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Fondazione Luzzati Teatro della Tosse: Una settimana di bontà 1975

Teatro della Tosse
Una settimana di bontà 1975 (Fondazione Luzzati Teatro della Tosse)

UNA SETTIMANA DI BONTA’ 1975
Fondazione Luzzati Teatro della Tosse
PRIMA NAZIONALE
23 gennaio -02 febbraio – h.20.30 – Teatri di S.Agostino – Sala Campana
Dom 26 gen e Dom 2 feb – h. 18.30
Lunedi riposo
Genova

La produzione dello spettacolo Una settimana di bontà 1975 è un’anteprima delle numerose iniziative per i 50 anni del Teatro della Tosse che caratterizzeranno la stagione 2025-2026.
Un omaggio, un ricordo ed una nuova attenzione a Tonino Conte e al suo lavoro ci è sembrata la strada migliore per dare inizio alle celebrazioni.
Anche per questo il debutto dello spettacolo sarà preceduto da una serata speciale: la proiezione pubblica, in anteprima nazionale, il 18 gennaio, del documentario “Tonino Conte – Qui ci vorrebbe un regista” firmato da Felice Cappa per Rai Cultura, in onda su RAI 5 il 25 gennaio.
Un momento di condivisione e di incontro in sala per ritrovare quel senso di comunità che solo il teatro può restituire dedicato a Tonino ed alle innumerevoli facce della sua arte: regista, scrittore, drammaturgo, poeta, artista visivo, ma soprattutto uomo di teatro.
Amedeo Romeo

18 gennaio – h.19 – Teatri di S.Agostino – Sala Trionfo
Rai Cultura
TONINO CONTE – Qui ci vorrebbe un regista -anteprima nazionale
Un documentario di Felice Cappa

Per rendere omaggio a Omaggio a Tonino Conte, poeta, drammaturgo, regista, attore, animatore culturale d’impronta patafisica e fondatore del Teatro della Tosse di Genova nel 1975, Rai Cultura ha realizzato “Tonino Conte. Qui ci vorrebbe un regista”, un documentario firmato da Felice Cappa e in onda sabato 25 gennaio alle 22.30 su Rai 5.
Il documentario ripercorre la sua parabola esistenziale e artistica – legata a doppio filo alla città di Genova e al rapporto d’amicizia e collaborazione con lo scenografo Emanuele Luzzati e con tanti altri protagonisti della vita culturale della città della Lanterna – anche attraverso immagini di repertorio dei principali spettacoli realizzati da Conte a partire dagli anni ’60 e delle testimonianze di tanti artisti e amici che lo hanno accompagnato in un viaggio teatrale “sui generis” lungo una vita.
“Tonino Conte. Qui ci vorrebbe un regista” è a cura di Giulia Morelli, produttrice esecutiva Serena Semprini, programmista multimediale Matilde Pieraccini, consulenza Elisa Sirianni, realizzazione Dimitri Patrizi.
Il lavoro è presentato in anteprima nazionale, andrà poi in onda il 25 gennaio p.v. su RAI 5.
La serata è a ingresso libero.

23 gennaio -02 febbraio 2025 – h.20.30 – Teatri di S.Agostino – Sala Campana
Dom 26 gen e Dom 2 feb – h. 18.30

UNA SETTIMANA DI BONTA’ 1975 – prima nazionale
Di Tonino Conte
Regia Emanuele Conte
Con Ludovica Baiardi, Raffaele Barca, Christian Gaglione, Charlotte Lataste, Antonella Loliva, Marco Rivolta e Matteo Traverso
Scene Emanuele Conte
Disegno luci Matteo Selis
Costumi Daniela De Blasio con la consulenza di Danièle Sulewic
Regista assistente Alessio Aronne
Movimenti coreografici Emanuela Bonora
Attrezzeria Renza Tarantino
Sarta Rocìo Orihuela Perea
Produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse

Una settimana di Bontà 1975 è la nuova produzione che apre il 2025, un testo inedito di Tonino Conte portato in scena da Emanuele Conte per la prima volta 50 anni dopo la sua stesura, proprio nell’ anno in cui il teatro si avvia a compiere i suoi cinquant’anni e in cui Tonino ne avrebbe compiuti novanta.
Sulla scia dell’omonimo volume di Max Ernst dei primi anni 30 – libro d’artista per immagini fortemente provocatorio e sovversivo del senso comune – Una Settimana di Bontà 1975 nasce come provocazione fin dal suo titolo, promettendo una atmosfera che viene demolita scena dopo scena, per dar vita ad un compendio spassosissimo dell’umana ferocia.
Un testo lucido, inusuale, incalzante ed estremamente comico, attualissimo nel mantenere un distacco costante, una “giusta distanza” che riconsegna un periodo plumbeo e contraddittorio della nostra storia senza mai farsene travolgere.
Sette giornate in pieno stile teatro dell’assurdo si inseguono a gran ritmo, senza una logica apparente; sette quadri di battute fulminanti compongono un album spietato di quegli anni e delle loro ipocrisie, contraddizioni e continui inciampi.
Uno sguardo senza sconti sulla realtà, sui volti della strada, sugli interni delle case ma, anche, un modo di fare teatro di Emanuele Conte con un gruppo di giovani attori su un palcoscenico in cui tutto viene svelato e mostrato.
In un’atmosfera che ricorda certo cinema di Bûnuel, uno spettacolo che attraversa a strappi paradossi e ipocrisie di un’epoca complessa e ambigua, che resta sempre sullo sfondo, come un ingombrante convitato di pietra seduto in platea a godersi lo spettacolo di sé stesso.

NOTA DI REGIA
Sei piccoli camerini sul fondo del palcoscenico, sedie, specchi e le classiche lampadine illuminano i visi degli attori che vediamo di schiena, si stanno cambiando, chiacchierano fra loro, ridono.
Poi lo spettacolo comincia – o forse era già cominciato quando siamo entrati in sala – senza soluzione di continuità.
Perché mettere in scena questo testo del 1975? Per una ricorrenza?
No, o almeno non solo.
Mi sono reso conto di quanto fosse sconosciuto dai giovani d’oggi il periodo degli “anni di piombo”. Ormai sembra un’era fa, eppure, per la mia generazione è stata la culla in cui crescere da bambini ad adolescenti.
È possibile un confronto fra quel tempo e la contemporaneità?
Io penso di sì e Una settimana di bontà mette in scena un mondo in tensione continua, specialmente in Italia: bande armate, attentati, omicidi di mafia, l’eroina che ammazzava amici fraterni e che inquinava ogni angolo della città, ogni parco e giardino; sullo sfondo la guerra fredda e la bomba atomica che sembrava, da un momento all’altro, doverci cascare sulla testa, e via di seguito.
Un testo dal linguaggio modernissimo che non racconta gli anni di piombo, ma li vive dall’interno e li osserva da lontano. Questa fu la grande intuizione di un Tonino quarantenne, raccontarne più le persone che gli eventi, andare oltre la facciata politica per arrivare all’umanità, ai vecchi qualunquismi che sembravano soccombere ai nuovi e ad una nuova morale, il conformismo moderno.
La ferocia delle persone per bene, gli ideali non sempre trasparenti, il sesso libero, gli spinelli; ragazzi cresciuti fra valori tradizionali, ex fascisti ed ex partigiani. Un modo nuovo e contradditorio. Dall’oratorio a bandiera rossa.

“Prima tutti a pregare, poi tutti a chiavare, senza neanche guardarsi in faccia, più per dovere che per piacere”.
Ho deciso di mettere in scena adesso Una Settimana di Bontà perché questo è il suo momento.
La colonna sonora è composta da una selezione di canzoni del tempo, un viaggio musicale che, passando dai Nomadi, Piero Ciampi, Rino Gaetano, Dalla e Inti Illimani, comincia con Gaber e finisce con Benvenuto Fortunato, una canzone scritta Da Tonino nel 1968 e musicata da Oscar Prudente.

