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Festival della Scienza di Genova, programma del 28 ottobre

Festival della scienza
Festival della Scienza (Foto Bruno Oliveri e Lorenzo Gammarota)

Genova – Prosegue domani, giovedì 28 ottobre, la diciannovesima edizione del Festival della Scienza di Genova, rassegna dal format ibrido che vuole segnare un ritorno allo stare insieme e al vivere la scienza in prima persona, con un importante programma in presenza e un rinnovato palinsesto online. Nell’ottavo giorno di Festival in programma dieci conferenze, due eventi speciali, l’ultimo appuntamento con “Scienziati nelle scuole” e uno spettacolo: Leggere attentamente l’iper-foglietto illustrativo (ore 9.30), C come cervello (ore 10), Alla scoperta della teledermatologia (ore 14:30 e ore 15:30), S+T+Arts talks in Genova (ore 16) Istituto Idrografico della Marina: da 150 anni al servizio della sicurezza della navigazione (ore 16), Né brutta né bella: nel salotto di Maria Gaetana Agnesi (ore 17), Bufale bestiali (ore 17.30), Comunicare l’archeologia: le mappe del sapere materiale (ore 17.30), Come ti replico il cervello… in silicio (ore 18), GiovedíScienzaOFF – Scienza senza confini di genere (ore 18), Mappe libere (ore 18.30), SoniCosmos (ore 21), La Teoria di Tutte (ore 21.30). In aggiunta al programma in presenza e online di conferenze ed eventi speciali, sono aperte le 17 mostre e i 42 laboratori, i cui orari sono disponibili su www.festivalscienza.it.

IL PROGRAMMA PER APPASSIONATI E FAMIGLIE

Dall’astrofisica alla medicina, dalla chimica alla matematica: quante e quali donne hanno contribuito ai progressi scientifici, cambiando profondamente il destino dell’umanità? Ne parlano Silvia De Francia, farmacologa clinica e giornalista, e Chiara Oppedisano, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, nella conferenza GiovedíScienzaOFF – Scienza senza confini di genere delle ore 18 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale (anche in streaming). Sulle donne della scienza tra passato e presente si soffermano anche alle 21.30 a Palazzo della Borsa (sala delle Grida) la fisica nucleare e divulgatrice Gabriella Greison e Marco Pallavicini presidente del Festival della Scienza e professore di Fisica delle Interazioni Fondamentali dell’Università degli Studi di Genova. In particolare si approfondisce, grazie a una puntata in anteprima della serie La Teoria di Tutte (che andrà in onda su laF), la storia di una delle ricercatrici che, nel 2019, ha potuto osservare per la prima volta l’immagine di un buco nero: l’astrofisica Mariafelicia De Laurentis.

Come funziona l’ingegneria neuromorfa? Ne offre un assaggio Stefano Vassanelli, docente di Neurofisiologia dell’Università degli Studi di Padova, nell’incontro Come ti replico il cervello… in silicio delle ore 18 nella Sala delle Grida di Palazzo della Borsa (anche in streaming). Con la conferenza/spettacolo SoniCosmos delle ore 21 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale (anche in streaming), Sandro Bardelli, ricercatore dell’Istituto Italiano di Astrofisica, Claudia Ferretti, sensorialista studiosa della percezione, songwriter e sound artist, Giorgio Presti, docente dell’Accademia di Belle Arti di Brescia e dell’Università degli Studi di Milano, e Maurizio Rinaldi, compositore e membro fondatore degli ensemble di improvvisazione Phi4, Innerplay e Ligatura, conducono il pubblico in un viaggio nel cosmo narrato dal suono.

Nell’incontro Mappe libere, alle ore 18.30 nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale (anche in streaming), Luca Delucchi, tecnico Gis della Fondazione Edmund Mach, Marco Minghini, ingegnere per l’Ambiente e il Territorio e Geomatica e contributore del progetto OpenStreetMap, e Alessandro Palmas, membro della comunità italiana di OpenStreetMap, spiegano il successo del database geografico mondiale. La rassegna dei caffè scientifici continua con Graziano Ciocca, biologo, divulgatore scientifico e presidente dell’associazione culturale G.Eco, che aiuta a svelare le verità nascoste dietro alle bufale riguardanti gli animali in Bufale bestiali alle ore 17.30 alla Biblioteca Universitaria di Genova (anche in streaming). A inaugurare inoltre la serie di incontri Snooze – Chiacchiere di scienza a colazione la ricercatrice e divulgatrice scientifica Marilù Casini, fa il punto su cellule staminali, medicina personalizzata, rigenerazione di tessuti e vaccini mRNA in Leggere attentamente l’iper-foglietto illustrativo alle ore 9.30 all’Ostello Bello (anche in streaming).

A conclusione del ciclo “Scienziati nelle scuole”, all’Istituto Comprensivo Molassana (ore 10), il neuroscienziato e divulgatore scientifico Marcello Turconi spiega, nell’incontro C come cervello, l’organizzazione e il funzionamento dell’organo più importante del corpo umano. Alle 16 solo in streaming, Aldo Caterino dell’Istituto Idrografico della Marina, in Istituto Idrografico della Marina: da 150 anni al servizio della sicurezza della navigazione a cura dell’associazione Amici del Museo di Storia Naturale, racconta storia e nuove prospettive di quella che oggi è riconosciuta come un’eccellenza nel campo della Blue Economy. Alle ore 17 nell’Auditorium dell’Acquario di Genova, lo spettacolo Né brutta né bella: nel salotto di Maria Gaetana Agnesi, con Maria Eugenia D’Aquino a cura di Pacta dei Teatri, ScienzaInScena e dell’Associazione Amici dell’Acquario di Genova va alla scoperta della vita di Maria Gaetana Agnesi, matematica, filosofa e benefattrice milanese. Continua anche la serie Le mappe dell’Uomo dell’Università degli Studi di Genova con Comunicare l’archeologia: le mappe del sapere materiale (ore 17.30, via Balbi 2), con Andrea Augenti, Fabrizio Benente e Silvia Pallecchi. Inoltre, con Sanja Javor, Cesare Massone e Luigi Priano, moderati da Alexandra Maria Brunasso, conducono i partecipanti Alla scoperta della teledermatologia alle ore 14.30 e 15.30 all’Ospedale Galliera. Infine, dalle 16 alle 19 (solo in streaming) S+T+Arts talks in Genova, sviluppa il tema del rapporto tra scienza, tecnologia e arte contemporanea, in un confronto sullo sviluppo di nuovi processi innovativi che scaturiscono dall’incontro tra artisti, ingegneri e scienziati.

