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Fiorentina-Cagliari 1-2: Palestra corre, Firenze sprofonda

Fiorentina-Cagliari 1-2: Palestra corre, Firenze sprofonda
Il tributo a Rocco Commisso delle giovanili della Fiorentina (foto: Alessandro Bugelli)

Il laterale dell’Atalanta firma assist e gol al Franchi: Cagliari cinico e verticale, Fiorentina emotiva ma inconcludente, ancora prigioniera dei suoi vizi antichi nella lotta salvezza

Vittoria pesantissima della squadra di Pisacane, che difende il doppio vantaggio. Ai viola non basta il guizzo di Brescianini: la classifica resta preoccupante.

Firenze – Al Franchi, tempio di calcio e di amore per esso, che sa di rinascimento e di malinconie viola, va in scena una partita da bassifondi nobili, di quelle che non fanno storia ma fanno classifica. E la storia, piccola ma ferma, la scrive un ragazzo con le gambe da vento e la testa già da grande: Marco Palestra, classe 2005, laterale d’estrazione orobica, scuola Atalanta e destino da mercato, che con un cross pennellato e una stoccata fredda accompagna per ora il Cagliari fuori dalle sabbie mobili e ricaccia la Fiorentina nei suoi antichi peccati e nelle preoccupazioni da notti insonni.

La serata si apre in raccoglimento, quasi in liturgia. Il Franchi saluta Rocco Commisso, immenso presidente-padrone e padre putativo scomparso troppo presto, con i fiori bianchi del vivaio (dai più piccoli alla primavera) e un silenzio che pesa più di mille cori. Emozione vera, ma effimera. Perché il calcio, si sa, è bestia crudele e non fa sconti nemmeno al sentimento. La Viola riparte senza Kean, caviglia dolente, e si affida a Piccoli davanti, mentre il Cagliari, reduce dall’impresa juventina, si presenta con l’abito pratico del 4-3-3, senza fronzoli e con l’idea chiarissima di far male quando capita.

La Fiorentina parte come chi vuole onorare i morti e illudere i vivi: Gudmundsson accende subito la fascia come un fiammifero islandese, Solomon serpeggia, il pallone gira. Ma è un possesso spesso sterile, orizzontale, da bel gioco senza ferocia. Pisacane mette Esposito a fare l’ombra a Fagioli e la regia viola si spegne: senza aria e senza idee, il fraseggio diventa lento, prevedibile. E allora il calcio, che ama la sintesi, punisce.

Alla prima vera sortita, perché diciamolo francamente, la viola ha comunque dominato il campo, nella prima frazione, il Cagliari colpisce. Palestra scappa sulla corsia, salta l’uomo con naturalezza contadina e mette dentro un cross da manuale: Kiliçsoy svetta, Comuzzo arriva tardi e il pallone gonfia la rete. Doccia gelata, come da copione. La viola prova a reagire, sempre affidandosi a Gudmundsson, che trova però sulla sua strada un Caprile in versione saracinesca padana.

Nella ripresa ci si aspetterebbe una fiorentina rabbiosa, invece arriva lo shock. Il secondo. Che fa male come cadere sull’ortica coi pantaloni corti. Ancora Palestra, ancora in campo aperto: palla persa, verticalizzazione rapida, inserimento da ala antica e tiro secco per lo 0-2. È il gol che spacca la partita e l’umore del Franchi, che rumoreggia ma non molla.

Vanoli butta dentro uomini e speranze, alza il baricentro ma non sempre il ritmo cresce. Il Cagliari si difende come sa fare chi ha fame vera: linee strette, Mina a comandare, palloni buttati lontano senza vergogna. Eppure, nel forcing finale, la Fiorentina trova il varco: Solomon inventa rasoterra, Brescianini arriva puntuale e riapre il conto. Il Franchi ci crede, più col cuore che con la testa.

Gli ultimi minuti sono un assedio confuso, fatto di cross, mischie e buone intenzioni. Ma riemergono i vizi antichi: reparti lunghi, poche idee, troppa frenesia. Il Cagliari, invece, resta fedele alla sua essenzialità: verticale, ordinato, cinico. Così si vince, così — talvolta — ci si salva. Anche.

Il fischio finale consegna ai sardi tre punti pesantissimi e alla Fiorentina una sconfitta che brucia doppio: per la classifica, ancora precaria, e per il simbolo di una notte che doveva essere catartica  anche e soprattutto in onore del presidente volato in cielo e invece si è fatta amara come il fiele. La strada della salvezza è lunga, tortuosa e senza poesia. Ma il calcio, come la vita, non sempre concede rime: spesso si limita al risultato. Come la umida serata del Franchi. Alessandro Bugelli

Il tabellino

Fiorentina-Cagliari 1-2

Marcatori: Gol: 31′ Kiliçsoy (C), 47′ Palestra (C), 74′ Brescianini (F).

Fiorentina (4-3-3): De Gea; Dodo, Comuzzo, Pongracic, Gosens (59′ Harrison); Fagioli, Mandragora (46′ Fabbian), Ndour (59′ Brescianini); Solomon (83′ Fortini), Piccoli, Gudmundsson. All.: Vanoli.

Cagliari (3-5-2): Caprile; Zé Pedro, Mina, Luperto; Palestra (81′ Zappa), Adopo, Mazzitelli (80′ Prati), Gaetano, Obert (80′ Idrissi); Kiliçsoy (71′ Borrelli), Se. Esposito (64′ I. Sulemana). All.: Pisacane.

Arbitro: Marco Guida di Torre Annunziata.

Ammoniti: Pongracic, Caprile, Mina, Zé Pedro, Comuzzo

Spettatori: 20.456 – incasso lordo € 439.625,00.

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