Emanuele Conte

BIO
TONINO CONTE
Nato a Napoli nel 1935, è stato genovese dall’età di tre anni.
Abbandonata la scuola senza conseguire alcun diploma, prima di approdare al teatro – nel 1959 con la Borsa di Arlecchino di Aldo Trionfo, dove conosce Emanuele Luzzati e Giannino Galloni – si è adattato ai più svariati e pittoreschi mestieri.
Nel 1966 il suo primo testo teatrale, Gargantua Opera, messo in scena dal CUT di Parma. Con Aldo Trionfo scrive, tra il 1970 e il 73 Sandokan, Margherita Gautier, Ettore Fieramosca.
Nel 1968, per il Teatro Universitario di Genova, la prima regia: Ubu Re di Alfred Jarry, con cui inizia la collaborazione con Emanuele Luzzati, che firma le scene e i costumi. Spettacolo premiato a vari Festival internazionali. Nello stesso anno, per il Piccolo Teatro di Milano, su invito di Paolo Grassi, dirigeC’era una volta e adesso c’è ancora, uno dei primi spettacoli per le scuole.
Nel 1975 fonda con Emanuele Luzzati, Aldo Trionfo, Giannino Galloni, Rita Cirio, Eugenio Buonaccorsi, Mario Bagnara e un gruppo di attori, tra cui Myria Selva, Mario Marchi e Piero Boragina, il Teatro della Tosse, di cui è stato Presidente Onorario fino alla sua morte nel marzo 2020.
Ha firmato regie per lo Stabile di Genova, il Teatro Antico di Siracusa, il Teatro Gioco Vita, l’Arena di Verona, il Carlo Felice, il Regio di Torino, il Maggio Musicale Fiorentino e – con il Teatro della Tosse – ha allestito singolari spettacoli dentro e fuori il teatro: nei capannoni ex nucleare dell’Ansaldo, la Diga Foranea di Genova, in fortezze e borghi, come quello di Apricale.
Pubblica racconti, poesie e saggi, tra cui: Sganarello Medico per forza e Il Drago Gradasso, Emme Edizioni, 1974, Facciamo insieme teatro, Einaudi, 1977 (ripubblicato da Laterza, alla sua quarta edizione nel 2008), Genova, una città in 20 storie, Laterza, 1996, ..e san Francesco inventò il presepio, Il Melangolo, 2002, L’amato bene, romanzo, Einaudi, 2002, (Premio Mondello) Le parole del teatro, Einaudi, 2006, Non il fiore, ma la cipolla sulfurea, con scritti di Gino Paoli e Nico Orengo, Il Melangolo, 2006. Nel 2015 escono Qui ci vorrebbe un regista!, raccolta di racconti per l’editore Il Canneto, e Pornograffiti 2 per La Grande Illusion. Nel 2017 la stessa casa editrice pubblica, in una preziosa edizione-cofanetto illustrata da Beppe Giacobbe, il libro Il mistero dei Tarocchi, tratto dall’omonimo spettacolo da lui diretto nel 1990, scritto insieme a Gian Piero Aloisio.