IL PROGRAMMA DIGITALE PER LE SCUOLE DI GIOVEDÌ 28 OTTOBRE

Oltre al programma in presenza, il progetto La scienza va in onda!, realizzato grazie al supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo e in collaborazione con Orientamenti, offre un palinsesto completamente digitale composto da 59 attività online tra laboratori, incontri e visite guidate virtuali riservate alle scuole. In questo modo gli studenti e i loro insegnanti possono anche partecipare direttamente dalle classi o da casa, scegliendo tra laboratori online (digilab), webinar e incontri in live streaming (digitalk) e visite virtuali ai principali istituti di ricerca (digitour).

I digilab di giovedì 28 ottobre

Partendo da un’inchiesta giornalistica del gruppo Gedi, il digilab Quando il gioco è un azzardo – I rischi della dipendenza comportamentale, organizzato da Alisa da giovedì 21 a venerdì 29 ottobre (ore 10-13), approfondisce la differenza tra gioco e azzardo e come quest’ultimo stimoli il cervello arrivando anche a causare dipendenza comportamentale. OpenLab cura La mappa delle pandemie…vegetali! – Rendere visibile l’invisibile (ore 10-13) in cui alunne e alunni possono scoprire alcune metodiche diagnostiche d’avanguardia, che vanno dall’analisi del DNA tramite PCR ad approcci chimici, fino al rilevamento dei patogeni con onde acustiche, che permettono di individuare questi “nemici invisibili”. Dalla prima radio ai moderni smartphone 5G: in Wireless la Cooperativa Ossigeno conduce, dal 25 al 28 ottobre (ore 10-13), all’interno della casa di Guglielmo Marconi, tra la sua scrivania da cui inviò il primo segnale senza fili e la riproduzione di alcuni dei suoi primi esperimenti. Quiz e sfide di programmazione basate su diversi concetti computazionali sono al centro di Coding Maps, digilab a cura del Dipartimento di Informatica Bioingegneria Robotica e Ingegneria dei Sistemi dell’Università degli Studi di Genova in programma dal 26 al 28 ottobre e il 3, 4, 10 e 11 novembre (ore 9-12). I ricercatori di diversi istituti della rete Cnr campana tornano protagonisti dal 27 al 29 ottobre in Alla ricerca di un equilibrio tra Uomo e Terra (ore 10-13), mettendo l’accento su percorsi interdisciplinari per la sostenibilità ambientale, economica e socio-culturale. Tra letteratura, linguistica e informatica, l’Associazione Italiana di Linguistica Computazionale, e l’Associazione per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale in È Dante o non è Dante: questo è il problema, in calendario da mercoledì 27 a venerdì 29 ottobre (ore 10-13), sfida a pensare insieme Dante e intelligenza artificiale, giocando con il risultato di modelli automatici per la generazione del linguaggio e mettendo a confronto testi letterari autentici, testi generati automaticamente da modelli statistici e testi scritti dalle classi “nello stile dell’autore”. In M come matematica, M come mondo la Curvilinea Società Cooperativa, dal 27 al 29 ottobre (ore 10-13), racconta in un digilab ricco di programmi interattivi le diverse applicazioni della matematica tra statistica, automi cellulari, algoritmi, logica, biologia e cartografia. Sempre dal 27 al 29 ottobre Veronica Beatini, Daniela Doda e Chiara Panzi accompagnano gli studenti in un viaggio alla scoperta del brain mapping dal titolo Gli esploratori del cervello (ore 10-13). In Pandemia – Scegli la tua storia, in calendario dal 27 al 29 ottobre (ore 10-13), la Fondazione Umberto Veronesi sfida le classi in un webgame educativo che fa calare alunne e alunni nei panni di decisori politici che devono gestire una nuova infezione sconosciuta. Dante è il tema centrale anche di L’amor che move il Sole e l’altre stelle, curato dall’Agenzia Spaziale Europea giovedì 28 e venerdì 29 ottobre (ore 8.30-14): un viaggio interattivo alla scoperta delle rappresentazioni dell’Universo tra letteratura, fisica, storia e metodo scientifico.

I digitour giovedì 28 ottobre

Il programma di digitour prosegue giovedì 28 ottobre (ore 10) con Visita a un laboratorio per le alte energie – Tour virtuale ai laboratori di astrofisica spaziale dell’ Osservatorio Astronomico di Palermo dell’Inaf, che accompagna alla scoperta della facility XACT (X-ray Astronomy Calibration and Testing) e alle ore 11 con STAR, una nuova luce sulla materia, con gli studenti che possono esplorare macchine e tecniche di indagine innovative che utilizzano raggi X.

I digitalk di giovedì 28 ottobre

Giovedì 28 ottobre (ore 12) Carocci Editore cura Ascoltare il cosmo – Le frontiere dell’astrofisica multimessaggera con Massimiliano Rozzano e Walter Riva a esplorare il lato dinamico e violento del cosmo.

