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FITET Sardegna: Campionati Sardi Assoluti e Paralimpici a Cagliari

FITET Sardegna
La sfida Pinna - Brzan

FITET Sardegna: Campionati Sardi Assoluti e Paralimpici disputatisi a Cagliari presso il Palatennistavolo di via Crespellani. Vincono Brzan, Kuznetsov, Poma/Sarigu, Dessì/Brzan, Monni.

I carismi rilasciati da uno dei pochi Palazzetti dedicati esclusivamente al tennistavolo in tutta Italia rendono prestigiosa qualsiasi manifestazione si svolga al suo interno. Se poi si tratta del torneo più importante riservato ai migliori della classifica regionale, il ragionamento non fa una grinza. Peccato però che nella struttura cagliaritana incastonata nel quartiere di Mulinu Becciu le altissime aspettative siano state ridotte notevolmente da una limitata presenza di “big”, deludendo così gli appassionati presenti sulle gradinate. Ma gli iscritti hanno tenuto fede agli impegni garantendo comunque un pongismo di livello sia nei singoli, sia nei doppi.

Tra i protagonisti gioisce maggiormente la pongista del Tennistavolo Norbello Ana Brzan che raccoglie due ori, uno nel singolo femminile e l’altro nel doppio misto in sintonia con Silvio Dessì del Tennistavolo Guspini. Nel primo caso l’italo slovena precede in classifica le altre due uniche partecipanti: la spumeggiante e in forte ascesa Laura Alba Pinna (Tennistavolo Sassari) si deve accontentare dell’argento, mentre Michela Mura de La Saetta Quartu merita il bronzo. Nel doppio misto Ana e Silvio sbaragliano in finale la concorrenza dei favoriti di marca turritana Marco Poma e Laura Alba Pinna. In precedenza hanno invece ragione di Maxim Kuznetsov (Santa Tecla Nulvi) e di sua figlia Elèna (Tennistavolo Guspini) che salgono sul podio più basso assieme alla coppia saettina formata da Gioele Melis e Michela Mura. Più indietro ancora Alessandro Mercenaro (La Saetta) /Aurora Piras (Muravera TT) e il duo del Guspini con Fabiano Peddis e Manuela Casu.

Colleziona un oro e due argenti Marco Poma del Tennistavolo Sassari. In coppia con Marco Sarigu (Muravera TT) domina nel doppio maschile, dopo una finale strappa applausi disputata contro il tandem del Santa Tecla Nulvi formato da Maxim Kuznetsov e Francesco Ara. Bronzo per Giancarlo Carta (Nulvi) e Silvio Dessì (Guspini) che ricevono le medaglie con a fianco Mattia La Gaetana (Tennistavolo Decimomannu) e l’amato di casa Zemgus Lai (Marcozzi Cagliari).

Nei due piazzamenti ottenuti da Poma, oltre a quello nel doppio misto di cui si è già scritto, c’è anche quello nel singolo maschile dove Maxim Kuznetsov lo ha battuto in finale al quinto set. Il sardo guspinese sembrava avere in mano la partita ma il monserratino recupera, riuscendo e a giocarsi la bella dove però Maxim ha meritato di indossare maglietta e scudetto, inglobando anche lui tre metalli di diverso colore nella rassegna cagliaritana. La classifica finale della gara riservata agli uomini, la più numerosa con sedici iscritti, vede al terzo posto Francesco Ara (Nulvi) e Silvio Dessì (Guspini). Approdano ai quarti pure Massimiliano Broccia (Guspini), Gioele Melis (La Saetta) Maurizio Piano (Torrellas Capoterra) e Giancarlo Carta (Guspini).

Nel settore paralimpico si gioca la finale riservata ai giocatori in piedi (classe 6-10) dove Romano Monni (La Saetta Quartu) continua ad imporre la sua leadership risultando superiore nei confronti di Mauro Mereu (Tennistavolo Norbello).

La domenica “assoluta”, coordinata dall’arbitro Nicola Mazzuzzi, coadiuvato dagli aspiranti Gianluca Pani e Leonardo Pisano ha visto la partecipazione del presidente regionale FITeT Sardegna Simone Carrucciu: assieme al consigliere regionale Francesco Maria Zentile si è congratulato con i vincitori dopo averli premiati.

