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Festival della Scienza di Genova, programma di domani 23 ottobre

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Festival della Scienza

Genova – Prosegue domani, sabato 23 ottobre, la diciannovesima edizione del Festival della Scienza di Genova, rassegna dal format ibrido che vuole segnare un ritorno allo stare insieme e al vivere la scienza in prima persona, con un importante programma in presenza e un rinnovato palinsesto online. Nel terzo giorno di Festival in programma diciotto conferenze, due eventi speciali e uno spettacolo: Brevi racconti di scienza (ore 10.30), Geni nell’ombra (ore 10.30), Humor e pensiero laterale (ore 10.30), Penso dunque suono (ore 10.30) e Il pensiero bianco (ore 11), La mappa del DNA (ore 11), Antropocene (ore 15), Chi nasce tondo non può morire quadrato (ore 15), COVID-19: gestire, studiare e modellizzare una pandemia (ore 15), Il futuro dello spazio (ore 15.30), Navigare nel mare delle fake news (ore 15.30), A passeggio con “Too hot to eat” (ore 16), Algoritmi per un nuovo mondo (17.30), Hocus Focus (ore 17.30), Mappe e sentieri della nostra specie (ore 17.30), Mappare i Movimenti in Gioco (ore 18), Disegnare fa bene alla Scienza (ore 18.30), Mappare l’attività del cervello epilettico (ore 21), Mappe di terra, mappe di cielo (ore 21), MEMEX-Intelligenza artificiale per l’inclusione sociale (ore 21.30) e E quindi uscimmo a riveder le stelle (ore 21.30). In aggiunta al programma in presenza e online di conferenze, sono aperte le 17 mostre e i 42 laboratori, i cui orari sono disponibili su www.festivalscienza.it.

IL PROGRAMMA PER APPASSIONATI E FAMIGLIE

Gli eventi di sabato 23 ottobre cominciano alle ore 10.30 al MOG-Mercato Orientale Genova con Brevi racconti di scienza, che aiuta a scoprire un po’ di più sulla ricerca scientifica, ma anche sulle storie e sulle esperienze personali degli ospiti: con il ricercatore Giovanni Alberti, il team leader per il sistema protesico Hannes al Rehab Technologies Lab di IIT Nicolò Boccardo, la postdoc Isotta Cainero, la team leader Laura Cancedda, l’artista valdostana Giuliana Cunéaz e la postdoc Giulia Suarato. Alle ore 10.30 all’Ostello Bello, la giornalista scientifica, divulgatrice e organizzatrice di eventi nazionali e internazionali Milly Barba e la divulgatrice scientifica Debora Serra accompagnano in un viaggio tra la vita e le scoperte di grandi scienziati che, seppur rimasti sconosciuti hanno cambiato la storia dell’umanità presentando il libro Geni nell’ombra. Il Librificio del Borgo alle ore 10.30 ospita Humor e pensiero laterale, in cui l’autore, regista e docente della Scuola Holden Filippo Losito esplora come la creatività sia un’attitudine della mente che può essere allenata al pari della matematica o della musica. Di musica come mappa per il nostro cervello parla Luigi Di Nuzzo, psichiatra e docente di Fisiopatologia del sistema nervoso centrale all’Università La Sapienza di Roma, nella presentazione del suo ultimo libro Penso dunque suono alle ore 10.30 nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale (anche in streaming). Nel dialogo tra l’antropologo Bruno Barba e l’ex calciatore e attivista Lilian Thuram alle ore 11 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale (anche in streaming) si affronta il tema del razzismo nella conferenza Il pensiero bianco, titolo dell’ultimo libro del famoso sportivo. Dei successi e delle prospettive della mappatura genomica parla Massimo Delledonne, professore ordinario di Genetica del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università degli Studi di Verona nonché uno dei massimi esperti di tecnologie genomiche, nella conferenza La mappa del DNA alle ore 11 nella Sala delle Grida in Palazzo della Borsa (anche in streaming).

Con Emilio Padoa-Schioppa, professore di ecologia a Milano-Bicocca, alle ore 15 alla Biblioteca Universitaria di Genova (anche in streaming) si parla di nuove sfide per l’umanità nella lectio magistralis Antropocene. Nella conferenza spettacolo Chi nasce tondo non può morire quadrato alle ore 15 all’Archivio Storico del Comune di Palazzo Ducale, i fisici Rodolfo Clerico e Piero Fabbri e l’ingegnere Francesca Ortenzio dimostrano che anche una scienza apparentemente perfetta come la matematica ha dei limiti. Tra i temi affrontati al Festival della Scienza anche la lotta alle pandemie: alle ore 15 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale (anche in streaming) con Covid-19: gestire, studiare e modellizzare una pandemia, una conversazione tra il medico epidemiologo Neil Ferguson, Alberto Mantovani, professore emerito di Patologia Generale e vice rettore per la ricerca all’Humanitas University, e Paolo Vineis, professore ordinario di Epidemiologia Ambientale dell’Imperial College di Londra. Insieme a Mario Cosmo, direttore della Direzione scienza e ricerca dell’Agenzia Spaziale Italiana, Massimo Comparini, Ceo di Thales Alenia Space, e Franco Ongaro, direttore del reparto Tecnologia, Ingegneria e Qualità dell’ESA e di Estec alle ore 15.30 nella Sala delle Grida di Palazzo della Borsa (anche in streaming) si va alla scoperta delle prossime esplorazioni spaziali nella conferenza Il futuro dello spazio.

Su come orientarsi nell’insidioso mondo dell’informazione discutono Marco Ciardi, docente di storia della scienza e delle tecniche all’Università di Firenze e direttore scientifico del Museo Galileo, e Paolo Tozzi, dirigente di Ricerca dell’Inaf ed esperto di astrofisica extragalattica e cosmologia, nella conferenza Navigare nel mare delle fake news alle ore 15.30 nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale (anche in streaming). Alle ore 16 dalla fermata del bus di piazza De Ferrari (lato Palazzo Ducale) parte la visita guidata a A passeggio con “Too hot to eat” del Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali e Ambientali dell’Università degli Studi di Torino, per scoprire gli effetti dei cambiamenti climatici sulle colture. Torna al Festival anche Alfio Quarteroni, matematico, fondatore e direttore del laboratorio di Modellistica e Calcolo Scientifico del Politecnico di Milano (Mox), con la presentazione alle ore 17.30 alla Biblioteca Universitaria di Genova (anche in streaming) del suo libro Algoritmi per un nuovo mondo, in cui scrive di nuovi modelli matematici per interpretare le pandemie: i modelli epidemiologici.