I biglietti e le prenotazioni sono acquistabili online sul sito del Festival: www.festivalscienza.it e tramite il call center (tel. 010 8934340). È attiva nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale una biglietteria, ma si incoraggia il pubblico a privilegiare l’utilizzo dei servizi e-commerce online e telefonico. Questi i costi dei biglietti: giornaliero intero 13 euro, ridotto 11 euro, ridottissimo 9 euro, abbonamento standard intero 21 euro, ridotto 18 euro, ridottissimo 12 euro, premium (con prenotazioni gratuite per il titolare dell’abbonamento) 30 euro; i bambini fino ai 5 anni non pagano. Gli abbonamenti standard hanno validità per tutti i giorni e tutti gli eventi del Festival e includono anche la fruizione degli eventi in streaming. Per l’offerta online è disponibile l’abbonamento live streaming al costo di 10 euro. Sono presenti in programma alcuni eventi gratuiti. Il biglietto Scuola, riservato agli studenti che partecipano al progetto scuole (costo 9 euro), equivale a un abbonamento standard e consente quindi di fruire di tutto il Festival, sia in presenza sia online. La prenotazione (costo 0,50 euro) agli eventi in presenza è fortemente consigliata per il pubblico generico, mentre è obbligatoria (e gratuita) per le classi.

Il Festival della Scienza online
Sito web: festivalscienza.it
Piattaforma streaming e on-demand: festivalscienza.online
Hashtag: #Festivalscienza #FDS2021
Facebook: www.facebook.com/Festivaldellascienza
Instagram: https://www.instagram.com/festivalscienza/
Twitter: @FDellaScienza
Youtube: FestivalScienza

FESTIVAL DELLA SCIENZA 2021

IL PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 28 OTTOBRE CON APPROFONDIMENTI

ore 9.30, Ostello Bello e in live streaming

Leggere attentamente l’iper-foglietto illustrativo

Caffè scientifico con Marilù Casini, modera Barcucci Sabina

Cellule staminali, medicina personalizzata, rigenerazione di tessuti e vaccini mRNA. Mentre il mondo dell’innovazione farmacologica sta compiendo passi da gigante, sui social media spopolano le teorie più fantasiose su come avvengano l’ideazione, i test e la produzione di nuovi farmaci. Ma come funzionano le cose in realtà e a che punto siamo con le biotecnologie mediche? La verità è che alcuni profondi cambiamenti hanno recentemente traghettato la medicina tradizionale verso una più avanzata, che ha coinvolto nuovi attori, componenti, tempistiche e obiettivi. Possiamo ricreare organi con le cellule staminali? Siamo in grado di ideare terapie personalizzate? Quanto tempo ci vuole? Ma soprattutto, possiamo davvero fare a meno della ricerca privata nella produzione di nuove soluzioni sicure?

Marilù Casini, ricercatrice e divulgatrice scientifica. Marilù Casini è una emergente divulgatrice e ricercatrice italiana. Grazie alla borsa Marie Curie sta svolgendo il suo progetto di ricerca a Valencia per studiare la fibrillazione atriale con l’utilizzo delle cellule staminali. Fin dai tempi dell’Università si occupa di promuovere temi scientifici fra i giovani organizzando eventi e, nell’ultimo anno, ha cominciato il suo personale progetto di divulgazione attraverso social media come TikTok e Instagram

ore 10, Istituto Comprensivo Molassana

C come cervello

Incontro con Marcello Turconi

Le neuroscienze sono una materia di scottante attualità, ma molto spesso considerata troppo difficile per bambini e bambine. Niente di più sbagliato, anzi: conoscere il cervello, come è organizzato e come funziona può aiutare anche i più piccoli ad affrontare le piccole, grandi sfide della vita quotidiana. Partiamo allora per un viaggio alla scoperta di questo affascinante quanto fondamentale organo del corpo umano, che è responsabile di tutto, ma proprio tutto quello che ci accade: dal movimento alle percezioni sensoriali, dalle emozioni ai rapporti sociali, dalla memoria all’apprendimento… tra neuroni e aree cerebrali, autocontrollo e neuroplasticità, il cervello non avrà più segreti!

Turconi Marcello, laurea e Dottorato in neuroscienze (Università di Trieste), si è specializzato nella comunicazione scientifica (MCS SISSA); assegnista dell’Università degli Studi di Milano, ha all’attivo collaborazioni in ambito editoriale e nell’organizzazione di eventi di divulgazione scientifica; è autore di C come cervello (illustrazioni Allegra Agliardi, Nomos 2021).

ore 12, in live streaming

Ascoltare il cosmo

Digitalk con Massimiliano Razzano, Walter Riva

Guardando il cielo ci immaginiamo un Universo calmo, tranquillo. Ma il Cosmo nasconde un lato dinamico e violento, dominato da fenomeni fisici estremi, come le esplosioni di supernova o gli scontri fra buchi neri. Abbiamo svelato questi aspetti del cosmo grazie ai telescopi a terra e nello spazio. Oltre a catturare la luce proveniente dai corpi celesti, però, abbiamo anche imparato ad osservare altri importanti “messaggeri cosmici” (come i neutrini e le altre particelle di alta energia che sfrecciano nello Spazio, o le onde gravitazionali, che testimoniano colossali scontri cosmici capaci di far vibrare la trama dello spaziotempo). Nasce così l’astrofisica multimessaggera, che ci permette di ascoltare il Cosmo e i suoi straordinari fenomeni, anche quelli che risultavano inaccessibili agli strumenti e alle tecnologie dell’astronomia tradizionale. Ragazzi e ragazze potranno conoscere la scienza su cui si fonda questa nuova branca dell’astrofisica moderna, scoprendo le scoperte più recenti ie le prospettive future in questo campo, anche alla luce dei prossimi grandi esperimenti a terra e nello spazio (come l’Einstein Telescope, la missione LISA e i futuri rivelatori di raggi X e raggi gamma).