Tra gli spettacoli realizzati per il Teatro della Tosse, vanno ricordati, oltre all’inaugurale Ubu Re, le molte declinazioni del personaggio di Alfred Jarry: Uburlesque, Ubu Incatenato, e infine Ubu sulla cacca per burattini. Molte le interpretazioni del Pinocchio di Collodi. Per il palcoscenico o in spazi esterni ha firmato le regie di Recitarcantando (1978) Storia vera di Piero d’Angera di Dario Fo (1985), Nove volte Amleto (1987), Eva Peron (1988) e L’Omosessuale o la difficoltà di esprimersi (1999) di Copi, Dialoghi delle Puttane, degli Dei Marini e dei Morti da Luciano di Samosata (1991), La Classe III B (1993), La Notte delle Favole (1994), I Persiani alla Fiumara (1998) La Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze (2000) Gli Uccelli di Aristofane e altre Utopie (2000), Inferno (2002), Il Libro Cuore (2004) e La mia Scena è un Bosco (2007) da testi di Emanuele Luzzati.
Ha collaborato con gli scenografi e costumisti Santuzza Calì, Bruno Cereseto, Emanuele Conte, Andrea Corbetta, Guido Fiorato, Giovanni Licheri e Alida Cappellini, Emanuele Luzzati, Danièle Sulewic, e con i musicisti Giampiero Alloisio, Bruno Coli, Ivano Fossati, Nicola Piovani, Oscar Prudente.
Per i numerosi spettacoli in grandi e inconsueti spazi all’aperto (Forte Sperone, Diga Foranea, l’ex capannone industriale della Fiumara, per citare quelli a Genova), di grande successo di pubblico, che sono diventati uno dei tratti distintivi e punti di forza del Teatro della Tosse, il 3 ottobre 2003 ha ricevuto la laurea ad honorem in Architettura dalla Facoltà di Camerino.
Nel settembre 2005 gli viene conferito il Grifo d’Oro dalla Città di Genova e nel 2007 il Premio Vallecorsi per il Teatro. Onorificenza di Commendatore della Repubblica il 2 giugno 2008.
Nel verde della cascina San Biagio – nel Monferrato – ha avviato un cantiere d’arte e teatro che ha battezzato Agriteatro.
Dal 2008 si dedica alla creazione di collage – i Falsi d’Autore – successivamente esposti in diverse mostre: nel settembre 2009 all’Oratorio dei Disciplinanti a Finale Ligure – La Camera Azzurra – e a Palazzo Ducale in occasione del Festival Forme del Pensiero che Ride, nel 2010 ad Albissola Marina alla Galleria “Il Bostrico”, con il titolo La sostanza dei Sogni. Nel 2016, alla Galleria Il Vicolo di Genova, si può vedere La Giostra del Teatro, con opere di Emanuele Luzzati e Santuzza Calì.
Su invito del Comune di Roma alla Casa dei Teatri nel 2013 è stata allestita un’esposizione-omaggio al suo lavoro con il Teatro della Tosse, Viaggio Teatrale tra Gioco e Ricordo in Compagnia di Ubu Re e Gargantua nelle opere di Tonino Conte e Danièle Sulewic.
Dal 29 maggio al 28 giugno 2015 gli viene dedicata una grande mostra a Palazzo Ducale a Genova nella Loggia degli Abati per festeggiare i suoi 80 anni, dal titolo: Tonino Conte, un compleanno patafisico. La mostra – composta da filmati, foto, poesie e arricchita dai suoi collage, è ideata dalla Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse e curata da Danièle Sulewic.