Con Luca Brayda, cofondatore e amministratore delegato di Acoesis Srl e coordinatore del progetto europeo Blindpad, alle ore 17.30 all’Archivio Storico del Comune di Palazzo Ducale si va alla scoperta di nuove tecnologie per aumentare le potenzialità dei sensi nell’incontro Hocus Focus. Mappe e sentieri della nostra specie alle ore 17.30 all’Università degli Studi di Genova (Balbi 5) con il professore associato al Dipartimento di Antichità, Filosofia, Storia dell’Università degli Studi di Genova Fabio Negrino ripercorre la storia della nostra specie, dagli albori africani fino alla colonizzazione dell’Europa, e al contatto e legami coniugali con i Neanderthal. Di progettazione di videogame e problematiche legate ai movimenti come quelle causate dalla sclerosi multipla tratta la conferenza Mappare i Movimenti in Gioco alle ore 18 Sala delle Grida di Palazzo della Borsa (anche in streaming), in cui intervengono Giampaolo Brichetto, direttore sanitario del Servizio Riabilitativo Aism Liguria, Carlo Canali, fisico e ricercatore all’Istituto Italiano di Tecnologia, Simone Conradi, fisico teorico esperto di machine learning, e Jessica Podda, neuropsicologa e ricercatrice alla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla di Genova. Alle ore 18.30 nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale (anche in streaming), insieme allo scrittore e disegnatore Luca Novelli, si approfondisce l’importanza del disegno nelle scoperte scientifiche nell’incontro Disegnare fa bene alla Scienza. Il tema delle neuroscienze torna protagonista quest’anno con diversi incontri con neuroscienziati ed esperti di fama internazionale, già dai primi giorni del Festival: ecco allora Mappare l’attività del cervello epilettico, con il neurologo e ricercatore Dimitri Kullmann alle ore 21 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale (anche in streaming). Sempre alle ore 21 in Sala Trionfo del Teatro della Tosse, tocca a Mappe di terra, mappe di cielo, un viaggio ai confini della conoscenza, tra musica e light painting, con Eugenio Coccia del Gran Sasso Science Institute. Alle ore 21.30 nella Sala delle Grida di Palazzo Ducale (anche in streaming) con Alessio Del Bue, responsabile della linea di ricerca Pattern Analysis and computer Vision dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, e Fran Gracia Badiola, responsabile di programma di Interarts, si tratta di mappe di ricordi in MEMEX-Intelligenza artificiale per l’inclusione sociale. Infine, alle 21.30 all’Osservatorio Astronomico del Righi si può partecipare a una notte tra stelle e pianeti dal titolo E quindi uscimmo a riveder le stelle.

I biglietti e le prenotazioni sono acquistabili online sul sito del Festival: www.festivalscienza.it e tramite il call center (tel. 010 8934340). È attiva nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale una biglietteria, ma si incoraggia il pubblico a privilegiare l’utilizzo dei servizi e-commerce online e telefonico. Questi i costi dei biglietti: giornaliero intero 13 euro, ridotto 11 euro, ridottissimo 9 euro, abbonamento standard intero 21 euro, ridotto 18 euro, ridottissimo 12 euro, premium (con prenotazioni gratuite per il titolare dell’abbonamento) 30 euro; i bambini fino ai 5 anni non pagano. Gli abbonamenti standard hanno validità per tutti i giorni e tutti gli eventi del Festival e includono anche la fruizione degli eventi in streaming. Per l’offerta online è disponibile l’abbonamento live streaming al costo di 10 euro. Sono presenti in programma alcuni eventi gratuiti. Il biglietto Scuola, riservato agli studenti che partecipano al progetto scuole (costo 9 euro), equivale a un abbonamento standard e consente quindi di fruire di tutto il Festival, sia in presenza sia online. La prenotazione (costo 0,50 euro) agli eventi in presenza è fortemente consigliata per il pubblico generico, mentre è obbligatoria (e gratuita) per le classi.

Il Festival della Scienza online

Sito web: festivalscienza.it

Piattaforma streaming e on-demand: festivalscienza.online

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FESTIVAL DELLA SCIENZA 2021

IL PROGRAMMA DI SABATO 23 OTTOBRE CON APPROFONDIMENTI

ore 10.30, Mercato Orientale Genova

Brevi racconti di scienza

Caffè scientifico con Giovanni Alberti, Nicolò Boccardo, Laura Cancedda, Isotta Cainero, Giuliana Cuneaz, Giulia Suarato

“Come usi la scienza per mappare il mondo?”. La risposta a questa domanda ci offre la possibilità di ascoltare brevi e coinvolgenti aneddoti di alcuni/e scienziati/e. Unitevi a noi, avrete la possibilità di scoprire un po’ di più sulla ricerca scientifica, ma anche delle storie e delle esperienze personali dei nostri ospiti. L’incontro non seguirà il tradizionale formato della conferenza, ma sarà un vero e proprio caffè scientifico. Gli esperti e le esperte che prenderanno la parola, infatti, si rivolgeranno a voi senza diapositive, ma semplicemente raccontando la loro storia professionale e di vita. Non si parlerà di scienza in modo rigoroso e complicato, non vedrete le solite lunghe presentazioni, ma solo brevi e veloci istantanee delle persone che fanno la scienza e le strade che hanno intrapreso. Dalla mappatura delle strutture cellulari alle applicazioni protesiche della robotica, dalla mappatura di circuiti e processi cerebrali alla creazione di materiali intelligenti, dalla scienza medica alle connessioni tra scienza e arte. Capirete cosa vuol dire “fare scienza” e le storie che stanno dietro alle scoperte e innovazioni più recenti. A guidarvi in questa vera e propria immersione nel grande mare della conoscenza appassionati ricercatori, ciascuno dei quali avrà pochi minuti per catturare la vostra immaginazione: poi potrete fare domande, conversare, interagire, in modo del tutto informale!

Giovanni Alberti, ricercatore presso il Dipartimento di matematica dell’Università di Genova e Principal Investigator presso il centro genovese di Machine Learning MaLGa. Ha ottenuto il dottorato presso l’Università di Oxford e ha poi ricoperto due posizioni di postdoc (Scuola Normale di Parigi e Istituto ETH di Zurigo). Studia le equazioni differenziali parziali, l’analisi armonica applicata e le loro interazioni con problemi inversi, Machine Learning e imaging.

Nicolò Boccardo è team leader per il sistema protesico Hannes presso il Rehab Technologies Lab di IIT. Si occupa dello sviluppo di nuovi sistemi meccatronici e strategie di controllo in campo robotico e protesico attraverso un processo di co-sviluppo che coinvolge pazienti, clinici, progettisti industriali e ingegneri.

Laura Cancedda, laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche (Università di Genova) e dottorato in Neurofisiologia (Scuola Normale Superiore di Pisa). Dopo un’esperienza post-doc all’Università della California di Berkeley, è rientrata come team leader presso l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Nel 2016 è entrata a far parte dell’Istituto Telethon Dulbecco con un progetto sulla sindrome di Down.

Isotta Cainero, postdoc nel gruppo di Nanoscopia dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Fisica presso l’Università di Genova in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia. Come ricercatrice, nel dipartimento di Nanoscopia e al Nikon imaging center di Genova, studia con la microscopia in super-risoluzione le alterazioni del complesso cromatina-DNA che si verificano in modelli di invecchiamento cellulare.