Massimiliano Razzano, Professore associato in Fisica all’Università di Pisa, si occupa di onde gravitazionali e di astrofisica delle alte energie. Membro delle collaborazioni Fermi-LAT e Virgo e giornalista scientifico, da anni si dedica alla comunicazione e divulgazione scientifica scrivendo per varie testate; è autore di oltre 300 pubblicazioni su riviste internazionali. Di recente ha pubblicato “Ascoltare il cosmo” (Carocci, 2021).

Walter Riva, direttore dell’Osservatorio Astronomico del Righi e Presidente del Planetario Antikythera; lavora all’Università degli Studi di Genova dove si occupa di organizzare eventi di divulgazione scientifica e di public engagement e di campagna dell’offerta formativa. Scrive di astronomia per il Secolo XIX ed è direttore responsabile della rivista “Cosmo” . È autore di “Storia di un raggio di luce” (Gruppo B editore, 2016) e di “Universo. Dall’osservazione a occhio nudo al James Webb Space Telescope” scritto con Marina Costa (Nuinui, 2020).

ore 14:30 e ore 15:30, Ospedale Galliera aula 1b4 primo piano

Alla scoperta della teledermatologia

Evento speciale con Sanja Javor, Cesare Massone, Luigi Priano, modera Alexandra Maria Brunasso

La telemedicina è un insieme di tecniche mediche ed informatiche che permettono di fornire servizi sanitari a distanza. La dermatologia, branca della medicina basata particolarmente sulla visione delle lesioni, è quindi una delle specialità mediche che meglio si adatta alla telemedicina tramite l’uso delle immagini. Le applicazioni di teledermatologia includono sia modalità real time (sincrone) sia differite (asincrone) e risultano particolarmente vantaggiose per i pazienti fragili (anziani e disabili) o quelli residenti in zone periferiche, lontane dai centri ospedalieri specializzati o con difficoltà di mobilità. Inoltre, permette di minimizzare il contatto diretto e quindi il rischio di trasmissione di alcune patologie, come il Covid-19. In questo incontro conosceremo innanzitutto i risultati di un progetto sperimentale di teledermatologia, attivo dal 2017 al 2019 presso la SC Dermatologia dell’ospedale Galliera (e realizzato con la collaborazione di alcuni medici di base della Asl-3 Genovese) che ha coinvolto più di 250 pazienti. Scopriremo poi il servizio di telemedicina in modalità sincrona che, durante i periodi di lockdown, ha permesso di assistere pazienti affetti da forme gravi di psoriasi, dermatite atopica ed altre malattie dermatologiche autoimmuni, che necessitano di un monitoraggio periodico sia per studiare l’evoluzione clinica sia rispondere a dubbi, domande e perplessità.

Sanja Javor, Specialista in Dermatologia e Venereologia, è Dirigente medico presso E.O. Ospedali Galliera (Genova). Membro della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), dell’European Association of Dermato-Oncology e dell’Associazione Dermatologi-Venereologi Ospedalieri Italiani (ADOI), è autrice 40 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali indicizzate.

Luigi Priano, dermatologo, dirigente I livello S.C. Dermatologia Ospedale Galliera (Genova); è autore di pubblicazioni scientifiche in italiano e inglese; ha partecipato a numerosi congressi, convegni, corsi monotematici.

Alexandra Maria Giovanna Brunasso, Dirigente Medico I Livello presso SC Dermatologia Ente Ospedaliero Galliera (Genova); è autrice di decine di articoli su riviste di settore e presentazioni a convegni e congressi a livello internazionale.

Cesare Massone, direttore Medico SC Dermatologia Ente Ospedaliero Galliera (Genova), è Delegato Regionale e Membro del Comitato Scientifico ADO, e Consigliere del Centro Studi GISED; è Executive Committee member International della Society of Dermatopathology. Ha all’attivo oltre 300 tra comunicazioni orali e poster tenuti a convegni e congressi, e collabora a numerosi studi a livello internazionale.

ore 16, in live streaming

Istituto Idrografico della Marina: da 150 anni al servizio della sicurezza della navigazione

Incontro con Aldo Caterino

L’Istituto Idrografico della Marina opera a Genova, a forte San Giorgio, dal 1872. Nato come osservatorio astronomico per la conservazione e la trasmissione dell’ora alle navi, per la riparazione e la manutenzione degli strumenti nautici e per la redazione e pubblicazione della cartografia marittima nazionale italiana, ha via via ampliato il proprio raggio d’azione, diventando un centro di ricerca di livello internazionale, un luogo di formazione e di trasmissione del sapere e un laboratorio di nuove tecnologie applicate al mare, per garantire la sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana. Le sue annuali campagne idro-oceanografiche hanno permesso di mappare le coste e i fondali delle acque metropolitane e di quelle coloniali, ricavandone una documentazione di alto contenuto scientifico. E’ stato anche promotore e collaboratore di importanti iniziative esplorative, come quelle in Artide e in Antartide, quelle nel Karakorum e in Estremo Oriente e quelle nelle deserte lande della Patagonia e della Terra del Fuoco. Oggi rappresenta un’eccellenza riconosciuta nel campo della Blue Economy, operando a 360° anche per il monitoraggio e la salvaguardia dell’ambiente marino. La conferenza intende presentare un excursus a volo d’uccello sulla sua storia, la sua importanza e la sua unicità, utilizzando anche una serie di immagini, in parte d’epoca e in parte contemporanee, per illustrare le varie tematiche.

