Domani in corso Italia si tiene il presidio del Circolo Nuova Ecologia di Legambiente contro il progetto di nuova pista ciclabile strutturata. Non c’è da stupirsi, il Circolo è sempre contro qualcosa, contro la demolizione della fatiscente piscina di Nervi, contro l’abbattimento degli alberi malati, contro una pista ciclabile, contro a prescindere…
Questa volta le argomentazioni per essere contro partono da considerazioni generali che possono anche essere condivisibili e sono le stesse che anche il nostro Circolo il quale, oltre che a FIAB, aderisce anch’esso a Legambiente, ricordiamolo, aveva esternato in tempi non sospetti quando erano stati assegnati i fondi ministeriali e chiedevamo che si valutassero anche altri progetti per la mobilità ciclistica urbana. A tali argomentazioni segue una conclusione generica senza proporre soluzioni e che lascia il tempo che trova. Sembra proprio che ancora una volta il Nuova Ecologia continui a porsi come un disturbatore, “protestatore” che non interloquisce con l’amministrazione in modo tempestivo per trovare le soluzioni migliori e condivise, ma per far vedere che esiste quando ormai i giochi sono belli che conclusi.
Vediamo di commentare quelli che il Circolo Nuova Ecologia definisce punti dolenti:
“1) L’idea di strutturare il percorso ciclabile a partire da una zona marginale della città rispetto agli assi principali, essenzialmente per ragioni di svago e turistiche, non permette di indurre comportamenti virtuosi in chi voglia privilegiare questo mezzo di trasporto, in quanto il resto della rete, le cosiddette piste ciclabili d’emergenza, non garantiscono sufficienti condizioni di sicurezza, concentrando la quasi totalità delle risorse nella realizzazione di quest’unico intervento a scapito appunto di tutti gli altri.”
In linea di principio concetto giusto che si scontra però con la realtà dei fatti. Si dovevano chiedere i fondi nel giro di un mese con un’idea di progetto già pronta e l’unico progetto abbozzato che consentiva una spesa come quella stanziata era quello di Corso Italia. Ricordiamo anche che i lavori vanno ultimati entro il 2022 e solo con questo progetto ci si riesce. Non dimentichiamo poi che Corso Italia fa parte della ciclovia Tirrenica (Ventimiglia – Roma) la cui progettazione nazionale parte ora. Per questo motivo Corso Italia non sarà isolata in quanto si sta già lavorando sul water front di Levante che avrà la sua pista ciclabile strutturata e sarà collegato al lungo mare e si sta già parlando di Viale Brigate Partigiane per collegare il centro e la stazione con la costa.
“2) Pensare di affrontare la questione della mobilità sostenibile senza mettere in campo una risposta forte anche sul fronte del Trasporto Pubblico Locale (T.P.L.), in primis con corsie protette per i mezzi pubblici e un potenziamento del servizio, non permette di dare un’offerta integrata funzionale al soddisfacimento dei bisogni, col risultato di non incidere sulla riduzione progressiva del parco vetture destinate al trasporto privato e ingenerando una continua tensione per accaparrarsi quote del medesimo sedime stradale.”
Anche questo è vero ma cosa c’entra con la ciclabile di Corso Italia ed i fondi destinati alla ciclabilità?
“3) In modo del tutto contraddittorio con quanto premesso si è dato corso ad un’accelerazione sul fronte degli insediamenti di centri commerciali di grandi dimensioni nel tessuto cittadino; con la presenza di Esselunga in Via Piave (e in attesa di vedere gli effetti del previsto Waterfront di Levante in zona Fiera) si è dato un colpo pressocché definitivo al congestionamento da traffico, tanto da considerare come scelta obbligata il mantenimento delle 4 corsie sul primo tratto di Corso Italia, optando nel contempo per la conservazione dei posti auto lato mare – con quali conseguenze per il disegno unitario della via e del verde attualmente presente a centro strada o ai bordi degli attuali marciapiedi risagomati non è difficile da immaginare – col risultato di rosicchiare, buon peso, un po’ di spazio pedonale.”
La soluzione prospettata per Corso Italia è evidente che sia una soluzione di compromesso che vuole proprio limitare quella “discordia” indicata nelle premesse del documento del Circolo Nuova Ecologia. Stante l’attuale situazione della mobilità cittadina o la fai così o non la fai e tra non farla e farla noi che in bici ci andiamo tutti i giorni, al contrario di quelli che faranno il presidio, non possiamo essere che d’accordo nel farla anche per il suo futuro collegamento con tutto il resto.
Circa il verde poi…. A parte che non è bello ciò che è bello ma ciò che piace. Riteniamo che il progetto di Corso Italia dell’arch. Dogliotti fosse un grandissimo errore con il verde dell’aiuola centrale visto solo da chi va in macchina e delle orrende, fredde panchine aiuole poste lato mare in mezzo ai parcheggi. L’aiuola centrale non verrà toccata salvo 10 cm in qualche punto che non danneggeranno certo quei quattro cespugli presenti. Semmai è proprio la scelta di piantare certe essenze che sta danneggiando l’aiuola. Le aiuole in mezzo ai parcheggi verranno poi sostituite da panchine fioriere sicuramente più adatte ad un lungo mare e se consideriamo che parte di queste già insiste sul marciapiedi lo spazio che sarà sottratto al passeggio sarà di pochi centimetri. Dire che la ciclabile di Corso Italia sottrarrà spazio ai pedoni è assolutamente pretestuoso.
Il documento del Circolo Nuova Ecologia conclude dicendo:
“Urge allora ragionare su un diverso modello di città, in linea con quelli che vengono oggigiorno considerati corretti criteri di sostenibilità ambientale, e mobilitarsi per chiedere la salvaguardia degli elementi attualmente caratterizzanti la passeggiata a mare, per una scelta non ambigua a favore della mobilità sostenibile e delle infrastrutture atte a incrementare il trasporto pubblico e la mobilità dolce cittadina.”
E quindi cosa propone per Corso Italia? Il nulla. Ci diano retta gli attivisti del Circolo Nuova Ecologia lascino occuparsi di piste ciclabili quelli che ci pedalano sopra.
CIRCOLO AMICI DELLA BICICLETTA
Aderente a FIAB onlus e LEGAMBIENTE onlus