Giuliana Cunéaz è un’artista valdostana che nell’ultimo decennio ha applicato le animazioni in 3D e i rendering computerizzati alle sue creazioni. Le sue opere fondono scienza ed estetica per rivelare la natura nascosta della materia all’intersezione tra volumi scultorei e immagini digitali.

Giulia Suarato, postdoc presso il dipartimento Smart materials dell’Istituto Italiano di Tecnologia, gruppo che ha l’obiettivo di sviluppare nuovi materiali a partire da polimeri naturali o biodegradabili. Ha ottenuto il dottorato in Materials Science and Engineering alla Stony Brook University (New York). Studia i materiali e soluzioni alternative di derivazione naturale da utilizzare nel campo della biomedicina.

ore 10.30, Ostello bello (Via Balbi 38)

Geni nell’ombra

Caffè scientifico con Milly Barba, Debora Serra

Chi è vero inventore del telefono? A chi va il merito della scoperta della penicillina? A chi dobbiamo davvero le intuizioni rivoluzionarie sulla fissione nucleare? Narrazioni inedite e protagonisti inaspettati in un viaggio alla scoperta della vita e delle opere di grandi scienziati ai quali per motivi storici, vicende personali, questioni di genere e persino per una serie di sfortunati eventi sono stati negati i meriti. Veri geni che con il loro contributo scientifico hanno cambiato la storia dell’uomo, e che per ragioni a volte poco chiare sono finiti nell’ombra, cedendo la propria fama ad altri e svanendo nella memoria del tempo. Dalla chimica alla medicina, fino alla biologia, alla fisica e alla matematica, ripercorriamo la vita e le scoperte di Trotula De Ruggiero, Antonio Meucci, Lise Meitner, Alfred Russel Wallace, Augusta Ada Byron, Vincenzo Tiberio, Rosalind Franklin, Giuseppe Brotzu, Susan Jocelyn Bell e altri. Grandi menti accomunate dal genio perduto, talvolta dimenticato e ora finalmente rivendicato.

Milly Barba, specializzata in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste. MBA in Sales & Marketing, ha studiato Linguistica all’Università di Perugia. Esperta di scrittura creativa, comunicazione e marketing, da oltre dieci anni si occupa di giornalismo scientifico, divulgazione e organizzazione di eventi nazionali e internazionali. Scrive di scienza e ricerca per giornali online e riviste di settore; con Debora Serra ha scritto Geni nell’ombra (Codice, 2021).

Debora Serra, esperta di comunicazione scientifica, ha studiato Tossicologia e Scienze Naturali tra Cagliari e Siena. Scrive di epidemiologia e medicina nei siti di istituzioni pubbliche, di scienza e scienziati per giornali e riviste online, collabora a progetti europei e realizza mostre, laboratori ed eventi per festival. Con Milly Barba ha scritto Geni nell’ombra (Codice, 2021).

ore 10.30, Il librificio del borgo (Via borgo degli incrociati 22r)

Humor e pensiero laterale

Caffè scientifico con Filippo Losito

Da dove arrivano le grandi idee? È forse possibile allenare la creatività per produrre soluzioni inaspettate? E che cosa c’entra tutto questo con lo humor? Umorismo e processi creativi sono movimenti analoghi di un’unica forma di pensiero: quel pensiero laterale che ha a che fare con il «pensare al pensare», un’attitudine della mente che può essere insegnata e diventare oggetto di allenamento al pari della matematica o della musica. La creatività, da dote innata e tratto di pochi geni, si rivela un potenziale di cui tutti disponiamo, in grado di mutare percezioni e concetti. Capiremo che scrivere il paragrafo di un grande romanzo, risolvere un enigma di sudoku, capire la battuta di un comico, ideare una campagna pubblicitaria hanno una radice comune: sorprendere le abitudini e i modelli abituali di pensiero e comunicazione.

Filippo Losito, autore e regista, è docente della Scuola Holden; ha pubblicato romanzi, saggi e racconti, ha scritto per il teatro e la TV. Insegna alla Holden e ha curato progetti per Sky, Sky Arte, Fox, Telecom, Juventus, Save The Children; è autore di Humor e pensiero laterale (EGEA, 2021).

ore 10.30, Sala del Minor Consiglio al Palazzo Ducale e in live streaming

Penso dunque suono

Lectio Magistralis con Luigi Di Nuzzo

Perché mai la musica dovrebbe essere un oggetto di studio per un neuroscienziato? Da una prospettiva scientifica, ci potremmo chiedere se studiare qualcosa di così complesso e al contempo «inessenziale» come la musica possa avere davvero un significato. D’altro canto, chi si occupa di scienze umane potrebbe nutrire il sospetto di un atteggiamento riduzionistico da parte delle neuroscienze, accusandole di voler ridurre l’espressione artistica al semplice prodotto delle logiche meccanicistiche di un organismo biologico. E se la musica fosse lo strumento di osservazione perfetto delle funzioni cerebrali complesse? Una comprensione scientifica della musica può condurci a cogliere la natura del pensiero e dell’espressione umani. Cos’hanno davvero in comune il pensiero, il suono e il movimento? Come fa un oggetto sonoro, una vibrazione, ad assumere la forma di un contenuto emotivo? Com’è possibile che una struttura esterna si identifichi con i nostri affetti? Per rispondere – o almeno per provare a farlo – servono la neurofisiologia, la matematica e l’armonia: tre materie che riconoscono nel cervello umano l’oggetto di studio e il confine circonvoluto della loro stessa esistenza. Ogni contenuto percettivo è il risultato di un’operazione statistica condotta sugli stimoli sensoriali: nella musica, il cervello riconosce lo stesso materiale di cui sono fatte le proprie funzioni.

Luigi Di Nuzzo è psichiatra e docente di Fisiopatologia del sistema nervoso centrale all’Università «La Sapienza» di Roma. E’ autore del libro Penso dunque suono (Lindau Edizioni 2021).

ore 11, Sala del Maggior Consiglio al Palazzo Ducale e in live streaming

Il pensiero bianco

Lilian Thuram, modera Bruno Barba

Che cosa vuol dire essere bianco? E se invece di un colore della pelle indicasse un modo di pensare? Diventare bianco non è forse imparare a pensare a sé stesso come dominante? Quando si parla di razzismo, il nostro sguardo si rivolge alle persone discriminate, mentre dovremmo guardare alle persone che da queste discriminazioni traggono vantaggio. Sul filo della storia – le conquiste coloniali, la schiavitù, la continua razzia di materie prime e dell’arte africana – scopriamo dunque cos’è il pensiero bianco, come è nato e come funziona, il modo in cui dilaga e divide. È la cristallizzazione di una gerarchia, di un sistema economico di dominazione e di sfruttamento. Capire i meccanismi intellettuali invisibili che sostengono questo schema, e rimetterli in discussione, ci farà prendere coscienza che il nostro modo di definirci è frutto di un pregiudizio storico e culturale. Per cambiare la realtà, dobbiamo cambiare punto di vista, e considerarci per quello che siamo: esseri umani.