Aldo Caterino si è laureato in storia moderna presso l’ateneo della città e ha poi intrapreso una carriera nel mondo dei beni culturali, operando sia nel settore privato, sia in quello pubblico. Collabora da anni con l’Università di Trento (Centro Studi Martino Martini per le relazioni culturali Europa/Cina) e con la Link Campus University di Roma, ha pubblicato numerosi libri di storia marittima e navale e ha partecipato a conferenze e convegni su queste tematiche in Italia e all’estero. Attualmente è responsabile del settore nazionale e mostre dell’Ufficio Relazioni Esterne dell’Istituto Idrografico della Marina.

ore 17, Auditorium dell’Acquario di Genova

Né brutta né bella: nel salotto di Maria Gaetana Agnesi

Spettacolo, Di e con Maria Eugenia D’Aquino, consulenza storica e scientifica di Massimo Mazzotti, musiche originali Hinc Iam Beata Tempora di Maurizio Pisati, luci e spazio scenico di Fulvio Michelazzi, costumi di La Lory Costumi

A 300 anni dalla sua nascita, ripercorriamo la vita di Maria Gaetana Agnesi, matematica, filosofa e benefattrice milanese. Partendo da un salotto del ‘700, il suo salotto, rivivremo la sua vicenda umana e la sua carriera scientifica. Sarà la stessa Maria Gaetana a condurci in un viaggio appassionante e sorprendente nella Milano settecentesca, ma a rivelarci anche i segreti della sua anima, i suoi desideri, le sue passioni, lasciando trapelare uno sguardo lungimirante sul mondo e una visione davvero rivoluzionaria. Una storia preziosa, come i gioielli che le furono regalati dall’Imperatrice Maria Teresa d’Austria perché potesse sostenere le sue ricerche. E al termine il suo salotto, come al tempo delle conversazioni nel bel Palazzo Agnesi di via Pantano, si popolerà di personaggi contemporanei del mondo della cultura, della scienza, della filosofia, della musica, per completare l’affresco di un momento importante della nostra Storia.

Maria Teresa D’Aquino è attrice, formatrice e imprenditrice teatrale. Presidente di PACTA . dei Teatri e direttrice artistica del progetto TeatroInMatematica – ScienzaInScena.

Massimo Mazzotti con un PhD in Science Studies presso l’Università di Edimburgo. Insegna storia della scienza all’Università della California – Berkeley.

ore 17.30, Biblioteca Universitaria di Genova e in live streaming

Bufale bestiali

Caffè scientifico con Graziano Ciocca

Partiamo per un viaggio curioso e sorprendente tra le panzane più diffuse sul regno animale: è vero che il lupo ulula alla luna? E che gli struzzi nascondono la testa sotto la sabbia? Gli elefanti hanno sul serio paura dei topi? La risposta è no. No e poi no. Grosso errore. Sbagliatissimo. Di qualsiasi animale si tratti, state pur certi che esiste almeno una frottola al suo riguardo, diffusa dai cartoni animati, da un antico filosofo greco o da un manipolo di marinai perditempo. Per fortuna la scienza e l’osservazione della natura ci vengono in soccorso e ci aiutano a svelare la verità nascosta dietro alle bufale e a guardare con stupore e rispetto gli organismi che ci circondano. Tra scorpioni in Europa e lemming della Groenlandia, cavalli di nome Hans ed elefanti sdentati, superpoteri affibbiati a caso e naturalisti fanatici, preparatevi a una pazza e divertente avventura alla scoperta dei protagonisti del Regno Animale. Scoprirete un mondo davvero straordinario, ma tutto diverso da come lo immaginavate.

Graziano Ciocca è un biologo e divulgatore scientifico; è presidente dell’associazione culturale G.Eco, formatore docenti per DeA Scuola, si occupa di diffusione della cultura scientifica nelle scuole e con il grande pubblico, e partecipa a manifestazioni e festival scientifici in tutta Italia; ha scritto diversi libri, tra cui I tori odiano il rosso (Dedalo, 2015, “Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica” under 35) e Bufale bestiali (De Agostini, 2021).

ore 17.30, Università degli Studi di Genova, Balbi 2

Comunicare l’archeologia: le mappe del sapere materiale

Conversazione con Andrea Augenti, Fabrizio Benente, Silvia Pallecchi

L’archeologo legge, decodifica e interpreta i segni lasciati sulla materia dagli uomini del passato. Poi li tesse insieme a comporre un racconto da restituire sia al mondo della ricerca sia, soprattutto, alla società: a ben guardare, infatti, è proprio alla società che appartengono l’eredità e la storia che la materia conserva.

Questo racconto, fatto delle tracce lasciate dalle attività degli uomini del passato, di segni prodotti dalle loro mani, di frammenti di oggetti e di resti di strutture da loro prodotti e utilizzati, rimanda direttamente al loro modo di vivere, di essere e di pensare. Possiamo utilizzarlo come una mappa del tempo e possiamo provare a seguirlo, per scoprire dove ha origine la realtà che ci circonda – e di cui siamo parte – e in che modo è arrivata ad avere la forma che ha oggi.

In questo percorso, a poco a poco anche noi ci trasformiamo: la conoscenza delle vite degli altri ci aiuta a costruire una nuova percezione del nostro posto nel mondo e nel tempo e ci fornisce uno strumento importante sia per la costruzione di un presente più attivo, che per la progettazione di un futuro più consapevole.

Questo è uno degli obiettivi più importanti che l’archeologia oggi si attribuisce, ed è per questo che, negli ultimi anni, il tema della comunicazione è entrato con forza nel dibattito interno alla disciplina.

