GENOVA – Ultimi due spettacoli dedicati alla comicità per il XXI Festival dell’Eccellenza al Femminile: sabato 18 ottobre 2025, ore 19.30, al Teatro Modena (piazza Modena 3, Genova Sampierdarena) Marina Massironi è la protagonista di “Ma che razza di Otello?” di Lia Celi, con la regia di Massimo Navone e la musica dal vivo, rivisitazione ironica della tragedia shakespeariana intrecciata a riflessioni sull’attualità; domenica 19 ottobre, ore 16, la Sala Mercato (via del Monastero, Genova Sampierdarena) ospita “Lei non sa cosa vuole” di e con Luisa Merloni e con Daniele Natali, diretti da Manuela Cherubini, che descrive una giornata nello studio di Sigmund Freud, immaginato alle prese con la moglie, la figlia, l’allieva e la paziente, che mettono in crisi il grande analista, sgomento per la travolgente complessità portata dalla messa in discussione del patriarcato.
Il Festival dell’Eccellenza al Femminile, con la direzione di Consuelo Barilari, è prodotto da Schegge di Mediterraneo e realizzato in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova.
Biglietti per gli spettacoli: 18 euro intero; 14 euro ridotto over 65; 12 euro ridotto under 30 e associazioni femminile accreditate. Biglietteria al Teatro Ivo Chiesa, al Teatro Duse e al Teatro Modena. Biglietteria telefonica 010 5342400. Biglietteria on line biglietti.teatronazionalegenova.it. Aggiornamenti su www.eccellenzalfemminile.it
“Ma che razza di Otello?” di Lia Celi con Marina Massironi e la regia di Massimo Navone, in scena sabato 18 ottobre alle 19.30 al Teatro Gustavo Modena, si avvale della musica dal vivo eseguita da Fabio Battistelli al clarinetto, Augusto Vismara al violino e Neruda al pianoforte. La riscrittura di Lia Celi, mette in campo il punto di vista femminile sul celeberrimo testo di William Shakespeare. Ma se a raccontare l’Otello è Shakespeare, è una tragedia. Se la racconta Verdi in musica, è un melodramma. Se a raccontarla è un’attrice comica come Marina Massironi, la fosca vicenda del Moro diventa una cavalcata ironica fra passioni e intrighi del Cinquecento e dell’Ottocento, con inaspettati e pungenti cortocircuiti con l’attualità. La riscrittura si avvale della narrazione per ripercorrere in modo ironico la storia dell’impresa verdiana, la musica dal vivo ripropone arie, recitativi e fantasie di temi verdiani per un trio di musicisti che evoca i colori dell’orchestra. Marina Massironi restituisce al pubblico il triangolo Otello-Iago-Desdemona con umorismo sottile e spiazzante per un’ora e mezza di parole, musica, risate e pensieri.
Riscrivere storie già conosciute, incrociandole con fatti di cronaca più o meno recenti per riproporle come nuove e attuali, era la specialità di Shakespeare. Forse è per questo che le sue opere sono le più rivisitate, fatte a pezzi, rielaborate e ricomposte negli stili più disparati, di tutta la letteratura teatrale. Una specie di legge del contrappasso. L’Otello, una delle più famose vicende shakespeariane, impressa nell’immaginario popolare come il ‘dramma della gelosia’, non poteva sfuggire a questo destino: diventare materia per l’opera musicale ottocentesca, sempre a caccia di trame dense di contrasti emotivi, dall’impatto immediato, e possibilmente con titoli di forte richiamo come imponeva la legge del botteghino. Fino alla svolta comica di oggi. Lo spettacolo è prodotto da MDSpettacoli.
“Lei non sa cosa vuole” di e con Luisa Merloni, in scena con Daniele Natali con la regia di Manuela Cherubini, è in scena domenica 19 ottobre alle ore 16 alla Sala Mercato del Teatro Nazionale di Genova. Nell’arco di una giornata lo studio di Sigmund Freud è attraversato da diverse figure femminili: la moglie, la figlia, l’allieva e la paziente. Ciascuna di loro mette in crisi il noto psicoanalista che perde a poco poco il potere nella vita delle sue donne. La storia deve fare i conti con due paradossi: Sigmund Freud e le donne reali della sua vita (Martha Bernays la moglie, Anna la figlia, Lou Andreas-Salomé l’allieva e Dora la paziente) sono catapultati nel presente, e le donne sono interpretate tutte da un’unica attrice. L’uomo è immobile al centro, animato dalla brama di osservare e comprendere; le donne si muovono, danzano, desiderano, sognano, seducono, fuggono. Come nella realtà inconscia viene meno il principio di non contraddizione, la logica della veglia, e si allarga la prospettiva in cui si osserva l’eterno conflitto dei generi. L’incontro-scontro fra questi corpi desideranti che non riescono a comunicare tra loro è al centro del dissacrante sguardo dell’autrice. Il Freud contemporaneo di Daniele Natali è un uomo alle prese con una realtà che non riesce più a governare. Disegno luci di Camila Chiozza. Produzione Bluemotion/Angelo Mai e Psicopompoteatro.
Il XXI Festival dell’Eccellenza al Femminile è prodotto da Schegge di Mediterraneo con il sostegno di Ministero della Cultura, Fondazione Compagnia di San Paolo, Regione Liguria, Comune di Genova, con il patrocinio di Senato della Repubblica, Città Metropolitana di Genova, Rai Liguria, Coni. Fra i partner figurano Palazzo Ducale Genova, Museo Biblioteca dell’Attore, Università di Torino, Biblioteca Berio, Udi – Unione Donne in Italia, Lilith, Libera.