Lilian Thuram, ex calciatore, in Italia ha giocato per anni nel Parma e nella Juventus. Con la nazionale francese è stato campione del mondo (1998) e d’Europa. Ha creato una Fondazione, che prende il suo nome e ha come obiettivo l’educazione contro il razzismo, e ha ricevuto la laurea honoris causa in scienze umane dall’Università di Stoccolma (Svezia) e di Stirling (Scozia); è autore di diversi libri, di cui l’ultimo è Pensiero bianco (add editore, 2021)

Bruno Barba è ricercatore di Antropologia del dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Genova. Studia da una trentina d’anni il meticciato culturale soprattutto in Brasile; l’altra sua area di ricerca è lo sport nei suoi diversi significati antropologici. Tra le sue pubblicazioni: Un antropologo nel pallone (Meltemi, 2007), Dio Negro, mondo meticcio (Seid, 2013); Rio de Janeiro (Odoya, 2015); Calciologia. Per un’antropologia del football (Mimesis, 2016); Meticcio (Effequ, 2018); 1958. L’altra volta che non andammo ai mondiali (Rogas, 2018), Il corpo, il rito, il mito. Un’antropologia dello sport (Einaudi 2021).

ore 11, Sala delle Grida al Palazzo della Borsa e in live streaming

La mappa del DNA

Conversazione con Massimo Delledonne, modera Francesco Frassoni

Gli straordinari progressi della genetica hanno gettato le basi per leggere e comprendere le informazioni immagazzinate nel nostro DNA, il genoma. Decodificare il nostro patrimonio genetico è un percorso difficile – ma entusiasmante – che, oltre ad avvantaggiarci nella comprensione e prevenzione di alcune malattie, aiuta a conoscerci meglio e a spiegare alcuni dei nostri comportamenti. Ma leggere un genoma non è abbastanza per alcuni di noi: la prossima sfida della genomica sembra essere quella di disegnare un genoma sintetico, che sia esente da difetti e predisposizioni alle malattie. In un futuro molto prossimo sarà forse possibile dare alla luce esseri umani con un corredo genetico praticamente perfetto (ma cosa significa perfezione, per una specie biologica?), disegnato da un computer. L’evoluzione della nostra specie, l’Homo sapiens potrebbe quindi essere nelle nostre mani?

Massimo Delledonne è professore ordinario di Genetica presso il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università degli Studi di Verona, ed è uno dei massimi esperti di tecnologie genomiche Co-fondatore di Genartis srl, spin-off dell’Università di Verona, è membro della Società Italiana di Genetica Agraria (SIGA), dell’Associazione Genetica Italiana (AGI), dell’American Society of Human Genetics (ASHG) e dello Human Genome Organisation (HUGO). E’ autore di oltre 150 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali.

Francesco Frassoni, direttore del Centro Cellule Staminali e Terapia Cellulare dell’Istituto Scientifico Giannina Gaslini di Genova; è stato ed è invitato a tenere conferenze, seminari e relazioni in numerosi convegni nazionali ed internazionali; è autore o coautore di oltre 250 lavori scientifici, ed è referee per varie riviste scientifiche, tra cui il New England Journal of Medicine e Lancet.

ore 15, Biblioteca Universitaria di Genova e in live streaming

Antropocene

Lectio Magistralis con Emilio Padoa Schioppa, modera Milly Barba

Antropocene è il termine che indica che la Terra si trova in una nuova fase della sua storia, in cui le attività umane lasciano un’impronta indelebile e profonda. Si è giunti a questo momento attraverso un lungo cammino, cominciato circa 50.000 anni fa, e nel quale si sono succedute tappe e episodi diversi (dall’avvio dell’agricoltura all’invasione Europea dell’America alla rivoluzione industriale). L’uomo è divenuto dunque una forza che modifica gli equilibri del sistema Terra, generando così diversi problemi ambientali, quali il riscaldamento globale, l’alterazione dei normali cicli biogeochimici, la perdita di biodiversità, l’irreversibile trasformazione di habitat e paesaggi che impongono sfide completamente nuove. Sotto l’ombrello della sostenibilità è necessario mitigare e diminuire il nostro impatto, riparare e compensare i danni arrecati, e adattarsi ad alcuni degli inevitabili cambiamenti che avverranno. Una sfida globale come questa richiede anche delle risposte globali, che impongono un ripensamento delle istituzioni, dell’economia e della giustizia. Soli in questo mondo abbiamo la responsabilità delle nostre azioni. Possiamo e dobbiamo fare dell’Antropocene un’occasione per ripensare al nostro pianeta.

Emilio Padoa-Schioppa, Professore associato di ecologia a Milano-Bicocca. Si è occupato di classificazione e monitoraggio degli habitat e paesaggi europei, valutazione e analisi dei servizi ecosistemici in ambito urbano e naturale, conservazione della biodiversità, didattica della biologia ed educazione ambientale. Autore di numerose pubblicazioni tra articoli, libri, report scientifici, è attivo in diverse società scientifiche, rivestendo anche ruoli direttivi/esecutivi. Attualmente è Presidente di SIEP-IALE (Società Italiana di Ecologia del Paesaggio). Ha pubblicato Antropocene (Il Mulino, 2021).

Milly Barba, specializzata in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste. MBA in Sales & Marketing, ha studiato Linguistica all’Università di Perugia. Esperta di scrittura creativa, comunicazione e marketing, da oltre dieci anni si occupa di giornalismo scientifico, divulgazione e organizzazione di eventi nazionali e internazionali. Scrive di scienza e ricerca per giornali online e riviste di settore; con Debora Serra ha scritto Geni nell’ombra (Codice, 2021).

ore 15, Archivio Storico del Comune al Palazzo Ducale

Chi nasce tondo non può morire quadrato

Conferenza/Spettacolo con Rodolfo Clerico, Piero Fabbri, Francesca Ortenzio

Nonostante l’eccezionale potere che la matematica ha mostrato di avere nella comprensione del mondo e dell’universo, essa non è in grado di risolvere alcuni problemi apparentemente banali. Le carte geografiche, ad esempio: all’alba del XVI secolo le grandi esplorazioni navali delle potenze europee misero in evidenza la problematica di riprodurre su carta una superficie sferica (in precedenza, le distanze degli spostamenti su terra, relativamente ridotte, non mettevano in evidenza il problema). È emerso come non sia possibile creare una carta geografica esatta, perché è impossibile riprodurre sul piano una superficie sferica salvaguardandone tutte le proprietà. Si deve ricorrere a proiezioni (o meglio una tra le molte possibili), rinunciando ad alcune informazioni. Proprio le esigenze di navigazione decretarono il successo delle carte secondo la proiezione di Mercator, che aveva il pregio di mantenere costante l’angolo delle rotte (e quindi del timone) pur rinunciando alla uniforme rappresentazione delle latitudini. Da qui ad altri limiti curiosi della matematica, come l’impossibilità di quadrare un cerchio, il passo è breve: la conoscenza matematica – e, più in generale, quella scientifica – ha dei limiti? Scopriamolo insieme!

