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Festival Teatrale di Borgio Verezzi: i prossimi spettacoli

Festival Teatrale di Borgio Verezzi
La Compagnia di Orlando, La commedia (foto Tommaso Le Pera)

Sabato 25 e domenica 26 luglio al Festival Teatrale di Borgio Verezzi è in scena la prima nazionale dello spettacolo “Orlando, la commedia” di Giuseppe Dipasquale, che propone il celebre romanzo di Virginia Woolf in una forma drammaturgica inedita e sorprendente. Viola Graziosi veste i panni del protagonista, un cortigiano che attraversa magicamente quattro secoli, cambiando epoche, esperienze, paesi e sesso. Accanto a lei Arturo Cirillo e David Coco, con Cesare Biondolillo, Irene Ciani, Ginevra Pisani, Giacomo Vigentini. Una produzione straordinaria che coinvolge tre Teatri Stabili italiani: Marche Teatro, Teatro Stabile di Catania e Teatro Biondo di Palermo.

Il festival continua martedì 28 e mercoledì 29 luglio con un evento speciale molto atteso. Al Teatro Gassman di Borgio debutterà il nuovo spettacolo di David Livermore: “Ci vediamo all’alba”, un testo di Zinnie Harris interpretato da due tra le più interessanti attrici del nostro teatro contemporaneo, Anna Della Rosa e Linda Gennari, protagoniste di una intrigante rivisitazione tutta al femminile del mito di Orfeo ed Euridice. Ad accompagnare la dimensione onirica e spettacolare del suggestivo allestimento, le musiche originali composte da Roberta Di Mario e il sound design di Edoardo Ambrosio.

Sabato 25 / domenica 26 luglio ore 21.30
(Piazza Sant’Agostino – Verezzi)

PRIMA NAZIONALE

ORLANDO, la commedia
di Giuseppe Dipasquale
Liberamente ispirato al romanzo di Virginia Woolf
Con Viola Graziosi, Arturo Cirillo, David Coco
e con Cesare Biondolillo, Irene Ciani, Ginevra Pisani, Giacomo Vigentini
Regia Giuseppe Dipasquale
Scene Antonio Fiorentino. Costumi Stefania Cempini. Movimenti coreografici Camilla Montesi. La canzone del Cherubino è stata composta da Germano Mazzocchetti.
Produzione: Marche Teatro, Teatro Stabile di Catania, Teatro Biondo Palermo con il sostegno di SIAE
Lo spettacolo sarà in tournée da novembre 2026 e toccherà 14 città, tra cui Roma e Milano.

La messa in scena di Giuseppe Dipasquale spoglia il romanzo per esaltarne il ritmo scenico e la fluidità di genere. Attraverso una metamorfosi a vista, lo spettacolo fonde estetica elisabettiana e urgenza contemporanea in un atto visivo potente. L’opera è concepita come una commedia a più personaggi, dove il cambio di epoca e di genere avviene a vista, attraverso l’uso sapiente della parola e del corpo, evocando la magia povera ma potente del teatro. Il testo esalta l’ironia britannica e la poesia visionaria, trasformando la biografia fantastica in un’indagine contemporanea sul “Chi siamo?”. La metamorfosi di Orlando da uomo a donna diventa il perno drammaturgico per esplorare la libertà dell’individuo contro le convenzioni sociali di ogni epoca.

Se Shakespeare ha insegnato al mondo la fluidità dell’identità e il gioco del travestimento (da La Dodicesima Notte a Come vi piace), Orlando ne è l’erede spirituale e letterario assoluto. Pubblicato originariamente nel 1928, Orlando, uno dei romanzi più noti di Virginia Woolf, fornisce uno splendido esempio di sperimentazione modernista con il genere e la narrazione.

Orlando, giovane e melanconico cortigiano dell’epoca di Elisabetta I, nel corso di quasi quattro secoli non solo si troverà a vivere diverse vite, in varie e suggestive epoche storiche che vanno dal XVII al XX secolo, ma anche a cambiare sesso, diventando così una donna. Orlando è un giovane nobile elisabettiano che ama scrivere poesie tanto quanto cacciare, lottare con i cani domestici e concedersi una bella baldoria notturna. Dopo essere stato favorito dalla stessa regina Elisabetta, si innamora tragicamente. Ma mentre si prende cura di un crepacuore durato decenni, Orlando si rende conto che la poesia offre poco conforto. Nel XVIII secolo fugge dall’Inghilterra come ambasciatore in Turchia, dove dopo una misteriosa malattia si risveglia come donna, ma non ancora come autore pubblicato. Mentre le arti della lettura, della scrittura e della critica si espandono, le aspirazioni poetiche di Orlando rimangono frustrate fino al XX secolo, quando, tornata in Inghilterra, trova finalmente l’amore, la vita e la sua voce.

È una storia sulla trasformazione. Quella temporale, quella di genere, quella vitale dove la metafora del viaggio si intreccia con i campi di indagine della semantica cognitiva, della teoria del genere.

Il meccanismo scenico: L’opera è concepita come una commedia a più personaggi, dove il cambio di epoca e di genere avviene a vista, attraverso l’uso sapiente della parola e del corpo, evocando la magia potente del teatro.

La drammaturgia: Il testo esalta l’ironia e la poesia visionaria, trasformando la biografia fantastica in un’indagine contemporanea sul “Chi siamo?”. La metamorfosi di Orlando da uomo a donna diventa il perno drammaturgico per esplorare la libertà dell’individuo contro le convenzioni sociali di ogni epoca. La Woolf costituisce in questo un precedente per il filosofo francese Michel Foucault, che sosteneva anche che il genere è una questione di costumi sociali. Inoltre “Orlando” rappresenta una storia d’amore queer pionieristica nella letteratura. Il romanzo sfida coraggiosamente le norme sociali riguardanti l’amore e le relazioni descrivendo il romanticismo tra persone dello stesso sesso privo di sensazionalismi e moralizzazioni.

www.festivalverezzi.it