EMANUELE CONTE
Autore, regista e scenografo, è presidente e regista residente di Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse. Precedentemente ha ricoperto anche le cariche di direttore organizzativo e direttore artistico della Fondazione. Inizia a lavorare in teatro a metà degli anni 80 e ricopre tutti i ruoli tecnici del dietro le quinte fino a diventare direttore di scena nei primi anni 90. Nel 1996 collabora con Emanuele Luzzati alla realizzazione della scena di Inferno e Inferni a Forte Sperone sulle alture di Genova.
Diventa direttore allestimenti del Teatro della Tosse e uno dei più stretti collaboratori di Emanuele Luzzati. Insieme firmano il Parco del Flauto Magico a Santa Margherita Ligure e nel 1997 il Presepe di Piazza Carlo Felice a Torino, l’anno successivo curano l’allestimento della facciata della stazione Porta Nuova di Torino e realizzano parte degli arredi per la Casa Teatro Ragazzi e Giovani.
Dal 1996 firma le scenografie di diversi spettacoli; la prima arriva per Road (regia Sergio Maifredi), poi per Nara Livet, Piccoli omicidi tra amici, Fröken Julie, Sosia di Moliére, Pantagruele e Panurgo alla ricerca dell’oracolo della diva bottiglia, Odisseo, Ulisse o Nessuno, Il pazzo e la monaca. Suo anche l’allestimento di Inferno di Dante e la Gerusalemme Liberata (insieme ad Andrea Corbetta) entrambi messi in scena alla Chiesa di Sant’Agostino di Genova, poi in tournée estiva in chiese sconsacrate, piazze e chiostri, e de I persiani alla Fiumara, nell’ex fabbrica Ansaldo di Genova Sampierdarena.
Nel 1998 la sua prima regia teatrale con La strada per L.A., tratto dal romanzo di John Fante seguito da I 7 peccati capitali nelle Grotte del parco speleologico di Orvieto. Nel 2002 dirige Paladini di Francia,spettacolo di teatro per ragazzi e nel 2004 Alice nella casa dello specchio di cui cura anche testo e scenografia. Firma ancora testo e regia de ll solitario ovvero che inenarrabile casino! di Ionesco (2005), Caro Piccolo Adolf (2006) e nel 2008 insieme a Tonino Conte di Candido – viaggio nel migliore dei mondi possibili. Nel 2009 dirige Box e 2984 tratto dal romanzo 1984 di George Orwell in cui si ritrovano tutte le sperimentazioni e soluzioni sceniche dei primi anni ‘90. Nel 2010 dirige Spettacolo Cosmico gli orizzonti dello Zodiaco (regia insieme ad Amedeo Romeo), Box² e Il viaggiatore onirico tratto da un romanzo di Boris Vian. Nel 2011 dirige BOX 3D teatro interattivo per le in-dipendenze e Il Luna Park della scienza. L’anno successivo firma Generazioni componibili, Il castello dei sette peccati e il musical in scena al Teatro Carlo Felice di Genova Oz on the road. Sempre nel 2012 cura la regia di La regola del gioco opera prima della giovane drammaturga Elisa D’Andrea e di Gran Bazar delle mille e una notte. Nel 2013 firma la regia di Sogno in una notte d’estate scritto insieme a Elisa D’Andrea, da William Shakespeare e Shakespeare Dream, l’anno seguente è regista di Antigone di Jean Anouilh e di The wedding singers scritto da Luca Ragagnin. Nel 2014 dirige Caligola di Albert Camus. Nel 2015 adatta e dirige Prometeoedio e nel 2016 è regista di Eurydice, ancora dal testo di Anouilh e della ripresa di Candido. Insieme a Michela Lucenti e Balletto Civile firma testo e regia di Orfeo Rave, il grande evento teatrale nel Padiglione Jean Nouvel della Fiera di Genova, nel 2018 di AXTO, oratorio per corpi e voci dal labirinto e de ll Maestro e Margherita.
Nel 2020 mette in scena ART, la celebre commedia di Yasmina Reza, in una versione che dal 2021 prosegue la tournee italiana.
Nell’estate 2021 firma LUZZATI Experience, prima mostra immersiva dedicata al lavoro di Emanuele Luzzati al Palazzo della Borsa di Genova e Un Flauto Magico al Parco Villa Duchessa di Galliera nell’ambito del progetto 100 Luzzati in occasione dell’anniversario della nascita di Emanuele Luzzati.
Nel 2023 porta in scena IL FENOMENO LAPLANTE- La strana storia del capo indiano fascista, un testo di Maurizio Patella ancora in tournee e firma testo e regia di MAL VISCONTE MEZZO GAUDIO nell’ambito del trittico I NOSTRI ANTENATI, grande produzione ispirata alla celebre trilogia di Calvino di cui cura l’intero allestimento scenico.
Firma testi, allestimenti e regia degli spettacoli estivi a stazioni dentro al Parco Storico Villa Duchessa di Galliera di Genova e in boschi, borghi, fortezze e paesi tra Liguria e Piemonte; tra i piu’ recenti Shakespeare by night uno spettacolo nel bosco, in tournee’ dall’estate 2022, Orlando D’amore Furioso, Oniricon- Sogni che camminano nel bosco.