Rodolfo Clerico, laureato in Fisica presso la Facoltà di Scienze M.F.N. dell’Università di Torino. Lavora presso una delle maggiori società di telecomunicazioni, dove si occupa di formazione. Nel 1999 fonda Rudi Mathematici, con l’allonimo di Rudy D’Alembert.

Piero Fabbri, laureato in Fisica presso la Facoltà di Scienze M.F.N. dell’Università di Torino, lavora come analista e project manager presso una società ICT dell’area milanese, operando come consulente informatico presso diversi clienti. Nel 1999 entra in Rudi Mathematici con l’allonimo di Piotr Rezierovic Silverbrahms.

Francesca Ortenzio si trasferisce in Svizzera, dove risiede tuttora, dopo la laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni ottenuta presso il Politecnico di Torino. Ha lavorato presso le maggiori società di telecomunicazioni elvetiche, dove opera tuttora con funzioni tecniche e dirigenziali. Nel 1999 entra in Rudi Mathematici con l’allonimo di Alice Riddle.

ore 15, Sala del Maggior Consiglio al Palazzo Ducale e in live streaming

COVID-19: gestire, studiare e modellizzare una pandemia

Incontro con Neil Ferguson, Alberto Mantovani, Paolo Vineis

La pandemia con cui abbiamo imparato a convivere, e che ha rivoluzionato tanti aspetti della nostra vita quotidiana, ha sconvolto quasi tutto il mondo, al di là dei confini geografici imposti dall’essere umano, disegnando una propria, terribile, mappa. Grazie ad alcuni esperti che lavorano nel Regno Unito e in Italia ripercorreremo i nodi cruciali nella gestione dell’epidemia, esaminando innanzitutto come le conoscenze scientifiche siano state utilizzate per supportare – anche nel contesto internazionale – decisioni di natura politica. Al contempo, la pandemia ha permesso degli importanti avanzamenti nelle conoscenze dei meccanismi immunologici, che discuteremo esaminando alcuni aspetti chiave legati alla risposta immunitaria e all’efficacia dei vaccini. Conosceremo infine, grazie alla testimonianza di chi ha prodotto le prime stime e proiezioni di diffusione del virus, le modalità con cui i modelli matematici possono essere usati per predire l’andamento delle pandemie, e che lezioni si possono trarre dall’esperienza del COVID-19. In modo che quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo sia una lezione per affrontare in modo consapevole le sfide sanitarie del futuro.

Ad aprire il dibattito, un intervento da parte dell’Ambasciatore UK in Italia.

Neil Ferguson, medico epidemiologo, è docente di biologia matematica. È direttore dell’Istituto Abdul Latif Jameel per l’analisi delle malattie e delle emergenze (J-IDEA), presidente del Dipartimento di epidemiologia delle malattie infettive presso la Public School of Health e vicerettore dello sviluppo accademico della Facoltà di Medicina dell’Imperial College di Londra.

Alberto Mantovani, Professore Emerito di Patologia Generale e Vice Rettore per la ricerca presso l’Humanitas University, nonché presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca.

Paolo Vineis, professore ordinario di Epidemiologia Ambientale presso l’Imperial College di Londra e responsabile dell’Unità di Epidemiologia Molecolare ed Esposomica presso l’Italian Institute for Genomic Medicine (Torino); è stato coordinatore di due grandi progetti europei (Exposomics e Lifepath). Ha al suo attivo più di 950 pubblicazioni su riviste come Nature, Science, Lancet e Lancet Oncology.

ore 15.30, Sala delle Grida al Palazzo della Borsa e in live streaming

Il futuro dello spazio

Incontro con Massimo Comparini, Mario Cosmo, Franco Ongaro, modera Giovanni Caprara

Quando immaginiamo il futuro delle attività spaziali, è facile pensare alla Luna e a Marte come obiettivi di riferimento. Ma qual è il coinvolgimento dell’Italia (anche a livello di industria nazionale) e dell’Europa nello sviluppo delle tecnologie e delle infrastrutture necessarie per l’esplorazione e la colonizzazione dello spazio? L’Italia partecipa sia alla costruzione della stazione Gateway che orbiterà intorno alla Luna, con la realizzazione dei primi moduli abitati, sia alla progettazione della prima colonia lunare permanente. Al contempo ESA, ASI e industria nazionale collaborano per lo sbarco su Marte del rover che trivellerà il suolo alla ricerca di tracce di vita in profondità, mentre si sta lavorando a una nuova missione congiunta NASA-ESA che recupererà campioni della superficie di Marte e li porterà sulla Terra. Poi, in un futuro non troppo lontano, toccherà agli esseri umani. Quello che prima era pura fantascienza sembra davvero essere, insomma, a portata – o quasi – dell’umanità; tutto questo è (e sarà) possibile solo grazie a un fitto intreccio di collaborazioni. L’esplorazione spaziale, d’altro canto, sta attirando l’attenzione dei privati, che vogliono giocare un ruolo sempre più importante, a discapito delle agenzie spaziali… ciò pone importanti domande a cui la politica dovrà dare risposta nell’immediato futuro, e che discuteremo in questo interessante incontro a cavallo tra scienza e innovazione, ricerca ed economia.

Massimo Comparini, CEO di Thales Alenia Space. Laureato in Ingegneria elettronica (La Sapienza, Roma) e in Strategia presso la Graduate School of Business (Stanford University), ha iniziato la sua carriera in Selenia Spazio (poi divenuta Alenia Spazio). Autore di oltre 80 pubblicazioni nel campo dello spazio e delle microwave technologies, dell’innovazione e della gestione della tecnologia, è membro di numerosi comitati direttivi e consigli di amministrazione di associazioni scientifiche e conferenze internazionali.

Mario Cosmo è direttore della Direzione scienza e ricerca dell’Agenzia Spaziale Italiana. Laureato in Ingegneria Aerospaziale, prima di entrare in ASI ha lavorato per diversi anni presso l’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (Massachussetts, Stati Uniti).

Franco Ongaro è il direttore del reparto Tecnologia, Ingegneria e Qualità dell’ESA e di ESTEC (Noordwijk, Paesi Bassi). Laureato in Ingegneria Aeronautica presso il Politecnico di Milano, è entrato a far parte dell’ESA nel 1987, lavorando sul progetto Columbus. È stato selezionato come candidato alla selezione degli astronauti europei del 1991.

