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Finale Ligure: spettacolo teatrale “Ricordando Falstaff” – 21 maggio

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Spettacolo teatrale

“Ricordando Falstaff”
21 Maggio, ore 21.00 Auditorium di Santa Caterina
Finalborgo
Drammaturgia e Regia: Maria Grazia Pavanello
Con: Chiara Tessiore, Martina Galvagni, Lara Giurdanella, Susanna Narice,
Elisa Comandù
Scenografia e Costumi: Sara Pelazza
Selezione delle musiche: Flavio Menardi
Dopo il debutto estivo, ai Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo con il tutto
esaurito, lo spettacolo viene rimesso in scena il 21 Maggio alle ore 21.00
all’Auditorium di Santa Caterina. “Ricordando Falstaff” è uno spettacolo nato
dalla collaborazione tra Percorsi Sonori e l’Associazione Culturale Baba
Jaga, in occasione del Bicentenario della nascita di Verdi.
Il “Falstaff” tratto da “Le allegre comari di Windsor” rappresenta il terzo
capolavoro verdiano, dopo il Macbeth e l’Otello tratto dall’opera di Shakespeare.
Fin dai primi tempi infatti, il grande drammaturgo inglese rappresentò per Verdi
l’ideale al quale ispirarsi per giungere ad un’arte in grado di cogliere in
profondità la realtà dell’animo umano con il suo complicato intreccio di passioni.
Così, come il Falstaff shakespeariano rappresenta la metafora della crisi del
Rinascimento per l’affermarsi dei valori dinamici della nascente borghesia, in un
mondo alla rovescia dove la saggezza non è più appannaggio dei vecchi ma dei
giovani, l’inventiva e la prerogativa è delle donne e non degli uomini, dove il
quotidiano prevale sul sublime, il dinamismo della città borghese sulla staticità
dell’aristocrazia, il linguaggio basso della commedia su quello alto della tragedia,
il Falstaff di Verdi e Boito alle soglie del Novecento diventa similmente la
trasformazione dall’ “alto” in “basso” con la vittoria dell’antieroe e la parodia del
tragico secondo la classica definizione dell’ umorismo come espressione di
tragicità, di contrasto doloroso, di crisi fra realtà ed apparenza.
Da queste considerazioni prende vita lo spettacolo “Ricordando Falstaff”
appositamente creato per “Percorsi Sonori”. Il nuovo testo vede le “allegre
comari” in una dimensione talvolta onirica, dove le avventure con il vecchio
Falstaff restano come unico vitale ricordo in una vita fatta di noia e routine.
Ispirandosi alle atmosfere del libretto di Boito e alle caratteristiche dei
personaggi di Shakespeare, “Ricordando Falstaff” vuole essere una
rivisitazione dell’opera inserendo in un susseguirsi di ricordi, parti registrate
tratte dal capolavoro Verdiano. Lo spettacolo, allegro e dinamico con continui
cambi di scena spesso netti e subitanei che ricordano le tecniche
cinematografiche del montaggio, si propone attraverso l’uso di un linguaggio
semplice come ponte ideale tra il teatro di prosa e l’Opera Lirica senza svilirne la
complessità e la valenza culturale. La musica di Verdi,mantenendo il ruolo di
protagonista, partecipa all’azione diventando di volta in volta capace di parlare,
commentare, sussurrare , sorridere e persino gesticolare.