PARLANO I MEDAGLIATI

MAXIM KUZNETSOV: DOPO TANTE FATICHE IL MERITATO RIPOSO

“In tanti hanno preferito non giocare, con la loro presenza si sarebbe potuto alzare notevolmente il livello tecnico della manifestazione, comunque bella. L’unica vera sfida è stata quella disputata contro Marco Poma perché gli altri avversari erano di livello decisamente inferiore. E come succede ormai da qualche anno a questa parte con il portacolori del Tennistavolo Sassari ne esce sempre fuori un confronto molto combattuto. Stavolta ce l’ho fatta anche se avrei potuto chiuderla in tre set perché dopo aver comandato il gioco nei primi due parziali nel terzo mi sono ritrovato in vantaggio 6-2. Nulla faceva presagire il recupero di Marco che è stato bravo e caparbio nell’approfittare di qualche mia leggerezza e ad accorciare le distanze. Nel quarto, si è trasformato, dominandolo totalmente esprimendosi veramente bene. La bella è cominciata in equilibrio, poi piano, piano, ho cominciato a prendere le redini della situazione portandola vittoriosamente a termine stando sempre avanti nel punteggio. Credo che i presenti si siano divertiti perché è stata una finale ricca di spunti interessanti.

AFFARI DI FAMIGLIA

“Nel misto, con mia figlia Elèna, abbiamo giocato bene passando un turno agevolmente, poi opposti alla coppia Dessì/Brzan, sebbene fossero favoriti, strappiamo il primo set e lottiamo energicamente anche nel secondo. Il risultato ha premiato giustamente loro, però ci siamo divertiti.

UNA COPPIA INTERAMENTE TECLINA

“Con Francesco Ara, in un doppio inedito composto da due mancini, siamo giunti facilmente in finale. I rimpianti sono affiorati nel match con in palio il titolo. Lo perdiamo al quinto ma nel secondo eravamo avanti di qualche punto; avremmo potuto vincerlo ed invece ci ritroviamo sotto 2-0. Siamo stati bravi a rimontare ma nel parziale decisivo Sarigu e Poma hanno fatto vedere buone cose, approfittando anche di qualche nostro errore. Ci siamo ritrovati sotto 5-0 e purtroppo non c’è stata partita. Onore e merito ai vincitori.

Finisce per me una stagione lunga e snervante con tantissime competizioni e qualche settimana di riposo, credo meritato, non me la toglie nessuno.

ANA BRZAN: SEMPRE ACCIACATA MA FELICE

“Mi è dispiaciuto che gli iscritti fossero pochi, soprattutto nel settore femminile dove è risaputo che si gioca poco in tutta Italia, specialmente in Sardegna. E anche quando ci sono opportunità per loro, l’affluenza è sistematicamente minima. Ho voluto partecipare ai Regionali proprio per questo motivo, volevo dare un esempio concreto alle mie colleghe: quando ci sono manifestazioni, non lasciamocele sfuggire. Mi sono presentata a Cagliari nonostante non stessi bene fisicamente. Ero reduce dagli Italiani veterani in cui ho goduto di una condizione migliore rispetto alla norma, ma gli sforzi prodotti a Riccione mi hanno riportato in uno stato precario”.

MENO MALE CHE SILVIO C’E’

“Sono molto contenta per il titolo di doppio misto perché io e Silvio Dessì non partivamo da favoriti, ed era la prima volta che giocavamo insieme. Siamo stati molto bravi contro i Kuznetsov: la figlia è piccolina, non gioca da tanto, però c’era da tenere a bada Max. Non è stato facile, il primo set l’abbiamo perso poi abbiamo capito come uscirne fuori e ci siamo imposti per 3-1. In finale ci siamo ritrovati avversari di un certo spessore e alla fine, con grande fatica, l’abbiamo spuntata io e Silvio 3-1: ma sulla carta i favoriti erano Laura e Marco”.

RESUSCITATA IN EXTREMIS

“Nel singolo eravamo solo in tre e questo mi dispiace. Contro Laura Pinna, ragazzina molto in crescita che sta lavorando bene, la gara non è stata facile soprattutto per la sua velocità. Ho vinto i primi due set in scioltezza, poi lo sforzo eccessivo al ginocchio destro l’ha menomato e il mio gioco ne ha risentito parecchio. Nel terzo set sono crollata, nel lato del dritto non potevo caricare sulla gamba e questo mi ha messo in difficoltà. Lei giustamente ha sfruttato questa cosa, ma da parte mia è uscito fuori l’orgoglio da veterana, ho stretto i denti dal dolore e l’ho spuntata al quinto. Mi sono trovata in svantaggio 5-1 poi mi sono detta che anche strisciando la partita la volevo vincere e ce l’ho fatta. Con Michela Mura ho vinto agevolmente 3-0 senza esprimere il migliore tennistavolo È andato tutto bene, felicissima per i due titolo regionali vinti”.