Giovanni Caprara è un giornalista italiano, editorialista scientifico del Corriere della Sera, saggista, storico della scienza e dello spazio.

ore 15.30, Sala del Minor Consiglio al Palazzo Ducale e in live streaming

Navigare nel mare delle fake news

Conversazione con Marco Ciardi, Paolo Tozzi

In questi ultimi, faticosi anni, abbiamo vissuto sulla nostra pelle quanto sia difficile orientarsi tra conoscenza, politica, e informazione. In particolare, sembra quanto mai urgente una mappa per navigare senza troppi rischi tra scienza e pseudoscienza. Vi proponiamo dunque un viaggio per imparare a riconoscere l’una dall’altra, riflettendo sul forte legame tra la scienza e le strutture democratiche della nostra società. La mappa del viaggio sarà tracciata dal dialogo tra un astronomo e uno storico della scienza. Parleremo di idee visionarie, di successi e insuccessi della scienza, della cometa di Halley, della relatività generale e delle sue applicazioni tecnologiche, e del contributo degli astronomi alla lotta al coronavirus. E poi di fake news, complottismo, leggende urbane, falsificazioni storiche e teorie complottiste, che spesso ci sono più vicine di quanto crediamo. Esploreremo l’area grigia in cui distinguere scienza e pseudoscienza è sempre più difficile, incontreremo psichiatri folli che si improvvisano astronomi, finti studiosi che vendono cure miracolose, ma anche veri scienziati che rincorrono interessi personali o difendono posizioni ideologiche. Infine, faremo insieme una pericolosa escursione tra testi scientifici e pseudoscientifici, chiedendovi di distinguere gli uni dagli altri. Non si tratterà di un semplice quiz: a volte la linea di confine è una zona d’ombra più vasta di quello che ci si aspetta, e il pericolo di perdersi è alto…

Marco Ciardi, docente di storia della scienza e delle tecniche all’Università di Firenze e Direttore Scientifico del Museo Galileo. Si occupa dello sviluppo del pensiero scientifico moderno e contemporaneo, dei rapporti tra scienza e letteratura, e delle relazioni tra cultura scientifica, educazione e democrazia. Ha al suo attivo oltre 200 pubblicazioni, fra cui monografie, curatele ed edizioni di opere. L’uomo tra le nuvole (Aras, 2021) è il suo primo romanzo.

Paolo Tozzi, Dirigente di Ricerca presso INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri, si occupa di astrofisica extragalattica e cosmologia. Dopo il dottorato di ricerca in Fisica (Università di Tor Vergata), ha lavorato su Universo primordiale allo Space Telescope Science Institute (USA), e su evoluzione di Nuclei Galattici Attivi alla Johns Hopkins University (USA). Ha pubblicato più di 180 articoli su riviste scientifiche. Attualmente è membro del Consiglio Scientifico dell’INAF.

ore 16, Pensiline dei bus, Appuntamento alla fermata del bus di piazza De Ferrari, lato Palazzo Ducale

A passeggio con “Too hot to eat”

A spasso per il centro di Genova alla scoperta della mostra Too hot to eat, che racconta tramite 5 infografiche di realtà aumentata (i cui contenuti sono fruibili tramite il proprio smartphone) quanto la crisi climatica stia imponendo grandi trasformazioni ai processi di produzione di cibo: ricerca e innovazione si rendono oggi quanto mai necessari. Stanno infatti mutando non solo le condizioni ambientali in cui operare, ma anche gli obiettivi di sviluppo che le società intendono perseguire. Saranno presenti in veste di guida, alcuni docenti e ricercatori del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino che hanno curato il progetto, per fornirvi approfondimenti sul futuro dei nostri alimenti, che con il cambiamento climatico subiranno inevitabilmente delle variazioni.Scoprite dunque, smartphone alla mano e con le guide d’eccezione presenti, i rischi indotti dal cambiamento climatico sulle nostre colture, le ricerche in corso per mitigarli e le possibili soluzioni.

ore 17.30, Biblioteca Universitaria di Genova e in live streaming

Algoritmi per un nuovo mondo

Lectio Magistralis con Alfio Quarteroni

Oggi più che mai dipendiamo dai dati e dalla loro interpretazione, ed è fondamentale capirli e contestualizzarli al meglio. Ma cos’è un modello matematico? Come viene usato per studiare la realtà, fare previsioni ed esplorare scenari verosimili? Scopriremo come, per esempio nel caso della pandemia da Covid-19, nascano i modelli epidemiologici, quali siano i loro pregi e quali i loro difetti nel semplificare la realtà facendo ipotesi e approssimazioni. Non solo epidemiologia, però: parleremo infatti anche di rivoluzione tecnologica e intelligenza artificiale. Algoritmi di machine learning e reti neurali artificiali stanno infatti rivoluzionando il nostro mondo: dagli assistenti virtuali alle auto a guida autonoma, dal Football Virtual Coach per analizzare le partite di calcio alle reti di deep learning usate per scrivere finti (ma verosimili) discorsi politici. Scopriremo queste affascinanti tecnologie, senza tralasciare gli aspetti etici e morali dell’intelligenza artificiale basata sugli algoritmi più moderni.

Alfio Quarteroni, matematico, è docente presso il Politecnico di Milano e l’École Polytechnique Fédérale di Losanna. È fondatore e direttore del MOX, ha ricevuto numerosi premi, ed è membro di diverse società scientifiche nazionali ed internazionali. I suoi studi si applicano a medicina, geofisica dei terremoti, ambiente, aeronautica, industria petrolifera, competizioni sportive. È autore del libro Algoritmi per un nuovo mondo (Edizioni Dedalo, 2021).

ore 17.30, Archivio Storico del Comune al Palazzo Ducale

Hocus Focus

Incontro con Luca Giulio Brayda, modera Eliana Quattrini

Il nostro cervello mappa costantemente l’ambiente circostante, sfruttando tutti gli input percettivi di cui può disporre, siano essi visivi, olfattivi, tattili o sonori. Ma in ambienti affollati e rumorosi, in cui la provenienza dei suoni è confusa, non è raro “smarrire le coordinate”: è il famoso problema del cocktail party, ampiamente descritto nella letteratura scientifica. Le nuove tecnologie possono però offrire un nuovo modo, per certi versi stupefacente, di percepire gli ambienti sonori e ridurre il carico cognitivo, permettendo a orecchie e cervello di cooperare al meglio. GLASSENSE® , ideato da Acoesis, società spin-off dell’Istituto Italiano di Tecnologia, realizza il concetto di “potenziamento sensoriale” e mette le persone in condizione di ascoltare suoni e voci oltre le loro normali capacità. Questa tecnologia, nascosta in un paio di occhiali, aiuta a comprendere meglio il parlato con un gesto molto semplice: basta rivolgere lo sguardo verso la sorgente sonora che ci interessa! Questa e altre tecnologie sono alla base di un cambiamento culturale, dove la tecnica – derivata dalla scienza – migliora la qualità della vita e aiuta a selezionare la realtà che vogliamo percepire, invece che aumentarla.

