta degli antifascisti restati in clandestinità per tutto il ventennio e pronti a riorganizzare le file dopo l’armistizio del settembre 1943». La storica ha citato anche la Resistenza “civile” degli operai, pronti a fare sciopero, rischiando la deportazione e la morte. «Resistenza – ha aggiunto – fu anche quella dei militari che, dopo l’armistizio, si opposero alle richieste tedesche di resa scegliendo di combattere per non cedere e “Cefalonia” raccoglie molte vicende simili ed ebbe la sua versione più meditata e “politica” nei campi di internamento, dove tanti soldati italiani si ostinarono a rifiutare ogni forma di collaborazione con la Repubblica Sociale di Mussolini e il Terzo Reich di Hitler». Isabella Insolvibile ha, quindi, ripercorso la vita di alcuni dei protagonisti di queste “Resistenze” fra i quali ha citato: il partigiano Aldo Gastaldi, nome di battaglia Bisagno; l’operaio Luigi Marsano, nome di battaglia Luigin, gli antifascisti storici Rina Chiarini e il marito Remo Scappini, Teresa Mattei, che sarà poi la più giovane dei Padri Costituenti, il capitano di Corvetta Domenico Baffigo, medaglia d’oro al valor militare, il tenente Domenico Quaranta, al comando di una compagnia di mitraglieri, l’avvocato antifascista genovese Eros Lanfranco e le partigiane Elena Bono e Paola Garelli. «Tutto questo – ha sottolineato – è frutto di scelte, non del caso, erano cittadini comuni e le storie che ho raccontato – ha concluso – spesso finiscono, ma in quelle storie c’è molto futuro. Il futuro che immaginava chi ha fatto la Resistenza è la Repubblica democratica della quale godiamo oggi e che forse, dopo decenni di assuefazione ai privilegi della libertà, sentiamo di dover difendere in qualche modo. Alle generazioni di oggi, a noi, spettano compiti nuovi e diversi ma abbiamo un patrimonio di storia sul quale fare perno».