ATTORI

LUDOVICA BAIARDI
Nata a Genova nel 1997, si laurea in recitazione nel 2021 alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano.
Nei tre anni successivi lavora con le compagnie teatrali Mamimò e Chronos 3 e con il Teatro della Tosse.
Dal 2022 studia con la clown Gardi Hutter, seguendola nel suo lavoro in giro per l’Europa.

RAFFAELE BARCA
Classe ’93, nel 2018 frequenta alcuni corsi di recitazione e debutta con la compagnia del Teatro dell’Orologio di Roma, con lo spettacolo “Romeo&Giulietta”, regia di L.F. Carissimi. Scrive e recita in “Rob Story”, corto teatrale che partecipa al festival “Estrocorti” di Bologna, aggiudicandosi il premio alla produzione.
Dal 2020 al 2023 frequenta la Scuola del Teatro Stabile di Genova. Prende parte alla rassegna di drammaturgia contemporanea “Teatro Aperto”, sotto la direzione artistica di Elisabetta Pozzi.
Partecipa alla serie tv “Love Club”.
Dal 2023 collabora col Teatro della Tosse di Genova e interpreta Orlando in “Orlando d’amore furioso”, tratto da “Orlando Furioso” di L. Ariosto, regia di E. Conte.

ANTONELLA LOLIVA
Nata a Bari nel 2000, si diploma al Teatro Nazionale di Genova nel 2022.
Dal 2006 iniziava a studiare chitarra e, successivamente, canto individuale e corale.
Nel 2022 inizia la sua collaborazione con il Teatro della Tosse e, nel ruolo di Bradamante, prende parte a “Orlando d’amore furioso”, per la regia di Emanuele Conte.
Dal 2023 frequenta la facoltà di Lettere Moderne presso l’Università di Genova.
Ha preso parte a spettacoli teatrali per le regie di Gianluca Ferrato, Carlo Orlando, Massimo Olcese, Consuelo Barilari, Christian Olcese e Ivonne Capece.

CHRISTIAN GAGLIONE
28 anni da Modena, diplomato alla scuola per attori del Teatro Stabile di Torino nel 2024.
Iniziato a fare teatro a Modena dopo il diploma di scuola superiore con vari corsi privati e poi frequenta il corso propedeutico dell’Accademia Nico Pepe di Udine. Durante il periodo a Torino lavora in alcuni spettacoli di Valerio Binasco, Leonardo Lidi e Filippo Dini.

CHARLOTTE LATASTE
27 anni, genovese di nascita ma italo francese.
Danzatrice, si forma a Genova frequentando il Liceo coreutico, studia a Parigi e Berlino. Collabora con la Compagnia DEOS Danse Ensemble come danzatrice dal 2019.
Ha insegnato in varie scuole di danza e frequentato corsi di recitazione. Collabora da qualche anno con Il teatro della Tosse , in questa occasione per la prima volta come attrice

MARCO RIVOLTA
Genovese, diplomato alla Scuola del Teatro Nazionale di Genova. Ha lavorato, in Teatro, con registi come Massimo Mesciulam, Emanuele Conte, Simone Toni, Sergio Maifredi. Per il cinema, con registi del calibro di Gianni Amelio, Roberto Andò e Francesca Archibugi. Nel 2023 riceve la Menzione per Miglior Attore al Matera Film Festival, per “Talafì” di G. Merlini.
Collabora da alcuni anni col Teatro della Tosse, sia in veste di attore sia in quella di docente nei Corsi di Teatro della Falegnameria. Sempre per il Teatro della Tosse, nel 2024 firma le musiche originali di “Mathilde”, per la regia di Alessio Aronne.

MATTEO TRAVERSO
Si diploma in recitazione e studio del dramma e del teatro in Inghilterra, a Southampton, successivamente ottiene il diploma all’accademia del Teatro Nazionale di Genova, dove incontra numerosi colleghi con cui forma varie compagnie teatrali che mettono in scena spettacoli auto prodotti. A partire dal 2022 entra a far parte del gruppo “I Quokka” di Alessandro Bergallo e inizia la collaborazione con il Teatro della Tosse. Lavora anche con il Teatro Nazionale di Genova assieme a registi e attori come Tullio Solenghi, Mauro Pirovano ed Elisabetta Pozzi.

INFO E BIGLIETTI
BIGLIETTI
Biglietto euro 18
Ridotto Under 28 alla prima euro 10
Ridotto per i nati nel 1975 euro 10 esibendo un documento di identità al botteghino del teatro
Bambini fino a 14 anni 10 euro
Riduzioni per studenti universitari, scuole superiori e gruppi di almeno 15 persone scrivendo a: [email protected]

I biglietti per gli spettacoli in programma al teatro del Ponente sono prenotabili e acquistabili alla biglietteria del teatro della Tosse negli orari di apertura.

Tutti i biglietti sono sempre acquistabili online su www.teatrodellatosse.it.e www.happyticket.it.
Info e prenotazioni: [email protected] / [email protected]

Orario biglietterie

TEATRO DELLA TOSSE – PIAZZA R. NEGRI
La biglietteria sarà aperta dal martedì al sabato dalle ore 15.00 alle ore 19.00.
Lunedì e festivi, solo in caso di spettacolo, dalle ore 15.00. Domenica, in caso di spettacolo biglietteria aperta dalle ore 15.00. Il numero tel. del botteghino e’ 0102470793.

TEATRO DEL PONENTE – PIAZZA ODICINI 9
La biglietteria sarà aperta martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 14 alle ore 17; nei giorni di spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.