Luca Brayda, co-fondatore e amministratore delegato di Acoesis Srl, già coordinatore del progetto europeo BLINDPAD (www.blindpad.eu). Ingegnere informatico al Politecnico di Torino, nel suo dottorato di ricerca, ottenuto in Francia, si è occupato di intelligenza artificiale applicata alle reti di sensori. Per oltre dieci anni è stato ricercatore all’Istituto Italiano di Tecnologia, lavorando su percezione tattile e acustica, mappe cognitive applicate all’apprendimento di concetti spaziali e interfacce di sostituzione sensoriale applicate al mondo della disabilità.

Eliana Quattrini, giornalista professionista, è stata redattrice del quotidiano “Corriere Mercantile”. Svolge attività di ufficio stampa e attività giornalistica free lance. Ha pubblicato “Scatenati” (Il Canneto, 2016), i videoritratti di Sandro Pertini, Camillo Sbarbaro e Ceccardo Roccatagliata Ceccardi (Fondazione Novaro) e “L’uomo delle immagini” in “La seduzione dell’immagine. Claudio Bertieri spettatore di professione” a cura di Francesco De Nicola (Gammarò, 2017).

ore 17.30, Università degli Studi di Genova, Balbi 5

Mappe e sentieri della nostra specie

Incontro con Fabio Negrino

La specie a cui noi tutti apparteniamo e che, con una certa supponenza, abbiamo proclamato sapiens ebbe la sua origine in Africa, dove sono venute in luce le tracce archeologiche non solo dei nostri antenati fossili ma anche delle più antiche espressioni della nostra civiltà. Attraverso mappe e sentieri, geografici e culturali, sarà ripercorsa la nostra storia, dagli albori africani fino alla colonizzazione dell’Europa, allorquando entrammo in contatto, fino a stringere legami coniugali, con una specie a noi molto affine, l’uomo di Neanderthal. Il periodo considerato, che occupa un arco cronologico di quasi 300.000 anni, vede l’origine, lo sviluppo e la diffusione delle nostre culture, ancora tipiche di gruppi mobili dediti alla caccia e alla raccolta, ma già caratterizzate da un simbolismo complesso e maturo.

Fabio Negrino, professore associato presso il Dipartimento di Antichità, Filosofia, Storia dell’Università degli Studi di Genova. Si è occupato di differenti aspetti della ricerca preistorica e protostorica, dal Paleolitico inferiore all’età dei metalli, approfondendo sia le problematiche più prettamente culturali sia quelle di carattere ambientale. Ha partecipato a numerosi scavi archeologici in Italia e all’estero.

ore 18, Sala delle Grida al Palazzo della Borsa e in live streaming

Mappare i Movimenti in Gioco

Conversazione con Giampaolo Brichetto, Carlo Canali, Simone Conradi, Jessica Podda, modera Giacinto Barresi

Insegnare a studenti come sviluppare videogame è un modo coinvolgente per dar loro le basi della programmazione e, allo stesso tempo, un’occasione per farli riflettere sui problemi di alcune categorie di giocatori. L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e l’ITIS Delpozzo di Cuneo hanno proposto questa prospettiva insieme all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) ed alla sua Fondazione (FISM), al Laboratorio Elios dell’Università di Genova e all’azienda Wondertech. Il risultato di questa collaborazione è stato un ciclo di lezioni online, “Le Abilità in Gioco”. Il metodo adottato mirava a sensibilizzare gli studenti in relazione alle problematiche di persone con Sclerosi Multipla mediante l’insegnamento del design centrato sull’utente nella creazione di exergame (videogame progettati per stimolare l’attività fisica) riabilitativi. Tali giochi sono stati realizzati dagli studenti grazie a strumenti reperibili a casa, in primis le webcam per mappare e tracciare i movimenti del corpo del giocatore. In questo incontro scopriremo come gli exergame possano intervenire nelle procedure riabilitative (ad esempio nel progetto EXTREMUS di FISM), quali tecnologie sono state utilizzate dagli studenti nel loro sviluppo, quali i metodi di insegnamento adottati, che ruolo ha lo user-centered game design nella didattica, quali prospettive formative e lavorative esistono per gli studenti in ambito videoludico. Siete pronti a mettervi in gioco?

Giampaolo Brichetto, Direttore Sanitario del Servizio Riabilitativo AISM Liguria e Coordinatore Ricerca in Riabilitazione per la Fondazione di AISM. Professore di Medicina Fisica e Riabilitativa presso l’Università di Genova, è vicepresidente del network europeo di riabilitazione RIMS. Si occupa di ricerca in ambito riabilitativo e di tecnologie innovative per la riabilitazione.

Carlo Brindesi Canali, fisico, ha collaborato ad esperimenti su antimateria presso il CERN di Ginevra, il Max Planck Institute di Heidelberg e L’INFN di Genova. Attualmente è ricercatore presso l’Istituto Italiano di Tecnologia dove coordina il laboratorio RAIN (Robotic Automation INspection) occupandosi di progetti innovativi di robotica industriale..

Simone Conradi, fisico teorico, dopo anni di esperienza nel campo della automazione in campo railway, svolge consulenza in ambito di machine learning applicato alla finanza. Insegna informatica nella curvatura smart-robot dell’ITIS Delpozzo di Cuneo e si occupa di nuove metodologie didattiche applicate al coding e all’insegnamento della computer science a bambini e ragazzi.

Jessica Podda, neuropsicologa e dottore di ricerca in Bioingegneria e Robotica, è ricercatrice presso la Fondazione Italiana Sclerosi Multipla di Genova. Si occupa di neuroscienze e neuroriabilitazione, in particolare del funzionamento cognitivo e del controllo motorio, oltre che lo sviluppo e la validazione di scale cliniche e dispositivi tecnologici di screening e riabilitativi.

Giacinto Barresi si occupa di neuroergonomia e user experience a Genova presso Rehab Technologies, laboratorio congiunto di Istituto Italiano di Tecnologia e INAIL. Formatosi in psicologia, neuroscienze e interazione uomo-robot, studia i processi neurocognitivi e le esperienze degli utenti di tecnologie protesiche, assistive e riabilitative per rendere tali soluzioni centrate sulla persona.

ore 18.30, Sala del Minor Consiglio al Palazzo Ducale e in live streaming

Disegnare fa bene alla Scienza

Lectio Magistralis con Luca Novelli

Il disegno precisa le idee diceva Matisse. Il disegno dà forma concreta alla nostra immaginazione diceva Bruno Munari. I disegnini mi hanno fatto vincere il Premio Nobel diceva Richard Feynman. Non solo mappe mentali, ma scarabocchi, ritratti e schizzi di animali, strati geologici, congegni e galassie. Il disegno mette a fuoco le idee. Ma a sua volta stimola la capacità di immaginare, funziona come sfogo alle nostre emozioni e intuizioni. Fa bene alla memoria perché le idee si ancorano ai segni e i segni rimangono non solo sulla carta ma anche incisi nel nostro cervello. Così Leonardo da Vinci disegnava, Newton disegnava, Lazzaro Spallanzani disegnava, Benjamin Franklin disegnava, persino Pasteur disegnava e dipingeva. Mary Anning disegnava fossili, Marie-Anne Paulze Lavoisier ritraeva esperimenti. I primi dinosauri hanno preso forma sulla carta disegnati da Richard Owen, come il primo circuito e il primo motore alternato di Nikola Tesla. La storia delle scienze non sarebbe la stessa senza la Luna disegnata da Galileo, senza l’albero della vita schizzato da Darwin e la doppia elica disegnata da Odile Speed per Watson e Creek. Insomma il disegno ha aiutato a pensare e a fissare sulla carta e nel tempo gran parte dei lampi di genio che hanno cambiato il mondo. Una storia da vedere.