Andrea Augenti, archeologo, è professore ordinario di Archeologia Medievale presso l’Università degli Studi di Bologna (sede di Ravenna). Ha diretto numerosi, importanti, progetti di scavo archeologico ed è stato curatore dell’allestimento di mostre e musei. Alla sua produzione scientifica, ha sempre affiancato un’importante attività di divulgazione. Tra i progetti di punta, ricordiamo le ricerche, le pubblicazioni, le mostre e il museo relativi alla città romana di Classe (Ravenna).

Fabrizio Benente, archeologo, è professore ordinario di Archeologia Medievale presso l’Università degli Studi di Genova. Ha all’attivo la direzione di numerosi progetti di ricerca archeologica in Italia e all’estero. È autore di numerosissimi contributi scientifici e di altrettanti testi a carattere divulgativo. Tra i lavori più recenti, ricordiamo il progetto di ricerca a San Nicolao di Pietra Colice, nell’ambito del quale ha elaborato un importante progetto di comunicazione.

Silvia Pallecchi, archeologo, è professore associato di Metodologie della Ricerca Archeologica presso l’Università degli Studi di Genova. Ha all’attivo la direzione di diversi progetti di ricerca archeologica in Italia, e diverse pubblicazioni a carattere scientifico e divulgativo. Tra i progetti più recenti, ricordiamo gli scavi a San Bartolomeo al Mare (IM), a Policastro Bussentino (SA) e a Pompei.

ore 18, Sala delle Grida di Palazzo Ducale e in live streaming

Come ti replico il cervello… in silicio

Lectio Magistralis con Stefano Vassanelli, modera Leonardo De Cosmo

Replicare in tutto e per tutto il funzionamento del nostro cervello: ecco l’ambizioso obiettivo dell’ingegneria neuromorfa. Tecnologie come neuroni in silicio e memristori stanno offrendo la possibilità di svelare i grandi misteri ancora irrisolti del nostro cervello, sviluppare dispositivi elettronici per l’elaborazione delle informazioni enormemente più efficienti, e realizzare protesi neurali. Un breve percorso che prende il via dallo studio del cervello umano: prima lo ‘smonteremo’ pezzo per pezzo, per comprenderne i principi base di funzionamento: come funzionano i neuroni, le sinapsi e la trasmissione delle informazioni tra di loro? Poi lo ricostruiremo, ma questa volta in silicio: come si progetta e realizza un neurone sintetico, e come si replicano le connessioni necessarie per formare delle reti neurali? Infine tratteremo le possibili applicazioni di queste tecnologie quasi avveniristiche: non solo una migliore comprensione del funzionamento del cervello, ma anche la realizzazione di chip notevolmente più efficienti e flessibili, e la possibilità di costruire protesi in grado di ripristinare la funzionalità di aree cerebrali danneggiate.

Stefano Vassanelli, docente di Neurofisiologia presso l’Università degli Studi di Padova e a capo del laboratorio NeuroChip. Si occupa dello sviluppo di dispositivi impiantatili, di tecnologie di intelligenza artificiale per interfacce cervello-macchina e dei principi con cui i microcircuiti cerebrali elaborano le informazioni. È anche Coordinatore del progetto SYNCH, il cui obiettivo è la creazione di una architettura ibrida cervello-neuromorfo.

Leonardo De Cosmo, giornalista scientifico, collabora e ha collaborato con ANSA, Le Scienze, Mind e Focus. È cofondatore di DiScienza, una no-profit che sviluppa progetti di divulgazione per avvicinare grandi e piccoli a scienza e tecnologia. Ha collaborato alla realizzazione di alcune mostre National Geographic, supportato la comunicazione di numerosi eventi di divulgazione, e nel 2020 ha lanciato Dreambot, il podcast dedicato al mondo della robotica.

ore 18, Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale e in live streaming

GiovedíScienzaOFF – Scienza senza confini di genere

Conversazione con Silvia De Francia, Chiara Oppedisano, modera Edwige Pezzulli

Dall’astrofisica alla medicina, dalla chimica alla matematica: quante e quali donne hanno contribuito ai progressi scientifici, cambiando profondamente il destino dell’umanità? Nobel mancati, donne divise fra casa e laboratorio, spesso impegnate nel sociale e nella politica: in molte di loro, infatti, era viva anche la necessità di migliorare le condizioni di vita delle donne. La Storia ci restituisce figure illuminate il cui ruolo fu fondamentale per indirizzare le scelte sociali. Signore d’altri tempi o a noi più vicine: scienziate convinte della bontà delle loro ricerche e dell’importanza di andare avanti, quasi “sentissero” la via giusta da perseguire. Madri, mogli, sorelle, figlie di: non sta a noi identificarle attraverso i gradi di parentela con uomini noti. Noi vogliamo rendere loro onore, riconoscendo quanto hanno fatto fra mille difficoltà, spesso sgomitando fra folle di colleghi, per apparire come Donne e come Scienziate, senza doversi fingere uomini per andare avanti. Sono storie che ci appartengono, patrimonio dell’umanità: mappe di vita e di amore per la scienza e che vogliamo offrire ai giovani in un momento cruciale di scelta di vita. Le relatrici toccheranno l’ambito astrofisico e quello medico in un fitto intreccio di informazioni, quasi a tracciare le vite delle donne prescelte in modo corale. Perché le discipline possono essere molte ma il coraggio con cui si combatte non può essere che uno solo.

Silvia De Francia, Farmacologa clinica, Ricercatrice in Farmacologia, docente di Farmacologia all’Università di Torino, giornalista, divulgatrice scientifica su temi di farmacologia e medicina di genere. Autrice del primo libro italiano di taglio divulgativo sulla Medicina di Genere: “La Medicina delle differenze, storie di donne, uomini e discriminazioni” (Neos Edizioni, luglio 2020).

