FIDAF SARDEGNA: IL CUORE OLTRE L’OSTACOLO DEI SETTE UNDER 14 AL TROFEO CONI
Nelle Finali Nazionali del Trofeo CONI a Castellaneta Marina, la giovane selezione della FIDAF Sardegna ha chiuso al decimo posto assoluto, portando a casa molto più di una semplice posizione in classifica. Il gruppo isolano, composto interamente da sette giovanissimi atleti del vivaio dei Crusaders Cagliari, si è trovato catapultato in un gigantesco evento multisportivo, affrontando un cammino tutt’altro che morbido. Il battesimo del campo nella prima giornata è stata una vera e propria maratona da quattro partite. L’impatto con i giganti della disciplina ha portato due pesanti battute d’arresto contro la Lombardia per 34-0 e la Sicilia per 28-0, ma è proprio lì che è emerso il carattere della squadra. I ragazzi non si sono demoralizzati e hanno risposto colpo su colpo, blindando la difesa nel successo per 6-0 contro la Liguria e liberando tutto il potenziale offensivo nel rotondo 25-6 rifilato alla Campania. La resa dei conti è arrivata nella seconda giornata per la finale di piazzamento, dove il Piemonte si è imposto per 40-0, congelando la classifica. Questo decimo posto nazionale porta i nomi di Carlotta Palmas, Alessandro Meloni, Giovanni Pisu, Riccardo Zedda, Francesco Boscu, Michel Pumarayme Moquillaza e Luis Sanz: sette nomi che rappresentano il futuro della disciplina nell’isola
IL BILANCIO POLITICO E LA PROGRAMMAZIONE DEL COMITATO REGIONALE
A bordo campo, il Delegato Regionale della FIDAF Sardegna, Emanuele Garzia, soffre e spinge i ragazzi ad ogni singola azione. Il suo bilancio a fine torneo mette da parte i formalismi e fotografa la realtà con grande onestà, guardando già alle prossime tappe: “Chiudere al decimo posto su tredici rappresentative partecipanti non è certamente il traguardo a cui aspiravamo, ma la conquista del risultato puro non rientrava tra le nostre priorità immediate. Parliamo di un gruppo formato di recente, dove uno dei ragazzi si è unito ai compagni soltanto nell’ultima settimana di vigilia. Il nostro scopo primario era garantire la presenza di una selezione sarda in questo secondo Trofeo CONI a cui la Sardegna prende parte. Siamo consapevoli che c’è ancora moltissimo lavoro da fare, ma facciamo tesoro di questo percorso per ripresentarci l’anno prossimo con una preparazione superiore e decisamente più competitivi”. Garzia ha poi spiegato l’incredibile sforzo fisico richiesto ai giovanissimi atleti in un calendario a dir poco compresso: “Abbiamo disputato cinque partite complessive. Quattro si sono concentrate interamente nella prima giornata, dove abbiamo ottenuto due vittorie e due sconfitte. Successivamente, nella seconda giornata, siamo scesi in campo per la finale che metteva in palio il nono e decimo posto, e purtroppo l’abbiamo persa, scivolando così sul decimo gradino”.
LO STUPORE IN CAMPO E I SETTE LEONI SARDI
Se Garzia traccia la rotta della federazione, l’accompagnatore tecnico Sergio Andrea Meloni si gode il lato umano di un’avventura indimenticabile, partendo proprio dal clima respirato in Puglia: “L’esperienza si è rivelata straordinaria perché vedere quasi cinquemila coetanei divertirsi praticando sport, socializzare tra loro e stringere nuovi legami, mi ha riempito di gioia”. Sul piano tecnico, Meloni non nasconde che i sardi partissero con un evidente svantaggio organizzativo rispetto alle corazzate della penisola: “Siamo partiti senza grosse aspettative sul fronte dei punteggi, considerando che la maggior parte dei nostri ragazzi ha iniziato a praticare il flag football da pochissimo tempo. Altre realtà regionali hanno potuto organizzare veri e propri tornei interni per selezionare i profili migliori da portare alla fase finale, presentandosi di conseguenza con intese già collaudate e una notevole esperienza alle spalle. Il gruppo sardo mi ha comunque stupito, sfoderando prestazioni maiuscole che ci hanno permesso di toglierci ottime soddisfazioni e di metterci alle spalle formazioni decisamente più blasonate”. Un piccolo miracolo sportivo fatto di storie di puro sacrificio, come quella di Carlotta, unica ragazza in campo: “Una nota di merito speciale va a lei, che ha lavorato duramente tutta la settimana precedente per recuperare da un infortunio. Nonostante i dolori ha voluto esserci a tutti i costi, offrendo prove di altissimo livello e trovando anche la gioia personale di un touchdown”. Attorno a lei, ogni compagno ha dato l’anima: “Luis si è inserito al volo diventando subito prezioso in attacco e in difesa; Francesco ha firmato un intercetto da urlo correndo in meta; Michele si è immolato nella propria metà campo salvando il risultato più volte. E nelle partite decisive, quando i palloni pesavano come macigni, Giovanni è diventato l’incubo delle difese siglando la meta della vittoria contro la Liguria, spalleggiato da Ricky che ha letteralmente sbarrato la strada ai lanci avversari. A orchestrare la squadra, da vero capitano coraggioso, ci ha pensato il quarterback Alessandro: non ha mai mollato un centimetro nei momenti bui, ha servito passaggi millimetrici per i touchdown dei compagni e ha strappato i complimenti sinceri di avversari e allenatori”.