Luca Novelli è scrittore e disegnatore, giornalista e autore televisivo. Dal Mio primo libro sui computer (Mondadori, 1983) e Storia della Chimica (Milano Libri, 1984), scrivere e disegnare libri di scienze è la sua maggiore attività. Sua è la serie In Viaggio con Darwin (Rizzoli 2006/2007/2008), Geniale come Leonardo (Giunti, 2019) e la collana Lampi di Genio (Editoriale Scienza) che quest’anno festeggia vent’anni e traduzioni in 24 lingue.

ore 21, Sala del Maggior Consiglio al Palazzo Ducale e in live streaming

Mappare l’attività del cervello epilettico

Lectio Magistralis con Dimitri Kullmann

Già Ippocrate sosteneva che le crisi epilettiche avessero origine dal cervello. Nel tempo l’epilessia, ha fornito una finestra d’indagine di valore inestimabile sui meccanismi fondamentali del funzionamento del cervello. Per fortuna, la maggior parte delle persone con epilessia risponde bene al trattamento farmacologico. Tuttavia, circa un terzo degli individui affetti continua a sperimentare crisi nonostante l’assunzione di farmaci. Negli ultimi decenni, avanzati metodi di indagine hanno dimostrato che gruppi di cellule nervose nel cervello possono sfuggire ai normali meccanismi che mantengono un equilibrio tra eccitazione e inibizione. Quando queste cellule raggiungono una massa critica, iperattivandosi in sincronia, si osserva un’eccitazione incontrollata che invade le regioni circostanti del cervello, portando a convulsioni, perdita di coscienza e altri sintomi. Aumentare permanentemente l’inibizione in tutto il cervello è la base di molti trattamenti farmacologici esistenti per l’epilessia, ma è limitato da effetti collaterali inaccettabili. Tuttavia, sono in fase di sviluppo nuovi trattamenti che si basano su manipolazioni genetiche delle cellule nervose coinvolte nelle crisi, per sopprimere selettivamente la loro eccitabilità. Queste terapie geniche devono ancora essere approvate per l’uso in clinica, il che potrebbe richiedere diversi anni, ma potrebbero migliorare la vita di molte persone con epilessia resistente ai farmaci.

Dimitri Kullmann è neurologo e ricercatore. Dopo una ricerca post-dottorato sulla funzione dei neuroni e delle sinapsi a San Francisco, ha stabilito il suo laboratorio presso l’Istituto di Neurologia di Queen Square (Londra), dove ha anche completato la sua formazione in neurologia clinica. Continua ad esercitare la professione di neurologo mentre dirige un laboratorio che si occupa di neuroscienze fondamentali, meccanismi di crisi, canalopatie neurologiche e terapia genica per l’epilessia. È stato il caporedattore della rivista di neurologia “Brain” tra il 2014 e il 2020, ed è stato eletto Fellow della Royal Society nel 2018

 

ore 21.30, Sala delle Grida al Palazzo della Borsa e in live streaming

MEMEX-Intelligenza artificiale per l’inclusione sociale

Conversazione con Alessio Del Bue, Fran Gracia Badiola

Un’applicazione, installata su un normale smartphone, che permette agli utenti di creare e visualizzare storie relative ai ricordi e alle esperienze legate a oggetti, eventi, e luoghi che caratterizzano il nostro patrimonio culturale e artistico. Questa l’incarnazione tecnologica del progetto MEMEX, finanziato dall’UE nella cornice di Horizon2020, il cui obiettivo è quello di promuovere la coesione sociale attraverso strumenti collaborativi supportati dall’Intelligenza Artificiale (IA) che rivoluzionino il modo in cui viviamo mostre, spettacoli, musei. Grazie a MEMEX le persone possono infatti collegare, attraverso la realtà aumentata, i propri ricordi a luoghi – tangibili, come un luogo geografico, o meno, come un evento – attraverso immagini digitali, video, registrazioni audio o input testuali. Si forma così, all’interno della comunità di utenti, una rete di esperienze e di ricordi, di oggetti e di luoghi che sono intrecciati alla storia e alla cultura europea. Gli utenti diventano così attori attivi, che danno forma a contenuti contemporanei e storici, personalizzando così il patrimonio culturale in un modo significativo e socialmente inclusivo. MEMEX rappresenta infatti una delle prime applicazioni di IA per il bene sociale degli individui fragili, cioè a rischio di esclusione sociale, della nostra società. Immergiamoci allora, grazie a questa conferenza, nel mondo di MEMEX, della cultura e dell’inclusione del futuro!

Alessio Del Bue, responsabile della linea di ricerca Pattern Analysis and computer Vision dell’IIT (Genova). Si occupa di sistemi di Intelligenza Artificiale assistiva, Computer Vision e Machine Learning, sviluppando nuove metodologie per la comprensione automatica dell’ambiente e l’analisi del comportamento umano. È co-autore di più di 100 pubblicazioni scientifiche su riviste e conferenze internazionali e membro dei comitati tecnici di importanti conferenze sulla visione artificiale.

Fran Gracia Badiola, laurea in diritto ispano-francese, master in politica internazionale e in relazioni internazionali dell’UE e studi diplomatici, ha lavorato in Spagna, Francia, Belgio, Turchia, Tunisia, Marocco e Messico. Ha lavorato per Amnesty International Francia ed è stato responsabile della cooperazione culturale presso l’ambasciata spagnola in Tunisia durante la primavera araba. Tra le sue recenti esperienze professionali, ha lavorato per l’UNESCO nel contesto della libertà di espressione e della libertà di stampa in Tunisia e Marocco. Attualmente è responsabile di programma in Interarts, agenzia indipendente senza fini di lucro che promuove lo sviluppo umano attraverso la cultura.

ore 21.30, Osservatorio Astronomico del Righi

E quindi uscimmo a riveder le stelle

Evento speciale

Giove, Saturno e gli astri dell’autunno ci danno appuntamento sulla volta del cielo per uno spettacolo unico, che il Telescopio dell’Osservatorio Astronomico del Righi può offrire in tutto il suo splendore, direttamente dalla cupola dell’Osservatorio o in differita: infatti, grazie al nuovo collegamento a banda larga recentemente installato all’Osservatorio Astronomico del Righi, le affascinanti immagini di stelle, pianeti e nebulose lontano potranno essere ammirate in una entusiasmante diretta dal cielo, anche senza tenere il naso all’insù!

 

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