Chiara Oppedisano, Ricercatrice presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, lavora all’esperimento ALICE all’acceleratore LHC del CERN che studia la materia che componeva l’Universo qualche milionesimo di secondo dopo il Big Bang. Fa parte del progetto di divulgazione ‘Scienza per tutti’ portando i suoi progetti e laboratori sperimentali nelle scuole, dalle primarie alle superiori.

Edwige Pezzulli, assegnista presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica, divulgatrice scientifica, autrice di laboratori e workshop: cura progetti sul tema scienza e genere. Collabora con la RAI come autrice e conduttrice di Superquark+, è autrice per Rai Cultura. Ha pubblicato il libro “Apri gli occhi al cielo” (Mondadori, 2019), ed è una delle fondatrici di WeSTEAM. Vincitrice del Premio Nazionale GiovedìScienza 2019.

 

ore 18.30, Sala del Minor Consiglio e in live streaming

Mappe libere

Conversazione con Marco Minghini, Luca Delucchi, Alessandro Palmas, modera Maurizio Napolitano

OpenStreetMap è il database geografico mondiale che ha rivoluzionato le mappe, esattamente come Wikipedia ha fatto con le enciclopedie: una piattaforma libera e condivisa dove utenti, amministrazioni pubbliche e aziende collaborano alla pari per descrivere il mondo in cui viviamo e produrre mappe, app e altri prodotti che sono entrati nelle nostre vite. In un mondo connesso dove tutti utilizzano servizi di localizzazione, spesso basta infatti condividere la propria posizione per creare nuova informazione geografica che altri potranno successivamente utilizzare in contesti anche molto diversi tra loro: dalla mappe in cui ci possiamo imbattere entrando in social network come Facebook, a quelle utilizzate dai corrieri per consegnare gli ordini, fino ad arrivare alle mappe usate dalle squadre di intervento umanitario per coordinare il proprio lavoro in territori poco conosciuti. Le mappe sono lo strumento per capire il mondo e l’ambiente in cui ci troviamo, ed OpenStreetMap cerca di fornire il punto di vista più neutrale a riguardo, configurandosi come “punto di compromesso” di una comunità mondiale. Capiremo innanzitutto l’importanza dei dati liberi nell’economia digitale contemporanea, confrontando questo modello con quello delle più note piattaforme proprietarie. Poi scopriremo, grazie al contributo di alcuni dei collaboratori italiani di OpenStreetMap, le tante possibili applicazioni e le potenzialità di questo strumento tecnologico libero.

Marco Minghini, ingegnere per l’Ambiente e il Territorio e Geomatica, contributore del progetto OpenStreetMap. Lavora come Scientific Project Officer al Joint Research Center (JRC) della Commissione Europea a Ispra, dove svolge ricerca applicata su tematiche legate alla condivisione di dati spaziali, standardizzazione, infrastrutture ed ecosistemi di dati. È Charter Member della Open Source Geospatial Foundation (OSGeo) e membro dell’Associazione Italiana per l’Informazione Geografica Libera GFOSS.it.

Luca Delucchi, laureato in Scienze Geografiche applicate all’Ambiente Territorio e Turismo, lavora presso la Fondazione Edmund Mach in qualità di tecnico GIS. Contribuisce ad OpenStreetMap fin dagli albori della comunità italiana. È inoltre un Charter Member della Open Source Geospatial Foundation (OSGeo) e consigliere dell’Associazione Italiana per l’Informazione Geografica Libera GFOSS.it, di cui è stato anche presidente. Collabora inoltre a diversi progetti di software libero.

Alessandro Palmas, membro fin dall’inizio della comunità italiana di OpenStreetMap; ha contribuito prima come volontario, poi come Project Manager per l’associazione Wikimedia Italia, rappresentante in Italia della fondazione OSMF che tutela il progetto, formando Protezione Civile ed altri enti pubblici. Attualmente coordina a Brindisi le attività su OpenStreetMap del centro servizi UNGSC delle Nazioni Unite a supporto delle missioni africane.

Maurizio Napolitano, tecnologo della Fondazione Bruno Kessler di Trento dal 1999 attualmente in forza al centro Digital Society dove coordina l’unità Digital Commons Lab.. Con il suo gruppo si occupa di tematiche legate ai beni comuni digitali quali l’open source, l’open data e openstreetmap collaborando con realtà importanti su questi temi come Open Knowledge Foundation ,Open Data Institute e GovLab NYU. Contribuisce al movimento open data e al progetto openstreetmap da oltre 15 anni partencipandi ai dibattiti nazionali ed internazionali, scrivendo articoli divulgativi e scientifici, creando strumenti (tutorial, visualizzazioni, software, …) per rendere più facile la comprensione e il riutilizzo dei dati. Ha partecipato a diversi comitati scientifici sul tema dell’open data (Regione Lazio e Regione Campania) ed ha fatto parte del comitato scientifico per la definizione dell’agenda digitale della Regione Emilia-Romagna. Come attivista è stato coinvolto in diverse associazioni legate al tema della conoscenza libera come ASSOLI, GFOSS.it, Italian Linux Society, LinuxTrent e Wikimedia Italia.

ore 21, Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale e in live streaming

SoniCosmos

Conferenza/Spettacolo con Sandro Bardelli, Claudia Ferretti, Giorgio Presti, Maurizio Rinaldi