 

LE IMPRESSIONI DI MARCO POMA NEL TRADIZIONALE BOTTA E RISPOSTA

Perché condividere il doppio maschile proprio con Marco Sarigu?

Siamo molto amici e abbiamo deciso di farlo insieme e divertirci come è successo.

Come avete ottenuto l’oro?

Siamo riusciti a portare a casa la vittoria perché siamo rimasti calmi e lucidi al quinto set dopo averne perso due di seguito. Abbiamo cercato di giocare il più semplice possibile senza tentare colpi troppo difficili e secondo me è stato questo che alla fine ci ha fatto vincere il titolo.

Il singolo ti ha riservato l’argento

Nella finale non sono partito come avrei voluto; durante i primi due set ho giocato molto passivo e Maxim è entrato molto bene in partita. Poi in qualche modo sono riuscito a portare a casa il terzo set nonostante fossi 6-2 sotto. Ho preso fiducia e al quarto ho giocato davvero bene, poi al quinto è stato più lucido di me alla fine e Max ha meritato la vittoria.

Forti emozioni le hai condivise pure con la tua compagna di scuderia

Con Laura Alba Pinna mi sono trovato bene in doppio, peccato perché in finale con maggiore voglia di vincere e più carattere, magari avremmo portato a casa il titolo ma sicuramente gli avversari sono rimasti saldi e attenti soprattutto alla fine del quarto set chiudendo la partita.

Che annata è stata questa che va a concludersi?

Ha avuto più bassi che alti, soprattutto in campionato. Ora sto lavorando duramente e continuerò a farlo durante tutta l’estate per essere pronto a settembre per la nuova stagione.

PARLA SARIGU, L’ALTRO MARCO

“Con Marco Poma, il Wombat, mi trovo alla grande. Oltre alla sua bravura ed intelligenza tattica, curiamo un bellissimo rapporto fuori dal campo che ci ha permesso di rimanere affiatati e lucidi anche nei momenti di difficoltà. Vittoria arrivata grazie ai “colpi plinianti” di Marco, dopo due partite molto difficili, prima con Dessì-Carta, sempre molto solidi e fastidiosi e poi in finale contro Ara-Kuznetsov al quinto set. La finale è stata molto tirata, e dopo un ottimo nostro inizio abbiamo subito la rimonta dei due giocatori di Nulvi, ma per fortuna siamo riusciti a vincere. Per quanto riguarda il torneo è sempre un’emozione vincere e con un amico come Marchino ancora di più. Infine mi auguro che i prossimi tornei ci saranno più iscritti per rendere ancora più competitiva la gara”.

SILVIO DESSI’, ORO DA DOPPISTA

“È stata la mia prima partecipazione in doppio misto ai campionati sardi assoluti e l’ultimo doppio misto da me giocato è stato circa trenta anni fa. Ho colto con piacere l’occasione di partecipare insieme ad Anna Brzan, giocatrice di livello che tutti conosciamo. Passiamo il primo turno senza giocare essendo teste di serie e in semifinale incontriamo la Kuznetsov family dove dopo le difficoltà iniziali riusciamo a prevale tre a uno. In finale ci aspetta la coppia favorita composta da Marco Poma (giocatore di A2) e Laura Pinna (promettente e fresca campionessa italiana di doppio quarta categoria); l’impresa è ardua ma ci crediamo e riusciamo a contenere, per quanto possibile, le giocate di Poma: ci imponiamo per 3-1. Bellissima esperienza, unica nota stonata dei campionati è stata la scarsa partecipazione cosa che accade sempre più spesso”.

L’UNICO TITOLO PARALIMPICO IN PALIO È DI ROMANO MONNI

“Sono soddisfatto del mio terzo titolo consecutivo di campione sardo. Voglio dedicare questa vittoria al mio compagno di società Gioele Melis che mi è stato di conforto nei vari tornei disputati dandomi consigli a livello pongistico, persona ammirevole. E poi alla mia Società che mi supporta in tutto l’anno agonistico. Grazie”.