Una delle grandi frontiere della cosmologia moderna è la descrizione dell’evoluzione dell’Universo e del suo contenuto. Dall’evento Big Bang, in cui la materia era quasi uniformemente distribuita, essa si è condensata in ammassi e galassie. Le galassie, però, nascono, crescono e in un certo senso muoiono, mentre la loro distribuzione spaziale cambia. Al fine di capire questo fenomeno, i maggiori telescopi hanno intrapreso un’indagine sulle galassie per mappare la loro distribuzione spaziale e le loro proprietà in funzione del tempo cosmico. Un anno di lavoro ha dato vita alla traduzione in suono (in gergo “sonificazione”) dei dati raccolti dal Very Large Telescope dell’European Southern Observatory (ESO) nel deserto cileno, nell’ambito dello studio zCOSMOS (un programma di ricerca internazionale a cui hanno partecipato 45 scienziati e scienziate di Paesi principalmente europei – di cui circa la metà italiani). Il risultato dell’analisi dei dati di questa indagine è un viaggio sonoro tra le galassie: l’udito diventa la nostra guida nel tempo e nello spazio, alla scoperta di galassie vicine e lontane, grandi e piccole, attive e silenti. Una vera e propria mappa uditiva della porzione di universo osservabile grazie ai magnifici telescopi di cui oggi disponiamo. Un’esperienza sensoriale per immergersi nella trama dell’universo.

Sandro Bardelli, ricercatore presso l’Istituto Italiano di Astrofisica, si occupa di cosmologia osservativa, evoluzione delle galassie, materia ed energia oscura. È co-autore di più di 250 articoli di ricerca su riviste scientifiche, ma si occupa anche di didattica e divulgazione (è responsabile di questo settore presso INAF-Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna), e ha all’attivo conferenze, spettacoli divulgativi e supervisione scientifica di mostre.

Claudia Ferretti, sensorialista studiosa della percezione, songwriter e sound artist. Nella vita esplora il fenomeno della percezione per comprendere e raccontare il mondo e la bellezza in essa nascosta. Docente di Analisi Sensoriale presso università, scuole e aziende e musicista, esplora il mondo del suono collaborando con artisti visivi e presentando le sue opere presso enti e gallerie. Insegnante di sound storytelling.

Giorgio Presti, docente dell’Accademia di Belle Arti di Brescia e dell’Università degli Studi di Milano, dove è anche ricercatore post-doc presso il Laboratorio di Informatica Musicale (dipartimento di Informatica). Autore di installazioni multimediali interattive e performance elettroacustiche, ha esposto le sue opere in contesti museali, gallerie d’arte ed eventi pubblici di divulgazione artistica e scientifica.

Maurizio Rinaldi, laureato in Fisica Teorica e in Discipline Musicali. È membro fondatore degli ensemble di improvvisazione Phi4, Innerplay e Ligatura. Chitarrista, compositore e performer di musica elettronica. E’ docente di fisica e matematica presso la scuola secondaria superiore e docente dell’Accademia di Belle Arti di Brescia. Le sue performance e le sue composizioni elettroacustiche sono state eseguite all’interno di numerosi contesti nazionali e internazionali.

ore 21.30, Palazzo della Borsa, Sala delle Grida

La Teoria di Tutte

Conversazione con Gabriella Greison , Marco Pallavicini

Conosceremo, grazie a una puntata in anteprima della serie “La Teoria di Tutte” (che andrà in onda su laF), Mariafelicia De Laurentis, astrofisica che lavora a Napoli, una delle ricercatrici – tra le/i 200 provenienti da tutto il mondo – grazie a cui nel 2019 abbiamo potuto osservare per la prima volta l’immagine di un buco nero (M87). Seguiremo il suo percorso di ricercatrice, dall’ossevatorio di Capodimonte fino al museo di Fisica di Napoli, e scoprieremo l’importanza per la scienza di aver dato concretezza alla presenza dei buchi neri, che da teoria diventano oggetti astrofisici osservabili per capire l’Universo e per testare la teoria che spiega la forza che lo governa, la gravità. Scopriremo l’importanza strategica del prossimo obiettivo di Mariafelicia, cioè fotografare Saggitarius A, il buco nero all’interno della nostra galassia. Il percorso di MariaFelicia non è sempre stato semplice: ci sono stati (come per Vera Rubin, altra grande scienziata di cui ripercorreremo la storia insieme a Mariafelicia) dei momenti in cui si è sentita penalizzata come donna, anche se questo non l’ha fatta desistere dai suoi obiettivi. A seguire, quindi, un dialogo di grande attualità sulle difficoltà ancora presenti, per le donne, di affermarsi nella scienza: nonostante la forte crescita negli ultimi anni, infatti, in Italia solo il 35% delle donne lavora nei settori scientifici e solo il 37% delle studentesse sono iscritte a lauree di discipline STEM.

Gabriella Greison, si laurea in fisica nucleare con una tesi sullo studio sperimentale della propagazione di elettroni veloci in una camera a vuoto. Ha lavorato per due anni presso il centro di ricerche École polytechnique di Palaiseau a Parigi ed è stata direttrice del primo Festival della Fisica in Italia. Si occupa di divulgazione scientifica, è scrittrice, giornalista professionista, attrice teatrale. È la stata definita la “Rockstar della Fisica” e porta a teatro gli spettacoli tratti dai suoi libri.

Marco Pallavicini è professore ordinario di Fisica delle Interazioni Fondamentali all’Università degli Studi di Genova e ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Ha lavorato al Fermilab e a SLAC, occupandosi di fisica della particelle elementari ed in particolare della fisica dei quark. Ha partecipato a missioni ESA per lo studio dei raggi cosmici in atmosfera. Autore di più 350 lavori scientifici e vincitore di un grant ERC Advanced nel 2013, si occupa prevalentemente di fisica del neutrino, di fisica solare e di ricerche di materia e energia oscura. E’ co-portavoce dell’esperimento Borexino ai Laboratori INFN del Gran Sasso. Dal 2016 è Presidente del Festival della Scienza di Genova.